In libreria la novità novarese per il Giorno della Memoria: il diario di Aldo Toscano sull’Olocausto del lago Maggiore

24 gennaio 2014 alle 10:43 | Pubblicato su Guerra, Interlinea, Storia | Lascia un commento

Tra molti stimoli e spunti che arrivano da varie parti per il Giorno della Memoria Interlinea e Istituto Storico Fornara ricordano che l’unica novità novarese legata alla ricorrenza è il Una diario inedito dell’ebreo novarese Aldo Toscano sulla prima strage di ebrei in Italia avvenuta 70 anni fa nel Novarese e sul lago Maggiore. Per questo il volume Io mi sono salvato. L’Olocausto del lago Maggiore e gli anni dell’internamento in Svizzera 1943-1945), dopo le prime presentazioni avvenute a settembre, in questi giorni viene presentato in molte Biblioteche della zona: il 6 febbraio a Cameri, il 7 febbraio a Borgoticino, sempre la sera, oltre a una serie di scuole medie e superiori.

L’evento 70 anni fa

Nei giorni immediatamente successivi all’armistizio, tra il 15 settembre e l’11 ottobre 1943, sulla sponda occidentale del lago Maggiore i soldati del primo battaglione SS del secondo reggimento della divisione corazzata Leibstandarte “Adolf Hitler” compirono uno dei più efferati eccidi di ebrei in territorio italiano. Ad oggi le vittime accertate sono 57, uomini, donne, vecchi e bambini, implacabilmente rintracciati e immediatamente sterminati. I contorni della strage emersero in tutta la loro tragica evidenza, soltanto nel 1963, grazie all’indagine condotta da Gerhard Wiedmann sull’attività del capitano delle SS Theodor Saewceke. Prese avvio un’istruttoria giudiziaria che si concluse con un processo contro i maggiori responsabili dell’eccidio che venne celebrato nel 1968 a Osnabrück. Dopo 61 udienze e l’escussione di 180 testi, gli ufficiali vennero condannati all’ergastolo e i due sottoufficiali a pene minori. Nell’appello svoltosi il 17 aprile 1970, la corte suprema di Berlino li mandò assolti, con la stupefacente motivazione dell’avvenuta prescrizione dei termini. Aldo Toscano, ebreo novarese nato nel 1907, dopo essere scampato all’eccidio rifugiandosi in Svizzera dove venne internato, fu il primo a dedicarsi alla ricostruzione storica di quegli avvenimenti, pubblicando il risultato delle sue ricerche nel 1993 su una rivista storica novarese. In occasione del settantesimo anniversario della strage e a vent’anni dalla morte di Toscano, si ripubblica lo studio insieme al diario che ricostruisce gli anni dell’internamento, rimasto inedito fino ad oggi: Aldo Toscano, Io mi sono salvato. L’olocausto del lago Maggiore e gli anni dell’internamento in Svizzera, presentazione di Alberto Toscano con un saggio introduttivo di Mauro Begozzi, a cura di Sara Lorenzetti e Laura Toscano, Interlinea, pp. 280, euro 15, info (0321 612571, http://www.interlinea.com. Si tratta non solo di un omaggio alla figura di chi con tenacia per primo portò all’attenzione dell’opinione pubblica un episodio trascurato nella ricostruzione degli eventi della guerra nei nostri territori, ma di un contributo alla formazione della coscienza civile delle nuove generazioni.

Il diario inedito del novarese di origine ebra Aldo Toscano

volume che raccoglie le memorie di Aldo Toscano, sotto il titolo Io mi sono salvato (Interlinea edizioni), si compone di due parti: la prima è costituita dal diario che Aldo Toscano ha steso nei due anni trascorsi nei campi di internamento svizzeri. Vi si leggono i pericoli affrontati durante la fuga, la gioia dell’accoglienza, i continui spostamenti da un campo all’altro, la nostalgia di casa, l’ospitalità svizzera e il modo in cui i campi d’internamento erano gestiti dal governo elvetico. Fino al tanto atteso ritorno a casa, una volta conclusa la guerra. Il diario è costituito dagli appunti che Aldo stendeva durante l’internamento e da alcune parti – riflessioni, prefazioni, precisazioni – aggiunte dallo stesso Toscano negli anni successivi al ritorno in patria. Colorano il tutti alcune fotografie del tempo, documenti e mappe che l’autore ha raccolto per approfondire l’argomento, alcuni disegni di suo pugno raffiguranti la vita nei campi e una selezione delle sue poesie, proposte in appendice. I curatori hanno mantenuto intatto il corpo del testo, aggiungendo note esplicative sulla condizione degli internati, sul diritto di asilo, sulla legislazione elvetica, e alcune note biografiche. La seconda parte del volume ripropone integralmente la cronaca del processo di Osnabruck con testi introduttivi di Toscano: per tramandare la memoria della strage del Lago Maggiore con gli occhi di chi da quel bagno di sangue era riuscito inconsapevolmente a fuggire, e tra i primi ha avuto il coraggio e la forza morale di guardarsi indietro. Il lettore potrà trovarvi intatte le incongruenze e le bugie degli imputati, la sfrontatezza di chi rifiuta la responsabilità delle proprie sanguinose azioni, il dolore delle testimonianze orali e, indirettamente, le voci di chi è rimasto sommerso nelle acque del lago: una pagina vergognosa della nostra storia contemporanea di cui è obbligatorio essere consapevoli.

