Poesia da Buenos Aires ad Alassio

12 luglio 2017 alle 11:17 | Pubblicato su Poesia | Lascia un commento

Poesia da Buenos Aires ad Alassio:
Luigi Olivetti domenica in Biblioteca

Presentazione della raccolta Al di là dei volti del poeta e scrittore italo-sudamericano in Biblioteca comunale con Giuseppe Conte

Al di là dei volti. Poesie 1980-2016 (Interlinea edizioni) è il titolo della raccolta di testi poetici di Luigi Olivetti, nato in Argentina e trapiantato ad Alassio, che sarà presentata domenica 16 luglio 2017 alle ore 21,15 pre4sso l’Auditorium della Biblioteca comunale “R. Deaglio” di Alassio (piazza Airaldi e Durante, 7) dall’autore con la partecipazione di Giuseppe Conte e Daniele La Corte. L’incontro è patrocinato dal Comune di Alassio e dall’Associazione Vecchia Alassio. Ingresso libero.

Il libro Al di là dei volti, che raccoglie testi scritti in un vasto arco di tempo, ci mostra la complessità dell’ispirazione di Luigi Olivetti, a cavallo di due mondi, di due lingue, entrambe lingue madri pensando alla presenza di “due” madri, una naturale e una adottiva, che corre per tutto il libro («Addio madri della vita / del sussulto / dolce e dell’ultima carezza…»). I luoghi si susseguono in questo libro comparendo nella loro centralità o per scorci improvvisi, e dietro i luoghi c’è l’anima e, dichiaratamente, con un richiamo a James Hillman, l’Anima del mondo. Ci sono, dietro i luoghi e l’anima, i miti; quello dei Lari, «silenziosi custodi della casa», quello di Hermes, «messaggero del fato». E anche se non mancano poesie autobiografiche, il tessuto connettivo di questa raccolta è quell’attitudine iniziatica a vedere l’universale nel particolare, a cogliere, senza simbolismi virtuosistici, il lato simbolico di ogni esperienza e del linguaggio. La forma in cui Luigi Olivetti tornisce i suoi testi è varia come la sua ispirazione. Il verso è spesso affilato liricamente verso l’alto. Ma può anche diventare discorsivo, narrativo. Insomma, il lettore trova qui un libro che compendia un lavoro e lo rilancia, un’alta esperienza di vita e di cultura, un raffinato esercizio di stile, una passione inesausta, qualità tutt’altro che comuni oggi: tutte buone ragioni per leggere Olivetti e lasciarsene incantare.

Luigi Olivetti è nato nel 1958 a Buenos Aires, ideatore del primo archivio multimediale italiano di prime edizioni di poesia novecentesca, fondatore dell’Associazione Culturale Archivi del ’900 di Milano, è stato organizzatore di mostre ed eventi culturali, libraio ed editore.
Poeta e scrittore bilingue ha tradotto tutta l’opera dello scrittore argentino Baldomero Fernández Moreno e di molti poeti sudamericani. Suoi testi sono apparsi su diversi libri, plaquette d’artista, quotidiani e riviste letterarie.

Ha pubblicato delle raccolte di versi tra cui: Nella dolce saldatura del giorno (Tip. Borra, Alpignano 1986; seconda ed. Tip. Campi, Milano 1993, Erbario mediterraneo (s.n., Milano 1992), Con il raddoppiarsi del tramonto (Tip. Campi, Milano 1993), Dove acqua e cielo si confondono (Tip. Campi, Milano 1995), Cupio dissolvi (Tip. Campi, Milano 1999), Come acqua sopra una pietra (Tip. Campi, Milano 2000), L’immutato compimento dell’estate (ilfilodipartenope, Napoli 2007).
È inserito nelle antologie: Gli Argonauti (Archivi del ’900, Milano 2001), La città narrata. Le vie, le piazze ed i quartieri di Milano raccontati dai suoi poeti, scrittori, artisti, giornalisti, intellettuali (Viennepierre, Milano 2001), Meridiana – esperienze temporali (Circolo Poetico Correnti, Crema 2002), 7 parole del mondo contemporaneo (Excogita, Milano 2005), Le avventure della Bellezza 1988-2008 (Arcipelago, Milano 2009).

È presente nei seguenti volumi di saggi critici: Sotto la superficie. Lettura di poeti contemporanei (1970-2004), a cura di G. Fantato (Bocca, Milano 2004) e A. Paganardi, Lo sguardo dello stupore (Viennepierre, Milano 2005).

