I Racconti del “Mattino” di Vassalli tornano a Napoli

2 giugno 2017 alle 10:20 | Pubblicato su Narrativa, scrittori, Società, Vassalli | Lascia un commento

I Racconti del “Mattino” di Vassalli tornano a Napoli
con un omaggio all’autore della Chimera e Io, Partenope


La S.V. è invitata

a Napoli, martedì 6 giugno 2017, ore 18, Circolo Ufficiali Marina Militare di Napoli
via Cesario Console 3, adiacenze piazza Plebiscito
all’evento
Omaggio a Sebastiano Vassalli
Presentazione del libro
I racconti del “Mattino”
di Sebastiano Vassalli,  a cura di Salvatore Violante
Con Ermanno Corsi, Francesco Durante, Luigi Fontanella, Enzo Rega, Salvatore Violante
Coordina Grazia Paolella
Letture di Wanda Marasco e interventi musicali di Anna Rita Scognamiglio,
Arturo Vastarelli e Rosario Pignatelli

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«A Napoli tutto è possibile. Dio e il Diavolo sembrano aver trovato un equilibrio»
(Sebastiano Vassalli)

 

Di Sebastiano Vassalli, scomparso nel 2015, emergono dalle pagine del “Mattino”, il quotidiano di Napoli, una serie di racconti pubblicati dall’82 all’85 grazie alle amicizie partenopee dell’autore della Chimera nate al tempo della neoavanguardia e del Gruppo 63. Vassalli mette in scena storie in cui si sente il profumo del Sessantotto, con il 18 politico e il dibattito sul nozionismo di quella stagione, la violenza che accompagna la passione cieca del tifoso di calcio, la superstizione bonaria, lo stile della politica italiana. L’ironia pervade le brevi narrazioni che compongono un primo mosaico di quel carattere degli italiani che l’autore ha rappresentato nei suoi romanzi in cui «l’Italia non è soltanto un Paese vecchio e sostanzialmente immobile: è anche due Paesi in uno. C’è il Paese Legale, sotto gli occhi di tutti, e c’è il Paese Sommerso, che tutti più o meno fanno finta di non vedere». Questi testi lo raccontano.

Sebastiano Vassalli, I racconti del “Mattino”, a cura di Salvatore Violante
Interlinea, pp. 120, euro 14, isbn 978-88-6857-118-4

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A Milano un piccolo classico dei libri sui libri

5 aprile 2017 alle 10:30 | Pubblicato su Editoria, Interlinea, Narrativa, scrittori | Lascia un commento

A Milano un piccolo classico dei libri sui libri:
il bibliofilo Andrea Kerbaker presenta Diecimila

La nuova edizione dell’Autobiografia di un libro sarà protagonista di una serata di letture da Goldoni a Bob Dylan con autori come Ballestra, Balzano, Lamarque, Vercesi, Zaccuri

Diecimila. Autobiografia di un libro è un piccolo classico dei libri sui libri, scritto dal bibliofilo Andrea Kerbaker, amato da numerosi lettori e tradotto in molte lingue, dal coreano al giapponese. Il volume, nella nuova edizione di Interlinea, sarà presentata dall’autore alla Kasa dei Libri (largo De Benedetti 4) martedì 11 aprile 2017 alle ore 18. All’incontro dal titolo Dieci autobiografie per Diecimila saranno presenti, per leggere da altrettante autobiografie, Andrée Ruth Shammah (che leggerà da Mèmoires di Carlo Goldoni), Alessandro Zaccuri (da Autobiografia di Monaldo Leopardi), Pier Luigi Vercesi (da Festa mobile di Ernest Hemingway), Vivian Lamarque (da Lessico familiare di Natalia Ginzburg), Marco Balzano (da Il primo uomo di Albert Camus), Silvia Ballestra (da L’età forte di Simone De Beauvoir), Silvano Calzini (da Un tocco in più di Gianni Rivera e Oreste del Buono), Sarah Thorne (da Esperienza di Martin Amis, con Andrea Kerbaker), Renato Sarti (da Vivere per raccontarla di Gabriel García Marquez), Alberto Tonti (da Chronicles di Bob Dylan).

Kerbaker, Diecimila 180

 LEGGI UN ESTRATTO

Se ogni volta che passate davanti a un oggetto vi domandate quali sono i suoi pensieri, i suoi sentimenti, magari che cosa pensa di voi, questo racconto è stato scritto a vostro uso e consumo. Protagonista è un libro che parla in prima persona. Questo libro è un romanzo degli anni trenta che ha avuto molti proprietari, diversissimi tra loro, e da qualche tempo sta in uno scaffale di una libreria dell’usato ad aspettare il prossimo acquirente. Una vicenda già vissuta dal libro ma questa volta c’è una minaccia in più: il libraio ha detto a voce alta che dopo qualche settimana i libri invenduti verranno mandati al macero. Così, temendo di essere prossimo alla fine, il libro racconta la sua affascinante storia lunga quasi un secolo, nel tentativo di catturare l’attenzione dei clienti, lettori come chi sta leggendo queste righe…

Andrea Kerbaker, milanese, esperto di comunicazione aziendale e organizzazione culturale, oltre che bibliofilo, è autore di libri tra cui una Breve storia del libro (a modo mio) (Ponte alle Grazie, 2014) e cura il programma della Kasa dei Libri a Milano. Insegna Istituzioni e politiche culturali all’Università Cattolica e collabora con il “Corriere della Sera” e con il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore”. Per Interlinea ha curato Alle radici dell’Alfa Romeo di Nicola Romeo

Andrea Kerbaker, Diecimila. Autobiografia di un libro
Interlinea, pp. 80, euro 12, isbn 978-88-6857-119-1

Per interviste e richiesta di materiale:
Ufficio stampa Interlinea
0321.1992282 – ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com

Novara e il Boom del miracolo economico

31 marzo 2017 alle 10:28 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara, Storia | Lascia un commento

Novara e il Boom del miracolo economico:
dalla Coca Cola al frigorifero Ignis un libro di oggetti

Carlo Robiglio presenta l’autore ultranovantenne Carlo Alberto Carutti giovedì 6 aprile alle 18 in Biblioteca Negroni in un evento patrocinato dall’AIN

«Un libro ricco di suggestioni e spunti anche per l’impegno degli industriali oggi»: così “L’imprenditore” commenta la pubblicazione da parte di Interlinea di Boom. Gli oggetti del miracolo economico tra vita, passione e lavoro di Carlo Alberto Carutti, classe 1923, che ha vissuto gli anni d’oro dell’imprenditoria italiana e che presenterà il volume a Novara, in Biblioteca Negroni (corso Cavallotti 6), giovedì 6 aprile 2017 alle ore 18 assieme a Carlo Robiglio vicepresidente del “Sole 20 Ore”. L’evento a ingresso libero è organizzato in collaborazione con AIN, l’Associazione Industriali di Novara, in occasione dei Giovedì letterari della Biblioteca.

In Boom i ricordi di Carlo Alberto Carutti, uno dei molti italiani che hanno costruito il Paese collaborando coi grandi nomi dell’imprenditoria degli anni sessanta – Guzzi, Garelli, Fiat, Zoppas, Ignis, Zanussi e tanti altri –, sono rivolti ai giovani di oggi, perché siano fonte di energia positiva, di coraggio e fiducia, di ottimismo per cominciare da zero, nonostante le difficoltà del nostro tempo. L’autore ha vissuto i migliori anni del boom economico e le tappe del suo racconto, fatto di incontri e di grande passione per il lavoro, si concretizzano negli oggetti che hanno cambiato il modo di vivere di una nazione: dalla bottiglia della Coca-Cola al motore del Mosquito, dalle lampade fluorescenti alla motofalciatrice, dal frigorifero alla lavatrice, dal registratore Geloso al televisore, dalle brugole alle cerniere per mobili. Sono prodotti che hanno costellato vita e lavoro dell’autore, ingegnere appassionato di musica e arte, ma anche profondo conoscitore delle tecnologie più avanzate necessarie nei processi produttivi di maggior resa e qualità.

