Albrecht Dürer – biografia

15 dicembre 2011 alle 10:59 | Pubblicato su Interlinea | Lascia un commento
Tag:

1471 (21 maggio)

Albrecht Dürer nasce a Norimberga, terzogenito di diciotto figli. Il padre, Albrecht Dürer il Vecchio era giunto in Germania dall’Ungheria nel 1455 e si era sposato nel 1467 con Barbara Holper; presso di lui il ragazzo impara l’arte orafa.

 1486 (30 novembre)

Entra come apprendista nella bottega di Michael Wolgemut, dove impara le tecniche pittoriche e grafiche, studia le opere di Martin Schongauer e del Maestro del Libro di Casa, determinanti per lo sviluppo del suo linguaggio artistico.

 1490 (aprile)

Finito l’apprendistato, inizia un viaggio dapprima attraverso verso il Nord Europa, poi a sud.

 1492

Nel corso di questo viaggio si reca a Colmar per conoscere Martin Schongauer ma giunge poco dopo la sua morte (2 febbraio 1491); è quindi ospitato dai fratelli dell’incisore e può studiarne le opere. Durante l’estate si reca a Basilea e collabora all’illustrazione silografica di alcuni libri (Das Narrenschiff di Sebastian Brandt e Ritter von Turn, edito da Furter e Bergmann von Olpe) e disegna centocinquanta incisioni, di cui restano centoventiquattro legni, per un’edizione di Terenzio, mai pubblicata.

 1493

Si trasferisce a Strasburgo, dove incontra Hans Baldung Grien, suo futuro allievo.

 1494 (18 maggio)

Ritorna a Norimberga e il 7 luglio sposa Agnes Frey, figlia di un orafo della città. In autunno parte per il primo viaggio di studio in Italia soggiorna a Venezia e visita probabilmente Padova, Mantova, Cremona.

 1495 (primavera)

Torna a Norimberga. Dipinge molti paesaggi alpini ad acquerello, incide La sacra famiglia della libellula e La piccola Fortuna.

 1496

A Norimberga conosce l’elettore di Sassonia Federico il Saggio, che diventa un prezioso mecenate. Nello stesso anno progetta e realizza le prime tavole della serie Grande Passione (dodici silografie), pubblicata nel 1511, e dell’Apocalisse, stampando i primi fogli di prova, senza testo al verso. Incide Il martirio dei diecimila e il Figliol prodigo.

 1498

A proprie spese pubblica e pone in commercio la serie dell’Apocalisse, rilegata in volume, con testo in latino e tedesco. Tra 1498 e 1499 incide Sansone che uccide il leone, Il martirio di Santa Caterina, La tentazione dell’ozioso, La Madonna della scimmia, Il mostro marino e il Combattimento tra la Virtù e il Piacere alla presenza di Ercole.

 1502-1505

Progetta e incide le prime tavole della serie intitolata Vita della Vergine, che sarà completata nel 1510 e pubblicata nel 1511.

 1504

Incide i bulini Adamo ed Eva e Natività; completa il trittico detto Altare Paumgartner (München, Alte Pinakothek).

 1505-1507

Compie il secondo viaggio in Italia, tornando a Venezia e visitando Padova, Bologna (qui può aver incontrato Luca Pacioli, impegnato in studi di matematica e sulle proporzioni), Pavia, dove l’amico Willibald Pirckheimer frequentava l’università. Di tale soggiorno sono testimonianza numerose lettere indirizzate all’amico, per il quale comprava oggetti preziosi e libri di classici. Dipinge La Festa del Rosario per chiesa dei tedeschi a Venezia (Praga, Národní Galerie). Il viaggio è per lui stimolante perché ammira la cultura italiana e conosce lo status sociale di cui godono gli artisti. Tornando a Norimberga comincia a studiare le lingue, la matematica e la prospettiva.

 1507

Inizia la progettazione della serie Piccola Passione su rame, terminata nel 1513. Dipinge le tavole di Adamo ed Eva (Madrid, Museo del Prado).

 1509

Inizia la serie Piccola Passione su legno, cui si dedicherà fino al 1512.

 1511

Pubblica le serie Grande Passione, Vita della Vergine e una riedizione dell’Apocalisse. Incide La Trinità, La Messa di San Gregorio e La Madonna della pera.

 1513-1514

Incide Il Cavaliere, la Morte e il Diavolo, San Gerolamo nello studio e Melencolia I, definite come Meisterstiche, ovvero «incisioni magistrali».

 1515

Collabora all’esecuzione dell’Arco di trionfo di Massimiliano I, una un’opera di enormi dimensioni che risultante dall’unione di novantadue silografie. Il programma iconografico, suggerito da Pirckheimer è teso all’esaltazione delle virtù umanistiche, morali, politiche e militari dell’imperatore. Come compenso Dürer riceve un vitalizio annuo di 100 fiorini, a carico della città di Norimberga; la pensione gli sarà elargita fino al 1519 anno della morte di Massimiliano I.

 12 luglio 1520-1521

Parte per Anversa, con l’obiettivo di chiedere al nuovo imperatore Carlo V il rinnovo del vitalizio concessogli dal suo predecessore. Ad Anversa risiede per un anno compiendo brevi viaggi nei Paesi Bassi; il ricordo di questi eventi è riportato nel suo diario (Tagebuch der niederländischen Reise). In esso annota tutti gli spostamenti, le spese, descrive le feste e le fiere di paese, le rarità naturali e artigianali che vede e, seppure in modo più succinto, gli artisti incontrati tra gli altri, Quentin Metsijs, Joachim Patinier e Luca di Leida (che definisce un «prodigioso giovane»). Il 23 ottobre si reca ad Acquisgrana, per assistere all’incoronazione di Carlo V, il quale solo il 15 novembre successivo gli rinnoverà la pensione. Si reca in Zelanda attirato dalla notizia dello spiaggiamento di un grosso animale, ma è colpito da una malattia improvvisa che lo indebolirà fino alla morte.

 1521

Tornato a Norimberga si dedica soprattutto agli interessi scientifici. Rimangono appunti di un grande trattato teorico sull’arte, di ricerche su prospettiva e proporzione, di urbanistica e scienza delle fortificazioni.

 1525

Pubblica a Norimberga un trattato di geometria (Underweysung der Messung mit dem Zirckel und Richtscheyt in Linien, Ebnen und gantzen Corporeni).

 1526

Incide gli ultimi bulini con i ritratti di Filippo Melantone ed Erasmo da Rotterdam.

 1527

Scrive e pubblica a Norimberga un trattato sulle fortificazioni di castelli, città e borghi dedicato a Ferdinando re d’Ungheria (Etliche Underricht zu Befestigung der Stett, Schloss und Flecken).

 1528 (6 aprile)

Muore a Norimberga. Viene pubblicato postumo un suo trattato sulla simmetria e le proporzioni nel corpo umano (De simmetria partium in rectis formis humanorum corporum libri); esso faceva parte di un più ampio trattato sull’arte rimasto incompiuto. È sepolto nel cimitero della chiesa di San Giovanni a Norimberga; sulla targa bronzea si leggono, scritte con caratteri romani, le parole dell’amico Pirckheimer: «Quanto vi era di mortale in Albrecht Dürer giace in questa tomba».

(a cura di Giulia Basilico, dal catalogo della mostra

Albrecht Dürer. Le stampe della collezione di Novara,

a cura di Paolo Bellini, Interlinea)

Annunci

Lascia un commento »

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.
Entries e commenti feeds.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: