25 anni fa moriva Dante Graziosi

4 luglio 2017 alle 11:13 | Pubblicato su Letteratura, Novara, Ricordo, scrittori, Storia | Lascia un commento

25 anni fa moriva Dante Graziosi, cantore della Terra degli aironi
Giovedì il veterinario, politico e scrittore sarà ricordato in Biblioteca

L’anniversario cade il 7 luglio. Il suo libro Una topolino amaranto inaugurò nel 1992 le pubblicazioni di Interlinea. L’opera La terra degli aironi ha dato il nome a un premio letterario. Tra i progetti in atto l’archivio di libri, carte e documenti per la memoria della civiltà contadina, ma servono fondi. L’ATL distribuisce gratis guide cicloturistiche ai luoghi dei suoi libri.

Il Centro Novarese di Studi Letterari vuole ricordare Dante Graziosi nel 25° della scomparsa questo giovedì 6 luglio 2107, vigilia della morte nel 1992, con un momento alle ore 18 per raccogliere testimonianze e per mostrare carte inedite e curiosità del costituendo Archivio storico e letterario Dante Graziosi per la memoria della civiltà contadina a Palazzo Vochieri in corso Cavallotti 6 a Novara nella Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni.

Dante Graziosi (1915-1992), uno dei padri della Novara repubblicana, è stato partigiano, veterinario, scrittore, deputato, anche parlamentare europeo, fondatore delle organizzazioni novaresi degli agricoltori. La raccolta di libri, lettere, carte, foto, video e documenti intende per favorire ricerche scolastiche e universitarie e non dimenticare tradizione e passato con un significato sociale ancor prima che culturale. L’Archivio letterario Graziosi è il primo passo di un archivio letterario novarese, perché la memoria e le parole degli scrittori aiutino a capire e guardare con più lucidità il presente e il futuro del nostro territorio. Il progetto è stato avviato grazie al sostegno dal Fondo dott. Pagani costituito presso la Fondazione della Comunità del Novarese Onlus. L’occasione di questo giovedì vale anche per chiedere ai novaresi di sostenere il progetto dell’archivio: versa un contributo alla Fondazione della Comunità del Novarese Onlus sul conto corrente postale 18205146 o Banco Posta della stessa Fondazione (iban IT63T 676011010000018205146), con un volume in omaggio.

Intanto l’ATL di Novara continua a distribuire gratis la guida cicloturistica e letteraria ai luoghi dei suoi libri scaricabile dal sito: http://www.turismonovara.it/it/itinerarischeda?Id=227

Info: http://www.letteratura.it/archiviograziosi/

Video di presentazione:  https://www.youtube.com/watch?v=QdvBxuOJdiA

Una voce sulla scrittore è in Wikipedia:  https://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Graziosi

 

Dante Graziosi è nato a Granozzo, un borgo sull’acqua delle risaie alle porte di Novara, nel 1915. Alla pratica letteraria è giunto nella maturità. Medico veterinario, docente universitario di Igiene e Zootecnia all’Università di Torino, parlamentare per quattro legislature e sottosegretario in altrettanti governi, fondatore dell’organizzazione novarese dei Coltivatori diretti, ha pubblicato molti saggi scientifici di zootecnia prima di dedicarsi alla narrativa. Avendo conosciuto il Palazzo, ha scelto i valori genuini e semplici delle proprie radici e li ha voluti raccontare. L’esordio letterario è avvenuto nel 1972 con La terra degli aironi, una serie di racconti in cui (come nel successivo Storie di brava gente) sul filo dei ricordi lo scrittore fa rivivere tradizioni, ambiente e personaggi di una civiltà contadina intorno alla risaia ormai al tramonto. È però all’attività di medico degli animali che ha dedicato nel 1980 il suo più celebre libro Una Topolino amaranto, lettura molto adatta anche per le scuole, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 ha pubblicato Nando dell’Andromeda, romantica saga padana che ha per protagonista un camminante, uomo libero e poeta, al tempo delle mondine, della vita sull’aia, delle prime lotte politiche nelle campagne. Al centro delle storie sta il Molino della Baraggia di Granozzo, dove ha vissuto e ora ha sede il villaggio sportivo di Novarello. L’autore, scomparso improvvisamente il 7 luglio 1992 a Riccione, prediligeva intingere il pennino nell’inchiostro della memoria, nella fedeltà alle radici che contraddistingue la sua vena letteraria affiorante anche nelle opere postume. Una sua antologia narrativa, promossa anni fa dal Comitato Club Novaresi, è La fiera di Novara e altri racconti, illustrata da immagini di Sergio Bonfantini. Come ha scritto Davide Lajolo, «il modo di raccontare di Graziosi, che può essere all’antica, che mette punti, virgole e sentimenti al posto giusto, che vibra e s’intenerisce nell’amore della sua terra, della gente, delle strade, dell’erba, della vita del suo paese, sia un riscatto dalla noia di certo burocraticismo politico, dalle formule e dalla corsa alle poltrone. È un ritornare a guardarsi allo specchio come uomo per ritrovare le caratteristiche di fondo di chi ha imparato perché si sta al mondo».

«Nel silenzio la pianura parla con la sua voce che viene da lontano» (Dante Graziosi, La terra degli aironi)

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La coscienza pastorale di Carlo Bascapè

26 giugno 2017 alle 11:11 | Pubblicato su Novara, Storia | Lascia un commento

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La coscienza pastorale di Carlo Bascapè
Sabato 1° luglio a Oleggio presentazione della rivista “Novarien”.

 Il nuovo numero 46 sarà presentato a Oleggio il 1° luglio alle ore 16 con Giancarlo Andenna, Mario Perotti e Dorino Tuniz, con visita guidata e rinfresco

La rivista storica “Novarien.” dell’associazione di Storia della Chiesa Novarese propone per l’anno 2017 il numero monografico La coscienza pastorale di un di un vescovo novarese: Carlo Bascapè pubblicato da Interlinea e dedicato, assieme al numero 44 della rivista (anno 2015), al vescovo novarese più amato dopo il patrono san Gaudenzio. Il volume sarà presentato sabato 1° luglio alle ore 16 presso la chiesa di Santa Maria Annunciata di Oleggio (già chiesa della Madonna del Castello) adiacente a piazza Bertotti 1, con l’intervento dei direttori della rivista Giancarlo Andenna, Mario Perotti, Dorino Tuniz e gli autori dei contributi. È inoltre in programma per la giornata una visita storico-artistica alla chiesa e al Museo d’Arte Religiosa di Oleggio, con interventi di Flavia Fiori e Francesco Gonzales e rinfresco finale.