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LEGGI UN ESTRATTO (LINK)

Carlo Alberto Carutti nasce a Milano nel 1923, si laurea in Ingegneria alla fine del 1946 al Politecnico di Milano, perfeziona in quegli anni, in parallelo al suo lavoro, lo studio della chitarra jazz sotto la guida del maestro Zuccheri, successivamente completa lo studio già avanzato del violino alla scuola musicale Enrico Bossi di Como sotto la guida del maestro Terraneo, allarga la sua cultura sulle arti figurative quando nel 1951 si sposa con Maria Luigia Testori, sorella di Giovanni Testori, suo compagno di ginnasio e di liceo che lo coinvolge nella passione per la pittura e le sue ricerche.
Ha già pubblicato nel 2005 Passioni di un collezionista che raccoglie la sua collezione di arti figurative e nel 2011 Dai liuti ai violini che raccoglie la sua collezione di strumenti musicali.
In ambito letterario ha pubblicato Noi (Interlinea, Novara 2013).
L’autore, di professione imprenditore da oltre sessant’anni, accomuna la passione per il collezionismo mirato a quella per la ricerca e per la poesia, di cui è segreto artefice, prodotto inconsapevole della sua anima musicale.
Per il suo appassionato interessamento al gemellaggio culturale di Cremona e di Füssen ha ricevuto dalla Municipalità della città tedesca il Premio alla Cultura 2014.

 

A “Leggermente” un piccolo classico dei libri sui libri

16 marzo 2017 alle 10:17 | Pubblicato su Classici, Editoria, Interlinea, Narrativa | Lascia un commento

A “Leggermente” un piccolo classico dei libri sui libri:
il bibliofilo Andrea Kerbaker presenta Diecimila

La nuova edizione dell’Autobiografia di un libro sarà al Festival di Lecco il 20 marzo alle 18 al Palazzo del Commercio

Diecimila. Autobiografia di un libro è un piccolo classico dei libri sui libri, scritto dal bibliofilo Andrea Kerbaker, amato da numerosi lettori e tradotto in molte lingue, dal coreano al giapponese. Il volume, nella nuova edizione di Interlinea, sarà presentata dall’autore e Giorgio Marchini a Lecco il 20 marzo 2017, alle ore 18 presso il Palazzo del Commercio (piazza Garibaldi 4). L’evento, a ingresso libero, fa parte del festival “Leggermente”.

Kerbaker, Diecimila 180

Se ogni volta che passate davanti a un oggetto vi domandate quali sono i suoi pensieri, i suoi sentimenti, magari che cosa pensa di voi, questo racconto è stato scritto a vostro uso e consumo. Protagonista è un libro che parla in prima persona. Questo libro è un romanzo degli anni trenta che ha avuto molti proprietari, diversissimi tra loro, e da qualche tempo sta in uno scaffale di una libreria dell’usato ad aspettare il prossimo acquirente. Una vicenda già vissuta dal libro ma questa volta c’è una minaccia in più: il libraio ha detto a voce alta che dopo qualche settimana i libri invenduti verranno mandati al macero. Così, temendo di essere prossimo alla fine, il libro racconta la sua affascinante storia lunga quasi un secolo, nel tentativo di catturare l’attenzione dei clienti, lettori come chi sta leggendo queste righe…

 

Andrea Kerbaker, milanese, esperto di comunicazione aziendale e organizzazione culturale, oltre che bibliofilo, è autore di libri tra cui una Breve storia del libro (a modo mio) (Ponte alle Grazie, 2014) e cura il programma della Kasa dei Libri a Milano. Insegna Istituzioni e politiche culturali all’Università Cattolica e collabora con il “Corriere della Sera” e con il supplemento domenicale del “Sole 24 Ore”. Per Interlinea ha curato Alle radici dell’Alfa Romeo di Nicola Romeo

