Quando un atto di generosità cambia la visione della vita

18 febbraio 2015 alle 12:10 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Narrativa | Commenti disabilitati
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Alla Kasa dei Libri il milanese Carutti presenta Viaggio ad Arles

 La S.V. è invitata
MERCOLEDì 4 MARZO 2015
Alle ore 18,30 a MILANO
alla Kasa dei Libri
in largo De Benedetti 4
alla presentazione del libro
di Carlo Alberto Carutti
con prefazione di Fulvio Panzeri

 VIAGGIO AD ARLES
Intervengono, con l’autore e l’editore,
Andrea Kerbaker e Fulvio Panzeri

Carutti, Viaggio ad Arles 180

La felicità piena e irragionevole riservata forse ad ogni vita s’incontra in queste pagine nella storia di un personaggio il cui nome non è casuale, Felicita. L’autore di questo esordio narrativo a novant’anni s’immedesima nell’adolescenza di povertà, soprusi, solitudini e fragilità della donna, nel suo «crescere all’affanno» e nella volontà di resistere, testarda, conservando la fierezza e imparando a non aspettarsi niente dagli altri. Anche quando Felicita incontra l’amore di un avvocato milanese appassionato di arte e di Van Gogh, il suo sogno si scontra con la realtà. E nel momento in cui è l’uomo ad aver bisogno di lei e tutti sono messi davanti alle scelte più difficili, lei diviene testimone, quando meno se lo sarebbe aspettato, di un atto d’amorevole generosità. Arriva però da un’altra persona con una dignità che quasi senza saperlo cambia il modo di guardare la vita.

Carlo Alberto Carutti nasce a Milano nel 1923, si laurea in Ingegneria alla fine del 1946 al Politecnico di Milano, perfeziona in quegli anni, in parallelo al suo lavoro, lo studio della chitarra jazz sotto la guida del maestro Zuccheri, successivamente completa lo studio già avanzato del violino alla scuola musicale Enrico Bossi di Como sotto la guida del maestro Terraneo, allarga la sua cultura sulle arti figurative quando nel 1951 si sposa con Maria Luigia Testori, sorella di Giovanni Testori, suo compagno di ginnasio e di liceo che lo coinvolge nella passione per la pittura e le sue ricerche. Ha già pubblicato nel 2005 Passioni di un collezionista che raccoglie la sua collezione di arti figurative e nel 2011 Dai liuti ai violini che raccoglie la sua collezione di strumenti musicali.  In ambito letterario ha pubblicato Noi (Interlinea, Novara 2013).
L’autore, di professione imprenditore da oltre sessant’anni, accomuna la passione per il collezionismo mirato a quella per la ricerca e per la poesia, di cui è segreto artefice, prodotto inconsapevole della sua anima musicale. Per il suo appassionato interessamento al gemellaggio culturale di Cremona e di Füssen ha ricevuto dalla Municipalità della città tedesca il Premio alla Cultura 2014.

UN BRANO DEL LIBRO
Mi guardavo intorno spaesata: entra lui, l’avvocato padre; mi fa sedere, mi parla con molta familiarità. Io non ho ancora capito chi sia ma già la sua voce mi dà fiducia, sento che sì, questo sarà un buon posto.

Carlo Alberto Carutti, Viaggio ad Arles, prefazione di Fulvio Panzeri.
Interlinea, pp. 180, euro 15, isbn 978-88-6857-008-8

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Un romanzo sulla Nuova Guinea che è anche un caso antropologico

16 febbraio 2015 alle 12:05 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa | Commenti disabilitati
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Dopo anni di ricerca sul campo Maurizio Leigheb presenta Figli della luna

 La S.V. è invitata
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015
alle ore 19 a TORINO
presso la Libreria Diari di Viaggio del Tucano Concept Store
in piazza Solferino 14/G
alla presentazione del libro
di Maurizio Leigheb

 Figli della luna
Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea

Leigheb, Figli della luna 180

Questa narrazione è anche un caso antropologico. Racconta in prima persona la vera storia di una straordinaria sopravvivenza umana: il popolo dei Pigmei Fa che vive in una sperduta valle sui monti della Nuova Guinea indonesiana. Sono uomini e donne destinati a soccombere e forse a scomparire per sempre all’arrivo degli invasori stranieri. L’etnologo Leigheb viene a contatto con loro subendo il profondo fascino dei luoghi e dell’esistenza isolata e “primitiva” delle comunità indigene fino a raccogliere il loro racconto, che mescola la realtà con la potenza creativa del sogno e la magia. Al di là delle avvincenti vicende narrate, il libro adombra anche problematiche e conflitti di natura universale come la costante lotta tra il Bene e il Male e l’osservazione di comportamenti, sentimenti e pulsioni. Un fantastico viaggio nel tempo e nell’evoluzione dell’uomo.

 Maurizio Leigheb è etnologo e giornalista tra i più stimati. Spirito eclettico, critico e anticonformista, durante l’adolescenza manifesta una certa insofferenza per i metodi accademici di insegnamento. Poco più che ventenne inizia a viaggiare nei Paesi del terzo mondo, in vari continenti. Pubblica servizi fotogiornalistici sulle prime riviste di viaggio e turismo apparse in Italia e numerosi reportage su noti quotidiani e periodici illustrati, italiani e stranieri, raccogliendo materiale fotografico e documentario per alcune collane e opere editoriali di successo, come Il Milione, l’enciclopedia di tutti i Paesi del mondo edita dall’Istituto Geografico De Agostini. Conosciuto per le sue spedizioni e ricerche tra le popolazioni più isolate e meno conosciute della terra, soprattutto in Amazzonia e Nuova Guinea, è autore di una decina di libri d’argomento autobiografico e antropologico, alcuni dei quali tradotti in varie lingue (tra cui Caccia all’uomo, Sugar, Milano 1973, e Longanesi, Milano 1976; Indonesia e Filippine, De Agostini, Novara 1976 e 1981; L’indio muore. Origine, vita e destino degli indios, Sugarco, Milano 1977; L’uomo nel mondo, De Agostini, Novara 1979 e 1987; L’ultimo Sinai, Editions Transalpines, Lugano 1980; Guido Boggiani, pittore esploratore, etnografo, Regione Piemonte, Torino 1986; Irian Jaya, l’ultima terra ignota. Popoli e culture della Nuova Guinea indonesiana, con presentazione di Irenaus Eibl-Eibesfeldt, fondatore dell’etologia umana, allievo ed erede del premio Nobel Konrad Lorenz, edito da Giorgio Mondadori, Milano 1995; Lo sguardo del viaggiatore. Vita e opere di Guido Boggiani, Interlinea, Novara 1997), mostre fotografiche, vari saggi su Paesi, civiltà, culture ed esploratori del passato. Ha realizzato oltre un centinaio di documentari trasmessi dalle reti Rai, Mediaset e Sky, impegnandosi nella ricerca e documentazione antropologico-visuale e nella difesa delle minoranze etniche a rischio d’estinzione biologica e culturale.

UN BRANO DEL LIBRO
«amiamo queste montagne verdi, queste valli scoscese e profonde, […] amiamo la luce pura e violenta che le illumina, il cielo che le sovrasta e le loro notti piene di stelle, dove appare Wala, la grande madre luna, che veglia su di noi».

Maurizio Leigheb, Figli della luna. Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea
Interlinea, pp. 224, euro 15, isbn 978-88-8212-920-0

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Montale dietro le quinte in Ambrosiana

28 gennaio 2015 alle 11:14 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura | Commenti disabilitati
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A Milano nuovi studi su fonti e ispirazioni del premio Nobel

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La S.V. è invitata
GIOVEDÌ 29 GENNAIO 2015
ALLE ORE 18 A MILANO

presso la Pinacoteca Ambrosiana, piazza Pio XI 2
alla presentazione del volume di Carla Riccardi
Montale dietro le quinte
Fonti e poesie dagli
Ossi alla Bufera

con Alberto Cadioli e Armando Torno

Un altro importante tassello si aggiunge alla bibliografia degli studi montaliani. Con l’acume che la contraddistingue, Carla Riccardi ricostruisce e analizza gli spunti e le suggestioni alla base dei capolavori del premio Nobel per la poesia nel 1975, dallo scambio epistolare con il grande poeta americano Ezra Pound (cui è dedicata un’illuminante appendice) al tormentato rapporto con Irma Brandeis, ovvero Clizia, la “musa” montaliana per eccellenza.

 Carla Riccardi è professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Pavia. Ha insegnato in varie università europee ed extraeuropee nell’ambito del progetto Socrates o come professore ospite. Si occupa di letteratura dell’Ottocento e del primo Novecento. Ha pubblicato le edizioni critiche di Vita dei campi e del Mastro don Gesualdo di Verga (nell’Edizione Nazionale), della Colonna Infame (Edizione nazionale ed Europea) e degli Scritti letterari (nei “Classici Mondadori”) di Manzoni, il commento alla Lettre à M.Chauvet presso l’editore Salerno; saggi preparatori dell’edizione critica (per l’Edizione Nazionale delle Opere) del Notturno di D’Annunzio sono raccolti in La parola notturna: fonti e autografi del “Notturno” (presso l’editore Manni). Ha pubblicato numerosi saggi sia filologici, sia critici su opere narrative dell’Otto e del Novecento, riproponendone spesso anche testi meno frequentati (Racconti italiani dell’Ottocento, La Scapigliatura e il sei febbraio, Goccie d’inchiostro)

 Carla Riccardi, Montale dietro le quinte. Fonti e poesie dagli Ossi alla Bufera
Interlinea, pp. 184, euro 20, isbn 978-88-8212-954-5

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Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”

21 gennaio 2015 alle 11:36 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Novara | Commenti disabilitati
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«come un prezioso libro inedito di notizie e cronache, che non si potrebbero trovare altrimenti annotate
su documenti cartacei dell’epoca» (Battista Beccaria, “Novarien.” 43)

