I Mille milanesi e altre curiosità del Risorgimento nel libro di Massimo Novelli: il 3 ottobre al Museo del Risorgimento di Milano

26 settembre 2012 alle 10:29 | Pubblicato su Interlinea | Lascia un commento

Mercoledì 3 ottobre, alle ore 17,30 presso il Museo del Risorgimento di Milano, la presentazione del volume del giornalista di “Repubblica” Massimo Novelli La cambiale dei mille e altre storie del Risorgimento: personaggi e luoghi per riscoprire la nostra storia

Mercoledì 3 ottobre, alle ore 17,30 presso il Museo del Risorgimento di Milano, Massimo Novelli presenterà il suo volume La cambiale dei mille e altre storie del Risorgimento con V. Scotti Douglas, Dino Messina e Nicola Del Corno. Il Risorgimento è animato da storie emozionanti, umane, commoventi di uomini e donne che sperarono, soffrirono, patirono la galera, combatterono, vissero e morirono per la patria, l’indipendenza, la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. Interlinea ha reso omaggio ai protagonisti di questo periodo storico attraverso il libro dello scrittore-giornalista Massimo Novelli: l’autore fa rivivere episodi e personaggi a volte decisivi, a volte apparentemente minori, in taluni casi poco noti oppure venuti alla luce di recente. Di seguito uno stralcio su uno dei personaggi lombardi del libro, il tappezziere milanese Antonio Sciesa:

Qualche anno dopo, liberata Milano dagli austriaci, Luigia Rotta, vedova di Sciesa, ordinò a un artigiano, il Previati, una stampa raffigurante Amatore mentre si avvia alla fucilazione. La didascalia recitava: «Il patriota Amatore Sciesa, che all’offerta di denaro e di aver salva la vita, pur di rendersi delatore al gendarme austriaco risponde sdegnoso tiremm innanz, dirigendosi imperterrito ai soldati che devono fucilarlo». Con molte probabilità l’artigiano battezzato a San Babila e dimorante in piazza della Rosa, dalle parti della biblioteca Ambrosiana, non pronunciò mai quel «tiremm innanz», bensì un ben più secco, virile «quel ch’è faa, lé faa!», quel che è fatto, è fatto. Battuta popolana e popolare, come di popolo era la cospirazione del ’51. Fu proprio questa caratteristica, d’altro canto, che spinse la grande borghesia milanese, e la nobiltà, a stare fuori da quei fatti.

Tra i diversi protagonisti del volume ricordiamo il rivoluzionario conte Carlo Bianco di Saint Jorioz, il capitano e avventuriero Celso Cesare Moreno, il sergente Cirio, l’industriale Alessandro Antongini che finanziò i Mille, la garibaldina Tonina Marinello e la conturbante contessa Maria Martini.

Massimo Novelli, La cambiale dei mille e altre storie del Risorgimento, Interlinea, pp. 320, euro 14

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