Un volume per gli 85 anni di Marco Rosci – grandi critici omaggiano le sue Frontiere dell’arte

18 dicembre 2013 alle 13:36 | Pubblicato su Arte, Editoria, Interlinea, Novara, scrittori | Lascia un commento

Anteprima giovedì 19 dicembre per la raccolta di saggi dello storico e critico d’arte novarese Marco Rosci in occasione del suo ottantacinquesimo compleanno, con un apparato di scritti in suo onore a cura di esperti del settore, pubblicata da Interlinea edizioni

Da Tanzio da Varallo a Umberto Boccioni, partendo da Caravaggio fino ad arrivare a Werner Tübke passano Le frontiere dell’arte, il volume edito da Interlinea che per la prima volta raccoglie saggi e articoli giornalistici dello studioso in occasione dei suoi 85 anni, preceduti da una sezione di diciannove scritti inediti in suo onore a firma dei maggiori rappresentanti italiani delle discipline storico-artistiche: anteprima il 19 dicembre 2013 alle ore 17.30 a Novara presso la Sala della Musica di Palazzo Bellini, Banca Popolare di Novara, in via Negroni, 12.

 

Interlinea porge il suo omaggio a Marco Rosci, professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università del Piemonte orientale e già professore di Storia della Critica d’arte e di Storia dell’arte moderna all’Università di Torino, in occasione del suo ottantacinquesimo anniversario: a un’intera vita dedicata con scrupolo e passione allo studio del “bello” è dedicato questo volume, 400 pagine illustrate a colori che assemblano per la prima volta diversi suoi saggi e articoli che hanno illuminato e divulgato la storia e il significato delle pietre miliari dell’arte italiana.

 

Le frontiere dell’arte vuole essere anche un florilegio di omaggi rivolti dai maggiori storici e critici dell’arte italiani a uno dei decani di queste discipline: è così che il volume ospita la sezione Scritti in onore di Marco Rosci, composta da diciannove saggi di autori italiani, dedicati a opere e artisti che sono stati esaminati dallo studioso novarese nel corso della sua carriera, e realizzati appositamente per questo volume. Nomi come Filippo Maria Ferro, Francesco Frangi, Giovanni Romano e Nancy Ward Neilson, solo per citarne qualcuno, danno il loro contributo che non vuole limitarsi al solo scopo celebrativo, ma intende soprattutto arricchire la messe degli studi sull’arte italiana moderna e contemporanea, nel segno dell’operato di una delle maggiori voci della storia e della critica dell’arte del nostro Paese.

 

Come si legge nell’Introduzione di Francesco Gonzales; «delineare un profilo di Marco Rosci non è semplice per la complessità dei suoi interessi e per la varietà dei suoi interventi: docente, giornalista, critico d’arte, ha curato mostre d’arte moderna e contemporanea, ha delineato mirabili profili di critica d’arte, ha coordinato gruppi di lavoro, ha ispirato colleghi e amici e le sue intuizioni restano pietre miliari nella storia dell’arte. […] In questo formato, diciamo non comune, abbiamo voluto non solo rendere omaggio allo storico dell’arte, ma anche fornire uno strumento utile a studiosi, giornalisti, curiosi, insomma a coloro che volessero approfondire la personalità complessa di Marco Rosci ed avere, in un unico volume, una selezione di testi fondamentali del suo lavoro oggi rari o introvabili e che qui sono riportati con alcune immagini di corredo».

 

Marco Rosci è nato a Novara il 17 aprile del 1928. Dopo gli studi liceali nella sua città si iscrive all’Università Statale di Milano. Si laurea nel 1951 con Paolo D’Ancona con una tesi intitolata Manierismo ed Accademismo dal Rinascimento all’età neoclassica che viene poi rielaborata e pubblicata col titolo Maniera e Accademia nel pensiero critico del Cinquecento in ACME nel 1956. Dal 1952 è assistente volontario presso la cattedra di storia dell’arte dell’Università Statale di Milano. Dal ’52 al ’56 insegna lettere in alcune scuole ed istituti della provincia di Novara; nell’anno scolastico 1956-57 insegna storia dell’arte al liceo classico Carlo Alberto di Novara, cattedra che lascia appunto nel 1957 diventando assistente incaricato all’Università di Milano mentre l’anno successivo vince il concorso per assistente ordinario di Anna Maria Brizio. Questa prima parte di carriera e di studi è dedicata in particolare allo storia dell’architettura: del 1953 è il saggio su Benedetto Alfieri (che qui pubblichiamo), sempre del ’53 la partecipazione al VIII Congresso di storia dell’architettura di Caserta dove argomenta le connessioni tra Juvarra e Vanvitelli. Nel 1961 consegue il perfezionamento in storia dell’arte antica, medioevale e moderna all’Università di Milano. Riprendendo la traccia di un curriculum dattiloscritto di Rosci risalente agli anni sessanta e riferendosi al periodo milanese: «[…] ciò mi ha permesso negli ultimi anni e sotto sicura guida di svolgere un’attività scientifica più ampia […] ho concentrato l’interesse sull’arte della mia zona d’origine e di residenza, posta a cavallo, storicamente e geograficamente, fra Piemonte e Lombardia, inserendomi in un momento, come quello attuale, particolarmente fruttuoso per gli studi».

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