25 anni fa moriva Dante Graziosi

4 luglio 2017 alle 11:13 | Pubblicato su Letteratura, Novara, Ricordo, scrittori, Storia | Lascia un commento

25 anni fa moriva Dante Graziosi, cantore della Terra degli aironi
Giovedì il veterinario, politico e scrittore sarà ricordato in Biblioteca

L’anniversario cade il 7 luglio. Il suo libro Una topolino amaranto inaugurò nel 1992 le pubblicazioni di Interlinea. L’opera La terra degli aironi ha dato il nome a un premio letterario. Tra i progetti in atto l’archivio di libri, carte e documenti per la memoria della civiltà contadina, ma servono fondi. L’ATL distribuisce gratis guide cicloturistiche ai luoghi dei suoi libri.

Il Centro Novarese di Studi Letterari vuole ricordare Dante Graziosi nel 25° della scomparsa questo giovedì 6 luglio 2107, vigilia della morte nel 1992, con un momento alle ore 18 per raccogliere testimonianze e per mostrare carte inedite e curiosità del costituendo Archivio storico e letterario Dante Graziosi per la memoria della civiltà contadina a Palazzo Vochieri in corso Cavallotti 6 a Novara nella Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni.

Dante Graziosi (1915-1992), uno dei padri della Novara repubblicana, è stato partigiano, veterinario, scrittore, deputato, anche parlamentare europeo, fondatore delle organizzazioni novaresi degli agricoltori. La raccolta di libri, lettere, carte, foto, video e documenti intende per favorire ricerche scolastiche e universitarie e non dimenticare tradizione e passato con un significato sociale ancor prima che culturale. L’Archivio letterario Graziosi è il primo passo di un archivio letterario novarese, perché la memoria e le parole degli scrittori aiutino a capire e guardare con più lucidità il presente e il futuro del nostro territorio. Il progetto è stato avviato grazie al sostegno dal Fondo dott. Pagani costituito presso la Fondazione della Comunità del Novarese Onlus. L’occasione di questo giovedì vale anche per chiedere ai novaresi di sostenere il progetto dell’archivio: versa un contributo alla Fondazione della Comunità del Novarese Onlus sul conto corrente postale 18205146 o Banco Posta della stessa Fondazione (iban IT63T 676011010000018205146), con un volume in omaggio.

Intanto l’ATL di Novara continua a distribuire gratis la guida cicloturistica e letteraria ai luoghi dei suoi libri scaricabile dal sito: http://www.turismonovara.it/it/itinerarischeda?Id=227

Info: http://www.letteratura.it/archiviograziosi/

Video di presentazione:  https://www.youtube.com/watch?v=QdvBxuOJdiA

Una voce sulla scrittore è in Wikipedia:  https://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Graziosi

 