Nell’occasione le copie della rivista saranno consegnate a tutti gli abbonati, mentre chi lo desidera potrà acquistare il singolo volume o sottoscrivere l’abbonamento.

In La coscienza pastorale di un vescovo novarese: Carlo Bascapè sono inserite le Relazioni di Giancarlo Andenna sui problemi quotidiani della diocesi di Novara (a partire dalle Relationes ad limina di Cesare Speciano e Bascapè) e di Sergio Pagano sui costumi e provvedimenti della «riforma del popolo» a partire dalla prima lettera pastorale di Bascapè Del lasciare i peccati et fare oratione per li bisogni occorrenti nel principio del vescovato (14 luglio 1593). Battista Beccaria si occupa invece del tema del banditismo e delle uccisioni di preti durante l’episcopato di Carlo Bascapè, delineando così la «situazione, a dir poco “da terra dei fuochi”, delle nostre zone medionovaresi del Cusio, infestate e corse da delinquenti e assassini d’ogni sorta».

 

Vittorio Grassi e Franco Dessilani, nella sezione delle Comunicazioni, descrivono la situazione dei territori del Vergante e della Valsesia, mentre nei Testi e documenti Elisabetta Filippini racconta la storia di Vespolate tra il XIII e il XIV secolo tra papato, episcopato novarese e i Visconti di Milano, e Maura Mattachini si concentra sulla figura del pittore di origine tedesca Isach Ramon e i suoi rapporti con la confraternita del Santissimo Nome di Gesù a Oleggio. Recensioni e segnalazioni completano il volume.

 “NOVARIEN.”: UNA RIVISTA ENTRATA NELLA TRADIZIONE

“Novarien.”, nata nel 1967, deve il suo nome (con il punto finale) «all’abbreviazione invalsa nel linguaggio ecclesiastico e tuttora in uso negli atti ufficiali della Chiesa. Sta al posto di “Ecclesia Novariensis”, termine questo ricco di contenuto teologico e di antica origine»: così scriveva il fondatore, don Angelo L. Stoppa, nel colophon del primo numero (di recente ristampato a tiratura limitata), che accoglieva ricerche e saggi di studiosi poi rimasti fedeli al progetto culturale della rivista e dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, oggi presieduta da uno di loro, Dorino Tuniz, mentre la rivista è diretta da Giancarlo Andenna, insieme con Mario Perotti, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, e con lo stesso Tuniz.

             

“Novarien.” 46 (2017), La coscienza pastorale di un di un vescovo novarese: Carlo Bascapè
pp. 256, euro 30, isbn 978-88-6857-135-1

Anniversario di Enrico Emanuelli scrittore e giornalista

26 giugno 2017 alle 10:30 | Pubblicato su Novara, Ricordo, scrittori, Storia | Lascia un commento
«Come nelle strade della città, anche su quei volti era accaduto qualche cosa,
un logorio che voleva osservare e, nello stesso tempo, non vedere»
Enrico Emanuelli, Uno di New York

 Sabato 50° anniversario di Enrico Emanuelli scrittore e giornalista
Ricordo alla Biblioteca Negroni con anteprima del suo capolavoro, Uno di New York

 INVITO

 Novara, sabato 1° luglio 2017, ore 11,30
Un ricordo di Enrico Emanuelli nel 50° anniversario della scomparsa
aperto alla stampa
e ai frequentatori della Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni
Intervengono Roberto Cicala e Raul Capra
con anteprima assoluta
della nuova edizione del romanzo ambientato a Novara

Uno di New York

Iniziativa del Centro Novarese di Studi Letterari e Interlinea

L’AUTORE

Enrico Emanuelli nacque a Novara nel 1909 e, non ancora ventenne, pubblicò il suo primo libro, Memolo, ovvero vita, morte e miracoli di un uomo, per le edizioni della rivista novarese “La Libra”, fondata da Mario Bonfantini nello stesso anno, il 1928, alla quale collaborò. Portato a una narrazione psicologica di influenza sveviana, fu letterato prima che giornalista (e lo testimonia la cronologia di Ancora la vita, racconti radunati dopo la morte a cura di Carlo Bo), diventando uno degli inviati speciali italiani di maggiore prestigio, prima per “La Stampa”, quindi per il “Corriere della Sera”, dove inaugurò la pagina letteraria diventandone responsabile e avendo la scrivania in redazione accanto a quella di Eugenio Montale. Il Pianeta Russia del 1952 e La Cina è vicina del 1957 sono alcuni libri (i cui titoli sono diventati proverbiali) tratti dalle sue corrispondenze giornalistiche, spesso di un valore letterario che trascende la loro origine occasionale, dove si coglie la fine analisi interiore che caratterizza anche i personaggi dei suoi romanzi, come La congiura dei sentimenti del 1943, con la rivolta dell’individuo contro la società. Il suo capolavoro è Uno di New York, uscito nel 1959, un amaro esame di coscienza attraverso la vicenda di un celebre pittore che torna casualmente nella città dove è nato (riconoscibilissima in Novara) non ritrovando più i suoi ideali giovanili. Postumo fu pubblicato il libro-testamento Curriculum mortis, l’anno dopo la morte avvenuta a Milano nel 1967.

IL LIBRO

Uno di New York di Enrico Emanuelli, pubblicato con una nota di Eugenio Montale (Interlinea, pp. 176, euro 14) esce a cinquant’anni dalla scomparsa dell’autore, giornalista e scrittore che fondò la pagina letteraria del “Corriere della Sera”, torna il suo romanzo più bello. è un amaro esame di coscienza di un pittore che ha alle spalle una carriera internazionale e torna per caso nella città natale, riconoscibile in Novara, ma non ritrova più gli ideali giovanili. Nel romanzo è ancora viva la sensibilità morale verso una cultura e una società che sempre più diventano globali tradendo i propri valori.

