Venerdì 20 marzo a Invorio la storia di Franca che diede rifugio ai partigiani

17 luglio 2015 alle 16:12 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

La nostra Resistenza 70 anni dopo:

la storia di Franca che diede rifugio ai partigiani

Presentazione del libro di Giulia e Lorenzo Borelli venerdì 20 marzo in Sala Curioni a Invorio alle ore 17

A 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale Giulia e Lorenzo Borelli raccontano nel volume Franca e il lume della Cevola. La vita, la guerra, i partigiani (Interlinea, presentazione di Giovanni A. Cerutti) la storia paradigmatica della madre e nonna Lanfranca Barbaglia, semplice, generosa e coraggiosa, vissuta in cascina Cevola a Invorio dal 1926 al 1946 e che con il suo “lume”, ancora ragazzina, ha accolto i partigiani che cercavano rifugio. Il libro sarà presentato presso la Sala Curioni a Invorio (via Curioni 2) venerdì 20 marzo alle ore 17 con introduzione di Giovanni Cerutti e le autorità che firmano la premessa del volume Dario Piola (Sindaco di Invorio), Alberto Rollini (Assessore all’Istruzione, Politiche Giovanili e Sport), Michela Bolla (Assessore alla Cultura) e Nicola Fonzo (Dirigente scolastico Istituto comprensivo del Vergante).

Franca e il lume della Cevolaarricchisce il patrimonio librario riguardante il fascismo e la Resistenza nei territori del Vergante evidenziandone svariati aspetti: il ruolo della donna nella Resistenza, uno spaccato di vita e delle tradizioni contadine, la scuola-educazione durante il fascismo, la descrizione della cascina Cevola e dei suoi tesori nonché i documenti e le testimonianze riguardanti la Resistenza invoriese, con particolare attenzione all’eccidio di San Marcello del 28 marzo 1945. Tutto questo è visto attraverso il lume di “Franca”, che fu anche catechista e delegata della gioventù femminile dell’Azione Cattolica e che «appartiene a questa brava, benedetta “gente oscura” che, in silenzio e nella semplicità dei gesti quotidiani, ha saputo affrontare il rischio di rimanere a fianco dei partigiani nella loro lotta contro i nazifascisti, a coronamento di una libertà interiore che mai aveva ceduto alle lusinghe del regime». Il volume contiene anche testimonianze di partigiani, documenti coevi e un’appendice fotografica sulla cascina della Cevola.

GLI AUTORI

Lorenzo Borelli, dopo aver conseguito il baccalaureato in Teologia a Milano, si è laureato in Filosofia a Torino sotto la guida di Ugo Perone. È docente di filosofia e storia nei licei a Novara. Ha collaborato a progetti di ricerca con le Università di Torino e del Piemonte Orientale e ha pubblicato diversi saggi di filosofia morale e politica. Nel 2011 è uscita l’opera La ragione innamorata. Dialogo con Vanessa (Quintessenza, Novara) e nel 2015 L’oggi dei Padri della Chiesa nello specchio dei giovani (Giuliano Ladolfi, Borgomanero). In ambito storico è cultore della memoria e della storia del Novecento. Membro del Comitato Direttivo dell’ANPI della Provincia di Novara, collabora con l’Istituto Storico della Resistenza “P. Fornara” di Novara ed è autore, con Roberto Cardano, del doppio volume Le radici della democrazia tra cronaca e storia. Galliate dalla caduta del fascismo alle elezioni dell’ottobre 1946 e Le radici della democrazia tra storia e memoria. Testimoni di libertà e ricordi degli anni di guerra a Galliate (Tipolitografia Del Gallo, Galliate 2007 e 2008); ha pubblicato inoltre, con Roberto Cardano, Giuseppe Bozzola, Wilma Montano, il volume Un paese in posa. Istantanee di vita galliatese (Italgrafica, Novara 2009).

Giulia Borelli, dopo aver conseguito la laurea in Mediazione linguistica e culturale, è laureanda nel corso di laurea magistrale in Lingue e culture per la comunicazione e la cooperazione internazionale presso l’Università degli Studi di Milano. Ha partecipato a progetti di ricerca in ambito storico, con particolare attenzione al Novecento europeo e al Medio Oriente. È membro dell’Associazione Culturale (Traparentesi).