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Un nuovo volume sull’isola conclude la festa di San Giulio
Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”

Il nuovo numero della rivista “Novarien.” in ricordo di Marina Airoldi e dedicato all’isola del lago d’Orta sarà presentato alle ore 17 a Orta San Giulio con la partecipazione fra gli altri di Dorino Tuniz, Giancarlo Andenna e don Mario Perotti

Sabato 31 gennaio la città di Orta San Giulio festeggerà il proprio patrono e a chiudere le celebrazioni e avvenimenti di quel giorno vi sarà, alle ore 17 in Municipio (casa Bossi), via E. Bossi 11, la presentazione del nuovo numero della rivista di storia “Novarien.” (Interlinea Edizioni) dedicata quest’anno alle testimonianze storiche e artistiche conservate sull’isola di San Giulio. Durante l’evento, dopo i saluti introduttivi di Giancarlo Andenna, don Mario Perotti e del sindaco di Orta Giorgio Angeleri interverranno Marina Dell’Omo e Battista Beccaria. Il saluto conclusivo è affidato a Dorino Tuniz. Nell’occasione le copie della rivista saranno consegnate a tutti gli abbonati, mentre chi lo desidera potrà acquistare il singolo volume o sottoscrivere l’abbonamento.

In Testimonianze sull’isola di San Giulio, dedicato alla memoria di Marina Airoldi, sono inserite le relazioni di Battista Beccaria sui graffiti della basilica, testimonianze importanti di storia locale e internazionale più che azioni vandaliche («chi scriveva sui muri o sugli affreschi delle chiese in quei secoli addietro non poteva certamente essere un perfetto analfabeta»), di Silvia Muzzin sulle decorazioni scolpite della basilica, la quale si conferma essere «un nobile esempio di quel­la laboriosità costruttiva che contraddistingue il Novarese nel XII secolo» e di Marina Dell’Omo, che si concentra sulla particolare destinazione della sacrestia a quadreria «secondo una modalità affine a quella messa in atto nella collegiata di San Vittore a Intra». Simone Caldano tratta della basilica e dell’insediamento sull’isola nel tardo Medioevo e nella prima età moderna, argomenti non ancora pienamente trattati, mentre la storia più recente, quella della presenza monastica benedettina, è raccontata in prima persona da Anna Maria Cànopi, fondatrice (l’insediamento è dell’11 ottobre 1963) e badessa del monastero Mater Ecclesiae («L’isola, ormai disabitata, non offriva alcun agio e nessun mezzo di sussistenza; tuttavia, non eravamo preoccupate: sapevamo di essere nelle mani di Dio»).

Fra le comunicazioni Marco Rosci e Filippo Maria Ferro trattano Un modello di san Francesco “estremo” del Cerano, Gianluigi Panzeri scrive sul collegio De Filippi di Arona, mentre Guido Gentile si concentra sulla parete affrescata da Gaudenzio in Santa Maria delle Grazie a Varallo. Della parete gaudenziana tratta anche Mario Perotti, mentre Casimiro Debiaggi aggiunge Renato di Challant fra i pellegrini al Sacro Monte nel 1558. Ferro scrive ancora, infine, del ritratto di don Lorenzi Tritonio conservato a Berlino. Il volume “Novarien.” 43, nelle sue oltre 400 pagine, contiene anche testi e documenti di Pietro Toscani, Dante Graziosi (con una nota di Roberto Cicala sul progetto dell’Archivio Graziosi) ed Emanuele C. Colombo oltre a recensioni, segnalazioni e un notiziario finale.

NOVARIEN.”: UNA RIVISTA ENTRATA NELLA TRADIZIONE

“Novarien.”, nata nel 1967, deve il suo nome (con il punto finale) «all’abbreviazione invalsa nel linguaggio ecclesiastico e tuttora in uso negli atti ufficiali della Chiesa. Sta al posto di “Ecclesia Novariensis”, termine questo ricco di contenuto teologico e di antica origine»: così scriveva il fondatore, don Angelo L. Stoppa, nel colophon del primo numero (di recente ristampato a tiratura limitata), che accoglieva ricerche e saggi di studiosi poi rimasti fedeli al progetto culturale della rivista e dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, oggi presieduta da uno di loro, Dorino Tuniz, mentre la rivista è diretta da Giancarlo Andenna, insieme con Mario Perotti, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, e con lo stesso Tuniz.

