Appuntamento con Interlinea alla “Fabbrica di carta” di Villadossola con Benito Mazzi, Laura Pariani e un omaggio a Bob Dylan

24 aprile 2012 alle 15:11 | Pubblicato su Interlinea | Lascia un commento

Dal 19 aprile al 1° maggio si terrà la nuova edizione della rassegna “La fabbrica di carta”: primo incontro martedì 24 aprile, alle ore 21, con Benito Mazzi e la presentazione del suo nuovo libro La ragazza che aveva paura del temporale

Anche quest’anno Interlinea sarà presente alla “Fabbrica di carta” 2012: rassegna che avrà luogo dal 19 aprile al 1° maggio a Villadossola, presso il centro culturale “La Fabbrica”. Primo di tre appuntamenti quello con Benito Mazzi martedì 24 aprile, alle ore 21 presso lo spazio incontri, per la presentazione del libro, introdotto da una nota di Giuliana Sgrena, La ragazza che aveva paura del temporale: l’avventurosa e quasi leggendaria storia di Antonietta (Neta), bella come Liz Taylor, e Franco detto “Ranca”, sfrusìn e partigiano dell’ottava Matteotti, madre e padre di Giuliana Sgrena. Alle loro vite e a quelle delle loro famiglie si intrecciano la piccola storia della val d’Ossola, con l’epica lotta tra contrabbandieri e finanzieri, e la grande storia d’Italia, dalla ritirata di Russia alla lotta partigiana, alla Liberazione, sino ad arrivare al rapimento di Giuliana in Iraq. Un romanzo che è una testimonianza preziosa di un popolo e di una valle di confine. Non solo letteratura in questa XV edizione della rassegna, ma anche musica: infatti l’incontro con Benito Mazzi sarà arricchito dall’accompagnamento musicale curato dalla professoressa Sacchi e dal professor Bassa (pianoforte/mani) della S.M.S. “F.M. Feltrami” di Omegna.

A questo primo evento seguiranno, il 29 aprile, due incontri: uno con Laura Pariani con il suo ultimo libro Le montagne di don Patagonia alle ore 19 e l’altro sulla raccolta di testimonianze Bob Dylan. Play a song for me accompagnato dalla musica dal vivo di Lorenzo Monguzzi dei Mercanti di Liquore.

L’appuntamento con “La fabbrica di carta” sarà anche un’occasione per presentare in anteprima le novità che Interlinea porterà al prossimo Salone Internazionale del libro di Torino dal 10 al 14 maggio: Passione e Poesia. Lettere di Clemente Rebora e Vanni Scheiwiller, a cura diGianni Mussini; Maestri e no. Dodici incontri tra vita e letteratura di Sebastiano Vassalli; oltre ad alcuni titoli recenti come Una vita per amare. Ricordi di una monaca di clausura di Anna Maria Cànopi; I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? di Giovanni Tesio; Mafie al nord,a cura di Domenico Rossi, pref. di Nando Dalla Chiesa; Le parole e le storie in Sebastiano Vassalli, n. 49 di “Microprovincia”; Il presidente Scalfaro. Una storia novarese di Gianfranco Quaglia.

Benito Mazzi, giornalista, scrittore e studioso di tradizioni alpine, vive da sempre nell’ossolana valle Vigezzo, dove ha ambientato molti dei suoi libri, pubblicati con diverse case editrici (Rizzoli, Fabbri, Priuli & Verlucca, Ediciclo, Casagrande) e spesso tradotti all’estero. Tra i volumi di narrativa editi da Interlinea ricordiamo Nel sole zingaro. Storie di contrabbandieri (1997, selezione premio Strega), Un uomo che conta (1998, selezione premio Bancarella Sport), Quando abbaiava la volpe (2001), L’aquila di Tappia al Giro d’Italia (2003, con Marco della Vedova), Gli invincibili della neve (2005, con un intervento di Mario Rigoni Stern) e, per i bambini, la storia di Natale Il sogno di Gibo (1996). Questo è il suo 46° libro.

UN BRANO DEL LIBRO

Nell’osteria della Delina il canto e il ballo non erano consentiti. Se a un avventore scappava una mezza bestemmia, la donna, stazza sui 120 chili stabili e braccia da boscaiolo, lo sollevava delicatamente di peso e lo depositava sugli scalini fuori della porta. Pochi anni dopo l’apertura dell’osteria – c’era ancora il Giuanìn, suo marito –, le avevano tolto la licenza per aver soccorso un giovane contrabbandiere ferito da una schioppettata della finanza. Era notte, piangeva di dolore, il tapino, fuori sulla strada, perdeva sangue e chiedeva aiuto. Senza esitazioni, pur consapevoli del rischio che correvano, la Delina e il marito l’avevano trasportato in casa prestandogli le prime cure. Il giorno dopo il Giuanìn s’era precipitato col calesse a Santa Maria Maggiore a prelevare il medico. La denuncia per favoreggiamento era scattata immediata: nel giro di qualche settimana la licenza di osteria con alloggio era stata revocata e l’intera famiglia condannata a cinque anni di confino nella città di Mortara.  Allo scoppio della seconda guerra mondiale, la Delina dovette di nuovo chiudere i battenti. L’Osteria degli Amici, per decisione superiore, divenne la caserma della milizia confinaria. I gerani alle finestre furono sostituiti da sinistre feritoie e la proprietaria, sfrattata con le figlie, sfrattò a sua volta i boscaioli, prendendone il posto nella casetta sotto la strada.

Benito Mazzi, La ragazza che aveva paura del temporale, presentazione di Giuliana Sgrena, pp. 160, euro 18

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