 

Laboratori non-stop a Tempo di Libri con le Rane di Interlinea

14 aprile 2017 alle 15:01 | Pubblicato su scrittori, Storia, Tempo di Libri | Lascia un commento

Com_Interlinea-Rane-001 - Copia

Laboratori non-stop a Tempo di Libri con le Rane di Interlinea:
allo stand giochi e incontri con Piumini, Lavatelli, Orecchia, Ferrara…

 Una gigantesca rana di gommapiuma accoglierà i piccoli lettori con attività, _Programma laboratori Rane Fiera Milano 2017dediche illustrate e letture ogni giorno. Tra le novità: storie della buonanotte, giochi con materiali di riciclo e un leone Felice.

“Le rane” di Interlinea aspettano i giovani lettori a “Tempo di Libri” (19-23 aprile 2017) con una serie di incontri e laboratori durante tutte le giornate della prima edizione della fiera dell’editoria italiana. I più apprezzati autori e illustratori della casa editrice si daranno il cambio allo stand D14-E13 del padiglione 4 per presentare le ultime pubblicazioni, conoscere i loro giovani lettori, fare dediche e laboratori, accolti da una grande rana di gommapiuma.

Si inizia dal primo giorno di apertura delle fiera, mercoledì 19 aprile, con Nino Ferrara che sarà a disposizione dei lettori con un laboratorio su Diritti al cuore (ore 11-12,30), mentre il pomeriggio (14-16) sarà occupato da Valentina Magnaschi con Giovannino Pestacacca e Giulia Orecchia illustratrice di Bimbambel (16-18).

Giovedì 20 aprile, dalle 14 alle 18, allo stand ci sarà Andrea Astuto, illustratore di La frittata e Storie da mangiare (con replica domenica dalle 16 alle 18), mentre alle 14,30 allo spazio Papyrus si terrà un grande laboratorio organizzato in collaborazione con la cartiera Favini e dedicato a Così per gioco. Costruiamo assieme i nostri giocattoli con materiali di riciclo di Elve Fortis De Hieronymis, per bambini da 7 a 10 anni, che sarà ripetuto allo stand delle Rane il giorno seguente dalle ore 14 alle 18. Venerdì 21 è la giornata del grande cantastorie Roberto Piumini, pronto per incontrare i bambini e scrivere dediche alle ore 10, seguito da un laboratorio su L’acqua di Bumba.

Nel fine settimana saranno protagonisti i libri di Anna Lavatelli, realizzando simpatiche creazioni a partire dalla storia di Il leone Felice (sabato dalle 10 alle 18) e domenica, assieme all’autrice, creando nuove versioni della Gioconda di Il giallo del sorriso scomparso (dalle 14 alle 16).

Con questa serie di incontri le “Rane” di Interlinea festeggiano il traguardo dei 25 anni di libri della casa editrice, che saranno celebrati domenica 23 aprile alle 17,30 al caffè letterario Garamond, con gli editori Roberto Cicala e carlo Robiglio e alcuni degli autori più noti (Alberto Casiraghy, Gian Luca Favetto, Andrea Kerbaker, Giuseppe Langella, Anna Lavatelli e Laura Pariani) presentati da Giovanni Cerutti e con musiche di Lorenzo Monguzzi.

INVITO IN PDF

Anna Lavatelli, Bimbambel
illustrazioni di Giulia Orecchia
«Che storia vuoi?», chiede il papà. «Bimbambel» è sempre la risposta prima di fare la nanna. È una storia della buona notte che si trasforma, come un caleidoscopio, in tante storie, in una serie di avventure tra fantasia, sogno e magia. Ecco come acchiappare i fulmini; ecco una partita di calcio tra trichechi e merluzzi con la luna piena come pallone; ecco una torta gigantesca cucinata sulla bocca di un vulcano… «Un ritmo narrativo indiavolato, preciso, ritmato, conciso: avventure fantastiche che ricordano le follie del Barone di Munchausen» (Roberto Denti). pp. 40, euro 12, isbn 978-88-6699-062-8. CON ANIMA DIGITALE

 Elve Fortis De Hieronymis, Così per gioco, nuova edizione con inserti a colori. illustrazioni dell’autrice
Così per gioco… si possono fare tanti giochi e lavoretti in casa e a scuola, quando si è stanchi di studiare, di leggere o di guardare la tv, quando fuori piove e al chiuso ci si annoia. Utilizzando carta, cartone, stagnola, vassoietti di cartoncino o polistirolo… Un libro da leggere e usare, una guida illustrata e pratica con tante idee per i bambini ma anche per gli adulti (mamme, papà, insegnanti). pp. 176, euro 12, isbn 978-88-6699-018-5
Contenuti speciali: VIDEO

Louise Fatio, Il leone Felice
illustrazioni di Roger Duvoisin
La storia di un leone di un piccolo zoo francese che è un beniamino di tutti i cittadini, che ogni giorno lo salutano: “Bonjour, Leone Felice.” Un giorno il leone trova la porta della sua gabbia aperta e decide di far visita a tutti i suoi amici. Ma perché mai tutti fuggono in preda al terrore? Un classico internazionale per la prima volta in Italia. pp. 32, euro 12, isbn 978-88-6699-111-3

 

TUTTI GLI EVENTI A “TEMPO DI LIBRI”

Mercoledì 19 aprile, 11-12,30, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Nino Ferrara incontra piccoli e grandi lettori

L’autore sarà a disposizione dei suoi lettori, bambini e adulti, presso lo stand Interlinea
per autografi, disegni e un laboratorio artistico a partire da Diritti al cuore

Mercoledì 19 aprile, 14-16, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Incontro-laboratorio con Valentina Magnaschi
L’autrice e illustratrice di Giovannino Pestacacca sarà a disposizione presso lo stand di Interlinea
per autografi, dediche illustrate e un simpatico laboratorio… sulla cacca!