UN BRANO DEL LIBRO

Alcuni partigiani erano di Invorio, altri di diversi paesi. Mi chiamava­no “Franca”. Arrivavano di notte e chiamavano: «Franca, Franca!» E io, magari alle tre di notte, mi alzavo e andavo a portargli il lanternino. Tanti mi dicevano: «Hai un bel coraggio, però! E se invece dei partigiani fossero stati i fascisti?» E io dicevo: «Ma no, la Madonna mi protegge!»

Giulia e Lorenzo Borelli, Franca e il lume della Cevola. La vita, la guerra, i partigiani

Introduzione di Giovanni A. Cerutti, Interlinea, pp. 180, euro 15

isbn 978-88-6857-033-0

Ufficio Stampa Interlinea
ufficiostampa
www.interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed
0321 612571

Si inaugura oggi a Novara la mostra in onore della Marchesa Colombi

17 luglio 2015 alle 16:09 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

A Novara si inaugura oggi la mostra in onore della Marchesa Colombi:

appuntamento alle 18 in Biblioteca Negroni con Silvia Benatti

La S.V. è invitata

OGGI giovedì 12 marzo 2015 alle ore 18

in biblioteca Negroni, corso Cavallotti 6

all’inaugurazione della mostra
La Marchesa Colombi:

una scrittrice novarese nel mondo

a cura di Silvia Benatti

e del Centro Novarese di Studi Letterari

La Marchesa Colombi (pseudonimo di Maria Antonietta Torriani), nata nel cuore della Novara dell’Ottocento, è un’autrice ancora oggi letta, studiata e apprezzata, anche all’estero. Sfuggendo al cliché dell’epoca che voleva la donna maritata o zitella in famiglia monaca si trasferì ancor giovane a Milano, si impegnò nella sensibilizzazione verso la condizione femminile e divenne giornalista e scrittrice, amica di Carducci e prima firma femminile del “Corriere della sera”. Fra le sue opere più note ricordiamo Un matrimonio in provincia, In risaiae il galateo La gente per bene.

A lei Interlinea ha anche dedicato la biografia, sempre a cura di Silvia Benatti, La Marchesa Colombi. Una scrittrice nella Novara dell’800

La Marchesa Colombi, grazie alla quale una penna femminile novarese è divenuta nota in tutto il mondo, viene ricordata e celebrata all’interno del festival della letteratura femminile “Voci di donna” e della rassegna “La biblioteca è anche tua!” con una mostra a cura di Silvia Benatti e del centro Novarese di Studi letterari: l’inaugurazione è oggi, alle ore 18 in biblioteca civica Negroni.

Ufficio Stampa Interlinea
0321 612571
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com
Twitter: @Interlinea_Ed
Facebook: Interlinea Edizioni

Il 16 marzo Anna Lavatelli al Broletto di Novara

17 luglio 2015 alle 16:08 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Una scrittrice e la natura: lunedì 16 marzo Anna Lavatelli presenta agli insegnanti al Broletto un progetto innovativo

Alle 17 con l’Assessorato all’Istruzione e la distribuzione gratuita di kit didattici di semina ed educazione alla lettura per le scuole dell’infanzia e primarie di Novara a partire dal libro Benvenuto, pomodoro!. Evento del festival “Voci di donna”

Lunedì 16 marzo alle ore 17 presso il Laboratorio Didattico del Broletto, Anna Lavatelli scrittrice novarese di fama internazionale, già premio Andersen, autrice di un albo cartonato a colori di grande formato intitolato Benvenuto, pomodoro! sarà presente per spiegare la valenza e la bellezza del progetto che come base ha il binomio libri e natura. Anche quest’anno hanno voluto credere nel progetto l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Novara, Le rane di Interlinea ed EXPO Milano 2015 che ha concesso il patrocinio. Verrà dunque presentato agli insegnanti interessati il nuovo ciclo di laboratori che coinvolgeranno le scuole dell’infanzia e le prime classi delle scuole primarie novaresi. La proposta lanciata quest’anno è sull’educazione alla sana alimentazione e insieme di promozione alla lettura e alla natura per bambini e famiglie.

Il progetto ha ottenuto il patrocinio di Expo Milano 2015 per l’attinenza dei suoi temi con quelli della grande esposizione universale, lancia una campagna incentrata sul tema dell’importanza della verdura nell’alimentazionefin dall’infanzia rivolgendosi alle scuole e famiglie con bambini nella fascia d’età dai 3 ai 7 anni.

