I Maestri e no di Vassalli nel nuovo libro: Gramsci sì, Don Milani no, Flaubert un grande

4 giugno 2012 alle 12:23 | Pubblicato su Interlinea | Lascia un commento

Sebastiano Vassalli nell’ultimo libro, Maestri e no, edito da Interlinea, un diario di lettura senza peli sulla lingua, torna a essere coscienza critica, fin dalla sua posizione su don Milani  nell’idea che le nozioni servono ancora alla scuola e che «l’autore della Lettera a una professoressa cercò di schiacciare l’orrendo mostro della “meritocrazia” e di mettere al bando le odiate “nozioni”. (Ma che altro può trasmettere una scuola seria e dignitosa se non, appunto, nozioni?)».

«Gli incontri che si fanno tra le pagine dei libri sono altrettanto importanti di quelli della vita. Spesso, anzi, sono più importanti». Vassalli lo testimonia nel libro, che raccoglie testi introduttivi scritti in quasi mezzo secolo, dodici incontri di vita e letteratura: un campionario esemplare per capire che ci sono buoni e cattivi (o falsi) maestri. Al centro sta sempre il valore della parola: dalle lettere con cui l’apostolo Paolo costruisce la Chiesa a quelle di un altro uomo religioso che fa ancora discutere, don Milani, stanno libri entrati nella storia. Ecco una certa cultura occidentale negli antieroi Bouvard e Pécuchet di Flaubert, l’America di Malcolm X, le lettere dal carcere di «un grande italiano», Gramsci, la Sicilia di Dolci e Sciascia, la guerra al femminile di Renata Viganò, la lingua virtuosa di Céline, le prose scapigliate di Faldella e Ragazzoni, estremisti come il precursore della neoavanguardia Garrone e soprattutto come il poeta «fuori posto» Campana. Maestri o no? Per l’autore della Chimera «i veri maestri sono rari». Ma si trovano nei libri.

In Maestri e no Vassalli termina con don Milani confessando che «la mia guerra, perduta fino dall’inizio, contro il “donmilanismo” e la demagogia nella scuola è incominciata negli anni lontani in cui facevo o, per meglio dire, mi sforzavo di fare in modo serio e dignitoso l’insegnante nella scuola di Stato…»

Sebastiano Vassalli è nato a Genova nel 1941 ma fin da piccolo ha vissuto a Novara. La sua investigazione letteraria, in particolare delle radici e dei segni di un passato che illumini l’inquietudine del presente e ricostruisca il carattere nazionale degli italiani, è approdata nel 1990 al Seicento con La chimera, premio Strega e successo editoriale ancora molto letto nelle scuole, poi al Settecento di Marco e Mattio, uscito l’anno dopo, quindi all’Ottocento e agli inizi del Novecento prima con Il Cigno nel 1993 e successivamente con Cuore di pietra, ricreando un’epopea della storia democratica dell’unità d’Italia. Le due chiese è il suo più recente romanzo, del 2010, uscito come gli altri da Einaudi. Vassalli, che è anche opinionista del “Corriere della Sera”, con Interlinea ha pubblicato l’autobiografia-intervista, con Giovanni Tesio, Un nulla pieno di storie. Ricordi e considerazioni di un viaggiatore nel tempo, edito in occasione dei suoi settant’anni, oltre a Il mio Piemonte, Terra d’acque e due titoli nella collana “Nativitas”: Il robot di NataleNatale a Marradi. L’ultimo Natale di Dino Campana. Aggiornamenti sullo scrittore si trovano nel sito internet www.letteratura.it/vassalli

Sebastiano Vassalli, Maestri e no. Dodici incontri tra vita e letteratura, Interlinea, pp. 120, euro 18.

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