Mercoledì 19 aprile, 16-18, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Incontro con Giulia Orecchia
Giulia Orecchia incontra i suoi piccoli lettori presso lo stand di Interlinea
realizzando dediche per la nuova edizione di Bimbambel  e disegni su commissione.
Per tutti coloro che sono pronti a giocare con la fantasia.

Giovedì 20 aprile, 14-18, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Incontro-laboratorio con Andrea Astuto
Dediche illustrate e laboratorio per tutti i bambini che passeranno allo stand
con l’illustratore di La frittata e Storie da mangiare: creiamo insieme delle
figurine fantasiose!

Giovedì 20 aprile, 14,30, Laboratorio Papyrys, Pad 4
Così per gioco
. Costruiamo i nostri giocattoli da materiali di riciclo
A partire dal libro Così per gioco. Costruiamo insieme i nostri giocattoli con
materiali di riciclo
(Le rane Interlinea) di Elve Fortis De Hieronymis (nuova edizione con tavole a colori 2017). Laboratorio artistico-creativo in cui scopriamo cosa si può fare con una striscia di carta, due strisce di carta, un foglio.
Con Beatrice Dellavalle. Fascia 7-10 anni
Evento in collaborazione con Favini

Venerdì 21 aprile, 10, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Spazio dediche con Roberto Piumini
Roberto Piumini sarà a disposizione allo stand Interlinea per dediche libri.
Laboratorio da L’acqua di Bumba
Creiamo la nuvola di Bumba con cotone, tempera e tanta fantasia.

Venerdì 21 aprile, 14-18, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Giochiamo con la carta

Una giornata dedicata alla carta delle alghe e alla cartiera Favini:
con laboratori allo stand tratti da Così per gioco di Elve Fortis de Hieronymis.
In collaborazione con Favini

Sabato 22 aprile, 10-18, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Alla scoperta del leone Felice e della gommapiuma

Una giornata di laboratori per bambini allo stand dedicata alla nuova uscita Il leone Felice, una storia sull’amicizia tradotta da Anna Lavatelli. Costruiremo segnalibri personalizzati, una testa di leone da un piatto di plastica e molto altro…
Ed inoltre un inedito laboratorio per modellare la gommapiuma.

 Domenica 23 aprile, 14-16, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Incontro-laboratorio con Anna Lavatelli

Anna Lavatelli sarà disponibile allo stand per dediche e un laboratorio artistico
dedicato alla Gioconda a partire da Il giallo del sorriso scomparso

 Domenica 23 aprile, 16-18, stand Interlinea (D14-E13, Pad. 4)
Incontro-laboratorio con Andrea Astuto

Dediche illustrate e laboratorio per tutti i bambini che passeranno allo stand
con l’illustratore di La frittata e Storie da mangiare:
creiamo insieme delle marionette di cartoncino.

 Domenica 23 aprile, 17,30, Caffè Garamond, Pad 4
Interlinea: parole e musica per 25 anni di libri

Saluto di Roberto Cicala e Carlo Robiglio, editori
Musica e canzoni di Lorenzo Monguzzi
Interventi e letture di Alberto Casiraghy, Gian Luca Favetto, Andrea Kerbaker,
Giuseppe Langella, Anna Lavatelli e Laura Pariani
presenta Giovanni Cerutti
Con distribuzione del catalogo 2017
e rinfresco finale allo stand

Ufficio stampa Interlinea
tel. 03211992282
www.interlinea.comufficiostampa@interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed

 

 

Novara e il Boom del miracolo economico

31 marzo 2017 alle 10:28 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara, Storia | Lascia un commento

Novara e il Boom del miracolo economico:
dalla Coca Cola al frigorifero Ignis un libro di oggetti

Carlo Robiglio presenta l’autore ultranovantenne Carlo Alberto Carutti giovedì 6 aprile alle 18 in Biblioteca Negroni in un evento patrocinato dall’AIN

«Un libro ricco di suggestioni e spunti anche per l’impegno degli industriali oggi»: così “L’imprenditore” commenta la pubblicazione da parte di Interlinea di Boom. Gli oggetti del miracolo economico tra vita, passione e lavoro di Carlo Alberto Carutti, classe 1923, che ha vissuto gli anni d’oro dell’imprenditoria italiana e che presenterà il volume a Novara, in Biblioteca Negroni (corso Cavallotti 6), giovedì 6 aprile 2017 alle ore 18 assieme a Carlo Robiglio vicepresidente del “Sole 20 Ore”. L’evento a ingresso libero è organizzato in collaborazione con AIN, l’Associazione Industriali di Novara, in occasione dei Giovedì letterari della Biblioteca.

In Boom i ricordi di Carlo Alberto Carutti, uno dei molti italiani che hanno costruito il Paese collaborando coi grandi nomi dell’imprenditoria degli anni sessanta – Guzzi, Garelli, Fiat, Zoppas, Ignis, Zanussi e tanti altri –, sono rivolti ai giovani di oggi, perché siano fonte di energia positiva, di coraggio e fiducia, di ottimismo per cominciare da zero, nonostante le difficoltà del nostro tempo. L’autore ha vissuto i migliori anni del boom economico e le tappe del suo racconto, fatto di incontri e di grande passione per il lavoro, si concretizzano negli oggetti che hanno cambiato il modo di vivere di una nazione: dalla bottiglia della Coca-Cola al motore del Mosquito, dalle lampade fluorescenti alla motofalciatrice, dal frigorifero alla lavatrice, dal registratore Geloso al televisore, dalle brugole alle cerniere per mobili. Sono prodotti che hanno costellato vita e lavoro dell’autore, ingegnere appassionato di musica e arte, ma anche profondo conoscitore delle tecnologie più avanzate necessarie nei processi produttivi di maggior resa e qualità.