Alcuni suoi testi sono stati portati in scena nell’atto unico Argonauti in scena – il fuoco dell’immaginale a cura di Gabriella Galzio e Sebastiano Romano, presso la chiesa di San Paolo Converso a Milano nel giugno del 2003.

Dopo aver vissuto a Milano, da alcuni anni abita ad Alassio e spesso approda sull’isola di Pantelleria per la quale ha scritto una guida letteraria di prossima pubblicazione (Guida letteraria di Pantelleria. Percorsi turistico-letterari, Milano).

 

Un brano del libro

«bimbi non si chiedono
se sei lontano,
tu sei sempre qui
ad agitare sogni e parole»

Luigi Olivetti, Al di là dei volti. Poesie 1980-2016, con presentazione di Giuseppe Conte
Interlinea, pp. 196, euro 16, isbn 978-88-6857-137-5

 

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25 anni fa moriva Dante Graziosi

4 luglio 2017 alle 11:13 | Pubblicato su Letteratura, Novara, Ricordo, scrittori, Storia | Lascia un commento

25 anni fa moriva Dante Graziosi, cantore della Terra degli aironi
Giovedì il veterinario, politico e scrittore sarà ricordato in Biblioteca

L’anniversario cade il 7 luglio. Il suo libro Una topolino amaranto inaugurò nel 1992 le pubblicazioni di Interlinea. L’opera La terra degli aironi ha dato il nome a un premio letterario. Tra i progetti in atto l’archivio di libri, carte e documenti per la memoria della civiltà contadina, ma servono fondi. L’ATL distribuisce gratis guide cicloturistiche ai luoghi dei suoi libri.

Il Centro Novarese di Studi Letterari vuole ricordare Dante Graziosi nel 25° della scomparsa questo giovedì 6 luglio 2107, vigilia della morte nel 1992, con un momento alle ore 18 per raccogliere testimonianze e per mostrare carte inedite e curiosità del costituendo Archivio storico e letterario Dante Graziosi per la memoria della civiltà contadina a Palazzo Vochieri in corso Cavallotti 6 a Novara nella Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni.

Dante Graziosi (1915-1992), uno dei padri della Novara repubblicana, è stato partigiano, veterinario, scrittore, deputato, anche parlamentare europeo, fondatore delle organizzazioni novaresi degli agricoltori. La raccolta di libri, lettere, carte, foto, video e documenti intende per favorire ricerche scolastiche e universitarie e non dimenticare tradizione e passato con un significato sociale ancor prima che culturale. L’Archivio letterario Graziosi è il primo passo di un archivio letterario novarese, perché la memoria e le parole degli scrittori aiutino a capire e guardare con più lucidità il presente e il futuro del nostro territorio. Il progetto è stato avviato grazie al sostegno dal Fondo dott. Pagani costituito presso la Fondazione della Comunità del Novarese Onlus. L’occasione di questo giovedì vale anche per chiedere ai novaresi di sostenere il progetto dell’archivio: versa un contributo alla Fondazione della Comunità del Novarese Onlus sul conto corrente postale 18205146 o Banco Posta della stessa Fondazione (iban IT63T 676011010000018205146), con un volume in omaggio.

Intanto l’ATL di Novara continua a distribuire gratis la guida cicloturistica e letteraria ai luoghi dei suoi libri scaricabile dal sito: http://www.turismonovara.it/it/itinerarischeda?Id=227

Info: http://www.letteratura.it/archiviograziosi/

Video di presentazione:  https://www.youtube.com/watch?v=QdvBxuOJdiA

Una voce sulla scrittore è in Wikipedia:  https://it.wikipedia.org/wiki/Dante_Graziosi

 

