Storia di una rinascita al femminile ad Arona

23 giugno 2016 alle 16:29 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

 

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.
Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

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Firmacopie di “Devi solo cadere con me”

21 giugno 2016 alle 11:19 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Lettera a un sindaco che non c’è più

24 maggio 2016 alle 16:00 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Società, Storia | Lascia un commento

Lettera a un sindaco che non c’è più:
Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

 Giovedì prossimo 5 maggio alla Biblioteca Negroni Enrico Ferrari presenta il libro Finalmente ti scrivo dedicato al padre sindaco di Romentino tra vita privata e pubblica

Finalmente ti scrivo è il titolo del volume edito da Interlinea in cui Enrico Ferrari ha scritta, come recita il sottotitolo, una Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia; la presentazione è in programma giovedì 5 maggio alla Biblioteca Civica Negroni alle ore 18 in corso Cavallotti 6 a Novara, con interventi del direttore dell’Istituto Storico Fornara Giovanni Cerutti e dell’assessore regionale Augusto Ferrari, come l’autore figlio del protagonista del volume. L’occasione culturale fa parte dell’iniziativa “La biblioteca è anche tua!” della Sezione Novarese.

A tre anni dalla morte del padre Giovanni, prendendo spunto da una foto di famiglia, Enrico Ferrari intesse un dialogo immaginario con il proprio padre, ripercorrendo i sentieri della memoria che si addentrano nella relazione tra padre e figlio, in un continuo alternarsi di pubblico e privato. I luoghi novaresi della memoria sono quelli della Romentino del secondo Novecento, piccolo comune della periferia novarese di cui Giovanni Ferrari è stato dapprima sindaco per oltre un quarto di secolo e poi protagonista di numerose iniziative di volontariato a favore dei più deboli. Sullo sfondo, lo scenario di un’epoca che non c’è più, in cui il simbolo del padre aveva la capacità di coagulare energie nella vita sociale e politica, permettendo di credere in un futuro che potesse superare il presente. Ne emerge il ritratto di un uomo che con la capacità di ascolto continuo delle esigenze della gente, la fiducia nei valori e la passione per l’impegno civile, nella cornice del cattolicesimo democratico del dopoguerra, ha segnato una famiglia e un paese. Anche la malattia degli ultimi anni, nella rilettura del figlio, non acquista tanto il sapore della perdita, ma diventa lente di ingrandimento delle qualità umane del padre.

Una seconda presentazione di Finalmente ti scrivo si terrà a Romentino sabato 14 maggio alle 17 presso il Centro culturale Pio Occhetta.

Un brano del libro

«C’è amore in questa foto, ma anche limite. E mistero. Sono forse le tre parole chiave che hanno sempre contor­nato la tua esistenza, fatta di passione, di prudenza, di in­timità nascoste mai interamente rivelate. Tratti umani che ancora sanno rendere vivo e presente il nome di Giovanni Ferrari, sindaco per antonomasia di Romentino e, per noi, il padre di sei figli, il nonno di dieci nipoti, il marito di una donna scomparsa troppo presto, ma che ti ha accom­pagnato in tutte le cose più importanti della vita. E tanto altro ancora: dal lavoro, al volontariato, alla fede religiosa. Cose cui la foto, per tante sere, mi ha rimandato e mi rimanda»

NOTIZIA SULL’AUTORE

Enrico Ferrari è il figlio terzogenito di Giovanni Ferrari. La sua infanzia, la sua adolescenza e la sua giovinezza si sono strettamente intrecciate al ruolo di sindaco di Romentino ricoperto dal padre. Attualmente svolge la professione di psichiatra e psicoanalista presso uno studio privato a Novara. è docente presso la Scuola di psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano. Oltre a numerosi articoli comparsi su riviste specializzate, è autore del libro L’ambiguità del patire. Quando la psicopatologia svela le radici culturali del presente (Moretti e Vitali, Bergamo 2014). è inoltre coautore dei saggi Pazienti postmoderni (Vivarium, Milano 2012), Dove comincia la malattia mentale (Moretti e Vitali, Bergamo 2014), Il silenzio delle parole (Vivarium, Milano 2015).

