Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti

15 marzo 2016 alle 10:58 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura, Poesia | Lascia un commento

Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti
un libro svela il rapporto fra i due grandi poeti

 Mercoledì 16 marzo alla libreria Minerva di Trieste la presentazione del volume sul maggiore poeta dialettale triestino a cura di Anna De Simone (Interlinea)

 «Penso che – tardi, ma mai troppo tardi – Giotti inizi la sua strada nel mondo, per essere riconosciuto nella sua sommessa, ritrosa e assoluta grandezza». Claudio Magris accompagna così l’uscita di Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti (Interlinea), il libro che ricostruisce i passaggi attraverso i quali prese forma e si manifestò la sconfinata ammirazione del poeta triestino Virgilio Giotti per Leopardi. Il volume sarà presentato dalla curatrice Anna De Simone mercoledì 16 marzo a Trieste, alle ore 18, presso la libreria Minerva in via San Nicolò 20.

            Virgilio Giotti (Trieste 1885 – Trieste 1957) è stato è il maggior poeta in dialetto triestino, premiato nel 1957 dall’Accademia dei Lincei. La sua opera poetica, quasi completamente in dialetto, è raccolta in Colori, tra i libri di poesia più alti del Novecento, e ha ricevuto il consenso della critica fin dal 1937, quando il critico Pietro Pancrazi dedicò al poeta triestino un articolo sul “Corriere della Sera”. Sul rapporto fra Giotti e Leopardi la curatrice Anna De Simone scrive che «la lezione leopardiana è penetrata in profondità nella mente e nell’opera di Giotti, che ne ha fatto cosa sua, accogliendola nella propria concezione del mondo e della vita».

            La fama di Virgilio Giotti è andata crescendo negli anni, e non solo in Italia. I suoi «versi pici e tristi» hanno conosciuto una diffusione lenta, ma senza pause. E oggi si può affermare, in piena sintonia con la riflessione di Magris, che la grandezza di questo poeta, per quanto «sommessa», per quanto «ritrosa», è davvero «assoluta».

Un brano del libro

«Chi abbia una qualche familiarità con la poesia di Giotti, riesce a individuare benissimo il filo trasparente e luminoso che lo lega al genio di Recanati. La parola “imitazione” è imprecisa; c’è qualcosa di molto più profondo nell’assimilazione di Leopardi da parte di Giotti. La lettura dei Canti diventa pane della sua giornata, conforto delle sue ore in libreria, luce lunare delle sue notti. Il poeta si affaccia alla finestra della sua stanza assieme a una luna bianca che ne consola la solitudine e allontana i pensieri di morte».

Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti, a cura di Anna De Simone
Interlinea, pp. 168, euro 15, isbn 978-88-6857-059-0

 

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