Dante Graziosi è nato a Granozzo, un borgo sull’acqua delle risaie alle porte di Novara, nel 1915. Alla pratica letteraria è giunto nella maturità. Medico veterinario, docente universitario di Igiene e Zootecnia all’Università di Torino, parlamentare per quattro legislature e sottosegretario in altrettanti governi, fondatore dell’organizzazione novarese dei Coltivatori diretti, ha pubblicato molti saggi scientifici di zootecnia prima di dedicarsi alla narrativa. Avendo conosciuto il Palazzo, ha scelto i valori genuini e semplici delle proprie radici e li ha voluti raccontare. L’esordio letterario è avvenuto nel 1972 con La terra degli aironi, una serie di racconti in cui (come nel successivo Storie di brava gente) sul filo dei ricordi lo scrittore fa rivivere tradizioni, ambiente e personaggi di una civiltà contadina intorno alla risaia ormai al tramonto. È però all’attività di medico degli animali che ha dedicato nel 1980 il suo più celebre libro Una Topolino amaranto, lettura molto adatta anche per le scuole, da cui è stato tratto uno sceneggiato Rai. Nel 1987 ha pubblicato Nando dell’Andromeda, romantica saga padana che ha per protagonista un camminante, uomo libero e poeta, al tempo delle mondine, della vita sull’aia, delle prime lotte politiche nelle campagne. Al centro delle storie sta il Molino della Baraggia di Granozzo, dove ha vissuto e ora ha sede il villaggio sportivo di Novarello. L’autore, scomparso improvvisamente il 7 luglio 1992 a Riccione, prediligeva intingere il pennino nell’inchiostro della memoria, nella fedeltà alle radici che contraddistingue la sua vena letteraria affiorante anche nelle opere postume. Una sua antologia narrativa, promossa anni fa dal Comitato Club Novaresi, è La fiera di Novara e altri racconti, illustrata da immagini di Sergio Bonfantini. Come ha scritto Davide Lajolo, «il modo di raccontare di Graziosi, che può essere all’antica, che mette punti, virgole e sentimenti al posto giusto, che vibra e s’intenerisce nell’amore della sua terra, della gente, delle strade, dell’erba, della vita del suo paese, sia un riscatto dalla noia di certo burocraticismo politico, dalle formule e dalla corsa alle poltrone. È un ritornare a guardarsi allo specchio come uomo per ritrovare le caratteristiche di fondo di chi ha imparato perché si sta al mondo».

«Nel silenzio la pianura parla con la sua voce che viene da lontano» (Dante Graziosi, La terra degli aironi)

Interlinea piange Marco Rosci

3 luglio 2017 alle 11:15 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Novara, Ricordo | Lascia un commento

Interlinea piange il grande critico d’arte
Marco Rosci
spentosi all’età di 89 anni
autore di un volume-testamento
Le frontiere dell’arte
edito da Interlinea a cura di Francesco Gonzales per i suoi 85 anni

Marco Rosci, docente universitario e studioso di storia dell’arte di fama nazionale, è nato a Novara il 17 aprile del 1928. Dopo gli studi liceali nella sua città si iscrive all’Università Statale di Milano. Si laurea nel 1951 con Paolo D’Ancona con una tesi intitolata Manierismo ed Accademismo dal Rinascimento all’età neoclassica. Nell’anno scolastico 1956-57 insegna storia dell’arte al liceo classico Carlo Alberto di Novara, cattedra che lascia nel 1957 diventando assistente all’Università di Milano mentre l’anno successivo vince il concorso per assistente ordinario di Anna Maria Brizio. Questa prima parte di carriera e di studi è dedicata in particolare allo storia dell’architettura: del 1953 è il saggio su Benedetto Alfieri. Nel 1961 consegue il perfezionamento in storia dell’arte antica, medioevale e moderna all’Università di Milano. Riprendendo la traccia di un curriculum dattiloscritto di Rosci risalente agli anni sessanta e riferendosi al periodo milanese: «ciò mi ha permesso negli ultimi anni e sotto sicura guida di svolgere un’attività scientifica più ampia ho concentrato l’interesse sull’arte della mia zona d’origine e di residenza, posta a cavallo, storicamente e geograficamente, fra Piemonte e Lombardia, inserendomi in un momento, come quello attuale, particolarmente fruttuoso per gli studi sull’arte lombarda e piemontese del Cinquecento e Seicento». Una traccia netta per quella che sarà la sua storia professionale: il riordino della Pinacoteca di Varallo e il relativo catalogo del 1960, la mostra del Pianca a Varallo del 1962, la partecipazione all’organizzazione della mostra varesina del Morazzone del ’62, la grande mostra novarese del Cerano del ’64. Nel 1965 diventa docente di storia della critica d’arte all’Università Statale di Milano. è del 1973 il trasferimento all’Università di Torino. Rosci fu legato a Giovanni Testori per la comune passione per la pittura lombarda, per la Valsesia, in cui si conobbero nel 1960 in occasione della presentazione del catalogo della Pinacoteca di Varallo.

Come scrive Francesco Gonzales nel volume Le frontiere dell’arte, delineare un profilo di Marco Rosci non è semplice per la complessità dei suoi interessi e per la varietà dei suoi interventi: docente, giornalista, critico d’arte, ha curato mostre d’arte moderna e contemporanea, ha delineato mirabili profili di critica d’arte, ha coordinato gruppi di lavoro, ha ispirato colleghi e amici e le sue intuizioni restano pietre miliari nella storia dell’arte.