Dante Graziosi è nato a Granozzo, un borgo sull’acqua delle risaie alle porte di Novara, nel 1915. Alla pratica letteraria è giunto nella maturità. Medico veterinario, docente universitario di Igiene e Zootecnia all’Università di Torino, parlamentare per quattro legislature e sottosegretario in altrettanti governi, fondatore dell’organizzazione novarese dei Coltivatori diretti, ha pubblicato molti saggi scientifici di zootecnia prima di dedicarsi alla narrativa. Avendo conosciuto il Palazzo, ha scelto i valori genuini e semplici delle proprie radici e li ha voluti raccontare. L’esordio letterario è avvenuto nel 1972 con La terra degli aironi, una serie di racconti in cui (come nel successivo Storie di brava gente) sul filo dei ricordi lo scrittore fa rivivere tradizioni, ambiente e personaggi di una civiltà contadina intorno alla risaia ormai al tramonto. È però all’attività di medico degli animali che ha dedicato nel 1980 il suo più celebre libro Una Topolino amaranto, lettura molto adatta anche per le scuole, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 ha pubblicato Nando dell’Andromeda, romantica saga padana che ha per protagonista un camminante, uomo libero e poeta, al tempo delle mondine, della vita sull’aia, delle prime lotte politiche nelle campagne. Al centro delle storie sta il Molino della Baraggia di Granozzo, dove ha vissuto e ora ha sede il villaggio sportivo di Novarello. L’autore, scomparso improvvisamente il 7 luglio 1992 a Riccione, prediligeva intingere il pennino nell’inchiostro della memoria, nella fedeltà alle radici che contraddistingue la sua vena letteraria affiorante anche nelle opere postume. Una sua antologia narrativa, promossa anni fa dal Comitato Club Novaresi, è La fiera di Novara e altri racconti, illustrata da immagini di Sergio Bonfantini. Come ha scritto Davide Lajolo, «il modo di raccontare di Graziosi, che può essere all’antica, che mette punti, virgole e sentimenti al posto giusto, che vibra e s’intenerisce nell’amore della sua terra, della gente, delle strade, dell’erba, della vita del suo paese, sia un riscatto dalla noia di certo burocraticismo politico, dalle formule e dalla corsa alle poltrone. È un ritornare a guardarsi allo specchio come uomo per ritrovare le caratteristiche di fondo di chi ha imparato perché si sta al mondo».

«Nel silenzio la pianura parla con la sua voce che viene da lontano» (Dante Graziosi, La terra degli aironi)

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Interlinea piange Marco Rosci

3 luglio 2017 alle 11:15 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Novara, Ricordo | Lascia un commento

Interlinea piange il grande critico d’arte
Marco Rosci
spentosi all’età di 89 anni
autore di un volume-testamento
Le frontiere dell’arte
edito da Interlinea a cura di Francesco Gonzales per i suoi 85 anni

Marco Rosci, docente universitario e studioso di storia dell’arte di fama nazionale, è nato a Novara il 17 aprile del 1928. Dopo gli studi liceali nella sua città si iscrive all’Università Statale di Milano. Si laurea nel 1951 con Paolo D’Ancona con una tesi intitolata Manierismo ed Accademismo dal Rinascimento all’età neoclassica. Nell’anno scolastico 1956-57 insegna storia dell’arte al liceo classico Carlo Alberto di Novara, cattedra che lascia nel 1957 diventando assistente all’Università di Milano mentre l’anno successivo vince il concorso per assistente ordinario di Anna Maria Brizio. Questa prima parte di carriera e di studi è dedicata in particolare allo storia dell’architettura: del 1953 è il saggio su Benedetto Alfieri. Nel 1961 consegue il perfezionamento in storia dell’arte antica, medioevale e moderna all’Università di Milano. Riprendendo la traccia di un curriculum dattiloscritto di Rosci risalente agli anni sessanta e riferendosi al periodo milanese: «ciò mi ha permesso negli ultimi anni e sotto sicura guida di svolgere un’attività scientifica più ampia ho concentrato l’interesse sull’arte della mia zona d’origine e di residenza, posta a cavallo, storicamente e geograficamente, fra Piemonte e Lombardia, inserendomi in un momento, come quello attuale, particolarmente fruttuoso per gli studi sull’arte lombarda e piemontese del Cinquecento e Seicento». Una traccia netta per quella che sarà la sua storia professionale: il riordino della Pinacoteca di Varallo e il relativo catalogo del 1960, la mostra del Pianca a Varallo del 1962, la partecipazione all’organizzazione della mostra varesina del Morazzone del ’62, la grande mostra novarese del Cerano del ’64. Nel 1965 diventa docente di storia della critica d’arte all’Università Statale di Milano. è del 1973 il trasferimento all’Università di Torino. Rosci fu legato a Giovanni Testori per la comune passione per la pittura lombarda, per la Valsesia, in cui si conobbero nel 1960 in occasione della presentazione del catalogo della Pinacoteca di Varallo.