NOTIZIA SU GIOVANNI FERRARI

Giovanni Ferrari nasce a Romentino, paese della Bassa Novarese, l’11 gennaio del 1926. La madre è casalinga e il padre è muratore, un’eccezione in una popolazione pressoché totalmente contadina. Sette anni più tardi nascerà il fratello Mario. Per la sua crescita personale e sociale è decisiva la formazione nell’Azione Cattolica, attorno alla figura carismatica di monsignor Valente Donetti, parroco di Romentino per quarant’anni nel periodo pre e postbellico. Nel 1945 si diploma perito elettrotecnico presso l’Istituto Omar di Novara, quindi inizia subito la vita professionale come impiegato, dapprima in una ditta di Galliate, poi presso la Latteria Sociale di Romentino. Dagli anni settanta in poi svolgerà il ruolo di amministratore presso il Salumificio Mocchetto. Nel 1951 sposa Teresa Porzio, anch’essa di Romentino, terzogenita di una famiglia contadina. La coppia avrà sei figli, tutti maschi. Nel 1956 entra a far parte del consiglio comunale del paese, dove vi rimarrà per trentaquattro anni: i primi otto anni come semplice consigliere comunale (due legislature), gli altri ventisei come sindaco (cinque legislature). Sotto il suo mandato Romentino attraversa profonde trasformazioni, sia per gli importanti flussi migratori dal Veneto e dal sud dell’Italia, sia per la trasformazione del tessuto socio-economico, con il delinearsi di una nuova fisionomia pubblica. Nasceranno il centro anziani, l’asilo nido, la scuola media, l’edilizia economica popolare e sarà varato il nuovo piano regolatore. Nel 1990, dopo la perdita della moglie avvenuta un anno e mezzo prima, lascia la vita politica attiva e si dedica per oltre quindici anni al volontariato parrocchiale e sociale. Grazie a lui nasceranno il centro di ascolto Caritas in favore dei più deboli e il centro di incontro per gli anziani. In questo periodo, la sua vita è sempre più caratterizzata dalla dedizione ai numerosi nipoti. Negli ultimi anni, la malattia lo costringe a un graduale ritiro da tutti gli impegni portati avanti nel tempo. Muore il 25 febbraio del 2013, all’età di ottantasette anni.

 Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia,
prefazione di Augusto Ferrari, Interlinea, Novara 2016, pp. 140, euro 15, isbn 978-88-6857-094-1

Storia di una rinascita al femminile

20 maggio 2016 alle 11:17 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
a Vercelli l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Presentazione di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio venerdì 3 giugno alla libreria Mondadori con l’associazione “Il Porto”

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio presenta il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea) venerdì 3 giugno 2016 alle ore 18 alla libreria Mondadori in via Cavour 4 a Vercelli, con letture dell’attore vercellese Roberto Sbaratto.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

 

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

 

Lettera a un sindaco che non c’è più: Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

4 maggio 2016 alle 15:53 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Società, Storia | Lascia un commento

Lettera a un sindaco che non c’è più:
Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

 Giovedì prossimo 5 maggio alla Biblioteca Negroni Enrico Ferrari presenta il libro Finalmente ti scrivo dedicato al padre sindaco di Romentino tra vita privata e pubblica

Finalmente ti scrivo è il titolo del volume edito da Interlinea in cui Enrico Ferrari ha scritta, come recita il sottotitolo, una Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia; la presentazione è in programma giovedì 5 maggio alla Biblioteca Civica Negroni alle ore 18 in corso Cavallotti 6 a Novara, con interventi del direttore dell’Istituto Storico Fornara Giovanni Cerutti e dell’assessore regionale Augusto Ferrari, come l’autore figlio del protagonista del volume. L’occasione culturale fa parte dell’iniziativa “La biblioteca è anche tua!” della Sezione Novarese.