Molte sono le scuole e le classi coinvolte. Alcune avranno l’occasione di poter passare una mattinata imparando la semina della pianta di pomodoro con l’aiuto di esperti e godendosi la lettura animata del libro. Per tutti gli altri verranno distribuiti alle insegnanti presenti all’incontro kit completi di libro, semi di pomodoro, istruzioni alla semina, terra, contenitori e speciali segnalibro per poter svolgere in classe con le proprie maestre il laboratorio. Il racconto offre a insegnanti ed educatori numerose opportunità didattiche per sensibilizzare i bambini piccoli alle tematiche ambientali, e la possibilità di svolgere attività di semina nell’orto scolastico. Attraverso l’esperienza concreta della semina, il seme di pomodoro incontrato nel racconto diventerebbe lo strumento per favorire l’osservazione, l’esplorazione e la conoscenza diretta dell’ambiente orto, in particolare del processo che riguarda semina e crescita della pianta.

Un grande orto didattico verrà poi realizzato duranti i giorni del grande evento “La Scuola in piazza”, promosso dall’assessorato all’istruzione che avverrà dal 7 al 10 maggio 2015. Il progetto pilota dell’anno passato si concretizza anche quest’anno con tante attività e idee che saranno uno strumento importante per la formazione dei bambini.

http://www.interlinea.com/lerane

Gina Lagorio a dieci anni dalla scomparsa: testimonianze e ricordi

17 luglio 2015 alle 16:07 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento

Gina Lagorio a dieci anni dalla scomparsa:

in un volume testimonianze e ricordi tra Garzanti, Milano e Piemonte

Milano la ricorda l’8 marzo 2015 alle ore 18 al Teatro Franco Parenti con letture e testimonianze

«Mia madre voleva che facessi la sarta. Mio padre mi diceva: cosa compri a fare tutti questi libri? La biblioteca è questa! – e mi faceva vedere la sua raccolta di Baroli d’annata». È anche questa Gina Lagorio, scrittrice legata al Piemonte, alla storia, al suo impegno civile e letterario: qui studiosi e amici la ricordano con un inserto fotografico e la bibliografia completa. Testi di Benedetta Centovalli, Ilaria Crotti, Maria Rosa Cutrufelli, Guido Davico Bonino, Pietro Frassica, Piero Gelli, Giovanna Ioli, Silvia Lagorio, Manuela Manfredini, Lorenzo Mondo, Silvio Riolfo Marengo, Mirella Serri, Luigi Surdich, Pier Angelo Taverna, Corrado Tagliabue e Giovanni Tesio.

Gina Lagorio. «Respirare Piemonte»
Atti del convegno internazionale San Salvatore Monferrato 8-9 novembre 2013
a cura di Giovanna Ioli, Interlinea, pp. 160, euro 20, isbn 978-88-8212-969-9

All’Istituto Candiolo la testimonianza di chi ha vinto il cancro

17 luglio 2015 alle 14:45 | Pubblicato su Uncategorized | Lascia un commento


All’Istituto Candiolo la testimonianza di chi ha vinto il cancro:
anteprima del diario di Marco Neirotti in forma di cronaca

La S.V. è invitata
GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2015 ALLE 12

All’Istituto di Candiolo, Strada Provinciale 142, km 3,95, Candiolo (TO)

alla presentazione del libro di Marco Neirotti

Stazione di sosta
Cronaca di un cancro

con una nota di don Luigi Ciotti(Interlinea)con l’autore e Lodovico Passerin d’Entrèves


La cronaca autobiografica di un cancro scritta da un grande cronista.
Un carcinoma del cavo orale appena diagnosticato, l’abitudine di avere sempre un taccuino in tasca: è nato così questo testo, un viaggio della mente più che un resoconto oggettivo nel quale sono stati lasciati integri linguaggio ed emozioni, senza modificare o ricreare nulla con il senno di poi, fabbrica di eroismi e compiacimenti. Non sono le pagine trionfanti di chi ce l’ha fatta bensì la cronaca viva di chi ha dovuto affrontare la malattia confrontandosi con essa, con la sofferenza, la fede, il senso della possibile morte e poi con la letteratura, l’arte, la musica che si fanno specchi o vite cui aggrapparsi per non lasciar fuggire la propria.
L’Istituto di Candiolo è un centro oncologico privato di proprietà della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus (FPRC), realizzato e finanziato esclusivamente con il sostegno e la generosità di oltre 300 mila donatori, aziende e enti privati. All’interno dell’Istituto lavorano oltre 500 persone fra ricercatori, personale medico, sanitario e amministrativo.