“Novarien.”, 43 (2014). Testimonianze sull’isola di San Giulio, Interlinea, Novara 2014, pp. 432, euro 30, isbn 978-88-6857-012-5

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Montale dietro le quinte in Ambrosiana

20 gennaio 2015 alle 11:30 | Pubblicato su Bookcity Milano, Interlinea, Letteratura | Commenti disabilitati
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A Milano nuovi studi su fonti e ispirazioni del premio Nobel

 Giovedì 29 gennaio in Pinacoteca Ambrosiana si presenta Montale dietro le quinte di Carla Riccardi, disamina dei debiti di Eugenio Montale fra l’Inferno di Dante e le Myricae di Pascoli

Quaranta anni dopo la consegna del premio Nobel un nuovo tassello si aggiunge agli studi montaliani. Giovedì 29 gennaio 2015 a Milano, in Pinacoteca Ambrosiana (piazza Pio XI 2) alle ore 18 si terrà infatti la presentazione di Montale dietro le quinte. Fonti e poesie dagli Ossi alla Bufera di Carla Riccardi, professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Pavia. Il volume sarà presentato da Alberto Cadioli, ordinario all’Università degli Studi di Milano, con l’introduzione di Armando Torno (“Il Sole 24 Ore”). L’autrice ha esaminato a fondo il corpus montaliano individuando in esso spunti e suggestioni non ancora pienamente studiati come il canto XI dell’Inferno di Dante, che «non fornisce solo materiale linguistico, ma si costituisce, insieme con i successivi dedicati ai violenti, come fonte tematica e ideologica molto densa sia per la Bufera sia per gli Orecchini» e permette di valutare con ancora maggiore attenzione la figura ispiratrice di Clizia fino a spiegare un verso oscuro come «la tua impronta verrà di giù». Sotto nuova luce non più meramente lessicale, grazie agli studi di Carla Riccardi, appaiono anche i contributi di D’Annunzio e Pascoli, «mentre una relazione inedita si stabilisce con la Divina commedia della Riforma, Les Tragiques di Agrippa D’Aubigné, da cui è tratta l’epigrafe della raccolta e di cui non si è mai colta l’importanza come lettura montaliana».

Carla Riccardi è professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Pavia. Ha insegnato in varie università europee ed extraeuropee nell’ambito del progetto Socrates o come professore ospite. Si occupa di letteratura dell’Ottocento e del primo Novecento. Ha pubblicato le edizioni critiche di Vita dei campi e del Mastro don Gesualdo di Verga (nell’Edizione Nazionale), della Colonna Infame (Edizione nazionale ed Europea) e degli Scritti letterari (nei “Classici Mondadori”) di Manzoni, il commento alla Lettre à M.Chauvet presso l’editore Salerno; saggi preparatori dell’edizione critica (per l’Edizione Nazionale delle Opere) del Notturno di D’Annunzio sono raccolti in La parola notturna: fonti e autografi del “Notturno” (presso l’editore Manni). Ha pubblicato numerosi saggi sia filologici, sia critici su opere narrative dell’Otto e del Novecento, riproponendone spesso anche testi meno frequentati (Racconti italiani dell’Ottocento, La Scapigliatura e il sei febbraio, Goccie d’inchiostro).

 Carla Riccardi, Montale dietro le quinte. Fonti e poesie dagli Ossi alla Bufera
Interlinea, pp. 184, euro 20, isbn 978-88-8212-954-5

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Preziosa Opera da Milano a Valenza

9 gennaio 2015 alle 11:26 | Pubblicato su Arte, Interlinea | Commenti disabilitati
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Il gioiello nell’arte con catalogo Interlinea

A Valenza la mostra aperta per tutto gennaio sui capolavori della città di grande tradizione orafa espone le opere dei musei milanesi