Come scrive Francesco Gonzales nel volume Le frontiere dell’arte, delineare un profilo di Marco Rosci non è semplice per la complessità dei suoi interessi e per la varietà dei suoi interventi: docente, giornalista, critico d’arte, ha curato mostre d’arte moderna e contemporanea, ha delineato mirabili profili di critica d’arte, ha coordinato gruppi di lavoro, ha ispirato colleghi e amici e le sue intuizioni restano pietre miliari nella storia dell’arte.

 

La coscienza pastorale di Carlo Bascapè

26 giugno 2017 alle 11:11 | Pubblicato su Novara, Storia | Lascia un commento

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La coscienza pastorale di Carlo Bascapè
Sabato 1° luglio a Oleggio presentazione della rivista “Novarien”.

 Il nuovo numero 46 sarà presentato a Oleggio il 1° luglio alle ore 16 con Giancarlo Andenna, Mario Perotti e Dorino Tuniz, con visita guidata e rinfresco

La rivista storica “Novarien.” dell’associazione di Storia della Chiesa Novarese propone per l’anno 2017 il numero monografico La coscienza pastorale di un di un vescovo novarese: Carlo Bascapè pubblicato da Interlinea e dedicato, assieme al numero 44 della rivista (anno 2015), al vescovo novarese più amato dopo il patrono san Gaudenzio. Il volume sarà presentato sabato 1° luglio alle ore 16 presso la chiesa di Santa Maria Annunciata di Oleggio (già chiesa della Madonna del Castello) adiacente a piazza Bertotti 1, con l’intervento dei direttori della rivista Giancarlo Andenna, Mario Perotti, Dorino Tuniz e gli autori dei contributi. È inoltre in programma per la giornata una visita storico-artistica alla chiesa e al Museo d’Arte Religiosa di Oleggio, con interventi di Flavia Fiori e Francesco Gonzales e rinfresco finale.

Nell’occasione le copie della rivista saranno consegnate a tutti gli abbonati, mentre chi lo desidera potrà acquistare il singolo volume o sottoscrivere l’abbonamento.

In La coscienza pastorale di un vescovo novarese: Carlo Bascapè sono inserite le Relazioni di Giancarlo Andenna sui problemi quotidiani della diocesi di Novara (a partire dalle Relationes ad limina di Cesare Speciano e Bascapè) e di Sergio Pagano sui costumi e provvedimenti della «riforma del popolo» a partire dalla prima lettera pastorale di Bascapè Del lasciare i peccati et fare oratione per li bisogni occorrenti nel principio del vescovato (14 luglio 1593). Battista Beccaria si occupa invece del tema del banditismo e delle uccisioni di preti durante l’episcopato di Carlo Bascapè, delineando così la «situazione, a dir poco “da terra dei fuochi”, delle nostre zone medionovaresi del Cusio, infestate e corse da delinquenti e assassini d’ogni sorta».

 

Vittorio Grassi e Franco Dessilani, nella sezione delle Comunicazioni, descrivono la situazione dei territori del Vergante e della Valsesia, mentre nei Testi e documenti Elisabetta Filippini racconta la storia di Vespolate tra il XIII e il XIV secolo tra papato, episcopato novarese e i Visconti di Milano, e Maura Mattachini si concentra sulla figura del pittore di origine tedesca Isach Ramon e i suoi rapporti con la confraternita del Santissimo Nome di Gesù a Oleggio. Recensioni e segnalazioni completano il volume.

 “NOVARIEN.”: UNA RIVISTA ENTRATA NELLA TRADIZIONE

“Novarien.”, nata nel 1967, deve il suo nome (con il punto finale) «all’abbreviazione invalsa nel linguaggio ecclesiastico e tuttora in uso negli atti ufficiali della Chiesa. Sta al posto di “Ecclesia Novariensis”, termine questo ricco di contenuto teologico e di antica origine»: così scriveva il fondatore, don Angelo L. Stoppa, nel colophon del primo numero (di recente ristampato a tiratura limitata), che accoglieva ricerche e saggi di studiosi poi rimasti fedeli al progetto culturale della rivista e dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, oggi presieduta da uno di loro, Dorino Tuniz, mentre la rivista è diretta da Giancarlo Andenna, insieme con Mario Perotti, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, e con lo stesso Tuniz.

