Genova inaugura il “gioco della guerra”

23 settembre 2016 alle 16:38 | Pubblicato su Arte, Classici, Editoria, Guerra, Interlinea, Società, Storia | Lascia un commento

A Genova si inaugura il “gioco della guerra” con la collezione Fochesato:
una mostra itinerante sull’infanzia nella Grande Guerra

 Lunedì 26 settembre  lo storico dell’illustrazione Walter Fochesato e l’assessore Pino Boero aprono al pubblico una mostra itinerante fra i Municipi dedicata alle cartoline sull’infanzia per la propaganda bellica

 

La città di Genova inaugura, il prossimo lunedì 26 settembre, alle ore 17 in Biblioteca civica Berio (via del Seminario 16), la prima mostra itinerante fra i Municipi genovesi dedicata all’immagine dell’infanzia durante il conflitto mondiale. Walter Fochesato, uno dei più stimati studiosi di letteratura e illustrazione per ragazzi, inaugurerà assieme all’assessore Pino Boero e all’editore Roberto Cicala l’esposizione Il gioco della guerra presentando anche  il volume-catalogo Il gioco della guerra. L’immagine dell’infanzia nel primo conflitto mondiale (Interlinea edizioni). La mostra itinerante, promossa dal Comune di Genova, sarà visitabile presso la Biblioteca sino al 1° ottobre e dopo questa data si sposterà negli altri Municipi del Comune, fermandosi per una settimana ad ogni tappa.

La mostra Il gioco della guerra presenta i risultati di uno studio importante su un tema finora poco sondato e discusso: l’immagine dell’infanzia nella comunicazione visiva durante la prima Guerra mondiale, con esiti sorprendenti anche per l’osservatore odierno, per esempio sul modo di attuare una sdrammatizzazione del conflitto; dal modello del piccolo guerriero, tra “gioco della guerra” e “guerra per gioco”, agli orfani fino al ruolo delle bambine poco emancipato nell’ottica dei «bambini che fanno le cose dei grandi». Cartoline illustrate soprattutto (da una collezione inedita e unica nel suo genere), accanto a locandine, opuscoli e libri per ragazzi, e naturalmente al “Corriere dei Piccoli”, sono la fonte primaria della ricerca e motivo di riflessione e approfondimento nelle pagine del volume Il gioco della guerra. Con libro e mostra, che si sposterà fra i Municipi genovesi, si vuole sensibilizzare il pubblico adulto a temi ancora oggi attuali e i più giovani alla riscoperta di un capitolo di storia spesso dimenticata.

Walter Fochesato è fra i maggiori studiosi italiani di letteratura per l’infanzia e di storia dell’illustrazione. Da anni coordinatore redazionale del mensile “Andersen”, ha curato l’allestimento e i cataloghi di mostre ed è autore di numerosi saggi. Presso Interlinea ha pubblicato Raccontare la guerra. Libri per bambini e ragazzi accanto a Auguri di Buon Natale. Arte e tradizione delle cartoline augurali.

 

LE TAPPE DELLA MOSTRA

26 settembre – 1° ottobre: Biblioteca Berio, via del Seminario 16
3 ottobre – 8 ottobre : Salone del Consiglio municipale, Palazzo Tursi, via Garibaldi 9

10 ottobre – 15 ottobre: Biblioteca Brocchi, via Aldo Casotti 1

17 ottobre – 22 ottobre: Municipio, Via Mascherpa 34R

24 ottobre – 29 ottobre: Biblioteca Saffi, via Sertoli 13A/R

31 ottobre – 5 novembre: Biblioteca Campanella, via Struppa 214

7 novembre – 12 novembre: Biblioteca Guerrazzi, via Nino Cervetto 35

14 novembre – 19 novembre: Biblioteca Cervetto, via Germano Jori 60

21 novembre – 26 novembre: Biblioteca Benzi, Piazza Bernardo Giovanni Odicini 10, oppure Municipio, piazza Sebastiano Gaggero 2

«La presa di coscienza del “non senso” della guerra credo che passi attraverso l’esame delle guerre stesse e non in una debole e sovente noiosa perorazione attorno alla pace»

Walter Fochesato, Il gioco della guerra L’infanzia nelle cartoline del primo conflitto mondiale. Con illustrazioni a colori, Interlinea, Novara 2015, pp. 100 con oltre 150 illustrazioni a colori, euro 18, isbn978-88-6857-032-3

 

Milano ricorda Mirella Poggialini

6 settembre 2016 alle 16:36 | Pubblicato su Giornalismo, Interlinea, Narrativa, Ricordo, scrittori, Spiritualità | Lascia un commento

Milano ricorda Mirella Poggialini:
in Sormani il diario della giornalista sconfitta dal cancro

 Alessandro Zaccuri e Massimo Bernardini presentano Il tempo che rimane di Mirella Poggialini giovedì 15 settembre in Biblioteca Sormani

 La giornalista e critica d’arte e televisiva Mirella Poggialini, scomparsa  nel 2014 all’età di 78 anni dopo una lunga lotta contro il cancro, sarà ricordata giovedì 15 settembre 2016 alle ore 18 a Milano, nella Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani (corso di Porta Vittoria 6), dall’amico e collega Alessandro Zaccuri con l’intervento di Massimo Bernardini. Durante l’incontro intitolato Ogni giorno ha la sua luce sarà presentato il volume Il tempo che rimane. Diario di una malattia (Interlinea), con letture di Margherita Remotti.

Il tempo che rimane, a cura di Alessandro Zaccuri e con una nota di Alessandro Beltrami, raccoglie gli articoli scritti su “Avvenire” da Mirella Poggialini con lo pseudonimo di Francesca durante la lotta con un tumore in stadio avanzato. «Ho saputo. Finalmente, lo stordimento e la sorpresa combattono con un sottile sgomento e una sensazione di sollievo. Il medico me l’ha detto poco fa, mascherando con la parola neoplasia la brutalità del termine “cancro”. Adesso so. E sapere fa male e bene insieme…» È il diario della malattia di un’intellettuale, critica d’arte e televisiva di “Avvenire”: sconfitta dopo lunga battaglia, Mirella Poggialini resta ferma nell’idea che grazie all’umanità e alla fede «la malattia mi ha dato qualcosa di buono». Come scrive Alessandro Zaccuri, è un «diario per interposta persona che appassiona e commuove», per capire qualcosa di più di un male della nostra società.

 

Un brano del libro

«Guardo le vetrine, calcolo mentalmente quanto tessuto ci vorrà per rinnovare le tendine della mia camera, per filtrare attraverso una immagine di fiori la luce del giorno: […]. Comunque, oggi è un giorno in più, un altro dono».

 L’autrice

Nascita a Milano nel 1936 da famiglia senese (e un tratto toscano, arguto e impertinente, resterà sempre riconoscibile in lei) e laurea in Storia dell’arte alla Cattolica di Milano nel 1968. Parallelamente all’attività accademica e all’insegnamento, Mirella Poggialini intraprende la militanza giornalistica. I suoi articoli appaiono su “Avvenire” fin dalla fondazione del quotidiano, nel dicembre del 1968, tra le riviste alle quali collabora si segnalano “Alba” e, successivamente, “Nuova e Nostra”. Passa dalla critica d’arte a quella cinematografica, approdando negli anni novanta a quella televisiva. Nel 2004, quando le viene diagnosticato il linfoma, la sua vita professionale si trova in un momento particolarmente felice. Dall’autunno del 2001 è uno dei volti della trasmissione televisiva Il Grande Talk, in onda per un decennio inizialmente su SaT2000, poi sulla stessa rete e su RaiTre, infine su Tv2000. Il pubblico apprezza la “signora Mirella” e la riconosce per strada, i suoi giudizi sono un punto di riferimento per molti spettatori, la sua “Pagella” appare con regolarità su “Tv Sorrisi e Canzoni”. Mirella Poggialini è morta il 9 novembre 2014 a Carpi, in provincia di Modena (dove si era trasferita per godere della vicinanza della famiglia), a causa di un’infezione contratta in sala operatoria. Fino all’ultimo ha continuato a scrivere e a tenere la sua rubrica d’arte su RadioInBlu, a scuotere la testa davanti ai programmi televisivi e a visitare le sue amate mostre.