A tre anni dalla morte del padre Giovanni, prendendo spunto da una foto di famiglia, Enrico Ferrari intesse un dialogo immaginario con il proprio padre, ripercorrendo i sentieri della memoria che si addentrano nella relazione tra padre e figlio, in un continuo alternarsi di pubblico e privato. I luoghi novaresi della memoria sono quelli della Romentino del secondo Novecento, piccolo comune della periferia novarese di cui Giovanni Ferrari è stato dapprima sindaco per oltre un quarto di secolo e poi protagonista di numerose iniziative di volontariato a favore dei più deboli. Sullo sfondo, lo scenario di un’epoca che non c’è più, in cui il simbolo del padre aveva la capacità di coagulare energie nella vita sociale e politica, permettendo di credere in un futuro che potesse superare il presente. Ne emerge il ritratto di un uomo che con la capacità di ascolto continuo delle esigenze della gente, la fiducia nei valori e la passione per l’impegno civile, nella cornice del cattolicesimo democratico del dopoguerra, ha segnato una famiglia e un paese. Anche la malattia degli ultimi anni, nella rilettura del figlio, non acquista tanto il sapore della perdita, ma diventa lente di ingrandimento delle qualità umane del padre.

Una seconda presentazione di Finalmente ti scrivo si terrà a Romentino sabato 14 maggio alle 17 presso il Centro culturale Pio Occhetta.

 

Un brano del libro

«C’è amore in questa foto, ma anche limite. E mistero. Sono forse le tre parole chiave che hanno sempre contor­nato la tua esistenza, fatta di passione, di prudenza, di in­timità nascoste mai interamente rivelate. Tratti umani che ancora sanno rendere vivo e presente il nome di Giovanni Ferrari, sindaco per antonomasia di Romentino e, per noi, il padre di sei figli, il nonno di dieci nipoti, il marito di una donna scomparsa troppo presto, ma che ti ha accom­pagnato in tutte le cose più importanti della vita. E tanto altro ancora: dal lavoro, al volontariato, alla fede religiosa. Cose cui la foto, per tante sere, mi ha rimandato e mi rimanda»

 

NOTIZIA SULL’AUTORE

Enrico Ferrari è il figlio terzogenito di Giovanni Ferrari. La sua infanzia, la sua adolescenza e la sua giovinezza si sono strettamente intrecciate al ruolo di sindaco di Romentino ricoperto dal padre. Attualmente svolge la professione di psichiatra e psicoanalista presso uno studio privato a Novara. è docente presso la Scuola di psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano. Oltre a numerosi articoli comparsi su riviste specializzate, è autore del libro L’ambiguità del patire. Quando la psicopatologia svela le radici culturali del presente (Moretti e Vitali, Bergamo 2014). è inoltre coautore dei saggi Pazienti postmoderni (Vivarium, Milano 2012), Dove comincia la malattia mentale (Moretti e Vitali, Bergamo 2014), Il silenzio delle parole (Vivarium, Milano 2015).

 

