L’autunno di Interlinea: credere nella letteraria italiana

30 luglio 2012 alle 10:38 | Pubblicato su Interlinea | Lascia un commento

Dopo quella di Boiardo, si avvia l’edizione nazionale di Verga; poesia con Erba traduttore, Davico Bonino antologista d’amore e Tesio raduna i maggiori poeti viventi sul Natale; saggistica con Bertone sulla letteratura al tempo dei blog; riscoperte con il “Manzoni” di Dossi e la “Divina Commedia” al femminile; preparando il centenario di Piero Chiara nel segno del Natale…

Per l’autunno 2012 Interlinea punta ancora sulla saggistica letteraria e la poesia: due punti di forza della casa editrice che festeggia i vent’anni di libri.

Intanto annuncia l’avvio dell’Edizione nazionale delle opere di Giovanni Verga (mentre prosegue quella di Boiardo), a cominciare dai Malavoglia nell’edizione critica di Ferruccio Cecco.

Fra i molti titoli in programma nell’ambito della lirica: il quaderno di traduzioni di Luciano Erba I miei poeti tradotti a cura di Franco Buffoni; una nuova antologia di Guido Davico Bonino (dopo il successo di Cento poesia d’amore da dante a De André), Parole d’amore. 365 poesie per l’anno nuovo dedicata anche alle giovani generazioni; l’antologia curata da Giovanni Tesio L’ombra della stella con testi inediti dei maggiori poeti italiani contemporanei dedicati al Natale, da Erri de Luca ad Alberto Bevilacqua, da Valerio Magrelli a Maria Luisa Spaziani; le raccolte Tribunale della mente di Corrado Benigni, dove la giustizia diventa protagonista della poesia, e Il tempo che non muore di Stefano Carrai.

Il panorama saggistico di Interlinea si arricchisce grazie a una nuova pubblicazione su Matteo Maria Boiardo dal titolo Boiardo a Scandiano; lo scapigliato Carlo Dossi in Il mio Manzoni, dove sono raccolti per la prima volta testi editi e rari, riflette sulle opere del Gran Lombardo; Stefano Verdino si occupa invece della Restaurazione in Genova reazionaria e Giorgio Bertone della letteratura italiana nell’era globale nel pamphlet Open blog. Dove va la letteratura italiana.

Infine due nuove edizioni: il libro-dvd «Vergine Madre». Voce di donna nella Commedia di Dante di Lucilla Giagnoni e Lo stupore del filosofo Silvano Petrosino.

In preparazione del centenario della nascita di Piero Chiara verrà pubblicata l’antologia Era mio padre quel Gesù Bambino e altri racconti, a cura di Federico Roncoroni.

Ecco qualche scheda:

  • POESIA

 Parole d’amore. 365 poesie per l’anno nuovo, a cura di Guido Davico Bonino, con immagini d’arte, pp. 304, euro 14: ecco un’antologia diversa dal solito in cui l’amore viaggia in tutti i continenti lungo i 365 giorni dell’anno, con poesie avvincenti che non hanno necessità di commento, godibili anche dalle giovani generazioni. «”No! No! Il sonno m’uccide: lascia ch’io dorma!”, / mormora, mezz’assopita, la cara fanciulla / e, dopo, ondeggia e s’abbandona tra le mie braccia. / Io ve la lascio: così sostengo tra le mie braccia / il suo dolce peso: tutta l’abbraccio / nel suo sopore, contando ogni battito del suo cuore».

L’ombra della stella. Il natale dei poeti d’oggi, a cura di Giovanni Tesio, antologia di testi inediti, pp. 96, euro 10: per gli amanti della poesia e del Natale e per chi vuole fare un dono originale ecco un’antologia diversa dalle altre: non una raccolta di sessanta testi già editi, ma le testimonianze inedite dei maggiori poeti italiani viventi scritte apposta per questo libro: da Erri de Luca ad Alberto Bevilacqua, da Valerio Magrelli a Franco Loi, da Maria Luisa Spaziani a Giuseppe Conte, Maurizio Cucchi, Franco Buffoni e molti altri.