 

La coscienza pastorale di Carlo Bascapè

26 giugno 2017 alle 11:11 | Pubblicato su Novara, Storia | Lascia un commento

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La coscienza pastorale di Carlo Bascapè
Sabato 1° luglio a Oleggio presentazione della rivista “Novarien”.

 Il nuovo numero 46 sarà presentato a Oleggio il 1° luglio alle ore 16 con Giancarlo Andenna, Mario Perotti e Dorino Tuniz, con visita guidata e rinfresco

La rivista storica “Novarien.” dell’associazione di Storia della Chiesa Novarese propone per l’anno 2017 il numero monografico La coscienza pastorale di un di un vescovo novarese: Carlo Bascapè pubblicato da Interlinea e dedicato, assieme al numero 44 della rivista (anno 2015), al vescovo novarese più amato dopo il patrono san Gaudenzio. Il volume sarà presentato sabato 1° luglio alle ore 16 presso la chiesa di Santa Maria Annunciata di Oleggio (già chiesa della Madonna del Castello) adiacente a piazza Bertotti 1, con l’intervento dei direttori della rivista Giancarlo Andenna, Mario Perotti, Dorino Tuniz e gli autori dei contributi. È inoltre in programma per la giornata una visita storico-artistica alla chiesa e al Museo d’Arte Religiosa di Oleggio, con interventi di Flavia Fiori e Francesco Gonzales e rinfresco finale.

Nell’occasione le copie della rivista saranno consegnate a tutti gli abbonati, mentre chi lo desidera potrà acquistare il singolo volume o sottoscrivere l’abbonamento.

In La coscienza pastorale di un vescovo novarese: Carlo Bascapè sono inserite le Relazioni di Giancarlo Andenna sui problemi quotidiani della diocesi di Novara (a partire dalle Relationes ad limina di Cesare Speciano e Bascapè) e di Sergio Pagano sui costumi e provvedimenti della «riforma del popolo» a partire dalla prima lettera pastorale di Bascapè Del lasciare i peccati et fare oratione per li bisogni occorrenti nel principio del vescovato (14 luglio 1593). Battista Beccaria si occupa invece del tema del banditismo e delle uccisioni di preti durante l’episcopato di Carlo Bascapè, delineando così la «situazione, a dir poco “da terra dei fuochi”, delle nostre zone medionovaresi del Cusio, infestate e corse da delinquenti e assassini d’ogni sorta».

 

Vittorio Grassi e Franco Dessilani, nella sezione delle Comunicazioni, descrivono la situazione dei territori del Vergante e della Valsesia, mentre nei Testi e documenti Elisabetta Filippini racconta la storia di Vespolate tra il XIII e il XIV secolo tra papato, episcopato novarese e i Visconti di Milano, e Maura Mattachini si concentra sulla figura del pittore di origine tedesca Isach Ramon e i suoi rapporti con la confraternita del Santissimo Nome di Gesù a Oleggio. Recensioni e segnalazioni completano il volume.

 “NOVARIEN.”: UNA RIVISTA ENTRATA NELLA TRADIZIONE

“Novarien.”, nata nel 1967, deve il suo nome (con il punto finale) «all’abbreviazione invalsa nel linguaggio ecclesiastico e tuttora in uso negli atti ufficiali della Chiesa. Sta al posto di “Ecclesia Novariensis”, termine questo ricco di contenuto teologico e di antica origine»: così scriveva il fondatore, don Angelo L. Stoppa, nel colophon del primo numero (di recente ristampato a tiratura limitata), che accoglieva ricerche e saggi di studiosi poi rimasti fedeli al progetto culturale della rivista e dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, oggi presieduta da uno di loro, Dorino Tuniz, mentre la rivista è diretta da Giancarlo Andenna, insieme con Mario Perotti, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, e con lo stesso Tuniz.