Durerà fino al 25 gennaio 2015 a Valenza (AL), negli spazi di Villa Scalcabarozzi in via Mazzini 42-44, la mostra a cura di Domenico Maria Papa Preziosa Opera. Capolavori dell’arte e tradizione orafa a Valenza, con catalogo a cura di Interlinea, che unisce la città alessandrina e Milano sotto il comune denominatore dell’arte orafa e pittorica (orari: martedì-venerdì: 15-19, sabato e domenica: 11-19; ingresso 5 euro).
Fra le opere di musei e collezionisti privati che offrono al pubblico un patrimonio inestimabile non mancano infatti numerosi esempi provenienti dai musei milanesi, come l’Autoritratto con veletta e l’Autoritratto con cappello di Lalla Romano (Collezione Lalla Romano) o la Figlia del sole di Giò Pomodoro (Collezione Studio Copernico).
Il percorso espositivo della mostra, che illustra il panorama artistico nel quale si è formata la tradizione orafa valenziana, si snoda da fine ‘800 a tutto il ‘900 fino alle generazioni artistiche più recenti, alternando opere pittoriche, sculture e oggetti preziosi. Fra gli artisti spiccano Umberto Boccioni, Filippo De Pisis, Giovanni Boldini, Domenico Induno, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Giuseppe Pellizza Da Volpedo e Andy Warhol.
“Le oltre 100 opere presenti tra dipinti, sculture e gioielli – dichiara il curatore Domenico Maria Papa – trasformeranno le sale di Villa Scalcabarozzi in una vera e propria Wunderkammer, una camera delle meraviglie di preziosità. Raccogliendo opere molto diverse per epoca, materiali e intenti, ed essendo, per scelta, un’esposizione non sistematica, il percorso espositivo mostra come l’arte, quando è realizzata con maestria e cura, accoglie le finalità più alte e apprezzabili della tradizione artigianale. Al tempo stesso, l’artigianato più nobile dialoga con l’arte della quale mette in pratica insegnamenti e sperimentazioni”.
In mostra un nucleo di opere, soprattutto ritratti, tra fine Ottocento e inizi Novecento, in cui sono rappresentati gioielli, con opere – tra gli altri – di Federico Zandomeneghi, Luigi Nono, Domenico Induno, Giacomo Grosso, Giuseppe Pellizza Da Volpedo. Altre opere mostrano come l’esecuzione raffinata e la buona pittura possano rendere a pieno l’idea di un’arte preziosa, anche quando sperimenta i limiti della figurazione. Ne sono esempi le opere di Umberto Boccioni, Felice Casorati, Plinio Nomellini, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico, René Magritte.
La scultura – collocata anche in esterno nel parco della Villa – è rappresentata, tra gli altri, da Arnaldo Pomodoro, Barry X Ball, Francesco Messina, Piergiorgio Colombara, Maïmouna Guerresi, Giuseppe Bergomi. Infine una ricca sezione è dedicata alle generazioni più recenti rappresentate da Maurizio Vetrugno, Mirta Carroli, Andrea Massaioli, Carlo Galfione, Plinio Martelli, Jessica Carrol, Luisa Valentini, Maura Banfo, Enrica Borghi, Carlo D’Oria, Andrea Massaioli, Michelangelo Galliani, Antonio De Luca che si sono cimentate con il tema del prezioso o con la produzione di gioielli. In mostra (e in catalogo) un contributo dello scrittore Nicolai Lilin.
“L’immagine guida della mostra riassume perfettamente l’idea originale – commenta Riccardo Massola, Responsabile Centro Comunale di Cultura. – Due capolavori dell’arte italiana (uno di Giovanni Boldini, l’altro di Luigi Nono) che guardano una studentessa del nostro Liceo artistico che indossa un prezioso gioiello realizzato dagli allievi del corso di oreficeria del ForAl di Valenza. Passato e presente, artisti e artigiani/artisti riuniti insieme per mostrare le loro opere preziose, in una Villa trasformata per oltre un mese in una locale camera delle meraviglie”.
All’evento espositivo ha contribuito il For.Al Consorzio per la formazione dell’alessandrino e gli Amici del Museo del Gioiello di Valenza, mettendo a disposizione documenti e testimonianze della tradizione orafa del territorio. In mostra, tra gli artisti valenzani che hanno interpretato tale tradizione: Saverio Cavalli, Mario e Pierino Maioli, Paolo Spalla, Laura Rivalta.
La mostra è promossa dal Comune di Valenza, con il patrocinio di Regione Piemonte e di Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Piemonte, con il supporto di Fondazione CRA e Fondazione CRT. Il catalogo della mostra, Preziosa opera, è edito da Interlinea.

 Preziosa opera, Capolavori d’arte e tradizione orafa a Valenza, a cura di Domenico Maria Papa, Interlinea, pp. 224, euro 15, isbn 978-88-6857-027-9

Per informazioni:
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Preziosa Opera in mostra a Valenza

8 gennaio 2015 alle 11:22 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Novara | Lascia un commento
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Il gioiello nell’arte con catalogo Interlinea
A Valenza è aperta per tutto gennaio la mostra sui capolavori della città di grande tradizione orafa