 Il libro edito da Interlinea: contenuti e presentazioni

Aldo Toscano, Io mi sono salvato. L’olocausto del lago Maggiore e gli anni dell’internamento in Svizzera, presentazione di Alberto Toscano con un saggio introduttivo di Mauro Begozzi, a cura di Sara Lorenzetti e Laura Toscano, Interlinea (0321 612571, http://www.interlinea.com), pp. 280, con illustrazioni d’archivio, euro 15

Dalla presentazione di Alberto Toscano: «Queste note, scritte e riscritte nel corso dei decenni, hanno il merito di costringere il lettore del XXI secolo a tuffarsi nel passato dell’Europa. Un passato che torna regolarmente nelle paure della gente e nella stupidità di chi continua a esaltare la violenza o a disprezzare i “diversi”. Nella nostra epoca si può forse pensare che il rischio del razzismo faccia parte di un vecchio e obsoleto armamentario ideologico. Ci si può insomma illudere che il pericolo razzista sia roba d’altri tempi. Niente di più falso. Se Aldo Toscano ha scritto questo libro, se Laura ha compiuto lo straordinario lavoro di studiare e ordinare le sue note, se la casa editrice Interlinea ha deciso di pubblicarlo, se l’Istituto Storico della Resistenza novarese ha accettato di sostenerlo, se uno storico di valore come Mauro Begozzi ha preparato la prefazione e se io mi permetto di proporvi queste considerazioni introduttive è perché una convinzione ci unisce tutti quanti: la certezza che studiare le lezioni e le testimonianze del passato sia un obbligo morale per evitare il ripetersi di situazioni drammatiche, sempre possibili anche nel cuore della nostra “civilissima” Europa. È soprattutto per questo che è stata istituita la “giornata della memoria”. Leggere l’opera di Aldo Toscano può servire a ripercorrere una storia toccante e coinvolgente, ma anche a capire che un pericolo come quello del razzismo non può essere mai dimenticato o banalizzato».

Scrive Mauro Begozzi nel saggio introduttivo: «Sono storie, testimonianze, percorsi che vanno ricongiunti, rimessi insieme, per aprire una nuova stagione di studi. Abbiamo bisogno che continuino a uscire memorie, in attesa di avere compiutamente accesso ai soli documenti disponibili, ovvero quelli giudiziari, in particolare quelli dei processi celebratisi in Germania, che potranno essere liberamente consultati solo nel 2022, ma anche agli incartamenti ritrovati nel famoso «armadio della vergogna», come è stato definito, i 695 fascicoli occultati della Procura Generale Militare di Roma. Tra questi il n. 1186 dell’elenco generale, relativo alla strage di Meina, archiviato provvisoriamente il 14 gennaio 1960 e trasmesso alla procura militare di Torino nel 1994. Ma su tutto abbiamo bisogno di nuova passione per gli studi storici e per la ricerca, tenendoci ben stretta la lezione di vita e morale che Aldo Toscano ci ha lasciato, la sua caparbia perseveranza, la sua incrollabile fede nella cultura e nella conoscenza come unici anticorpi capaci di sconfiggere i fantasmi del passato, del presente e del futuro».

Si tratta non solo di un omaggio alla figura di chi con tenacia per primo portò all’attenzione dell’opinione pubblica un episodio trascurato nella ricostruzione degli eventi della guerra nei nostri territori, ma di un contributo alla formazione della coscienza civile delle nuove generazioni.

 Un altro libro sulla strage di Meina

Segnaliamo un altro libro nel catalogo Interlinea su uno dei fatti centrali dell’Olocausto di 70 anni fa, con la testimonianza una superstite Becky Behar: La strage dimenticata. Meina settembre 1943: il primo eccidio nazista di ebrei in Italia, presentazione di Roberto Morozzo della Rocca (euro 10). Il volume ricostruisce la tragica vicenda della prima strage di ebrei in Italia, avvenuta 60 anni fa sulle rive del lago Maggiore. Nel settembre ’43 la divisione corazzata Leibstandarte-SS Adolf Hitler, guardia del corpo di Hitler, proveniente dal fronte russo, con compiti militari, polizieschi e politici, ebbe l’ordine di stabilirsi sul lago per proteggere l’accesso alla frontiera Svizzera e per impedire la fuga di soldati italiani. Il comando venne alloggiato all’Hotel Beaurivage di Baveno. Tra il 15 settembre e l’11 ottobre, soldati del primo battaglione assassinarono 54 ebrei, 16 dei quali a Meina, ottenendo i nominativi con la collaborazione degli uffici comunali.

INFO

Interlinea / Istituto Storico Resistenza e Storia contemporanea Fornara, Novara:
0321 392743
http://www.isrn.it
http://www.interlinea.com

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