             

“Novarien.” 46 (2017), La coscienza pastorale di un di un vescovo novarese: Carlo Bascapè
pp. 256, euro 30, isbn 978-88-6857-135-1

Anniversario di Enrico Emanuelli scrittore e giornalista

26 giugno 2017 alle 10:30 | Pubblicato su Novara, Ricordo, scrittori, Storia | Lascia un commento
«Come nelle strade della città, anche su quei volti era accaduto qualche cosa,
un logorio che voleva osservare e, nello stesso tempo, non vedere»
Enrico Emanuelli, Uno di New York

 Sabato 50° anniversario di Enrico Emanuelli scrittore e giornalista
Ricordo alla Biblioteca Negroni con anteprima del suo capolavoro, Uno di New York

 INVITO

 Novara, sabato 1° luglio 2017, ore 11,30
Un ricordo di Enrico Emanuelli nel 50° anniversario della scomparsa
aperto alla stampa
e ai frequentatori della Sezione Novarese della Biblioteca Civica Negroni
Intervengono Roberto Cicala e Raul Capra
con anteprima assoluta
della nuova edizione del romanzo ambientato a Novara

Uno di New York

Iniziativa del Centro Novarese di Studi Letterari e Interlinea

L’AUTORE

Enrico Emanuelli nacque a Novara nel 1909 e, non ancora ventenne, pubblicò il suo primo libro, Memolo, ovvero vita, morte e miracoli di un uomo, per le edizioni della rivista novarese “La Libra”, fondata da Mario Bonfantini nello stesso anno, il 1928, alla quale collaborò. Portato a una narrazione psicologica di influenza sveviana, fu letterato prima che giornalista (e lo testimonia la cronologia di Ancora la vita, racconti radunati dopo la morte a cura di Carlo Bo), diventando uno degli inviati speciali italiani di maggiore prestigio, prima per “La Stampa”, quindi per il “Corriere della Sera”, dove inaugurò la pagina letteraria diventandone responsabile e avendo la scrivania in redazione accanto a quella di Eugenio Montale. Il Pianeta Russia del 1952 e La Cina è vicina del 1957 sono alcuni libri (i cui titoli sono diventati proverbiali) tratti dalle sue corrispondenze giornalistiche, spesso di un valore letterario che trascende la loro origine occasionale, dove si coglie la fine analisi interiore che caratterizza anche i personaggi dei suoi romanzi, come La congiura dei sentimenti del 1943, con la rivolta dell’individuo contro la società. Il suo capolavoro è Uno di New York, uscito nel 1959, un amaro esame di coscienza attraverso la vicenda di un celebre pittore che torna casualmente nella città dove è nato (riconoscibilissima in Novara) non ritrovando più i suoi ideali giovanili. Postumo fu pubblicato il libro-testamento Curriculum mortis, l’anno dopo la morte avvenuta a Milano nel 1967.

IL LIBRO

Uno di New York di Enrico Emanuelli, pubblicato con una nota di Eugenio Montale (Interlinea, pp. 176, euro 14) esce a cinquant’anni dalla scomparsa dell’autore, giornalista e scrittore che fondò la pagina letteraria del “Corriere della Sera”, torna il suo romanzo più bello. è un amaro esame di coscienza di un pittore che ha alle spalle una carriera internazionale e torna per caso nella città natale, riconoscibile in Novara, ma non ritrova più gli ideali giovanili. Nel romanzo è ancora viva la sensibilità morale verso una cultura e una società che sempre più diventano globali tradendo i propri valori.

 

Viaggio tra Pavia, Milano ed Europa

16 giugno 2017 alle 10:27 | Pubblicato su Saggistica | Lascia un commento

Viaggio tra Pavia, Milano ed Europa:
un libro-omaggio per i settant’anni di Carla Riccardi

Giovedì 22 giugno al Collegio Nuovo di Pavia presentazione di Milano-Europa. Sette capitoli sull’Ottocento tra letteratura e storia con saggi mai raccolti e tabula gratulatoria

Un documentato “grand tour” tra Pavia, Milano e l’Europa, fra Manzoni, Verga e Dossi, è condensato nei sette saggi di Carla Riccardi, Ordinario di Letteratura Italiana dell’Università di Pavia, che compongono il volume Milano-Europa. Sette capitoli sull’Ottocento tra letteratura e storia pubblicato da Interlinea in occasione dei settant’anni dell’autrice. Il libro sarà presentato giovedì 22 giugno alle ore 18 presso il Collegio Nuovo di Pavia (via Abbiategrasso 404), con l’autrice in dialogo con Alberto Cadioli dell’Università dagli studi di Milano.

Nella Premessa al volume di Gianfranca Lavezzi si legge che «i saggi qui raccolti “assomigliano” a Carla: ne rivelano la competenza e la passione non solo in ambito critico-letterario, ma anche musicale e artistico, l’ampiezza delle letture, la curiositas a largo raggio. Altro, di lei, i saggi non riescono a rivelare, ma può soccorrere il dipinto in copertina […] con una serie di “correlativi oggettivi” – per citare così un altro degli autori a lei cari, Montale: oltre ai libri, l’ombrellino (la passione per i viaggi), il cappello e il lembo di una gonna (l’eleganza raffinata e mossa), una rosa (l’amore per i fiori)».