Durerà fino al 25 gennaio 2015 a Valenza (AL), negli spazi di Villa Scalcabarozzi in via Mazzini 42-44, la mostra a cura di Domenico Maria Papa Preziosa Opera. Capolavori dell’arte e tradizione orafa a Valenza, con catalogo a cura di Interlinea (orari: martedì-venerdì: 15-19, sabato e domenica: 11-19; ingresso 5 euro).
Il percorso espositivo della mostra, che comprende l’olio su tela Nudo confidenziale del novarese Felice Casorati, illustra il panorama artistico nel quale si è formata la tradizione orafa valenziana. Si snoda da fine ‘800 a tutto il ‘900 fino alle generazioni artistiche più recenti, alternando opere pittoriche, sculture e oggetti preziosi. Fra gli artisti spiccano Umberto Boccioni, Filippo De Pisis, Giovanni Boldini, Domenico Induno, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Giuseppe Pellizza Da Volpedo e Andy Warhol.
“Le oltre 100 opere presenti tra dipinti, sculture e gioielli – dichiara il curatore Domenico Maria Papa – trasformeranno le sale di Villa Scalcabarozzi in una vera e propria Wunderkammer, una camera delle meraviglie di preziosità. Raccogliendo opere molto diverse per epoca, materiali e intenti, ed essendo, per scelta, un’esposizione non sistematica, il percorso espositivo mostra come l’arte, quando è realizzata con maestria e cura, accoglie le finalità più alte e apprezzabili della tradizione artigianale. Al tempo stesso, l’artigianato più nobile dialoga con l’arte della quale mette in pratica insegnamenti e sperimentazioni”.
In mostra un nucleo di opere, soprattutto ritratti, tra fine Ottocento e inizi Novecento, in cui sono rappresentati gioielli, con opere – tra gli altri – di Federico Zandomeneghi, Luigi Nono, Domenico Induno, Giacomo Grosso, Giuseppe Pellizza Da Volpedo. Altre opere mostrano come l’esecuzione raffinata e la buona pittura possano rendere a pieno l’idea di un’arte preziosa, anche quando sperimenta i limiti della figurazione. Ne sono esempi le opere di Umberto Boccioni, Felice Casorati, Plinio Nomellini, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico, René Magritte.
La scultura – collocata anche in esterno nel parco della Villa – è rappresentata, tra gli altri, da Arnaldo Pomodoro, Barry X Ball, Francesco Messina, Piergiorgio Colombara, Maïmouna Guerresi, Giuseppe Bergomi. Infine una ricca sezione è dedicata alle generazioni più recenti rappresentate da Maurizio Vetrugno, Mirta Carroli, Andrea Massaioli, Carlo Galfione, Plinio Martelli, Jessica Carrol, Luisa Valentini, Maura Banfo, Enrica Borghi, Carlo D’Oria, Andrea Massaioli, Michelangelo Galliani, Antonio De Luca che si sono cimentate con il tema del prezioso o con la produzione di gioielli. In mostra (e in catalogo) un contributo dello scrittore Nicolai Lilin.
“L’immagine guida della mostra riassume perfettamente l’idea originale – commenta Riccardo Massola, Responsabile Centro Comunale di Cultura. – Due capolavori dell’arte italiana (uno di Giovanni Boldini, l’altro di Luigi Nono) che guardano una studentessa del nostro Liceo artistico che indossa un prezioso gioiello realizzato dagli allievi del corso di oreficeria del ForAl di Valenza. Passato e presente, artisti e artigiani/artisti riuniti insieme per mostrare le loro opere preziose, in una Villa trasformata per oltre un mese in una locale camera delle meraviglie”.
All’evento espositivo ha contribuito il For.Al Consorzio per la formazione dell’alessandrino e gli Amici del Museo del Gioiello di Valenza, mettendo a disposizione documenti e testimonianze della tradizione orafa del territorio. In mostra, tra gli artisti valenzani che hanno interpretato tale tradizione: Saverio Cavalli, Mario e Pierino Maioli, Paolo Spalla, Laura Rivalta.
La mostra è promossa dal Comune di Valenza, con il patrocinio di Regione Piemonte e di Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Piemonte, con il supporto di Fondazione CRA e Fondazione CRT. Il catalogo della mostra, Preziosa opera, è edito da Interlinea.

 Preziosa opera, Capolavori d’arte e tradizione orafa a Valenza, a cura di Domenico Maria Papa, Interlinea, pp. 224, euro 15, isbn 978-88-6857-027-9

 Per informazioni:
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Preziosa Opera da Vercelli a Valenza

8 gennaio 2015 alle 11:08 | Pubblicato su Arte, Interlinea | Lascia un commento
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Il gioiello nell’arte con catalogo Interlinea

A Valenza la mostra aperta per tutto gennaio sui capolavori della città di grande tradizione orafa espone le opere dei musei vercellesi

