TESTORI E LA CROCE NELL’ARTE CONTEMPORANEA

19 maggio 2011 alle 15:54 | Pubblicato su Editoria, Interlinea | Lascia un commento

Bacon, Matisse, Beckmann e Hödicke: quattro loro celebri dipinti sono al centro di questo libro di Testori sulla Crocifissione, uno dei temi fondamentali della sua opera, ai quali si aggiungono quelli di altri artisti, quali Kei Mitsuuchi e Vittorio Bellini. Il volume raccoglie pagine rare che raccontano un ritratto di Testori “davanti alla croce”, attraverso varie scritture: di poesia, di riflessione etica e di critica, a sottolineare, come dice Testori, «quanto sia ancora possibile che arte e fede, che forma e Cristo si trovino indissolubilmente legati nell’immagine e nella parola». Come scrive il curatore Fulvio Panzeri «il dramma di Cristo morente, la sua sofferenza, diventano per Testori un emblema di redenzione, espresso dall’arte in modo dirompente e immediato». Con immagini d’arte a colori.

AUTORE

Giovanni Testori, milanese (1923-1993), è stato narratore (Il ponte della Ghisolfa, Il fabbricone), poeta, drammaturgo e critico d’arte: un artista in senso pieno. Di lui Giovanni Raboni ha scritto che è «scrittore e artista che non ha probabilmente l’uguale, qui da noi, per complessità di motivi e per complessiva altezza di risultati, negli ultimi decenni del Novecento». Nel catalogo Interlinea di Testori si ricordi Maestro no e la raccolta di testi natalizi Un bambino per sempre.

IMMAGINI D’ARTE

Prosa, poesia e arte si fondono in questo libro per offrire al lettore una riflessione spirituale sul tema della Croce. Tra le tante opere d’arte inserite ricordiamo Francis Bacon, Tre studi per una Crocefissione; Max Beckmann, La discesa dalla croce; Karl Hödicke, Crocifissione; Henri Matisse, studio per la Discesa dalla croce per la cappella di Saint Paul de Vence; Lucio Fontana, Via crucis; Arnulf Rainer, Crux; Kei Mitsuuchi, Crocifissione; Vittorio Bellini, Via crucis di Vertova.

UN BRANO DEL LIBRO

Quando fermi davanti alla croce, guardiamo il volto di Cristo, ci accorgiamo che a poco a poco, tra la brina del sudore e le gocce dense e grevi del sangue, quel volto diventa l’alveo, la casa, il nido di raccolta e l’effigie stessa di tutte le offese, di tutte le ingiustizie, di tutti i dolori e di tutte le lagrime che devastano il mondo. Allora su quel volto, diversificati uno per uno, ma abbracciati in una stessa domanda, in una stessa risposta e, dunque, in una stessa pace, scorgiamo i volti di tutti i sofferenti, di tutti gli affamati, di tutti i malati che ci è accaduto d’incontrare nella vita, quelli ai quali non abbiamo dato nulla o ben poco di quanto, con la loro presenza, ci chiedevano; e, insieme ai loro, i volti dei sofferenti, degli affamati, degli oppressi e dei malati che nella vita ci hanno preceduti e ci seguiranno. Presi da quell’infinita, tremante capacità di condensare in sé tutte le altre vite e di far lievitare come un muschio e fiorire come un prato, da tanto, terribile dolore la realtà della pace, noi ci chiediamo da dove questo miracolo nasca. La risposta è nella natura stessa dell’uomo-Dio che sulla croce ha voluto salire e morire per liberare veramente e totalmente l’uomo e, con l’uomo, il mondo. Questa natura è, in assoluto, la carità; è, in assoluto, l’amore.

Giovanni Testori, Davanti alla croce. Parola, arte e vita, a cura di Fulvio Panzeri, pp. 160, euro 14

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