             

“Novarien.” 46 (2017), La coscienza pastorale di un di un vescovo novarese: Carlo Bascapè
pp. 256, euro 30, isbn 978-88-6857-135-1

Anniversario di Enrico Emanuelli scrittore e giornalista

26 giugno 2017 alle 10:30 | Pubblicato su Novara, Ricordo, scrittori, Storia | Lascia un commento
«Come nelle strade della città, anche su quei volti era accaduto qualche cosa,
un logorio che voleva osservare e, nello stesso tempo, non vedere»
Enrico Emanuelli, Uno di New York

 Sabato 50° anniversario di Enrico Emanuelli scrittore e giornalista
Ricordo alla Biblioteca Negroni con anteprima del suo capolavoro, Uno di New York

 INVITO

 Novara, sabato 1° luglio 2017, ore 11,30
Un ricordo di Enrico Emanuelli nel 50° anniversario della scomparsa
aperto alla stampa
e ai frequentatori della Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni
Intervengono Roberto Cicala e Raul Capra
con anteprima assoluta
della nuova edizione del romanzo ambientato a Novara

Uno di New York

Iniziativa del Centro Novarese di Studi Letterari e Interlinea

L’AUTORE

Enrico Emanuelli nacque a Novara nel 1909 e, non ancora ventenne, pubblicò il suo primo libro, Memolo, ovvero vita, morte e miracoli di un uomo, per le edizioni della rivista novarese “La Libra”, fondata da Mario Bonfantini nello stesso anno, il 1928, alla quale collaborò. Portato a una narrazione psicologica di influenza sveviana, fu letterato prima che giornalista (e lo testimonia la cronologia di Ancora la vita, racconti radunati dopo la morte a cura di Carlo Bo), diventando uno degli inviati speciali italiani di maggiore prestigio, prima per “La Stampa”, quindi per il “Corriere della Sera”, dove inaugurò la pagina letteraria diventandone responsabile e avendo la scrivania in redazione accanto a quella di Eugenio Montale. Il Pianeta Russia del 1952 e La Cina è vicina del 1957 sono alcuni libri (i cui titoli sono diventati proverbiali) tratti dalle sue corrispondenze giornalistiche, spesso di un valore letterario che trascende la loro origine occasionale, dove si coglie la fine analisi interiore che caratterizza anche i personaggi dei suoi romanzi, come La congiura dei sentimenti del 1943, con la rivolta dell’individuo contro la società. Il suo capolavoro è Uno di New York, uscito nel 1959, un amaro esame di coscienza attraverso la vicenda di un celebre pittore che torna casualmente nella città dove è nato (riconoscibilissima in Novara) non ritrovando più i suoi ideali giovanili. Postumo fu pubblicato il libro-testamento Curriculum mortis, l’anno dopo la morte avvenuta a Milano nel 1967.

IL LIBRO

Uno di New York di Enrico Emanuelli, pubblicato con una nota di Eugenio Montale (Interlinea, pp. 176, euro 14) esce a cinquant’anni dalla scomparsa dell’autore, giornalista e scrittore che fondò la pagina letteraria del “Corriere della Sera”, torna il suo romanzo più bello. è un amaro esame di coscienza di un pittore che ha alle spalle una carriera internazionale e torna per caso nella città natale, riconoscibile in Novara, ma non ritrova più gli ideali giovanili. Nel romanzo è ancora viva la sensibilità morale verso una cultura e una società che sempre più diventano globali tradendo i propri valori.