Durerà fino al 25 gennaio 2015 a Valenza (AL), negli spazi di Villa Scalcabarozzi in via Mazzini 42-44, la mostra a cura di Domenico Maria Papa Preziosa Opera. Capolavori dell’arte e tradizione orafa a Valenza, con catalogo a cura di Interlinea, che unisce la città alessandrina e Vercelli sotto il comune denominatore dell’arte orafa e pittorica (orari: martedì-venerdì: 15-19, sabato e domenica: 11-19; ingresso 5 euro).
Fra le opere di musei e collezionisti privati che offrono al pubblico un patrimonio inestimabile non mancano infatti numerosi esempi provenienti dai musei vercellesi, come gli oli su tela Ritratto di Signora di Eliseo Sala (dal Museo Leone) o la Donna araba alla fontana di Stefano Ussi (Fondazione Museo Francesco Borgogna).
Il percorso espositivo della mostra, che illustra il panorama artistico nel quale si è formata la tradizione orafa valenziana, si snoda da fine ‘800 a tutto il ‘900 fino alle generazioni artistiche più recenti, alternando opere pittoriche, sculture e oggetti preziosi. Fra gli artisti spiccano Umberto Boccioni, Filippo De Pisis, Giovanni Boldini, Domenico Induno, Felice Casorati, Giorgio De Chirico, Giuseppe Pellizza Da Volpedo e Andy Warhol.
“Le oltre 100 opere presenti tra dipinti, sculture e gioielli – dichiara il curatore Domenico Maria Papa – trasformeranno le sale di Villa Scalcabarozzi in una vera e propria Wunderkammer, una camera delle meraviglie di preziosità. Raccogliendo opere molto diverse per epoca, materiali e intenti, ed essendo, per scelta, un’esposizione non sistematica, il percorso espositivo mostra come l’arte, quando è realizzata con maestria e cura, accoglie le finalità più alte e apprezzabili della tradizione artigianale. Al tempo stesso, l’artigianato più nobile dialoga con l’arte della quale mette in pratica insegnamenti e sperimentazioni”.
In mostra un nucleo di opere, soprattutto ritratti, tra fine Ottocento e inizi Novecento, in cui sono rappresentati gioielli, con opere – tra gli altri – di Federico Zandomeneghi, Luigi Nono, Domenico Induno, Giacomo Grosso, Giuseppe Pellizza Da Volpedo. Altre opere mostrano come l’esecuzione raffinata e la buona pittura possano rendere a pieno l’idea di un’arte preziosa, anche quando sperimenta i limiti della figurazione. Ne sono esempi le opere di Umberto Boccioni, Felice Casorati, Plinio Nomellini, Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico, René Magritte.
La scultura – collocata anche in esterno nel parco della Villa – è rappresentata, tra gli altri, da Arnaldo Pomodoro, Barry X Ball, Francesco Messina, Piergiorgio Colombara, Maïmouna Guerresi, Giuseppe Bergomi. Infine una ricca sezione è dedicata alle generazioni più recenti rappresentate da Maurizio Vetrugno, Mirta Carroli, Andrea Massaioli, Carlo Galfione, Plinio Martelli, Jessica Carrol, Luisa Valentini, Maura Banfo, Enrica Borghi, Carlo D’Oria, Andrea Massaioli, Michelangelo Galliani, Antonio De Luca che si sono cimentate con il tema del prezioso o con la produzione di gioielli. In mostra (e in catalogo) un contributo dello scrittore Nicolai Lilin.
“L’immagine guida della mostra riassume perfettamente l’idea originale – commenta Riccardo Massola, Responsabile Centro Comunale di Cultura. – Due capolavori dell’arte italiana (uno di Giovanni Boldini, l’altro di Luigi Nono) che guardano una studentessa del nostro Liceo artistico che indossa un prezioso gioiello realizzato dagli allievi del corso di oreficeria del ForAl di Valenza. Passato e presente, artisti e artigiani/artisti riuniti insieme per mostrare le loro opere preziose, in una Villa trasformata per oltre un mese in una locale camera delle meraviglie”.
All’evento espositivo ha contribuito il For.Al Consorzio per la formazione dell’alessandrino e gli Amici del Museo del Gioiello di Valenza, mettendo a disposizione documenti e testimonianze della tradizione orafa del territorio. In mostra, tra gli artisti valenzani che hanno interpretato tale tradizione: Saverio Cavalli, Mario e Pierino Maioli, Paolo Spalla, Laura Rivalta.
La mostra è promossa dal Comune di Valenza, con il patrocinio di Regione Piemonte e di Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggisti del Piemonte, con il supporto di Fondazione CRA e Fondazione CRT. Il catalogo della mostra, Preziosa opera, è edito da Interlinea.

 Preziosa opera, Capolavori d’arte e tradizione orafa a Valenza, a cura di Domenico Maria Papa, Interlinea, pp. 224, euro 15, isbn 978-88-6857-027-9

 Per informazioni:
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press@museodelgioiellovalenza.it

Interlinea Edizioni
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Il cantastorie Piumini a Sizzano venerdì 19 dicembre

17 dicembre 2014 alle 12:56 | Pubblicato su Interlinea, Le rane, Natale | Lascia un commento
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Rane Interlinea

Il cantastorie Piumini a Sizzano venerdì 19 dicembre
racconta la storia della pancia tonda di Maria

Alle ore 15 nel Municipio di Sizzano per bambini, genitori e nonni

Venerdì 19 dicembre, alle ore 15, presso la Sala consiliare del Comune di Sizzano “Natale Junior Festival” propone un incontro con il celeberrimo autore Roberto Piumini, l’erede di Gianni Rodari, che racconterà a grandi e piccini la sua nuova storia di Natale, La pancia di Maria, un albo con grandi illustrazioni a colori edito da Interlinea nella collana “Le rane grandi” con i disegni di Cecco Mariniello.

 La storia narra la vicenda di Giuseppe e Maria che, in cerca di un riparo per poter far nascere Gesù, finiscono nella casa di un uomo assai strano che chiede loro, in cambio dell’ospitalità, di tenere il bambino con sé. Ma le cose non andranno – per fortuna – come è nei suoi piani e le sorprese non mancheranno…

Roberto Piumini è autore di romanzi, racconti, poemi, poesie e traduzioni. Per bambini e ragazzi è tra gli scrittori italiani più conosciuti. Suoi testi sono tradotti all’estero. Dal 2001 è uno degli autori principali delle “Rane”, collana nella quale ha pubblicato La capra Caterina, Ciro e le nuvole, I Cici e la storia natalizia Il viaggio di Peppino, tra glia altri.

 “Natale Junior festival” è la rassegna che il Comune di Ghemme, in collaborazione coi Comuni di Prato Sesia, Romagnano Sesia e Sizzano dedica ai bambini in occasione della festa più amata da loro con eventi dal 13 al 31 dicembre 2014 tra libri, mostre, spettacoli e laboratori.