NOTIZIA SU GIOVANNI FERRARI

Giovanni Ferrari nasce a Romentino, paese della Bassa Novarese, l’11 gennaio del 1926. La madre è casalinga e il padre è muratore, un’eccezione in una popolazione pressoché totalmente contadina. Sette anni più tardi nascerà il fratello Mario. Per la sua crescita personale e sociale è decisiva la formazione nell’Azione Cattolica, attorno alla figura carismatica di monsignor Valente Donetti, parroco di Romentino per quarant’anni nel periodo pre e postbellico. Nel 1945 si diploma perito elettrotecnico presso l’Istituto Omar di Novara, quindi inizia subito la vita professionale come impiegato, dapprima in una ditta di Galliate, poi presso la Latteria Sociale di Romentino. Dagli anni settanta in poi svolgerà il ruolo di amministratore presso il Salumificio Mocchetto. Nel 1951 sposa Teresa Porzio, anch’essa di Romentino, terzogenita di una famiglia contadina. La coppia avrà sei figli, tutti maschi. Nel 1956 entra a far parte del consiglio comunale del paese, dove vi rimarrà per trentaquattro anni: i primi otto anni come semplice consigliere comunale (due legislature), gli altri ventisei come sindaco (cinque legislature). Sotto il suo mandato Romentino attraversa profonde trasformazioni, sia per gli importanti flussi migratori dal Veneto e dal sud dell’Italia, sia per la trasformazione del tessuto socio-economico, con il delinearsi di una nuova fisionomia pubblica. Nasceranno il centro anziani, l’asilo nido, la scuola media, l’edilizia economica popolare e sarà varato il nuovo piano regolatore. Nel 1990, dopo la perdita della moglie avvenuta un anno e mezzo prima, lascia la vita politica attiva e si dedica per oltre quindici anni al volontariato parrocchiale e sociale. Grazie a lui nasceranno il centro di ascolto Caritas in favore dei più deboli e il centro di incontro per gli anziani. In questo periodo, la sua vita è sempre più caratterizzata dalla dedizione ai numerosi nipoti. Negli ultimi anni, la malattia lo costringe a un graduale ritiro da tutti gli impegni portati avanti nel tempo. Muore il 25 febbraio del 2013, all’età di ottantasette anni.

 

Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia,
prefazione di Augusto Ferrari, Interlinea, Novara 2016, pp. 140, euro 15, isbn 978-88-6857-094-1

Anticipazione di eventi e novità di Interlinea al prossimo Salone di Torino

30 aprile 2016 alle 16:11 | Pubblicato su Editoria, Interlinea, Letteratura, Letteratura per l'infanzia, Narrativa, Novara, Poesia, Salone del Libro, Spiritualità, Traduzioni | Lascia un commento

Anticipazione di eventi e novità di Interlinea al prossimo Salone di Torino

Come tradurre oggi?
Sabato 14 maggio, ore 12, Sala Argento
Franco Buffoni presenta
Con il testo a fronte. Indagine sul tradurre e l’essere tradotti
Nuova edizione promossa dal Festival internazionale di poesia civile di Vercelli
Intervento di Giusi Baldissone, saluto di Luigi Di Meglio

Scrivere per vincere la malattia
Sabato 14 maggio, ore 16, stand P80 PAD 3
Alessandro Zaccuri ricorda Mirella Poggialini leggendo in anteprima da
Il tempo che rimane. Diario di una malattia
con intervento di Marco Neirotti autore di
Stazione di sosta. Cronaca di un cancro ora in nuova edizione

La poesia ai margini. Un editore per il dialetto
Domenica 15 maggio, ore 14, Sala Argento
Letture di Franco Loi da I niül, Remigio Bertolino da Ël vos
Francesco Granatiero da La chiéve de l’úrte, Franca Grisoni da Croce d’amore. Crus d’amur, Maurizio Noris da Resistènse, Renato Pennisi da Pruvulazzu
Con presentazione di Giovanni Tesio, autore di La poesia ai margini,
e interventi di Roberto Cicala di Interlinea e di Albina Malerba Centro Studi Piemontesi

 Anche i libri hanno un’anima… digitale!
Domenica 15 maggio, ore 12, stand P80 PAD 3
Presentazione della nuova app Let.life per la collana “Le rane” di Interlinea
Intervengono Carlo Robiglio, Guido Galimberti, Amedeo Perna; presenta Ilaria Finotti
con la presenza della scrittrice Anna Lavatelli autrice di Benvenuto pomodoro!
Segue rinfresco

 Altre novità allo stand Interlinea del Salone del libro di Torino (P80 padiglione 3):
Giovanni Verga, Novelle rusticane, edizione critica a cura di Giorgio Forni
Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti, a cura di Anna De Simone
Franco Buffoni, O Germania, nuova edizione con una nota di Helena Janeczek
Nicola Romeo, Alle radici dell’Alfa Romeo, a cura di Andrea Kerbaker
Scritture ibridate, numero monografico di “Nuova corrente”
Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Piera Oppezzo, Una lucida disperazione, presentazione di Giancarlo Majorino
Gabriele Zani, Case finali, nota introduttiva di Giampiero Neri
Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia
Carlo Bascapè, Novaria, a cura di Giancarlo Andenna e Dorino Tuniz
Matteo Munaretto, Il cielo è dei leggeri
e altri

 

Incontri per i bambini con le Rane Interlinea
Una strana collezione. L’economia raccontata ai bambini

Venerdì 13 maggio, ore 10,30, MultiLab
Lettura-incontro con lo scrittore Guido Quarzo sul libro
Una strana collezione
con laboratorio di Beatrice Dellavalle per creare il salvadanaio “fatto a mano”

 Benvenuta, natura! Alla scoperta di storie, territorio e alimentazione
Venerdì 13 maggio, ore 13, Sala Argento
Lettura animata di Storie da mangiare di Guido Quarzo e Anna Vivarelli

 Festa per i 30 anni di libri di Anna Lavatelli
Domenica 15 maggio, ore 10,30, MultiLab
Incontro con la scrittrice e lettura di
Il giallo del sorriso scomparso. Con nuove storie dell’ispettore Busillis di Anna Lavatelli
con laboratorio artistico per creare nuove versioni irriverenti della Gioconda di Leonardo da Vinci

 Amico libro. Scriviamo e leggiamo i nostri diritti
Lunedì 16 maggio, ore 13,30, Spazio Incontri Book
Presentazione del libro Una città da vivere degli alunni delle scuole primarie novaresi
per il progetto pilota “Amico libro. Una città da favola” di creatività editoriale e cittadinanza consapevole

 EVENTI degli editori ospiti

 Capitale & capitali. Dialoghi su mafie e corruzione in Italia
Venerdì 13 maggio, ore 11,30, Spazio Autori
Presentazione di Capitale & capitali. Dialoghi su mafie e corruzione in Italia
(Edizioni Santa Caterina) con Michele Prestipino, coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Roma, e Enzo Ciconte, Università di Pavia; introduce Giovanna Torre

 I segreti dei sensi a tavola
Sabato 14 maggio, ore 14, CookLab Miele
Daniele Maestri dell’Associazione Italiana Sommelier, Walter Massa enologo e viticultore e e Alberto Marcomini mâitre fromager presentano
Sapore è sapere. L’analisi sensoriale in cucina (CEF Publishing)
con saluto di Carlo Robiglio e Guido Galimberti e laboratorio di analisi sensoriale su vino e gorgonzola

Poesia è giovane
Domenica 15 maggio, ore 20, Sala Avorio
Presentazione del libro di Hiwot Malerba Raccogliere le rose (Il Piccolo Torchio)
con Margherita Oggero e letture di Bruna Vero

 

Finalista al premio Andersen la traduzione novarese della fiaba capolavoro di Beatrix Potter

4 aprile 2016 alle 16:50 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura, Letteratura per l'infanzia, Narrativa, Natale, Novara, Traduzioni | Lascia un commento

Finalista al premio Andersen la traduzione novarese
della fiaba capolavoro di Beatrix Potter

 Il sarto di Gloucester tradotto dalla novarese Marina Vaggi è edito daInterlinea: l’annuncio dato questo lunedì alla Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna

 La nuova edizione Interlinea del capolavoro di Beatrix Potter Il sarto di Gloucester, nella traduzione della novarese Marina Vaggi, è stato annunciata oggi alla Bologna Children’s Book Fair tra i finalisti del premio Andersen 2016 nella categoria “Miglior libro mai premiato”.

