Rinascono i Quaderni Borromaici

3 giugno 2014 alle 15:57 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura | Lascia un commento

Un nuovo “Politecnico” fa rivivere l’invenzione di Cesare Angelini

«[Pellegrino Tibaldi] ha dato principio in Pavia per lo cardinale Borromeo, a un palazzo per la Sapienza» (Giorgio Vasari, Le vite VI).

«[Federigo Borromeo] prese l’abito dalle mani di quel suo cugino Carlo… Entrò poco dopo nel collegio fondato da questo in Pavia, e che porta ancora il nome del loro casato; e lì, applicandosi assiduamente alle occupazioni che trovò prescritte, due altre ne assunse di sua volontà; e furono d’insegnar la dottrina cristiana ai più rozzi e derelitti del popolo, e di visitare, servire, consolare e soccorrere gl’infermi» (Promessi sposi, cap. XXII).

 Dal 1946 al 1955 escono a Pavia con cadenza trimestrale i Saggi di Umanismo Cristiano – Quaderni dell’Almo Collegio Borromeo, voluti dal rettore Cesare Angelini per tener fede a quell’ideale di «sapienza» cui si era ispirato San Carlo fondando il Collegio nel 1561. Ospiti della rivista alcuni tra i nomi più belli di lettere, arti e filosofia del secondo dopoguerra come, per citarne solo alcuni, Gianfranco Contini, Pietro Prini, Giovanni Getto, Dante Isella, Paolo De Benedetti, Giorgio Barbieri Squarotti, Francesco Messina, Riccardo Bacchelli, Emanuele Severino.

Dopo un più che sessantennale silenzio, i Quaderni borromaici rinascono oggi – per iniziativa dell’Associazione Alunni presieduta da Giorgio Mariani – con un’ispirazione nuova e insieme antica: conservare l’impronta di umanesimo integrale cara all’intuizione angeliniana e insieme aprirsi a una sapienza anche scientifica, secondo un modello non troppo distante dai due precedenti “Politecnici”, l’ottocentesco di Carlo Cattaneo e il novecentesco di Elio Vittorini.

Quaderni borromaici 1, 2014 180

Rispetta pienamente questa ambizione il primo numero della nuova rivista, che – dopo i saluti dello stesso Mariani e del Rettore del Collegio don Paolo Pelosi – presenta saggi di carattere artistico-letterario (Polemone, la metafora dantesca, Mario Equicola, Pellegrino Tibaldi, Seamus Heaney) insieme a contributi di alta divulgazione scientifica (la particella di Higgs, i big data, l’“ortodonzia invisibile”, un’intervista al Professor Paolo Ferruti). Sezione a sé uno Scaffale borromaico su opere e personaggi variamente legati al Collegio (da uno studio sui non pacifici rapporti tra il Borromeo e il fascismo al carteggio Angelini-Contini; dal commosso ricordo dell’ex alunno Pietro Pedeferri a una deliziosa Epistola entomologica in cui scorrono personaggi come Gian Maria Ghidini e Mario Pavan).

Del comitato di redazione fanno parte ex alunni del Collegio tra cui Angelo Stella, Giovanni Caravaggi, Giuseppe Polimeni e Gianni Mussini per il settore umanistico; Oreste Nicrosini, Giovanni Borghese, Giorgio G. Mellerio, Federico Montecchi e Riccardo Bellazzi per quello scientifico. La collaborazione rimane però aperta, come già nella rivista angeliniana, ad apporti esterni di particolare rilievo, perché la vera sapienza deve volare alto, libera da ogni appartenenza.

Analogamente ambiziosa (“Humilitas alta petit”, recita il motto borromaico) la scelta dell’editrice Interlinea di Roberto Cicala, garanzia di una distribuzione incisiva e intelligente, anche fuori d’Italia e naturalmente sul web. Ma anche di un’eleganza ben intonata «al palazzo per la Sapienza» voluto da San Carlo.

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