Andrea Kerbaker, Diecimila. Autobiografia di un libro
Interlinea, pp. 80, euro 12, isbn 978-88-6857-119-1

Per interviste e richiesta di materiale:
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Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo

10 gennaio 2017 alle 11:41 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Storia, Svizzera | Commenti disabilitati su Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo

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Un viaggio nell’Oriente misterioso del XIX secolo:
a Pavia la storia di Burckhardt scopritore di Petra

 Presentazione del diario di viaggio ritrovato da Silvana Lattmann e pubblicato da Interlinea mercoledì 18 gennaio in Biblioteca Universitaria Centrale

 «Il cielo stellato mi porta spesso via dal cerchio; vagando da solo attorno al bivacco, lascio correre i miei pensieri e cerco la stella dell’Occidente, dove si trova la casa dei miei cari genitori. Viaggiare così ha il suo fascino; l’uomo può trovare felicità anche nel silenzio del deserto»: sono parole di Sheik Ibrahim, alias Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero ed esploratore del Medio Oriente le cui memorie sono raccolte da Silvana Lattmann nel libro Vita e viaggi di J.L. Burckhardt. Un incontro con l’Islam dell’Ottocento, con illustrazioni d’epoca. Il volume, pubblicato da Interlinea, sarà presentato a Pavia mercoledì 18 gennaio 2017 alle ore 17 in Biblioteca Universitaria Centrale (strada Nuova 65) dall’autrice e docenti dell’Università di Pavia Maria Antonietta Grignani, professore ordinario di Linguistica italiana, e Maurizio Harari ordinario di Etruscologia e Antichità italiche. L’ingresso è libero.

Il 18 ottobre 1817 muore al Cairo Johann Ludwig Burckhardt, cittadino svizzero, nato nel 1784. Assistono al rito funebre europei, arabi, turchi, cristiani e musulmani. Con il nome di Sheik Ibrahim, vestito da arabo e con perfetta conoscenza della lingua del paese, egli ha esplorato Siria, Giordania, Egitto, Nubia, Arabia, portando alla luce antichità millenarie, fra cui la città di Petra e il tempio di Abu Simbel. Il volume, basandosi su lettere e scritti di Burckhardt, e con immagini d’epoca, ripercorre la vita, le difficoltà e i successi di questo giovane, mettendo sotto i nostri occhi un mondo di duecento anni fa ancora ricco di fascino. La ricostruzione di Silvana Lattmann ha il sapore dei racconti d’avventura, resa con precisione storica e vivacità narrativa.

Leggi un estratto (link)

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Silvana Abruzzese Lattmann, originaria di Napoli, dal 1954 è cittadina svizzera e abita a Zurigo. Tra le sue opere letterarie ricordiamo: Quindici poesie, in Almanacco dello specchio, a cura di Marco Forti, Mondadori, Milano 1978; Le storie di Ariano, Vallecchi, Firenze 1980; Fessura, Casagrande, Bellinzona 1985; Deianira, ivi, 1997; Malâkut, All’insegna del Pesce d’Oro, Milano 1996; Incontri, testo italiano e inglese con tavole di Alina Kalczyn´ska, Libri Scheiwiller, Milano 1998; Da solstizio a equinozio. Diario amoroso, con una nota di Maria Antonietta Grignani, Interlinea, Novara 2001; Incustodite distanze. Diario poetico, ivi 2008; Brungasse 8, ivi 2011. Ha pubblicato articoli e poesie su riviste italiane e svizzere.