            Il Premio Andersen – Il mondo dell’infanzia è il più prestigioso riconoscimento italiano attribuito ai libri per ragazzi, ai loro autori, illustratori, traduttori  ed editori. Promosso dalla rivista “Andersen”  dal 1982 seleziona le migliori opere dell’annata editoriale, con un’attenzione particolare alle produzioni più innovative e originali. Le scelte della giuria – composta dai maggiori esperti italiani del settore – hanno fatto conoscere al pubblico non solo l’opera dei grandi autori, ma anche le voci nuove e i talenti emergenti.

            L’edizione della celebre fiaba di Beatrix Potter Il sarto di Gloucester è stata scelta per la raffinatezza editoriale nella collana “Nativitas”, unica nel suo genere in Europa, e per l’innovativa traduzione di Marina Vaggi, che aveva già ricevuto un’entusiastica recensione sul numero di dicembre dell’autorevole rivista, ad esempio per l’aver tradotto per la prima volta le filastrocche non letteralmente, dunque con poco senso, ma riproducendo le suggestioni di quelle note ai lettori italiani.

            Marina Vaggi, editor della casa editrice novarese Interlinea, ha tradotti molti testi dall’inglese, dalle opere di Daphne Du Maurier ai giallisti Rex Stout ed Ellery Queen, da Libby Hothorn per Mondadori ai classici come Dickens e Stevenson per Interlinea nella collana “Nativitas” dove è comparso mesi fa Il sarto di Gloucester ora finalista.

            Il libro, pubblicato con i disegni originali, è il racconto più celebre di un’autrice entrata nel mito: popolato dai topini tanto amati dalla Potter e dai suoi lettori di ogni età, è una fiaba natalizia ispirata a una storia vera e pubblicata per la prima volta in forma privata nel 1903. Così inizia: «Al tempo delle spade, delle parrucche e delle lunghe giacche con i risvolti ricamati, quando i gentiluomini indossavano polsini increspati e panciotti di seta di Padova e taffeta con passamanerie dorate, a Gloucester viveva un sarto. Da mattina a sera sedeva a gambe incrociate su un tavolo alla luce di una finestra di una botteguccia in Westgate Street…»

            La cerimonia conclusiva del premio Andersen si terrà sabato 28 maggio a Genova.

Beatrix Potter, Il sarto di Gloucester. Fiaba di Natale. Traduzione di Marina Vaggi
Interlinea, pp. 48, euro 10, isbn 978-88-6857-167-5

 

Santa Maria alla Bicocca e la storia di Novara

10 marzo 2016 alle 11:57 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Storia | Lascia un commento


Santa Maria alla Bicocca
e la storia di Novara:
all’Archivio di Stato un volume tra arte e fervore popolare

 Lunedì 14 marzo alle 17,30 presentazione del volume di Giovanni Baselli sulla chiesa protagonista della battaglia di Novara

 Santa Maria alla Bicocca. Una chiesa di Novara tra arte, storia e fervore popolare (Interlinea) è il titolo del volume di Giovanni Baselli che sarà presentato lunedì 14 marzo 2016 alle ore 17,30 nella sala Amelio dell’Archivio di Stato di Novara, in corso Cavallotti, con interventi di Giancarlo Andenna, Simona Gavinelli e Pier Davide Guenzi e saluti di Roberto Cicala e don Gianni Lategana. L’evento fa parte della rassegna “Novara risorgimentale”.

            La chiesa di Santa Maria alla Bicocca nel suburbio di Novara è stata molto familiare ai novaresi della seconda metà dell’Ottocento: appare infatti in molti quadri che rappresentano la battaglia di Novara combattuta il 23 marzo 1849 dai Piemontesi contro l’esercito austriaco comandato dal maresciallo Josef Radetzky. A questo edificio e luogo di culto, le cui origini risalgono a una piccola edicola sacra del XVI secolo, è dedicato il volume di Giovanni Baselli Santa Maria alla Bicocca con presentazione di Giancarlo Andenna e don Gianni Lategana.