Carutti, Boom 180

LEGGI UN ESTRATTO (LINK)

Carlo Alberto Carutti nasce a Milano nel 1923, si laurea in Ingegneria alla fine del 1946 al Politecnico di Milano, perfeziona in quegli anni, in parallelo al suo lavoro, lo studio della chitarra jazz sotto la guida del maestro Zuccheri, successivamente completa lo studio già avanzato del violino alla scuola musicale Enrico Bossi di Como sotto la guida del maestro Terraneo, allarga la sua cultura sulle arti figurative quando nel 1951 si sposa con Maria Luigia Testori, sorella di Giovanni Testori, suo compagno di ginnasio e di liceo che lo coinvolge nella passione per la pittura e le sue ricerche.
Ha già pubblicato nel 2005 Passioni di un collezionista che raccoglie la sua collezione di arti figurative e nel 2011 Dai liuti ai violini che raccoglie la sua collezione di strumenti musicali.
In ambito letterario ha pubblicato Noi (Interlinea, Novara 2013).
L’autore, di professione imprenditore da oltre sessant’anni, accomuna la passione per il collezionismo mirato a quella per la ricerca e per la poesia, di cui è segreto artefice, prodotto inconsapevole della sua anima musicale.
Per il suo appassionato interessamento al gemellaggio culturale di Cremona e di Füssen ha ricevuto dalla Municipalità della città tedesca il Premio alla Cultura 2014.

 

A Firenze la storia di Burckhardt scopritore di Petra

17 febbraio 2017 alle 09:56 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Storia, Svizzera | Lascia un commento

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Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo:
a Firenze la storia di Burckhardt scopritore di Petra

 Presentazione del diario di viaggio ritrovato da Silvana Lattmann e pubblicato da Interlinea venerdì 17 febbraio

 «Il cielo stellato mi porta spesso via dal cerchio; vagando da solo attorno al bivacco, lascio correre i miei pensieri e cerco la stella dell’Occidente, dove si trova la casa dei miei cari genitori. Viaggiare così ha il suo fascino; l’uomo può trovare felicità anche nel silenzio del deserto»: sono parole di Sheik Ibrahim, alias Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero ed esploratore del Medio Oriente le cui memorie sono raccolte da Silvana Lattmann nel libro Vita e viaggi di J.L. Burckhardt. Un incontro con l’Islam dell’Ottocento, con illustrazioni d’epoca. Il volume, pubblicato da Interlinea, sarà presentato a Firenze venerdì 17 febbraio 2017 alle ore 20,30 presso l’Associazione Culturale L’Appartamento (via dei Giraldi 11) dall’autrice con introduzione di Lorenzo Bastida. L’ingresso è libero.

Il 18 ottobre 1817 muore al Cairo Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero, nato nel 1784. Assistono al rito funebre europei, arabi, turchi, cristiani e musulmani. Con il nome di Sheik Ibrahim, vestito da arabo e con perfetta conoscenza della lingua del paese, egli ha esplorato Siria, Giordania, Egitto, Nubia, Arabia, portando alla luce antichità millenarie, fra cui la città di Petra e il tempio di Abu Simbel. Il volume, basandosi su lettere e scritti di Burckhardt, e con immagini d’epoca, ripercorre la vita, le difficoltà e i successi di questo giovane, mettendo sotto i nostri occhi un mondo di duecento anni fa ancora ricco di fascino. La ricostruzione di Silvana Lattmann ha il sapore dei racconti d’avventura, resa con precisione storica e vivacità narrativa.

Leggi un estratto (link)

Silvana Abruzzese Lattmann, originaria di Napoli, dal 1954 è cittadina svizzera e abita a Zurigo. Tra le sue opere letterarie ricordiamo: Quindici poesie, in Almanacco dello specchio, a cura di Marco Forti, Mondadori, Milano 1978; Le storie di Ariano, Vallecchi, Firenze 1980; Fessura, Casagrande, Bellinzona 1985; Deianira, ivi, 1997; Malâkut, All’insegna del Pesce d’Oro, Milano 1996; Incontri, testo italiano e inglese con tavole di Alina Kalczyn´ska, Libri Scheiwiller, Milano 1998; Da solstizio a equinozio. Diario amoroso, con una nota di Maria Antonietta Grignani, Interlinea, Novara 2001; Incustodite distanze. Diario poetico, ivi 2008; Brungasse 8, ivi 2011. Ha pubblicato articoli e poesie su riviste italiane e svizzere.

Silvana Lattmann, Vita e viaggi di J.L. Burckhardt. Un incontro con l’Islam dell’Ottocento
con illustrazioni d’epoca
Interlinea, pp. 108, euro 14, isbn 978-88-6857-096-5

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Twitter: @Interlinea_Ed
0321 1992282

Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo

10 gennaio 2017 alle 11:41 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Storia, Svizzera | Commenti disabilitati su Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo

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Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo:
a Pavia la storia di Burckhardt scopritore di Petra

 Presentazione del diario di viaggio ritrovato da Silvana Lattmann e pubblicato da Interlinea mercoledì 18 gennaio in Biblioteca Universitaria Centrale

 «Il cielo stellato mi porta spesso via dal cerchio; vagando da solo attorno al bivacco, lascio correre i miei pensieri e cerco la stella dell’Occidente, dove si trova la casa dei miei cari genitori. Viaggiare così ha il suo fascino; l’uomo può trovare felicità anche nel silenzio del deserto»: sono parole di Sheik Ibrahim, alias Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero ed esploratore del Medio Oriente le cui memorie sono raccolte da Silvana Lattmann nel libro Vita e viaggi di J.L. Burckhardt. Un incontro con l’Islam dell’Ottocento, con illustrazioni d’epoca. Il volume, pubblicato da Interlinea, sarà presentato a Pavia mercoledì 18 gennaio 2017 alle ore 17 in Biblioteca Universitaria Centrale (strada Nuova 65) dall’autrice e docenti dell’Università di Pavia Maria Antonietta Grignani, professore ordinario di Linguistica italiana, e Maurizio Harari ordinario di Etruscologia e Antichità italiche. L’ingresso è libero.

Il 18 ottobre 1817 muore al Cairo Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero, nato nel 1784. Assistono al rito funebre europei, arabi, turchi, cristiani e musulmani. Con il nome di Sheik Ibrahim, vestito da arabo e con perfetta conoscenza della lingua del paese, egli ha esplorato Siria, Giordania, Egitto, Nubia, Arabia, portando alla luce antichità millenarie, fra cui la città di Petra e il tempio di Abu Simbel. Il volume, basandosi su lettere e scritti di Burckhardt, e con immagini d’epoca, ripercorre la vita, le difficoltà e i successi di questo giovane, mettendo sotto i nostri occhi un mondo di duecento anni fa ancora ricco di fascino. La ricostruzione di Silvana Lattmann ha il sapore dei racconti d’avventura, resa con precisione storica e vivacità narrativa.