Silvana Lattmann, Vita e viaggi di J.L. Burckhardt. Un incontro con l’Islam dell’Ottocento
con illustrazioni d’epoca
Interlinea, pp. 108, euro 14, isbn 978-88-6857-096-5

Milano ricorda Mirella Poggialini

6 settembre 2016 alle 16:36 | Pubblicato su Giornalismo, Interlinea, Narrativa, Ricordo, scrittori, Spiritualità | Lascia un commento

Milano ricorda Mirella Poggialini:
in Sormani il diario della giornalista sconfitta dal cancro

 Alessandro Zaccuri e Massimo Bernardini presentano Il tempo che rimane di Mirella Poggialini giovedì 15 settembre in Biblioteca Sormani

 La giornalista e critica d’arte e televisiva Mirella Poggialini, scomparsa  nel 2014 all’età di 78 anni dopo una lunga lotta contro il cancro, sarà ricordata giovedì 15 settembre 2016 alle ore 18 a Milano, nella Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani (corso di Porta Vittoria 6), dall’amico e collega Alessandro Zaccuri con l’intervento di Massimo Bernardini. Durante l’incontro intitolato Ogni giorno ha la sua luce sarà presentato il volume Il tempo che rimane. Diario di una malattia (Interlinea), con letture di Margherita Remotti.

Il tempo che rimane, a cura di Alessandro Zaccuri e con una nota di Alessandro Beltrami, raccoglie gli articoli scritti su “Avvenire” da Mirella Poggialini con lo pseudonimo di Francesca durante la lotta con un tumore in stadio avanzato. «Ho saputo. Finalmente, lo stordimento e la sorpresa combattono con un sottile sgomento e una sensazione di sollievo. Il medico me l’ha detto poco fa, mascherando con la parola neoplasia la brutalità del termine “cancro”. Adesso so. E sapere fa male e bene insieme…» È il diario della malattia di un’intellettuale, critica d’arte e televisiva di “Avvenire”: sconfitta dopo lunga battaglia, Mirella Poggialini resta ferma nell’idea che grazie all’umanità e alla fede «la malattia mi ha dato qualcosa di buono». Come scrive Alessandro Zaccuri, è un «diario per interposta persona che appassiona e commuove», per capire qualcosa di più di un male della nostra società.

 

Un brano del libro

«Guardo le vetrine, calcolo mentalmente quanto tessuto ci vorrà per rinnovare le tendine della mia camera, per filtrare attraverso una immagine di fiori la luce del giorno: […]. Comunque, oggi è un giorno in più, un altro dono».

 L’autrice

Nascita a Milano nel 1936 da famiglia senese (e un tratto toscano, arguto e impertinente, resterà sempre riconoscibile in lei) e laurea in Storia dell’arte alla Cattolica di Milano nel 1968. Parallelamente all’attività accademica e all’insegnamento, Mirella Poggialini intraprende la militanza giornalistica. I suoi articoli appaiono su “Avvenire” fin dalla fondazione del quotidiano, nel dicembre del 1968, tra le riviste alle quali collabora si segnalano “Alba” e, successivamente, “Nuova e Nostra”. Passa dalla critica d’arte a quella cinematografica, approdando negli anni novanta a quella televisiva. Nel 2004, quando le viene diagnosticato il linfoma, la sua vita professionale si trova in un momento particolarmente felice. Dall’autunno del 2001 è uno dei volti della trasmissione televisiva Il Grande Talk, in onda per un decennio inizialmente su SaT2000, poi sulla stessa rete e su RaiTre, infine su Tv2000. Il pubblico apprezza la “signora Mirella” e la riconosce per strada, i suoi giudizi sono un punto di riferimento per molti spettatori, la sua “Pagella” appare con regolarità su “Tv Sorrisi e Canzoni”. Mirella Poggialini è morta il 9 novembre 2014 a Carpi, in provincia di Modena (dove si era trasferita per godere della vicinanza della famiglia), a causa di un’infezione contratta in sala operatoria. Fino all’ultimo ha continuato a scrivere e a tenere la sua rubrica d’arte su RadioInBlu, a scuotere la testa davanti ai programmi televisivi e a visitare le sue amate mostre.