            Santa Maria alla Bicocca ripercorre la storia della chiesa e del suo ruolo nel territorio novarese, «una parte integrante della nostra storia e, pertanto, una storia da ricordare, cioè “riportare al cuore”», come scrive l’attuale parroco don Gianni Lategana. Dalla cappella cinquecentesca dedicata alla Vergine alla posa della prima pietra dell’edificio ad opera del vescovo Carlo Bascapè nel 1606, al ruolo centrale, sino al Novecento, nella vita religiosa dei fedeli «che erano educati in larga misura dalle immagini, elaborate secondo programmi iconografici complessi e teologicamente rilevanti». Quattrocento anni dopo la posa della prima pietra i lavori di restauro sulla chiesa, durati quattro anni (2006-2010), hanno riportato alla luce elementi e stili analizzati da Pier Davide Guenzi che si sofferma in particolare «sull’ancona dell’altare maggiore, sull’altare laterale, con la pala di San Carlo, sugli affreschi e gli apparati decorativi ottocenteschi», mentre Simona Gavinelli traccia la vicenda dell’antico monastero di San Bartolomeo di Vallombrosa, che durante la crescita di Santa Maria Alla Bicocca andava incontro a una lenta decadenza sino a passare dalle mani dei monaci a quelle degli abati commendatari.

            Il volume Santa Maria alla Bicocca è corredato da un ricco apparato a colori di immagini fotografiche a cura di Diego Taroni, il quale, come scrive Pier Davide Guenzi, offre «una singolare visita entro un luogo che ha suscitato in lui curiosità per l’insieme e per i particolari. Un insieme da leggere nei suoi volumi, nei suoi pieni e nei suoi vuoti. Particolari a volte dimenticati e per certi versi marginali, che possono sfuggire all’attenzione del fedele, abituale frequentatore della chiesa, o dell’occasionale turista».

 

Giovanni Baselli, Santa Maria alla Bicocca. Una chiesa di Novara tra arte, storia e fervore popolare
con contributi di Simona Gavinelli e Pier Davide Guenzi
presentazione di Giancarlo Andenna e don Gianni Lategana

Interlinea, pp. 308, euro 25, isbn 978-88-6857-079-8

 

Storia di una rinascita al femminile

1 marzo 2016 alle 14:20 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile
nell’esordio narrativo della novarese Anna D’Ambrosio

 Presentazione di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio giovedì 3 marzo alla Sezione Novarese della Biblioteca Negroni per il festival “Voci di donna”

 

La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio presenta il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea) giovedì 3 marzo 2016 alle ore 18 al Librotè delle sei presso la Sezione Novarese della Biblioteca Negroni, in corso Cavallotti 4-6 a Novara, a colloquio con Giusi Baldissone, docente dell’Università del Piemonte Orientale. L’incontro fa parte dell’iniziativa “La biblioteca è anche tua! – Incontri nella Sezione Novarese” ed è inserito nel festival “Voci di donna” promosso dal Comune di Novara con la libreria Lazzarelli.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.             Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”

21 gennaio 2015 alle 11:36 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Novara | Commenti disabilitati su Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”
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«come un prezioso libro inedito di notizie e cronache, che non si potrebbero trovare altrimenti annotate
su documenti cartacei dell’epoca» (Battista Beccaria, “Novarien.” 43)

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Un nuovo volume sull’isola conclude la festa di San Giulio
Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”

Il nuovo numero della rivista “Novarien.” in ricordo di Marina Airoldi e dedicato all’isola del lago d’Orta sarà presentato alle ore 17 a Orta San Giulio con la partecipazione fra gli altri di Dorino Tuniz, Giancarlo Andenna e don Mario Perotti