Marco Neirotti parla di Stazione di sosta al Salone del Libro di Torino (link)

Marco Neirotti, nato a Torino nel 1954, collaboratore del primo “Tuttolibri” e dal 1978 alla “Stampa”, premio Saint Vincent 1998 di giornalismo, è stato inviato per fatti come i delitti di Novi Ligure, Cogne, Erba o per disastri come Thyssen e terremoto dell’Aquila; ha realizzato inchieste su criminalità straniera, prostituzione, pedofilia, immigrazione, mondo carcerario e psichiatrico. È autore di testi di narrativa (Assassini di carta, Marsilio, Venezia 1987; In fuga con Frida, Marsilio, Venezia 1991; La vocazione del falco, Mondadori, Milano 1998; Anime schiave, Editori Riuniti, Roma 2002), saggistica (Invito alla lettura di Fulvio Tomizza, Mursia, Milano 1979) e traduzioni.

Un brano del libro

«Per quasi quarant’anni ho raccontato sulla “Stampa” storie, spesso dolorose, che riguardavano gli altri. Un martedì di settembre, durante una breve vacanza con mia moglie ad Alassio, arrivò una notizia che riguardava me: “Ho ritirato l’esame istologico. Hai un carcinoma”.

Un po’ me l’aspettavo, perché durante la visita l’amico aveva disposto la biopsia l’indomani mattina. E qualche inquietudine già coltivavo se un lieve fastidio aveva spinto a farsi subito visitare uno avvezzo a trascurarsi e tutto rinviare.

Dunque, era cancro. A un tavolino di bar sul lungomare cominciai le telefonate, come se organizzassi un lavoro per i giorni a venire. Dopodiché, su un piccolo taccuino, dopo termini tecnici e appuntamenti, annotai: “Ora vedrai com’è quando tocca a te”».

Dalla nota di don Luigi Ciotti
«Con passo lieve, Marco ci accompagna nel suo stesso viaggio, ci racconta senza reticenze le sue emozioni, le sue paure, i suoi imbarazzi, le sue angosce, il suo tentati­vo di guardare il male con distacco ironico, consapevole che il dargli troppo peso, il farne un’ossessione, sarebbe spalancargli le porte. Ma ci racconta anche l’impegno te­nace, testardo, di non dimenticarsi mai di vivere».

Marco Neirotti, Stazione di sosta. Cronaca di un cancro, con una nota di don Luigi Ciotti
Interlinea, pp. 152, euro 12, isbn 978-88-6857-028-6

Quando un atto di generosità cambia la visione della vita

18 febbraio 2015 alle 12:10 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Narrativa | Comments Off on Quando un atto di generosità cambia la visione della vita
Tag: , , , , ,

Interlinea logo colori web

Alla Kasa dei Libri il milanese Carutti presenta Viaggio ad Arles

 La S.V. è invitata
MERCOLEDì 4 MARZO 2015
Alle ore 18,30 a MILANO
alla Kasa dei Libri
in largo De Benedetti 4
alla presentazione del libro
di Carlo Alberto Carutti
con prefazione di Fulvio Panzeri

 VIAGGIO AD ARLES
Intervengono, con l’autore e l’editore,
Andrea Kerbaker e Fulvio Panzeri

Carutti, Viaggio ad Arles 180

La felicità piena e irragionevole riservata forse ad ogni vita s’incontra in queste pagine nella storia di un personaggio il cui nome non è casuale, Felicita. L’autore di questo esordio narrativo a novant’anni s’immedesima nell’adolescenza di povertà, soprusi, solitudini e fragilità della donna, nel suo «crescere all’affanno» e nella volontà di resistere, testarda, conservando la fierezza e imparando a non aspettarsi niente dagli altri. Anche quando Felicita incontra l’amore di un avvocato milanese appassionato di arte e di Van Gogh, il suo sogno si scontra con la realtà. E nel momento in cui è l’uomo ad aver bisogno di lei e tutti sono messi davanti alle scelte più difficili, lei diviene testimone, quando meno se lo sarebbe aspettato, di un atto d’amorevole generosità. Arriva però da un’altra persona con una dignità che quasi senza saperlo cambia il modo di guardare la vita.