Piumini, La pancia di Maria 300

Da tutt’Italia a Ghemme per il premio “Storia di Natale” 2014

8 dicembre 2014 alle 12:54 | Pubblicato su Interlinea, Le rane, Natale, Novara | Lascia un commento
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Sabato bambini da tutt’Italia a Ghemme
per il premio “Storia di Natale” 2014

 La cerimonia sabato 13 dicembre alle 15 alla Scuola primaria di Ghemme.
Piazzetta Natale
di Emanuela Bussolati vince la categoria scrittori con la pubblicazione.
Nel concorso scolastico centinaia i partecipanti: i migliori testi in un fascicolo duistribuito gratuitamente. Alle 17,30 in Biblioteca inaugurazione della mostra Colori sotto l’albero di artisti per l’infanzia con laboratorio-gioco per bambini.

  Il premio “Storia di Natale” festeggia i vincitori sabato 13 dicembre a Ghemme alle 15 con bambini da tutta Italia e Emanuela Bussolati, autrice della storia vincitrice nella categoria scrittori adulti: Piazzetta Natale, edita nelle “Rane” di Interlinea. La cerimonia si svolge presso la palestra della scuola primaria in via Vittorio Veneto. Partecipanti e finalisti provengono come sempre da varie ragioni: i migliori della sezione scolastica sono raccolti in una pubblicazione che viene distribuita gratuitamente a chi partecipa alla cerimonia di premiazione e poi spediti alle scuole italiane che hanno partecipato al premio.

Il premio “Storia di Natale”, promosso dal Comune di Ghemme a cura di Interlinea, ha il patrocinio della Regione Piemonte e quest’anno coinvolge altri comuni vicini all’interno del Natale Junior Festival, in collaborazione con la rivista “Andersen” e il sito Juniorlibri.it. Alla cerimonia parteciperanno, tra gli altri, il sindaco di Ghemme Davide Temporelli e il vicesindaco Piero Rossi, oltre a Roberto Cicala e Alessandra Alva di Interlinea e a Walter Fochesato in rappresentanza della giuria.

Il premio, il primo in assoluto in Italia per i racconti natalizi, è stato fondato da Interlinea nel 1995 con il nome “Cercasi storia di Natale” ed è nato intorno all’idea che il Natale sia ideale per ispirare la letteratura, essendo una festa che è nel cuore di tutti, al di là dell’età, delle convinzioni religiose e delle nazionalità. È un’idea condivisa da moltissimi: è soprattutto un’idea che entusiasma e sollecita i più piccoli, in particolare gli alunni della scuola dell’obbligo. Sono loro i protagonisti del premio: piccoli lettori delle storie scritte dai grandi, piccoli autori delle “loro” storie di Natale che piacciono anche ai grandi.

Il premio si articola in due sezioni: oltre a quella riservata agli alunni delle scuole, anche la sezione autori, aperta a tutti. In quest’ultima la giuria, presieduta da Pino Boero, uno dei massimi esperti italiani di letteratura per l’infanzia, con i componenti del comitato delle “Rane” di Interlinea composto da Anna Lavatelli, Walter Fochesato, Antonio Ferrara, Barbara Schiaffino e Roberto Cicala, ha indicato come vincitore il racconto di Emanuela Bussolati Piazzetta Natale che è stato scelto per essere pubblicato da Interlinea nella collana “Le rane piccole”. «Tanto tempo fa e forse ancora adesso, in una città c’era una piazzetta bruttina, sporchina, grigina, noiosina»: così inizia la storia della Bussolati; al centro della piazza sta un abete un po’ storto e dimenticato da tutti. Un bel giorno, però, si trasferisce nel quartiere una coppia piena d’entusiasmo e con un bimbo in arrivo, che porterà lo scompiglio tra gli abitanti con una semplice idea: decorare l’albero con l’aiuto di tutti i vicini…

Il giorno stesso della cerimonia, sabato, alle ore 17,30 presso la biblioteca “Antonelli” di Ghemme sarà inoltre inaugurata la mostra Colori sotto l’albero di artisti per l’infanzia. Da Giulia Orecchia a Emanuela Bussolati (l’allestimento resterà aperto fino al 31 dicembre 2014) con laboratorio-gioco per bambini insieme a Emanuela Bussolati.

Emanuela Bussolati, milanese, architetto, si dedica a progetti per l’infanzia dal 1974 ed ha collaborato con le maggiori case editrici italiane e straniere come autrice, illustratrice e progettista di collane (sua la linea Zerotre di Panini). Ha vinto il premio Andersen diverse volte, l’ultima nel 2013 come miglior autrice completa per l’infanzia.

La pubblicazione delle storie migliori del concorso scolastico sarà distribuita gratuitamente durante la cerimonia di sabato 13 dicembre, raccoglie le storie premiate come migliori nella sezione scolastica.

 Segreteria premio “Storia di Natale”: tel. 0321 612571
premio@interlinea.com

www.juniorlibri.it

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