Auguri d’autore per il Natale 2010

15 dicembre 2010 alle 13:47 | Pubblicato su Editoria, Interlinea | Lascia un commento

Arti applicate e tradizione si fondono in questa originale raccolta delle più belle cartoline d’autore della prima metà del Novecento. Quante curiosità in questi semplici cartoncini augurali: non solo l’albero, le campane, gli zampognari, ma anche il panettone, gli sport della neve, lo spazzacamino, i portafortuna vari e gli amanti (e persino Pinocchio!). A sbizzarirsi sono illustratori quali Bertiglia, Metlicovitz, Meschini, Sgrilli per arrivare a Maria Pia e a Luisa Fantini. Un libro ideale come dono di Natale o, esso stesso, biglietto d’auguri.

UN BRANO DEL LIBRO
Sono la Francia e la Germania a contendersi l’invenzione della cartolina. Siamo comunque, nel 1870, durante la guerra franco-prussiana. Ben presto la cartolina conosce un successo destinato a crescere velocissimamente, vuoi come nuovo e rapido mezzo di comunicazione vuoi come oggetto di collezionismo. Infatti, fra gli ultimi anni del secolo e i primi del Novecento, non vi era famiglia borghese che non possedesse almeno qualche album, dai fastosi decori liberty, nel quale esporre in bella vista le cartoline ricevute da amici e parenti. Nascono, contemporaneamente, collezioni specializzate e si può ben dire che non vi sia campo nel quale le cartes postales siano assenti. In questo volume ho scelto di privilegiare le cartoline natalizie che vengono edite in Italia in un arco di tempo compreso fra la prima guerra mondiale e i primi anni cinquanta. Il libro si articola in capitoli dedicati ai vari aspetti figurativi del Natale in cartolina: dagli auguri veri e propri al tema degli acquisti, dal presepe ai regali attesi durante la notte del 25 dicembre, dal grande cenone ai giochi e agli sport sulla neve e via dicendo. Sono in tutto quattordici argomenti ed è naturale che fra l’uno e l’altro si stabiliscano delle suggestioni e delle coincidenze. Ognuno di loro è introdotto dalla copertina di uno spartito musicale stabilendo con esso una consonanza più o meno stretta o anche semplici suggestioni, date anche dal rinvio, in più casi, ai testi di canzonette un tempo celebri. Un omaggio a un altro settore di quelle che sono state chiamate (con una definizione che mi sembra sempre più inadeguata) le “carte povere”.

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