Carlo Alberto Carutti nasce a Milano nel 1923, si laurea in Ingegneria alla fine del 1946 al Politecnico di Milano, perfeziona in quegli anni, in parallelo al suo lavoro, lo studio della chitarra jazz sotto la guida del maestro Zuccheri, successivamente completa lo studio già avanzato del violino alla scuola musicale Enrico Bossi di Como sotto la guida del maestro Terraneo, allarga la sua cultura sulle arti figurative quando nel 1951 si sposa con Maria Luigia Testori, sorella di Giovanni Testori, suo compagno di ginnasio e di liceo che lo coinvolge nella passione per la pittura e le sue ricerche. Ha già pubblicato nel 2005 Passioni di un collezionista che raccoglie la sua collezione di arti figurative e nel 2011 Dai liuti ai violini che raccoglie la sua collezione di strumenti musicali.  In ambito letterario ha pubblicato Noi (Interlinea, Novara 2013).
L’autore, di professione imprenditore da oltre sessant’anni, accomuna la passione per il collezionismo mirato a quella per la ricerca e per la poesia, di cui è segreto artefice, prodotto inconsapevole della sua anima musicale. Per il suo appassionato interessamento al gemellaggio culturale di Cremona e di Füssen ha ricevuto dalla Municipalità della città tedesca il Premio alla Cultura 2014.

UN BRANO DEL LIBRO
Mi guardavo intorno spaesata: entra lui, l’avvocato padre; mi fa sedere, mi parla con molta familiarità. Io non ho ancora capito chi sia ma già la sua voce mi dà fiducia, sento che sì, questo sarà un buon posto.

Carlo Alberto Carutti, Viaggio ad Arles, prefazione di Fulvio Panzeri.
Interlinea, pp. 180, euro 15, isbn 978-88-6857-008-8

Ufficio Stampa Interlinea
ufficiostampa@interlinea.com
http://www.interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed
0321 612571

Un romanzo sulla Nuova Guinea che è anche un caso antropologico

16 febbraio 2015 alle 12:05 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa | Comments Off on Un romanzo sulla Nuova Guinea che è anche un caso antropologico
Tag: ,

Interlinea logo colori web
Dopo anni di ricerca sul campo Maurizio Leigheb presenta Figli della luna

 La S.V. è invitata
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2015
alle ore 19 a TORINO
presso la Libreria Diari di Viaggio del Tucano Concept Store
in piazza Solferino 14/G
alla presentazione del libro
di Maurizio Leigheb

 Figli della luna
Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea

Leigheb, Figli della luna 180

Questa narrazione è anche un caso antropologico. Racconta in prima persona la vera storia di una straordinaria sopravvivenza umana: il popolo dei Pigmei Fa che vive in una sperduta valle sui monti della Nuova Guinea indonesiana. Sono uomini e donne destinati a soccombere e forse a scomparire per sempre all’arrivo degli invasori stranieri. L’etnologo Leigheb viene a contatto con loro subendo il profondo fascino dei luoghi e dell’esistenza isolata e “primitiva” delle comunità indigene fino a raccogliere il loro racconto, che mescola la realtà con la potenza creativa del sogno e la magia. Al di là delle avvincenti vicende narrate, il libro adombra anche problematiche e conflitti di natura universale come la costante lotta tra il Bene e il Male e l’osservazione di comportamenti, sentimenti e pulsioni. Un fantastico viaggio nel tempo e nell’evoluzione dell’uomo.