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Silvana Abruzzese Lattmann, originaria di Napoli, dal 1954 è cittadina svizzera e abita a Zurigo. Tra le sue opere letterarie ricordiamo: Quindici poesie, in Almanacco dello specchio, a cura di Marco Forti, Mondadori, Milano 1978; Le storie di Ariano, Vallecchi, Firenze 1980; Fessura, Casagrande, Bellinzona 1985; Deianira, ivi, 1997; Malâkut, All’insegna del Pesce d’Oro, Milano 1996; Incontri, testo italiano e inglese con tavole di Alina Kalczyn´ska, Libri Scheiwiller, Milano 1998; Da solstizio a equinozio. Diario amoroso, con una nota di Maria Antonietta Grignani, Interlinea, Novara 2001; Incustodite distanze. Diario poetico, ivi 2008; Brungasse 8, ivi 2011. Ha pubblicato articoli e poesie su riviste italiane e svizzere.

Silvana Lattmann, Vita e viaggi di J.L. Burckhardt. Un incontro con l’Islam dell’Ottocento
con illustrazioni d’epoca
Interlinea, pp. 108, euro 14, isbn 978-88-6857-096-5

Genova inaugura il “gioco della guerra”

23 settembre 2016 alle 16:38 | Pubblicato su Arte, Classici, Editoria, Guerra, Interlinea, Società, Storia | Lascia un commento

A Genova si inaugura il “gioco della guerra” con la collezione Fochesato:
una mostra itinerante sull’infanzia nella Grande Guerra

 Lunedì 26 settembre  lo storico dell’illustrazione Walter Fochesato e l’assessore Pino Boero aprono al pubblico una mostra itinerante fra i Municipi dedicata alle cartoline sull’infanzia per la propaganda bellica

 

La città di Genova inaugura, il prossimo lunedì 26 settembre, alle ore 17 in Biblioteca civica Berio (via del Seminario 16), la prima mostra itinerante fra i Municipi genovesi dedicata all’immagine dell’infanzia durante il conflitto mondiale. Walter Fochesato, uno dei più stimati studiosi di letteratura e illustrazione per ragazzi, inaugurerà assieme all’assessore Pino Boero e all’editore Roberto Cicala l’esposizione Il gioco della guerra presentando anche  il volume-catalogo Il gioco della guerra. L’immagine dell’infanzia nel primo conflitto mondiale (Interlinea edizioni). La mostra itinerante, promossa dal Comune di Genova, sarà visitabile presso la Biblioteca sino al 1° ottobre e dopo questa data si sposterà negli altri Municipi del Comune, fermandosi per una settimana ad ogni tappa.

La mostra Il gioco della guerra presenta i risultati di uno studio importante su un tema finora poco sondato e discusso: l’immagine dell’infanzia nella comunicazione visiva durante la prima Guerra mondiale, con esiti sorprendenti anche per l’osservatore odierno, per esempio sul modo di attuare una sdrammatizzazione del conflitto; dal modello del piccolo guerriero, tra “gioco della guerra” e “guerra per gioco”, agli orfani fino al ruolo delle bambine poco emancipato nell’ottica dei «bambini che fanno le cose dei grandi». Cartoline illustrate soprattutto (da una collezione inedita e unica nel suo genere), accanto a locandine, opuscoli e libri per ragazzi, e naturalmente al “Corriere dei Piccoli”, sono la fonte primaria della ricerca e motivo di riflessione e approfondimento nelle pagine del volume Il gioco della guerra. Con libro e mostra, che si sposterà fra i Municipi genovesi, si vuole sensibilizzare il pubblico adulto a temi ancora oggi attuali e i più giovani alla riscoperta di un capitolo di storia spesso dimenticata.

Walter Fochesato è fra i maggiori studiosi italiani di letteratura per l’infanzia e di storia dell’illustrazione. Da anni coordinatore redazionale del mensile “Andersen”, ha curato l’allestimento e i cataloghi di mostre ed è autore di numerosi saggi. Presso Interlinea ha pubblicato Raccontare la guerra. Libri per bambini e ragazzi accanto a Auguri di Buon Natale. Arte e tradizione delle cartoline augurali.

 

LE TAPPE DELLA MOSTRA

26 settembre – 1° ottobre: Biblioteca Berio, via del Seminario 16
3 ottobre – 8 ottobre : Salone del Consiglio municipale, Palazzo Tursi, via Garibaldi 9

10 ottobre – 15 ottobre: Biblioteca Brocchi, via Aldo Casotti 1

17 ottobre – 22 ottobre: Municipio, Via Mascherpa 34R

24 ottobre – 29 ottobre: Biblioteca Saffi, via Sertoli 13A/R

31 ottobre – 5 novembre: Biblioteca Campanella, via Struppa 214

7 novembre – 12 novembre: Biblioteca Guerrazzi, via Nino Cervetto 35

14 novembre – 19 novembre: Biblioteca Cervetto, via Germano Jori 60

21 novembre – 26 novembre: Biblioteca Benzi, Piazza Bernardo Giovanni Odicini 10, oppure Municipio, piazza Sebastiano Gaggero 2

«La presa di coscienza del “non senso” della guerra credo che passi attraverso l’esame delle guerre stesse e non in una debole e sovente noiosa perorazione attorno alla pace»

Walter Fochesato, Il gioco della guerra L’infanzia nelle cartoline del primo conflitto mondiale. Con illustrazioni a colori, Interlinea, Novara 2015, pp. 100 con oltre 150 illustrazioni a colori, euro 18, isbn978-88-6857-032-3

 

Lettera a un sindaco che non c’è più

24 maggio 2016 alle 16:00 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Società, Storia | Lascia un commento

Lettera a un sindaco che non c’è più:
Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

 Giovedì prossimo 5 maggio alla Biblioteca Negroni Enrico Ferrari presenta il libro Finalmente ti scrivo dedicato al padre sindaco di Romentino tra vita privata e pubblica

Finalmente ti scrivo è il titolo del volume edito da Interlinea in cui Enrico Ferrari ha scritta, come recita il sottotitolo, una Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia; la presentazione è in programma giovedì 5 maggio alla Biblioteca Civica Negroni alle ore 18 in corso Cavallotti 6 a Novara, con interventi del direttore dell’Istituto Storico Fornara Giovanni Cerutti e dell’assessore regionale Augusto Ferrari, come l’autore figlio del protagonista del volume. L’occasione culturale fa parte dell’iniziativa “La biblioteca è anche tua!” della Sezione Novarese.