 

Novara ha Voglia di democrazia

11 maggio 2017 alle 10:12 | Pubblicato su Novara, Società | Lascia un commento

Novara ha Voglia di democrazia:
in un volume i progetti di quartiere e deliberazione pubblica

Presentazione del libro a cura di Giacomo Balduzzi e Davide Servetti  martedì 16 maggio alle ore 18 presso la Nuova Regaldi

La “voglia di democrazia” del titolo rimanda sia al desiderio, alla nostalgia di ciò che manca, sia allo slancio costruttivo, all’impegno per colmare tale assenza. Il libro  Voglia di democrazia. Progetti di quartiere e deliberazione pubblica a Novara (Interlinea) a cura di Giacomo Balduzzi e Davide Servetti sarà presentato martedì 16 maggio 2017 alle ore 18 a Novara presso la sede della Nuova Regaldi (via dei Tornielli 6) da don Dino Campiotti e don Silvio Barbaglia, con la moderazione di Serena Fiocchi. L’evento è  organizzato in collaborazione con Nuova Regaldi, Associazione Territorio e Cultura onlus e MCL Novara.

Nel progetto SpeDD, sperimentazione di democrazia deliberativa svoltasi a Novara tra il 2012 e il 2016 presentata in questo volume, la deliberazione pubblica è vista come una possibile via per andare oltre il senso di insoddisfazione, frustrazione e impotenza dei cittadini nei confronti della vita collettiva e delle istituzioni, scoprendo modi diversi di dialogare tra singole persone, discutere problemi comuni e sviluppare, a partire dai quartieri, soluzioni condivise e progetti capaci di produrre beni collettivi e generare coesione sociale. Queste nuove istanze e risposte di partecipazione collettiva, che assumono forme molto diverse rispetto al passato, possono essere un buon punto di partenza per affrontare il tema più globale della crisi di effettività delle nostre democrazie.

SpeDD è un progetto pensato per la città di Novara, ma che può costituire un volano per altre esperienze urbane su tutto il territorio nazionale. Si propone di sperimentare a Novara un programma coordinato di interventi volti a promuovere la partecipazione dei cittadini alle scelte e alle azioni collettive attraverso un metodo riconducibile alla cosiddetta democrazia deliberativa. Il progetto è promosso e coordinato dall’Associazione Territorio e Cultura onlus con una fitta rete di partner, grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, principale finanziatore, e della Fondazione De Agostini.

Il progetto SpeDD ha pubblicato, sempre con interlinea, anche il volume Discutere e agire. Una sperimentazione di democrazia deliberativa a Novara

Leggi un estratto (con sommario)

 

Voglia di democrazia. Progetti di quartiere e deliberazione pubblica a Novara
a cura di Giacomo Balduzzi e Davide Servetti
Interlinea, pp. 216, euro 18, isbn 978-88-6857-133-7

A Novara l’antologia della poetessa Grisoni

5 aprile 2017 alle 10:35 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Poesia, scrittori | Lascia un commento

Quando l’Alzheimer ispira gli scrittori:
a Novara l’antologia della poetessa Grisoni

Presentazione della nuova raccolta Alzheimer d’amore lunedì 10 aprile alle 18 al Circolo dei Lettori con A.M.A. Novara Onlus

Davide Rondoni, Valerio Magrelli, Roberta Dapunt, Vivian Lamarque sono alcuni dei poeti i cui versi sul tema dell’Alzheimer sono stati raccolti e commentati da Franca Grisoni in Alzheimer d’amore. Poesie e riflessioni su una malattia (Interlinea), con una nota di Marco Trabucchi. Il libro sarà presentato a Novara lunedì 10 aprile 2017 alle ore 18 presso il Circolo dei Lettori (Broletto) dall’autrice con Aldo Biolcati e Maria Bocca di A.M.A. Novara Onlus – Associazione Malati di Alzheimer. Ingresso libero.