 Maurizio Leigheb è etnologo e giornalista tra i più stimati. Spirito eclettico, critico e anticonformista, durante l’adolescenza manifesta una certa insofferenza per i metodi accademici di insegnamento. Poco più che ventenne inizia a viaggiare nei Paesi del terzo mondo, in vari continenti. Pubblica servizi fotogiornalistici sulle prime riviste di viaggio e turismo apparse in Italia e numerosi reportage su noti quotidiani e periodici illustrati, italiani e stranieri, raccogliendo materiale fotografico e documentario per alcune collane e opere editoriali di successo, come Il Milione, l’enciclopedia di tutti i Paesi del mondo edita dall’Istituto Geografico De Agostini. Conosciuto per le sue spedizioni e ricerche tra le popolazioni più isolate e meno conosciute della terra, soprattutto in Amazzonia e Nuova Guinea, è autore di una decina di libri d’argomento autobiografico e antropologico, alcuni dei quali tradotti in varie lingue (tra cui Caccia all’uomo, Sugar, Milano 1973, e Longanesi, Milano 1976; Indonesia e Filippine, De Agostini, Novara 1976 e 1981; L’indio muore. Origine, vita e destino degli indios, Sugarco, Milano 1977; L’uomo nel mondo, De Agostini, Novara 1979 e 1987; L’ultimo Sinai, Editions Transalpines, Lugano 1980; Guido Boggiani, pittore esploratore, etnografo, Regione Piemonte, Torino 1986; Irian Jaya, l’ultima terra ignota. Popoli e culture della Nuova Guinea indonesiana, con presentazione di Irenaus Eibl-Eibesfeldt, fondatore dell’etologia umana, allievo ed erede del premio Nobel Konrad Lorenz, edito da Giorgio Mondadori, Milano 1995; Lo sguardo del viaggiatore. Vita e opere di Guido Boggiani, Interlinea, Novara 1997), mostre fotografiche, vari saggi su Paesi, civiltà, culture ed esploratori del passato. Ha realizzato oltre un centinaio di documentari trasmessi dalle reti Rai, Mediaset e Sky, impegnandosi nella ricerca e documentazione antropologico-visuale e nella difesa delle minoranze etniche a rischio d’estinzione biologica e culturale.

UN BRANO DEL LIBRO
«amiamo queste montagne verdi, queste valli scoscese e profonde, […] amiamo la luce pura e violenta che le illumina, il cielo che le sovrasta e le loro notti piene di stelle, dove appare Wala, la grande madre luna, che veglia su di noi».

Maurizio Leigheb, Figli della luna. Vita e morte tra i pigmei della Nuova Guinea
Interlinea, pp. 224, euro 15, isbn 978-88-8212-920-0

 Ufficio Stampa Interlinea
ufficiostampa@interlinea.com
http://www.interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed
0321 612571

Montale dietro le quinte in Ambrosiana

28 gennaio 2015 alle 11:14 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura | Comments Off on Montale dietro le quinte in Ambrosiana
Tag: , ,

A Milano nuovi studi su fonti e ispirazioni del premio Nobel

HEAD Invito_Riccardi-MI-001

La S.V. è invitata
GIOVEDÌ 29 GENNAIO 2015
ALLE ORE 18 A MILANO

presso la Pinacoteca Ambrosiana, piazza Pio XI 2
alla presentazione del volume di Carla Riccardi
Montale dietro le quinte
Fonti e poesie dagli
Ossi alla Bufera

con Alberto Cadioli e Armando Torno

Un altro importante tassello si aggiunge alla bibliografia degli studi montaliani. Con l’acume che la contraddistingue, Carla Riccardi ricostruisce e analizza gli spunti e le suggestioni alla base dei capolavori del premio Nobel per la poesia nel 1975, dallo scambio epistolare con il grande poeta americano Ezra Pound (cui è dedicata un’illuminante appendice) al tormentato rapporto con Irma Brandeis, ovvero Clizia, la “musa” montaliana per eccellenza.

 Carla Riccardi è professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Pavia. Ha insegnato in varie università europee ed extraeuropee nell’ambito del progetto Socrates o come professore ospite. Si occupa di letteratura dell’Ottocento e del primo Novecento. Ha pubblicato le edizioni critiche di Vita dei campi e del Mastro don Gesualdo di Verga (nell’Edizione Nazionale), della Colonna Infame (Edizione nazionale ed Europea) e degli Scritti letterari (nei “Classici Mondadori”) di Manzoni, il commento alla Lettre à M.Chauvet presso l’editore Salerno; saggi preparatori dell’edizione critica (per l’Edizione Nazionale delle Opere) del Notturno di D’Annunzio sono raccolti in La parola notturna: fonti e autografi del “Notturno” (presso l’editore Manni). Ha pubblicato numerosi saggi sia filologici, sia critici su opere narrative dell’Otto e del Novecento, riproponendone spesso anche testi meno frequentati (Racconti italiani dell’Ottocento, La Scapigliatura e il sei febbraio, Goccie d’inchiostro)

 Carla Riccardi, Montale dietro le quinte. Fonti e poesie dagli Ossi alla Bufera
Interlinea, pp. 184, euro 20, isbn 978-88-8212-954-5

Ufficio Stampa Interlinea
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed
0321 612571

Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”

21 gennaio 2015 alle 11:36 | Pubblicato su Arte, Interlinea, Novara | Comments Off on Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”
Tag: , , ,

«come un prezioso libro inedito di notizie e cronache, che non si potrebbero trovare altrimenti annotate
su documenti cartacei dell’epoca» (Battista Beccaria, “Novarien.” 43)

HEAD-Novarien43_Orta_31gennaio2015-001

Un nuovo volume sull’isola conclude la festa di San Giulio
Sabato 31 gennaio presentazione della rivista “Novarien.”