A tre anni dalla morte del padre Giovanni, prendendo spunto da una foto di famiglia, Enrico Ferrari intesse un dialogo immaginario con il proprio padre, ripercorrendo i sentieri della memoria che si addentrano nella relazione tra padre e figlio, in un continuo alternarsi di pubblico e privato. I luoghi novaresi della memoria sono quelli della Romentino del secondo Novecento, piccolo comune della periferia novarese di cui Giovanni Ferrari è stato dapprima sindaco per oltre un quarto di secolo e poi protagonista di numerose iniziative di volontariato a favore dei più deboli. Sullo sfondo, lo scenario di un’epoca che non c’è più, in cui il simbolo del padre aveva la capacità di coagulare energie nella vita sociale e politica, permettendo di credere in un futuro che potesse superare il presente. Ne emerge il ritratto di un uomo che con la capacità di ascolto continuo delle esigenze della gente, la fiducia nei valori e la passione per l’impegno civile, nella cornice del cattolicesimo democratico del dopoguerra, ha segnato una famiglia e un paese. Anche la malattia degli ultimi anni, nella rilettura del figlio, non acquista tanto il sapore della perdita, ma diventa lente di ingrandimento delle qualità umane del padre.

Una seconda presentazione di Finalmente ti scrivo si terrà a Romentino sabato 14 maggio alle 17 presso il Centro culturale Pio Occhetta.

Un brano del libro

«C’è amore in questa foto, ma anche limite. E mistero. Sono forse le tre parole chiave che hanno sempre contor­nato la tua esistenza, fatta di passione, di prudenza, di in­timità nascoste mai interamente rivelate. Tratti umani che ancora sanno rendere vivo e presente il nome di Giovanni Ferrari, sindaco per antonomasia di Romentino e, per noi, il padre di sei figli, il nonno di dieci nipoti, il marito di una donna scomparsa troppo presto, ma che ti ha accom­pagnato in tutte le cose più importanti della vita. E tanto altro ancora: dal lavoro, al volontariato, alla fede religiosa. Cose cui la foto, per tante sere, mi ha rimandato e mi rimanda»

NOTIZIA SULL’AUTORE

Enrico Ferrari è il figlio terzogenito di Giovanni Ferrari. La sua infanzia, la sua adolescenza e la sua giovinezza si sono strettamente intrecciate al ruolo di sindaco di Romentino ricoperto dal padre. Attualmente svolge la professione di psichiatra e psicoanalista presso uno studio privato a Novara. è docente presso la Scuola di psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano. Oltre a numerosi articoli comparsi su riviste specializzate, è autore del libro L’ambiguità del patire. Quando la psicopatologia svela le radici culturali del presente (Moretti e Vitali, Bergamo 2014). è inoltre coautore dei saggi Pazienti postmoderni (Vivarium, Milano 2012), Dove comincia la malattia mentale (Moretti e Vitali, Bergamo 2014), Il silenzio delle parole (Vivarium, Milano 2015).

NOTIZIA SU GIOVANNI FERRARI

Giovanni Ferrari nasce a Romentino, paese della Bassa Novarese, l’11 gennaio del 1926. La madre è casalinga e il padre è muratore, un’eccezione in una popolazione pressoché totalmente contadina. Sette anni più tardi nascerà il fratello Mario. Per la sua crescita personale e sociale è decisiva la formazione nell’Azione Cattolica, attorno alla figura carismatica di monsignor Valente Donetti, parroco di Romentino per quarant’anni nel periodo pre e postbellico. Nel 1945 si diploma perito elettrotecnico presso l’Istituto Omar di Novara, quindi inizia subito la vita professionale come impiegato, dapprima in una ditta di Galliate, poi presso la Latteria Sociale di Romentino. Dagli anni settanta in poi svolgerà il ruolo di amministratore presso il Salumificio Mocchetto. Nel 1951 sposa Teresa Porzio, anch’essa di Romentino, terzogenita di una famiglia contadina. La coppia avrà sei figli, tutti maschi. Nel 1956 entra a far parte del consiglio comunale del paese, dove vi rimarrà per trentaquattro anni: i primi otto anni come semplice consigliere comunale (due legislature), gli altri ventisei come sindaco (cinque legislature). Sotto il suo mandato Romentino attraversa profonde trasformazioni, sia per gli importanti flussi migratori dal Veneto e dal sud dell’Italia, sia per la trasformazione del tessuto socio-economico, con il delinearsi di una nuova fisionomia pubblica. Nasceranno il centro anziani, l’asilo nido, la scuola media, l’edilizia economica popolare e sarà varato il nuovo piano regolatore. Nel 1990, dopo la perdita della moglie avvenuta un anno e mezzo prima, lascia la vita politica attiva e si dedica per oltre quindici anni al volontariato parrocchiale e sociale. Grazie a lui nasceranno il centro di ascolto Caritas in favore dei più deboli e il centro di incontro per gli anziani. In questo periodo, la sua vita è sempre più caratterizzata dalla dedizione ai numerosi nipoti. Negli ultimi anni, la malattia lo costringe a un graduale ritiro da tutti gli impegni portati avanti nel tempo. Muore il 25 febbraio del 2013, all’età di ottantasette anni.

 Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia,
prefazione di Augusto Ferrari, Interlinea, Novara 2016, pp. 140, euro 15, isbn 978-88-6857-094-1

Lettera a un sindaco che non c’è più: Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

4 maggio 2016 alle 15:53 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Società, Storia | Lascia un commento

Lettera a un sindaco che non c’è più:
Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

 Giovedì prossimo 5 maggio alla Biblioteca Negroni Enrico Ferrari presenta il libro Finalmente ti scrivo dedicato al padre sindaco di Romentino tra vita privata e pubblica

Finalmente ti scrivo è il titolo del volume edito da Interlinea in cui Enrico Ferrari ha scritta, come recita il sottotitolo, una Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia; la presentazione è in programma giovedì 5 maggio alla Biblioteca Civica Negroni alle ore 18 in corso Cavallotti 6 a Novara, con interventi del direttore dell’Istituto Storico Fornara Giovanni Cerutti e dell’assessore regionale Augusto Ferrari, come l’autore figlio del protagonista del volume. L’occasione culturale fa parte dell’iniziativa “La biblioteca è anche tua!” della Sezione Novarese.

A tre anni dalla morte del padre Giovanni, prendendo spunto da una foto di famiglia, Enrico Ferrari intesse un dialogo immaginario con il proprio padre, ripercorrendo i sentieri della memoria che si addentrano nella relazione tra padre e figlio, in un continuo alternarsi di pubblico e privato. I luoghi novaresi della memoria sono quelli della Romentino del secondo Novecento, piccolo comune della periferia novarese di cui Giovanni Ferrari è stato dapprima sindaco per oltre un quarto di secolo e poi protagonista di numerose iniziative di volontariato a favore dei più deboli. Sullo sfondo, lo scenario di un’epoca che non c’è più, in cui il simbolo del padre aveva la capacità di coagulare energie nella vita sociale e politica, permettendo di credere in un futuro che potesse superare il presente. Ne emerge il ritratto di un uomo che con la capacità di ascolto continuo delle esigenze della gente, la fiducia nei valori e la passione per l’impegno civile, nella cornice del cattolicesimo democratico del dopoguerra, ha segnato una famiglia e un paese. Anche la malattia degli ultimi anni, nella rilettura del figlio, non acquista tanto il sapore della perdita, ma diventa lente di ingrandimento delle qualità umane del padre.

Una seconda presentazione di Finalmente ti scrivo si terrà a Romentino sabato 14 maggio alle 17 presso il Centro culturale Pio Occhetta.

 

Un brano del libro

«C’è amore in questa foto, ma anche limite. E mistero. Sono forse le tre parole chiave che hanno sempre contor­nato la tua esistenza, fatta di passione, di prudenza, di in­timità nascoste mai interamente rivelate. Tratti umani che ancora sanno rendere vivo e presente il nome di Giovanni Ferrari, sindaco per antonomasia di Romentino e, per noi, il padre di sei figli, il nonno di dieci nipoti, il marito di una donna scomparsa troppo presto, ma che ti ha accom­pagnato in tutte le cose più importanti della vita. E tanto altro ancora: dal lavoro, al volontariato, alla fede religiosa. Cose cui la foto, per tante sere, mi ha rimandato e mi rimanda»

 

NOTIZIA SULL’AUTORE

Enrico Ferrari è il figlio terzogenito di Giovanni Ferrari. La sua infanzia, la sua adolescenza e la sua giovinezza si sono strettamente intrecciate al ruolo di sindaco di Romentino ricoperto dal padre. Attualmente svolge la professione di psichiatra e psicoanalista presso uno studio privato a Novara. è docente presso la Scuola di psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano. Oltre a numerosi articoli comparsi su riviste specializzate, è autore del libro L’ambiguità del patire. Quando la psicopatologia svela le radici culturali del presente (Moretti e Vitali, Bergamo 2014). è inoltre coautore dei saggi Pazienti postmoderni (Vivarium, Milano 2012), Dove comincia la malattia mentale (Moretti e Vitali, Bergamo 2014), Il silenzio delle parole (Vivarium, Milano 2015).

 

NOTIZIA SU GIOVANNI FERRARI

Giovanni Ferrari nasce a Romentino, paese della Bassa Novarese, l’11 gennaio del 1926. La madre è casalinga e il padre è muratore, un’eccezione in una popolazione pressoché totalmente contadina. Sette anni più tardi nascerà il fratello Mario. Per la sua crescita personale e sociale è decisiva la formazione nell’Azione Cattolica, attorno alla figura carismatica di monsignor Valente Donetti, parroco di Romentino per quarant’anni nel periodo pre e postbellico. Nel 1945 si diploma perito elettrotecnico presso l’Istituto Omar di Novara, quindi inizia subito la vita professionale come impiegato, dapprima in una ditta di Galliate, poi presso la Latteria Sociale di Romentino. Dagli anni settanta in poi svolgerà il ruolo di amministratore presso il Salumificio Mocchetto. Nel 1951 sposa Teresa Porzio, anch’essa di Romentino, terzogenita di una famiglia contadina. La coppia avrà sei figli, tutti maschi. Nel 1956 entra a far parte del consiglio comunale del paese, dove vi rimarrà per trentaquattro anni: i primi otto anni come semplice consigliere comunale (due legislature), gli altri ventisei come sindaco (cinque legislature). Sotto il suo mandato Romentino attraversa profonde trasformazioni, sia per gli importanti flussi migratori dal Veneto e dal sud dell’Italia, sia per la trasformazione del tessuto socio-economico, con il delinearsi di una nuova fisionomia pubblica. Nasceranno il centro anziani, l’asilo nido, la scuola media, l’edilizia economica popolare e sarà varato il nuovo piano regolatore. Nel 1990, dopo la perdita della moglie avvenuta un anno e mezzo prima, lascia la vita politica attiva e si dedica per oltre quindici anni al volontariato parrocchiale e sociale. Grazie a lui nasceranno il centro di ascolto Caritas in favore dei più deboli e il centro di incontro per gli anziani. In questo periodo, la sua vita è sempre più caratterizzata dalla dedizione ai numerosi nipoti. Negli ultimi anni, la malattia lo costringe a un graduale ritiro da tutti gli impegni portati avanti nel tempo. Muore il 25 febbraio del 2013, all’età di ottantasette anni.

 

Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia,
prefazione di Augusto Ferrari, Interlinea, Novara 2016, pp. 140, euro 15, isbn 978-88-6857-094-1

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