Franca Grisoni pubblica per la prima volta un’antologia di poesie che hanno come denominatore comune la malattia di Alzheimer e che sono dedicate ai genitori o ai familiari o ispirate dal dolore e dalle difficoltà di questa patologia. Quando apparentemente non si hanno più parole, la poesia ha parole adatte e sufficienti, è uno strumento profondo, che può trasmettere contenuti altrimenti difficili da comunicare, perché è universale, come la malattia. Le poesie di questo libro sono accompagnate dai commenti di Franca Grisoni, con cui condividiamo le modalità di lettura della sofferenza, un’altissima sensibilità e una capacità interpretativa dell’umano, particolarmente utili per comprendere i percorsi del dolore, scoprendo un «Alzheimer d’amore».

 Leggi un estratto (con sommario)

Guarda il video su YouTube

Grisoni, Alzheimer d'amore 180

 

Franca Grisoni è nata a Sirmione, dove vive. In collaborazione con istituzioni pubbliche e private organizza corsi biblici ed eventi culturali. Collabora con il “Giornale di Brescia”, “Paragone Letteratura”, “Città & Dintorni” e “Psicogeriatria”. Scrive nel dialetto di Sirmione. Ha pubblicato: La böba, prefazione di Pietro Gibellini, San Marco dei Giustiniani, Genova 1986 (Premio Bagutta opera prima); El so che te se te, Pananti, Firenze 1987 (Premio Empoli); L’oter, prefazione di Franco Brevini, Einaudi, Torino 1988; Ura, Pegaso, Forte dei Marmi 1993; De chi. Poesie della penisola di Sirmione, Scheiwiller, Milano 1997 (Premio Viareggio); La giardiniera, L’Obliquo, Brescia 2001; L’ala, prefazione di Giovanni Tesio, Liboà, Torino 2005 (Premio Biagio Marin); Passiù, prefazione di Giovanni Tesio, postfazione di Giacomo Canobbio, L’Obliquo, Brescia 2008; Poesie, a cura di Paola Carmignani, prefazione di Pietro Gibellini, Morcelliana, Brescia 2009 (Premio Salvo Basso, Premio Tirinnanzi); Compagn, prefazione di Giovanni Tesio, postfazione di Giacomo Canobbio, Morcelliana, Brescia 2012 (Premio Nazionale Ponte di Legno Poesia); Medea, con una nota di Franco Brevini, Fondazione Etica-L’Obliquo, Brescia 2012; L’ös / L’uscio, prefazione di Marco Trabucchi, L’Obliquo, Brescia 2013; Croce d’amore / Crus d’amur. Passione in versi ispirata dai capolavori del Romanino, prefazione di Giuseppe Langella, nota di Fabio Larovere, Interlinea, Novara 2016. E inoltre: Appunti sul far critica di Cesare Garboli, Pananti, Firenze 1992; Nel tempo di Mattioli, con uno scritto di Cesare Garboli, L’Obliquo, Brescia 2005.

Un brano del libro
«Mi dice un amico, è inutile
che tu insista e ti logori,
lei non capisce.
Ma noi
poco di più, perché
guardando i suoi occhi sbiaditi,
capisco che il grande mistero,
non è soltanto Dio»

Franca Grisoni, Alzheimer d’amore. Poesie e meditazioni su una malattia
con una nota di Marco Trabucchi
Interlinea, pp. 232, euro 14, isbn 978-88-6857-108-5

 Per interviste e richiesta di materiale:
Ufficio stampa Interlinea
0321.1992282 – ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com

 

Novara e il Boom del miracolo economico

31 marzo 2017 alle 10:28 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara, Storia | Lascia un commento

Novara e il Boom del miracolo economico:
dalla Coca Cola al frigorifero Ignis un libro di oggetti

Carlo Robiglio presenta l’autore ultranovantenne Carlo Alberto Carutti giovedì 6 aprile alle 18 in Biblioteca Negroni in un evento patrocinato dall’AIN