Il nuovo numero della rivista “Novarien.” in ricordo di Marina Airoldi e dedicato all’isola del lago d’Orta sarà presentato alle ore 17 a Orta San Giulio con la partecipazione fra gli altri di Dorino Tuniz, Giancarlo Andenna e don Mario Perotti

Sabato 31 gennaio la città di Orta San Giulio festeggerà il proprio patrono e a chiudere le celebrazioni e avvenimenti di quel giorno vi sarà, alle ore 17 in Municipio (casa Bossi), via E. Bossi 11, la presentazione del nuovo numero della rivista di storia “Novarien.” (Interlinea Edizioni) dedicata quest’anno alle testimonianze storiche e artistiche conservate sull’isola di San Giulio. Durante l’evento, dopo i saluti introduttivi di Giancarlo Andenna, don Mario Perotti e del sindaco di Orta Giorgio Angeleri interverranno Marina Dell’Omo e Battista Beccaria. Il saluto conclusivo è affidato a Dorino Tuniz. Nell’occasione le copie della rivista saranno consegnate a tutti gli abbonati, mentre chi lo desidera potrà acquistare il singolo volume o sottoscrivere l’abbonamento.

In Testimonianze sull’isola di San Giulio, dedicato alla memoria di Marina Airoldi, sono inserite le relazioni di Battista Beccaria sui graffiti della basilica, testimonianze importanti di storia locale e internazionale più che azioni vandaliche («chi scriveva sui muri o sugli affreschi delle chiese in quei secoli addietro non poteva certamente essere un perfetto analfabeta»), di Silvia Muzzin sulle decorazioni scolpite della basilica, la quale si conferma essere «un nobile esempio di quel­la laboriosità costruttiva che contraddistingue il Novarese nel XII secolo» e di Marina Dell’Omo, che si concentra sulla particolare destinazione della sacrestia a quadreria «secondo una modalità affine a quella messa in atto nella collegiata di San Vittore a Intra». Simone Caldano tratta della basilica e dell’insediamento sull’isola nel tardo Medioevo e nella prima età moderna, argomenti non ancora pienamente trattati, mentre la storia più recente, quella della presenza monastica benedettina, è raccontata in prima persona da Anna Maria Cànopi, fondatrice (l’insediamento è dell’11 ottobre 1963) e badessa del monastero Mater Ecclesiae («L’isola, ormai disabitata, non offriva alcun agio e nessun mezzo di sussistenza; tuttavia, non eravamo preoccupate: sapevamo di essere nelle mani di Dio»).

Fra le comunicazioni Marco Rosci e Filippo Maria Ferro trattano Un modello di san Francesco “estremo” del Cerano, Gianluigi Panzeri scrive sul collegio De Filippi di Arona, mentre Guido Gentile si concentra sulla parete affrescata da Gaudenzio in Santa Maria delle Grazie a Varallo. Della parete gaudenziana tratta anche Mario Perotti, mentre Casimiro Debiaggi aggiunge Renato di Challant fra i pellegrini al Sacro Monte nel 1558. Ferro scrive ancora, infine, del ritratto di don Lorenzi Tritonio conservato a Berlino. Il volume “Novarien.” 43, nelle sue oltre 400 pagine, contiene anche testi e documenti di Pietro Toscani, Dante Graziosi (con una nota di Roberto Cicala sul progetto dell’Archivio Graziosi) ed Emanuele C. Colombo oltre a recensioni, segnalazioni e un notiziario finale.