Corrado Benigni, Tribunale della mente, pp. 128, euro 12: in questi anni in cui la giustizia è diventato uno dei temi più forti, dalla politica ai media, Corrado Benigni decide di renderla protagonista della poesia dando vita a un libro originale e attuale: «Siamo davvero la misura di una colpa / o la memoria di un silenzio ci contiene? / Quale crimine consumiamo senza commetterlo? / Da quale morsa verrà l’assoluzione? Guarda / le parole diventare cenere, qualcosa, forse, / si ricompone tra chi resta e chi muore, / tra l’innocente e il supplizio – una voce rappresa. / Giudica tu ora chi parla…»

Stefano Carrai, Il tempo che non muore, con una nota di Luigi Surdich, pp. 112, euro 12: «Se il tempo non muore mai, questa sua immortalità è dipendente dalla “mortalità” dell’individuo che, racchiuso nello spazio-tempo dell’esistere, perviene a un punto che può essere ingresso e può essere transito… ma sempre strettamente legato all’esperienza: che è il solo modo di recuperare situazioni, figure, presenze care e, nell’atto del congedo e nel persistere dell’adesione alla memoria, non caricarsi della colpa di chi resta e di non dire per sempre addio» (dalla nota di Luigi Surdich).

Luciano Erba, I miei poeti tradotti, a cura di Franco Buffoni, pp. 160, euro 14: un vero e proprio “quaderno di traduzioni” dove sono raccolte alcune delle celebri versioni poetiche di Luciano Erba, che nel 2012 avrebbe compiuto 90 anni. Erba è stato tra i pochi grandi protagonisti veramente innovativi della poesia italiana e questo si riflette nelle traduzioni, che spaziano da Sponde a Machado, da Gunn a Michaux, mutando lingua di partenza e di epoca, «ma sempre esaltando all’interno di una poetica purissima il risultato del testo finale tradotto».

  • SAGGISTICA

Piero Chiara, Era mio padre quel Gesù Bambino e altri racconti, a cura di Federico Roncoroni, con un testo di Andrea Vitali, pp. 128, euro 12: «La neve è scesa abbondante sui nostri monti e stamane ha fatto la prima timida comparsa al piano. Sto fino al tramonto all’Ancora a fare la scopa con Traldi e col cav. Napoletano godendomi, più che i settebelli deliziosi del cavaliere, le ultime ore di sole che entrano dalla vetrata. Quando verso il fondo del lago è tutto viola, esco e vado al Verbania. Per le strade c’è odore di “mundèl”, le caldarroste e il lago è triste». Ricordi inediti giovanili come questo e racconti divertenti e amorosi compongono un’antologia che è un omaggio letterario al Natale e al tempo stesso allo scrittore alla vigilia del centenario della nascita.

Carlo Dossi, Il mio Manzoni, a cura di Guido Davico Bonino, pp. 80, euro 12: un libro finora mai uscito del più grande scapigliato. «Tacciare di antimanzonismo gli scapigliati lombardi e piemontesi è divenuto un luogo comune» scrive Guido Davico Bonino, e lo dimostra questa selezione dalle Note azzurre di Carlo Dossi, grande ammiratore del Manzoni, che vi è colto nell’intimità e attraverso le sue opere: «vi ha libri, che per un istante seducono, sia eccitando le nostre passioni, sia mettendo in opra artifici che pajono, a fiore d’occhio, arte – ma se riapri le eterne pagine manzoniane e ne leggi un periodo, la calma ritorna al tuo spirito, la serenità al tuo giudizio».

Stefano Verdino, Genova reazionaria. Una storia culturale della Restaurazione, pp.186, euro 20: una Genova tra provincia ed Europa è la citta narrata nei diari inglesi e francesi di molti viaggiatori, addirittura periferico epicentro del Romanticismo inglese nel breve tempo del soggiorno di Byron, con altri autori da Mary Shelley a Lady Blessington. Di quel periodo però non c’è stata finora una ricostruzione dell’offensiva reazionaria, che ebbe anche nella Genova della fine dei giansenisti e della formazione di Mazzini (1815-31) appuntamenti ragguardevoli non meno di Torino e Modena, quando anche il melodramma giocò la sua partita quale strumento di riverbero legittimista,come evidenzia il Bianca e Fernando di Bellini per l’inaugurazione del nuovo teatro intitolato al sovrano regnante Carlo Felice. Stefano Verdino racconta il progetto reazionario, la cultura della città, i suoi passaggi internazionali, il mondo dell’università, le polemiche culturali: un quadro tanto ricco e vario quanto inesplorato.