Milano-Europa sono le coordinate di geografia e storia della letteratura italiana che si aprono a musica, arte, scienza in questo percorso critico ricco e articolato che muovendo dal Romanticismo porta alla narrativa che prepara il nuovo secolo. Il libro nasce anche come omaggio di numerosi colleghi e amici di Carla Riccardi da oltre trenta sedi in Europa, oltre che del Collegio Nuovo dove l’autrice ha contribuito a far conoscere, da tre decenni, molte personalità della scena letteraria contemporanea. Con lei, in incontri pubblici, hanno dialogato Ernesto Ferrero, già Direttore del Salone del Libro di Torino, scrittori come Vincenzo Consolo, Sebastiano Vassalli, Carlo Lucarelli e Antonia Arslan e, a ulteriore conferma della sua «curiositas a largo raggio», la collaudata coppia di comici Gino & Michele.

indice del volume

  1. Un grande intreccio teorico: la Lettre à M. Chauvet
    2. Musica, politica, arte e scienza: Sand, Mazzini, Liszt nella spirale risorgimentale romantica
    3. Pensiero politico, teorie letterarie e narrativa tra Risorgimento e Unità
    4. Una rivoluzione tra realismo e feuilleton: La Scapigliatura e il 6 febbraio
    5. Verga per le strade di Milano
    6. Una nuova “ora topica” per Carlo Dossi
    7. Una capitale della cultura: Milano 1881

Indice dei nomi
Tabula gratulatoria

Carla Riccardi, Milano Europa. Sette capitoli sull’Ottocento tra letteratura e storia, Interlinea, pp. 172, euro 22, isbn 978-88-6857-143-6

A Milano arriva la Sicilia di un poeta-avvocato

8 giugno 2017 alle 10:25 | Pubblicato su Dialetto, Poesia | Lascia un commento

 A Milano arriva la Sicilia di un poeta-avvocato:
Renato Pennisi presenta Pruvulazzu (Polvere)

Venerdì 16 giugno a Milano si terrà la presentazione della raccolta poetica in dialetto con Franco Manzoni e Giovanni Tesio

«Chi scrive in dialetto non vuole che l’infanzia abbia fine»: sono le parole con le quali Renato Pennisi accompagna l’uscita della sua raccolta poetica in dialetto siciliano Pruvulazzu (Polvere), pubblicato da Interlinea e che sarà presentato venerdì 16 giugno 2017, alle ore 18 presso la Libreria Popolare di via Tadino (via A. Tadino 18). All’evento saranno presenti l’autore, Franco Manzoni, Giovanni Tesio e, nel ruolo di ospiti dialoganti, Angelo Gaccione, Elena Mearini, Guido Oldani e Tiziano Rossi.

Nella nota di Giovanni Tesio a Pruvulazzu si legge che Pennisi è poeta che «sente bene la rugosità del reale; che ne sa registrare le contraddizioni e le storture; che ne sa ascoltare le dissonanze; che sa riferirne senza convertire l’evidenza in grottesco, ma se mai in amarezza, e qualche volta in (mai retorica) indignazione». In Pruvulazzu Renato Pennisi offre un viaggio dentro una lingua siciliana che la narrativa odierna ci ha reso più vicina e simpatica. Il «pruvulazzu» del titolo è la polvere che talvolta nella vita come nelle città (non solo Catania) finisce per prevalere, tanto da ispirare un moto di protesta civile e provocazione di chi fa la sua parte con sacrifici («jastimi»): «Sciancata Italia, ntra sti strati / chini di scaffi e pruvulazzu / cchi fini ficiru deci anni / di jastimi? Stu silenziu / vulissi diri che semu tutti morti?»

Renato Pennisi è nato a Catania nel 1957, dove esercita la professione di avvocato. Vincitore del “Premio Eugenio Montale” nel 1986, sezione inediti, con la raccolta poetica Letture senza spartito, poi inserita nell’antologia 7 Poeti del Premio Montale (Scheiwiller, Milano 1987), ha successivamente pubblicato i libri di poesia La correzione del saggio (nota di Arnaldo Colasanti, Tringale, Catania 1990), Mai più e ancora (premessa di Silvana La Spina, Edizioni l’Obliquo, Brescia 2003) e La notte (presentazione di Giovanni Tesio, Interlinea, Novara 2011). È autore dei libri di poesia in dialetto siciliano Allancallaria (premessa di Corrado Peligra, Prova d’Autore, Catania 2001) e La cumeta (premessa di Franco Loi, Edizioni l’Obliquo, Brescia 2009) e dei romanzi Libro dell’amore profondo (Prova d’Autore, Catania 1999), La prigione di ghiaccio (ivi, 2002) e Romanzo (nota di Gualtiero De Santi, ivi, 2006). Per il teatro ha scritto Oratorio di resurrezione (Edizioni Novecento, Mascalucia, Catania 2015).