NOVARIEN.”: UNA RIVISTA ENTRATA NELLA TRADIZIONE

“Novarien.”, nata nel 1967, deve il suo nome (con il punto finale) «all’abbreviazione invalsa nel linguaggio ecclesiastico e tuttora in uso negli atti ufficiali della Chiesa. Sta al posto di “Ecclesia Novariensis”, termine questo ricco di contenuto teologico e di antica origine»: così scriveva il fondatore, don Angelo L. Stoppa, nel colophon del primo numero (di recente ristampato a tiratura limitata), che accoglieva ricerche e saggi di studiosi poi rimasti fedeli al progetto culturale della rivista e dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, oggi presieduta da uno di loro, Dorino Tuniz, mentre la rivista è diretta da Giancarlo Andenna, insieme con Mario Perotti, direttore dell’Archivio Storico Diocesano, e con lo stesso Tuniz.

“Novarien.”, 43 (2014). Testimonianze sull’isola di San Giulio, Interlinea, Novara 2014, pp. 432, euro 30, isbn 978-88-6857-012-5

 Per informazioni
Ufficio Stampa Interlinea
ufficiostampa@interlinea.com
http://www.interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed
0321 612571

Montale dietro le quinte in Ambrosiana

20 gennaio 2015 alle 11:30 | Pubblicato su Bookcity Milano, Interlinea, Letteratura | Comments Off on Montale dietro le quinte in Ambrosiana
Tag: , , , , ,

HEAD Invito_Riccardi-MI-001

A Milano nuovi studi su fonti e ispirazioni del premio Nobel

 Giovedì 29 gennaio in Pinacoteca Ambrosiana si presenta Montale dietro le quinte di Carla Riccardi, disamina dei debiti di Eugenio Montale fra l’Inferno di Dante e le Myricae di Pascoli

Quaranta anni dopo la consegna del premio Nobel un nuovo tassello si aggiunge agli studi montaliani. Giovedì 29 gennaio 2015 a Milano, in Pinacoteca Ambrosiana (piazza Pio XI 2) alle ore 18 si terrà infatti la presentazione di Montale dietro le quinte. Fonti e poesie dagli Ossi alla Bufera di Carla Riccardi, professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Pavia. Il volume sarà presentato da Alberto Cadioli, ordinario all’Università degli Studi di Milano, con l’introduzione di Armando Torno (“Il Sole 24 Ore”). L’autrice ha esaminato a fondo il corpus montaliano individuando in esso spunti e suggestioni non ancora pienamente studiati come il canto XI dell’Inferno di Dante, che «non fornisce solo materiale linguistico, ma si costituisce, insieme con i successivi dedicati ai violenti, come fonte tematica e ideologica molto densa sia per la Bufera sia per gli Orecchini» e permette di valutare con ancora maggiore attenzione la figura ispiratrice di Clizia fino a spiegare un verso oscuro come «la tua impronta verrà di giù». Sotto nuova luce non più meramente lessicale, grazie agli studi di Carla Riccardi, appaiono anche i contributi di D’Annunzio e Pascoli, «mentre una relazione inedita si stabilisce con la Divina commedia della Riforma, Les Tragiques di Agrippa D’Aubigné, da cui è tratta l’epigrafe della raccolta e di cui non si è mai colta l’importanza come lettura montaliana».

Carla Riccardi è professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università di Pavia. Ha insegnato in varie università europee ed extraeuropee nell’ambito del progetto Socrates o come professore ospite. Si occupa di letteratura dell’Ottocento e del primo Novecento. Ha pubblicato le edizioni critiche di Vita dei campi e del Mastro don Gesualdo di Verga (nell’Edizione Nazionale), della Colonna Infame (Edizione nazionale ed Europea) e degli Scritti letterari (nei “Classici Mondadori”) di Manzoni, il commento alla Lettre à M.Chauvet presso l’editore Salerno; saggi preparatori dell’edizione critica (per l’Edizione Nazionale delle Opere) del Notturno di D’Annunzio sono raccolti in La parola notturna: fonti e autografi del “Notturno” (presso l’editore Manni). Ha pubblicato numerosi saggi sia filologici, sia critici su opere narrative dell’Otto e del Novecento, riproponendone spesso anche testi meno frequentati (Racconti italiani dell’Ottocento, La Scapigliatura e il sei febbraio, Goccie d’inchiostro).

 Carla Riccardi, Montale dietro le quinte. Fonti e poesie dagli Ossi alla Bufera
Interlinea, pp. 184, euro 20, isbn 978-88-8212-954-5

Ufficio Stampa Interlinea
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com
Facebook: Interlinea Edizioni
Twitter: @Interlinea_Ed
0321 612571

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com. | The Pool Theme.
Entries e commenti feeds.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.