Interlinea e il Festival di poesia civile ricordano Juan Gelman poeta dell’esilio

19 marzo 2014 alle 12:44 | Pubblicato su Festival Poesia Civile Vercelli, Interlinea, Poesia | Lascia un commento

Venerdì 21 marzo alle ore 21 al Castello di Quinto Vercellese Interlinea celebra la Giornata Mondiale della Poesia ricordando Juan Gelman con letture di Vicente Cervera Salinas

 Venerdì 21 marzo 2014, alle ore 21 al Castello di Quinto Vercellese (VC), Interlinea e il Festival internazionale di poesia civile di Vercelli presentano,  in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, l’incontro Ricordo di Juan Gelman in onore dello scrittore argentino scomparso il 14 gennaio scorso e premio alla carriera nell’edizione 2006 del Festival di poesia civile. All’evento, presentato da Luigi di Meglio presidente del Festival e Giusi Baldissone, interverrà il poeta spagnolo Vicente Cervera Salinas con letture da I doveri dell’esilio,pubblicato da Interlinea.

Juan Gelman, Doveri dell’esilioa cura di Laura Branchini, con testo spagnolo a fronte, Interlinea, pp. 64, isbn 88-8212-554-8

Questo «poeta che ha attraversato l’orrore della dittatura argentina e della barbarie, che ha vissuto il dolore dell’esilio e la disperazione di un intero continente, ci offre la sua grande lezione mostrandoci che è proprio la poesia, questa negletta tra le arti, lontana dal fasto equivoco dei consumi e della moda, a tener vivo quanto c’è di più umano nell’uomo: la memoria, la dignità del dolore, l’interrogazione continua su amore e morte» (così ha scritto Giuseppe Conte sulla poesia di Juan Gelman in un precedente libro edito da Interlinea, Nel rovescio del mondo).

Juan Gelman è nato a Buenos Aires nel 1930; portavoce della Resistenza politica al regime militare e per questo costretto a fuggire dall’Argentina, negli anni sessanta dovette subire la perdita del figlio e della nuora, desaparecidos barbaramente assassinati dalla polizia. È una delle voci più importanti del Sudamerica, che in Italia è conosciuto grazie a una raccolta presso Guanda (Lettera a mia madre), a Nel rovescio del mondo (Interlinea) e al premio LericiPea 2003 alla carriera.

Vicente Cervera Salinas, nato ad Albacete, capoluogo della Mancha in Spagna, ha studiato presso l´Università di Murcia (con una tesi di dottorato sulla poesia di Jorge Luis Borges), dove ha iniziato la carriera di docente di letteratura ispanoamericana, approfondendo la presenza letteraria della Beatrice dantesca nei testi artistici ispanoamericani. È anche poeta a partire dal libro del 1993 De aurigas inmortales, dove si propone la revisione del concetto di epistola amorosa con personaggi storici del mondo letterario; in seguito ha pubblicato La partitura e El alma oblicua, tradotta all´italiano (L´anima obliqua, Levante editori), prima di Escalada y otros poemas. Nel 2013 Rubettino ha pubblicato Figli del divenire, Antologia poetica 1993-2013.

UN BRANO di i Doveri dell’esilio
SEMPRE LA POESIA

a juan carlos onetti
la poesia deve essere fatta da tutti e non da uno / disse /
certe cose le può dire solamente un francese / zoppo /
che nessuno sa cosa fece nella comune di parigi /
nessuno sa se morì o non riuscì /

si ricordano tutti di quando suonava il piano fino alle ore piccole
[dell’anima /
disturbando i vicini che poi dovevano andare al lavoro /
e se ne andavano dalla pensione avendo dormito male /
pensando alla madre del pianoeta o poenista /

maledicendola ogni volta che inciampavano sui sassi
o nei freddi delle strade di parigi / il peggio
è che avevano un accordo in testa e non se lo potevano levare /
fondevano il ferro / soffiavano il vetro / e non

potevano togliersi di testa l’accordo dello zoppo /
lo zoppo gli aveva composto un accordo in testa
dove trascorrevano furie / aurore / presagi /
dove una volta a un ferroviere gli passò un uccellino /

l’uccellino volava al futuro /
con un foglietto nel becco che diceva futuro /
il fatto è che i vicini dello zoppo
avevano visi da pianoforte a metà pomeriggio /

gli cadevano musiche /
o tasti d’oro dove iniziava l’orizzonte /
una donna bellissima cantava nella testa
dei vicini dello zoppo / che in realtà non era francese /

ma invece uruguaiano /
solo a un uruguaiano può venire in mente che la poesia
deve essere fatta da tutti e non da uno /
che è come dire che la terra è di tutti e non di uno solo /

che il sole non è di uno /
che l’amore è di tutti e di nessuno /
come l’aria / e la morte è di tutti / e la vita
non ha padrone conosciuto /

tu non eri zoppo / lautréamont /
è che lasciasti l’uruguay /
e perdesti un pezzo di te che
suona il pianoforte e non lascia dormire /

Juan Gelman, Doveri dell’esilioa cura di Laura Branchini, con testo spagnolo a fronte, Interlinea, pp. 64, isbn 88-8212-554-8

Info e richieste: 0321 612571
ufficiostampa@interlinea.com
http://www.interlinea.com

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