Sabato 31 gennaio la città di Orta San Giulio festeggerà il proprio patrono e a chiudere le celebrazioni e avvenimenti di quel giorno vi sarà, alle ore 17 in Municipio (casa Bossi), via E. Bossi 11, la presentazione del nuovo numero della rivista di storia “Novarien.” (Interlinea Edizioni) dedicata quest’anno alle testimonianze storiche e artistiche conservate sull’isola di San Giulio. Durante l’evento, dopo i saluti introduttivi di Giancarlo Andenna, don Mario Perotti e del sindaco di Orta Giorgio Angeleri interverranno Marina Dell’Omo e Battista Beccaria. Il saluto conclusivo è affidato a Dorino Tuniz. Nell’occasione le copie della rivista saranno consegnate a tutti gli abbonati, mentre chi lo desidera potrà acquistare il singolo volume o sottoscrivere l’abbonamento.

In Testimonianze sull’isola di San Giulio, dedicato alla memoria di Marina Airoldi, sono inserite le relazioni di Battista Beccaria sui graffiti della basilica, testimonianze importanti di storia locale e internazionale più che azioni vandaliche («chi scriveva sui muri o sugli affreschi delle chiese in quei secoli addietro non poteva certamente essere un perfetto analfabeta»), di Silvia Muzzin sulle decorazioni scolpite della basilica, la quale si conferma essere «un nobile esempio di quel­la laboriosità costruttiva che contraddistingue il Novarese nel XII secolo» e di Marina Dell’Omo, che si concentra sulla particolare destinazione della sacrestia a quadreria «secondo una modalità affine a quella messa in atto nella collegiata di San Vittore a Intra». Simone Caldano tratta della basilica e dell’insediamento sull’isola nel tardo Medioevo e nella prima età moderna, argomenti non ancora pienamente trattati, mentre la storia più recente, quella della presenza monastica benedettina, è raccontata in prima persona da Anna Maria Cànopi, fondatrice (l’insediamento è dell’11 ottobre 1963) e badessa del monastero Mater Ecclesiae («L’isola, ormai disabitata, non offriva alcun agio e nessun mezzo di sussistenza; tuttavia, non eravamo preoccupate: sapevamo di essere nelle mani di Dio»).

Fra le comunicazioni Marco Rosci e Filippo Maria Ferro trattano Un modello di san Francesco “estremo” del Cerano, Gianluigi Panzeri scrive sul collegio De Filippi di Arona, mentre Guido Gentile si concentra sulla parete affrescata da Gaudenzio in Santa Maria delle Grazie a Varallo. Della parete gaudenziana tratta anche Mario Perotti, mentre Casimiro Debiaggi aggiunge Renato di Challant fra i pellegrini al Sacro Monte nel 1558. Ferro scrive ancora, infine, del ritratto di don Lorenzi Tritonio conservato a Berlino. Il volume “Novarien.” 43, nelle sue oltre 400 pagine, contiene anche testi e documenti di Pietro Toscani, Dante Graziosi (con una nota di Roberto Cicala sul progetto dell’Archivio Graziosi) ed Emanuele C. Colombo oltre a recensioni, segnalazioni e un notiziario finale.

NOVARIEN.”: UNA RIVISTA ENTRATA NELLA TRADIZIONE

“Novarien.”, nata nel 1967, deve il suo nome (con il punto finale) «all’abbreviazione invalsa nel linguaggio ecclesiastico e tuttora in uso negli atti ufficiali della Chiesa. Sta al posto di “Ecclesia Novariensis”, termine questo ricco di contenuto teologico e di antica origine»: così scriveva il fondatore, don Angelo L. Stoppa, nel colophon del primo numero (di recente ristampato a tiratura limitata), che accoglieva ricerche e saggi di studiosi poi rimasti fedeli al progetto culturale della rivista e dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, oggi presieduta da uno di loro, Dorino Tuniz, mentre la rivista è diretta da Giancarlo Andenna, insieme con Mario Perotti, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, e con lo stesso Tuniz.

“Novarien.”, 43 (2014). Testimonianze sull’isola di San Giulio, Interlinea, Novara 2014, pp. 432, euro 30, isbn 978-88-6857-012-5

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