Renato Pennisi presenta Pruvulazzu (Polvere) su YouTube (video)

 UN BRANO DEL LIBRO 

Un poeta
«Seduto mentre mangia, beve e parla
dice e dice, mezzo ubriaco
che vive per la poesia
ma a me sembra che viva
solo per se stesso»

Un pueta
«Assittatu mentri mancia, bivi e parra
dici e dici, menzu mbriacunazzu
ca campa ppi la puisia
ma a mia pari ca campa
sulu ppi iddu stissu»

Renato Pennisi, Pruvulazzu (Polvere), con una nota di Giovanni Tesio
Interlinea, pp. 92, euro 14, isbn 978-88-6857-091-0

Il Centro Svizzero di Milano omaggia Alberto Nessi

6 giugno 2017 alle 10:23 | Pubblicato su Poesia, Svizzera | Lascia un commento

Il Centro Svizzero di Milano omaggia il suo poeta più rappresentativo:
Alberto Nessi, Gran Premio Svizzero di Letteratura

L’anziano autore, personaggio di culto nel Canton Ticino, presenterà la raccolta Un sabato senza dolore (Interlinea) l’8 giugno con Maria Grazia Rabiolo

Il poeta e narratore Alberto Nessi, autore di culto oltre frontiera, vincitore nel 2016 del Gran Premio Svizzero di Letteratura, il più ambito riconoscimento letterario elvetico, sarà all’Istituto Svizzero di Milano (via Vecchio Politecnico 3, all’interno del Centro Svizzero di Milano) giovedì 8 giugno 2017 alle ore 18,30 per presentare la sua raccolta poetica Un sabato senza dolore, pubblicata da Interlinea con una nota di Fabio Pusterla. L’evento a cura di Maria Grazia Rabiolo è organizzato in collaborazione con il Consolato Generale di Svizzera a Milano.

Guarda il video su Youtube

«Partire la mattina presto» è l’atto con cui Alberto Nessi inizia il viaggio in treno che conduce il lettore di Un sabato senza dolore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l’oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l’autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d’incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po’ come ballare il tango».

 Alberto Nessi (Mendrisio 1940) è cresciuto a Chiasso e oggi vive a Bruzella in Valle di Muggio. È stato insegnante. È poeta e narratore. Una scelta svizzera delle sue poesie è stata pubblicata nel 2010 da Casagrande, Bellinzona, con il titolo Ladro di minuzie.

Per la prosa: Terra matta (Dadò, Locarno 1984; quinta edizione 2005, con prefazione di Fabio Soldini) e, da Casagrande, Bellinzona: Tutti discendono (1989), Fiori d’ombra (1997), La Lirica (1998). La prossima settimana, forse (2008), Milò (2014).

Ha curato l’antologia di testi e testimonianze sulla Svizzera italiana Rabbia di vento (Casagrande, Bellinzona 1986) ed è autore di libri realizzati in collaborazione con artisti. È tradotto in varie lingue. Gli è stato conferito il Gran Premio svizzero di letteratura.

 

Un brano del libro
«E in questo giorno luminoso non vorrei dimenticare
il bambino senza sorriso che voleva nuotare
una volta, almeno una volta, nel dolceazzurro della piscina»
Alberto Nessi, Un sabato senza dolore, con una nota di Fabio Pusterla
Interlinea, pp. 120, euro 12, isbn 978-88-6857-109-2

I Racconti del “Mattino” di Vassalli tornano a Napoli

2 giugno 2017 alle 10:20 | Pubblicato su Narrativa, scrittori, Società, Vassalli | Lascia un commento

I Racconti del “Mattino” di Vassalli tornano a Napoli
con un omaggio all’autore della Chimera e Io, Partenope