 

Mirella Poggialini, Il tempo che rimane. Diario di una malattia
a cura di Alessandro Zaccuri, con una nota di Alessandro Beltrami
Interlinea, pp. 80, euro 12, isbn 978-88-6857-090-3

 

Anna D’Ambrosio al Circolo dei Lettori

1 settembre 2016 alle 16:34 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile
Al Circolo dei Lettori l’esordio narrativo Anna D’Ambrosio

Presentazione di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio lunedì 12 settembre al Circolo del Lettori con Giusi Baldissone

 

La poetessa Anna Maria D’Ambrosio presenta il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea) lunedì 12 settembre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino (via Bogino 9), a colloquio con Giusi Baldissone, docente dell’Università del Piemonte Orientale.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso i temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Lugano. La follia in famiglia

27 giugno 2016 alle 16:31 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Premi, Racconti, scrittori, Società, Svizzera | Lascia un commento

Quando la follia si insinua in famiglia
L’esordio dello svizzero Giovanni Fontana a Lugano

 Presentazione di Breve pazienza di ritrovarti, Premio svizzero di Lettaratura, mercoledì 29 giugno a Lugano

 

Breve pazienza di ritrovarti. Nel gorgo di salute e malattia di Giovanni Fontana (Interlinea), vincitore della quarta edizione del Premio svizzero di Letteratura, sarà presentato a Lugano mercoledì 29 giugno 2016, alle ore 18,30 alla Darsena del Parco Ciani, all’interno del “Long Lake Festival”.

Breve pazienza di ritrovarti raccoglie otto racconti che sondano l’enigma della malattia (insania, follia, allucinazione), la sua genesi sorda, le sue avvisaglie, il suo erompere lacerante, le alterazioni che produce nella famiglia, il propagarsi delle sue onde sismiche oltre le generazioni, a partire da occasioni minime, quasi insignificanti: il rituale di un pranzo familiare, un incontro d’amore più o meno casuale, la tensione palpabile tra fratelli, i silenzi sospesi in un interno domestico o in una camera d’ospedale…

I racconti di Giovanni Fontana sono scritti con stile teso, lirico, a tratti incandescente come la materia trattata. Sono storie di infelicità, paure e insonnie, con slanci imprevisti di tenerezza e amore.

Breve pazienza di ritrovarti è stato pubblicato da Interlinea con il sussidio di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura.

Un brano del libro

«Il paziente Bruno S. s’impegna d’ora in poi, giorno dopo giorno, a estirpare pazientemente dalla propria cavità interiore ogni residuo del proprio io infetto.
Scavare un cunicolo che dal cervello del paziente Bruno S. porti ai sotterranei di questo ospedale psichiatrico, alla lavanderia e al piccolo obitorio, ai margini del parco e di lì conduca al viale alberato che intravedo dalla mia finestra.
Ancora un aggettivo possessivo e un verbo coniugato: stasera, per punirmi, digiunerò o forse mi chiuderò le dita fra il battente e lo stipite della porta.
Da qualche giorno Bruno S. ha smesso di gridare e non sta più nudo, accovacciato sui suoi escrementi, come nei primi tempi. Nella sua camera d’angolo, protetta da doppi vetri e da una grata attraverso la quale la luce penetra a stento, sta per ricevere la visita dei suoi anziani genitori».

 

Giovanni Fontana, nato Mendrisio, in Svizzera, nel 1959, insegna lingua e letteratura italiana presso il Liceo cantonale Lugano 2. Ha pubblicato studi filologici (Cantare di Madonna Elena, Firenze 1992) e saggi su prosatori e poeti del Novecento come Emilio Tadini, Giorgio Orelli e Mario Luzi, cui ha dedicato il volume Il fuoco della creazione incessante. Studi sulla poesia di Mario Luzi (Lecce 2002).

          

Giovanni Fontana, Breve pazienza di ritrovarti. Nel gorgo di salute e malattia
Interlinea, pp. 128, euro 12, isbn 978-88-6857-029-3

 

Storia di una rinascita al femminile ad Arona

23 giugno 2016 alle 16:29 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

 

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.
Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Firmacopie di “Devi solo cadere con me”

21 giugno 2016 alle 11:19 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

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