Giorgio Bertone, Open blog. Che fare della letteratura italiana nell’era globale, pp. 146, euro 20: come tutte le letterature nazionali di grande tradizione, anche quella italiana, che tanto ha contato nella storia del Paese, è di fronte a sfide epocali: interne ed esterne. Da un lato, la crisi della trasmissibilità generazionale dell’esperienza letteraria e culturale, il venir meno del canone, l’indebolimento dello Stato-nazione, la sua ricerca di un’identità. Dall’altro lato, la sfida della cosiddetta globalizzazione con dispersione nebulizzata del letterario nei media tecnologici e omologazione. Il libro offre un contributo alla discussione in corso partendo da un’analisi delle più recenti proposte critiche,da una revisione della ragione spaziale dominante e da un avvicinamento agli studi antropologici (Augé, Clifford).In mezzo sta la figura del filosofo Michail Bachtin e il suo concetto di cronotopo, con cui qui è attraversata la letteratura italiana e non solo. Nel cronotopo si trova una mediazione tra il labirinto della testualità e la sua spazializzazione tra eros,nascita, morte, lavoro, cibo, oralità/scrittura, socialità.

Boiardo a Scandiano. Dieci anni di studi, a cura di Andrea Canova e Gino Ruozzi, pp. 176, euro 20: questo volume intende celebrare i dieci anni di vita del Centro Studi Matteo Maria Boiardo, associazione voluta e sostenuta dal Comune di Scandiano per «promuovere e favorire gli studi su Matteo Maria Boiardo e la cultura del suo tempo; sollecitare l’incontro e la collaborazione di studiosi di diverse esperienze e discipline nell’ambito della cultura umanistica con riferimento anche alla cultura contemporanea». È ormai definitiva l’acquisizione di Boiardo al pantheon dei classici italiani. Forse c’è chi vorrebbe celebrare o rivendicare con Boiardo una sua appartenenza alla “piccola patria” più che alla “grande”, ma non va dimenticato che la caratteristica veste padana della sua lingua è l’espressione di quel policentrismo linguistico e culturale tuttora attivo all’interno di un sistema in cui le tradizioni locali sono state un’humus essenziale per la cultura nazionale. Interventi di Tina Matarrese, Giuseppe Anceschi, Rosario Coluccia, Donatella Coppini, Emilio Pasquini, Marzia Pieri, Marcello Aprile, Daniela Delcorno Branca, Ilaria Mussini.

Lucilla Giagnoni, «Vergine Madre». Voce di donna nella Commedia di Dante, prefazione di Enrico Palandri, libro+dvd rai con letture in scena, NUOVA EDIZIONE, pp. 72, euro 15: la «Vergine madre» del titolo viene dal Paradiso: la sua grandezza è posta accanto alla lussuria di tutte le donne come Francesca, al lato oscuro di Ulisse, all’aspetto meraviglioso e terribile di un padre come Ugolino, alla santità dei bambini come Piccarda: è la “commedia umana” di Dante, un percorso costeggiato da figure che compongono il disegno di una famiglia. Dalla lettura delle parole di Dante (eternamente ripetute, come le preghiere) scaturiscono storie. E a cantarle e raccontarle è qui una donna, perché più spesso sono le donne a pronunciare, senza mediazioni, il desiderio di salvezza e di pace.

Silvano Petrosino, Lo stupore, NUOVA EDIZIONE,pp. 96, euro 7,75: questo saggio, che offre un contributo originale alla comprensione dell’esperienza del vedere, interpreta lo stupore come una forma di risposta a «ciò che ci raggiunge nello splendore del suo apparire». Dopo alcune introduzioni (sull’opera di Platone, Aristotele, Maupassant, Bloch, Barthes e Van Gogh), Silvano Petrosino ci conduce nell’affascinante mondo dello «sguardo», fino a portarci di fronte alla meraviglia dell’evento singolare che sempre ci interpella personalmente e davanti al quale «siamo chiamati a rispondere, prima ancora che con le parole, con i nostri occhi». Un libro fondamentale che ci insegna a «guardare».

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