La S.V. è invitata

a Napoli, martedì 6 giugno 2017, ore 18, Circolo Ufficiali Marina Militare di Napoli
via Cesario Console 3, adiacenze piazza Plebiscito
all’evento
Omaggio a Sebastiano Vassalli
Presentazione del libro
I racconti del “Mattino”
di Sebastiano Vassalli,  a cura di Salvatore Violante
Con Ermanno Corsi, Francesco Durante, Luigi Fontanella, Enzo Rega, Salvatore Violante
Coordina Grazia Paolella
Letture di Wanda Marasco e interventi musicali di Anna Rita Scognamiglio,
Arturo Vastarelli e Rosario Pignatelli

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«A Napoli tutto è possibile. Dio e il Diavolo sembrano aver trovato un equilibrio»
(Sebastiano Vassalli)

 

Di Sebastiano Vassalli, scomparso nel 2015, emergono dalle pagine del “Mattino”, il quotidiano di Napoli, una serie di racconti pubblicati dall’82 all’85 grazie alle amicizie partenopee dell’autore della Chimera nate al tempo della neoavanguardia e del Gruppo 63. Vassalli mette in scena storie in cui si sente il profumo del Sessantotto, con il 18 politico e il dibattito sul nozionismo di quella stagione, la violenza che accompagna la passione cieca del tifoso di calcio, la superstizione bonaria, lo stile della politica italiana. L’ironia pervade le brevi narrazioni che compongono un primo mosaico di quel carattere degli italiani che l’autore ha rappresentato nei suoi romanzi in cui «l’Italia non è soltanto un Paese vecchio e sostanzialmente immobile: è anche due Paesi in uno. C’è il Paese Legale, sotto gli occhi di tutti, e c’è il Paese Sommerso, che tutti più o meno fanno finta di non vedere». Questi testi lo raccontano.

Sebastiano Vassalli, I racconti del “Mattino”, a cura di Salvatore Violante
Interlinea, pp. 120, euro 14, isbn 978-88-6857-118-4

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Franco Buffoni lancia una nuova collana di giovani poeti

31 maggio 2017 alle 10:16 | Pubblicato su Poesia, scrittori | Lascia un commento

Franco Buffoni lancia una nuova collana di giovani poeti:
la scommessa di Interlinea presentata al Laboratorio Formentini


La S.V. è invitata

MARTEDÌ 13 GIUGNO, ORE 18,30

Milano, Laboratorio Formentini per l’Editoria, via Formentini 10
alla presentazione della nuova collana di poesia di Interlinea diretta da Franco Buffoni
Lyra giovani
Con Marco Corsi autore di
Pronomi personali
e Maddalena Bergamin autrice di
L’ultima volta in Italia
Intervengono Franco Buffoni, Maurizio Cucchi e l’editore Roberto Cicala

 

“Lyra giovani”, la nuova collana di poesia dell’editore Interlinea, si presenta con una proposta articolata e forte. Nella scelta degli autori, Franco Buffoni, che la dirige, si avvale anzitutto della sua ormai quasi trentennale esperienza di curatela dei Quaderni di Poesia Italiana Contemporanea. Maddalena Bergamin e Marco Corsi, i primi due autori in catalogo, rappresentano al meglio quella saldatura tra tradizione e innovazione che da sempre caratterizza le sue scelte

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Marco Corsi, Pronomi personali
Una promessa della poesia italiana secondo Franco Buffoni. In questa raccolta, che inaugura la serie “Lyra giovani”, i “pronomi” del titolo sono le immagini che ci avvolgono e che sono “personali” perché c’è la necessità di un soggetto forte, un “io” che vorrebbe diventare un io di tutti. Marco Corsi cerca di mettere insieme, con le parole, una piccola “ragione emotiva”, tra razionalità e ferita sentimentale, per permettere il passaggio a una dimensione più ampia di significato e di esistenza: «lavoriamo per giorni sopra le parole; da giorni lavoriamo silenziosi intorno al nero. […] disegniamo immagini nere e silenziose. Lavoriamo di silenzio e di nero. Un nero che sembra la notte». Interlinea, pp. 128, euro 12, isbn 978-88-6857-129-0

Maddalena Bergamin, L’ultima volta in Italia
«Chi ha detto che questo è il paese / del mare non sa delle nostre giornate / su tangenziali padane, della periferia / latina malmessa e delle grigie ore / che ci separano dalla vista del sole» scrive Maddalena Bergamin, giovane talento della parola, con uno sguardo lucido di «occhi che bruciano». L’autrice, che vive a Parigi, racconta in versi le stagioni, la vita e le passioni, tra attese e delusioni, con freschezza e originalità attraverso una «parola / che si ritorce e che cade / sui vetri rotti». È un libro su un’Italia personale, lontana e interiore. Interlinea, pp. 104, euro 12, isbn 978-88-6857-128-3

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