«Un libro ricco di suggestioni e spunti anche per l’impegno degli industriali oggi»: così “L’imprenditore” commenta la pubblicazione da parte di Interlinea di Boom. Gli oggetti del miracolo economico tra vita, passione e lavoro di Carlo Alberto Carutti, classe 1923, che ha vissuto gli anni d’oro dell’imprenditoria italiana e che presenterà il volume a Novara, in Biblioteca Negroni (corso Cavallotti 6), giovedì 6 aprile 2017 alle ore 18 assieme a Carlo Robiglio vicepresidente del “Sole 20 Ore”. L’evento a ingresso libero è organizzato in collaborazione con AIN, l’Associazione Industriali di Novara, in occasione dei Giovedì letterari della Biblioteca.

In Boom i ricordi di Carlo Alberto Carutti, uno dei molti italiani che hanno costruito il Paese collaborando coi grandi nomi dell’imprenditoria degli anni sessanta – Guzzi, Garelli, Fiat, Zoppas, Ignis, Zanussi e tanti altri –, sono rivolti ai giovani di oggi, perché siano fonte di energia positiva, di coraggio e fiducia, di ottimismo per cominciare da zero, nonostante le difficoltà del nostro tempo. L’autore ha vissuto i migliori anni del boom economico e le tappe del suo racconto, fatto di incontri e di grande passione per il lavoro, si concretizzano negli oggetti che hanno cambiato il modo di vivere di una nazione: dalla bottiglia della Coca-Cola al motore del Mosquito, dalle lampade fluorescenti alla motofalciatrice, dal frigorifero alla lavatrice, dal registratore Geloso al televisore, dalle brugole alle cerniere per mobili. Sono prodotti che hanno costellato vita e lavoro dell’autore, ingegnere appassionato di musica e arte, ma anche profondo conoscitore delle tecnologie più avanzate necessarie nei processi produttivi di maggior resa e qualità.

Carutti, Boom 180

LEGGI UN ESTRATTO (LINK)

Carlo Alberto Carutti nasce a Milano nel 1923, si laurea in Ingegneria alla fine del 1946 al Politecnico di Milano, perfeziona in quegli anni, in parallelo al suo lavoro, lo studio della chitarra jazz sotto la guida del maestro Zuccheri, successivamente completa lo studio già avanzato del violino alla scuola musicale Enrico Bossi di Como sotto la guida del maestro Terraneo, allarga la sua cultura sulle arti figurative quando nel 1951 si sposa con Maria Luigia Testori, sorella di Giovanni Testori, suo compagno di ginnasio e di liceo che lo coinvolge nella passione per la pittura e le sue ricerche.
Ha già pubblicato nel 2005 Passioni di un collezionista che raccoglie la sua collezione di arti figurative e nel 2011 Dai liuti ai violini che raccoglie la sua collezione di strumenti musicali.
In ambito letterario ha pubblicato Noi (Interlinea, Novara 2013).
L’autore, di professione imprenditore da oltre sessant’anni, accomuna la passione per il collezionismo mirato a quella per la ricerca e per la poesia, di cui è segreto artefice, prodotto inconsapevole della sua anima musicale.
Per il suo appassionato interessamento al gemellaggio culturale di Cremona e di Füssen ha ricevuto dalla Municipalità della città tedesca il Premio alla Cultura 2014.

 

Anna D’Ambrosio al Circolo dei Lettori

1 settembre 2016 alle 16:34 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile
Al Circolo dei Lettori l’esordio narrativo Anna D’Ambrosio

Presentazione di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio lunedì 12 settembre al Circolo del Lettori con Giusi Baldissone

 

La poetessa Anna Maria D’Ambrosio presenta il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea) lunedì 12 settembre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino (via Bogino 9), a colloquio con Giusi Baldissone, docente dell’Università del Piemonte Orientale.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso i temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Storia di una rinascita al femminile ad Arona

23 giugno 2016 alle 16:29 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

 

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.
Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Firmacopie di “Devi solo cadere con me”

21 giugno 2016 alle 11:19 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

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