 

Mirella Poggialini, Il tempo che rimane. Diario di una malattia
a cura di Alessandro Zaccuri, con una nota di Alessandro Beltrami
Interlinea, pp. 80, euro 12, isbn 978-88-6857-090-3

 

Anna D’Ambrosio al Circolo dei Lettori

1 settembre 2016 alle 16:34 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile
Al Circolo dei Lettori l’esordio narrativo Anna D’Ambrosio

Presentazione di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio lunedì 12 settembre al Circolo del Lettori con Giusi Baldissone

 

La poetessa Anna Maria D’Ambrosio presenta il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea) lunedì 12 settembre alle ore 18 al Circolo dei Lettori di Torino (via Bogino 9), a colloquio con Giusi Baldissone, docente dell’Università del Piemonte Orientale.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso i temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Lugano. La follia in famiglia

27 giugno 2016 alle 16:31 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Premi, Racconti, scrittori, Società, Svizzera | Lascia un commento

Quando la follia si insinua in famiglia
L’esordio dello svizzero Giovanni Fontana a Lugano

 Presentazione di Breve pazienza di ritrovarti, Premio svizzero di Lettaratura, mercoledì 29 giugno a Lugano

 

Breve pazienza di ritrovarti. Nel gorgo di salute e malattia di Giovanni Fontana (Interlinea), vincitore della quarta edizione del Premio svizzero di Letteratura, sarà presentato a Lugano mercoledì 29 giugno 2016, alle ore 18,30 alla Darsena del Parco Ciani, all’interno del “Long Lake Festival”.

Breve pazienza di ritrovarti raccoglie otto racconti che sondano l’enigma della malattia (insania, follia, allucinazione), la sua genesi sorda, le sue avvisaglie, il suo erompere lacerante, le alterazioni che produce nella famiglia, il propagarsi delle sue onde sismiche oltre le generazioni, a partire da occasioni minime, quasi insignificanti: il rituale di un pranzo familiare, un incontro d’amore più o meno casuale, la tensione palpabile tra fratelli, i silenzi sospesi in un interno domestico o in una camera d’ospedale…

I racconti di Giovanni Fontana sono scritti con stile teso, lirico, a tratti incandescente come la materia trattata. Sono storie di infelicità, paure e insonnie, con slanci imprevisti di tenerezza e amore.

Breve pazienza di ritrovarti è stato pubblicato da Interlinea con il sussidio di Pro Helvetia – Fondazione svizzera per la cultura.

Un brano del libro

«Il paziente Bruno S. s’impegna d’ora in poi, giorno dopo giorno, a estirpare pazientemente dalla propria cavità interiore ogni residuo del proprio io infetto.
Scavare un cunicolo che dal cervello del paziente Bruno S. porti ai sotterranei di questo ospedale psichiatrico, alla lavanderia e al piccolo obitorio, ai margini del parco e di lì conduca al viale alberato che intravedo dalla mia finestra.
Ancora un aggettivo possessivo e un verbo coniugato: stasera, per punirmi, digiunerò o forse mi chiuderò le dita fra il battente e lo stipite della porta.
Da qualche giorno Bruno S. ha smesso di gridare e non sta più nudo, accovacciato sui suoi escrementi, come nei primi tempi. Nella sua camera d’angolo, protetta da doppi vetri e da una grata attraverso la quale la luce penetra a stento, sta per ricevere la visita dei suoi anziani genitori».

 

Giovanni Fontana, nato Mendrisio, in Svizzera, nel 1959, insegna lingua e letteratura italiana presso il Liceo cantonale Lugano 2. Ha pubblicato studi filologici (Cantare di Madonna Elena, Firenze 1992) e saggi su prosatori e poeti del Novecento come Emilio Tadini, Giorgio Orelli e Mario Luzi, cui ha dedicato il volume Il fuoco della creazione incessante. Studi sulla poesia di Mario Luzi (Lecce 2002).

          

Giovanni Fontana, Breve pazienza di ritrovarti. Nel gorgo di salute e malattia
Interlinea, pp. 128, euro 12, isbn 978-88-6857-029-3

 

Storia di una rinascita al femminile ad Arona

23 giugno 2016 alle 16:29 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

 

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.
Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

A Firenze tra dolore e speranza

21 giugno 2016 alle 11:21 | Pubblicato su Interlinea, Poesia | Lascia un commento

A Firenze tra dolore e speranza:
in Biblioteca delle Oblate i versi dei poeti Panella e Seghetta

Giovedì 23 giugno in Biblioteca delle Oblate a Firenze presentazione delle raccolte poetiche di Giuseppe Panella e Evaristo Seghetta Andreoli (Interlinea)

Tra dolore e speranza è il titolo dell’incontro che si terrà giovedì 23 giugno 2016 alle ore 17 a Firenze, in Biblioteca delle Oblate (Sala Conferenze, via dell’Oriuolo 24), con la presentazione delle ultime antologie poetiche pubblicate per i tipi di Interlinea da Giuseppe Panella e Evaristo Seghetta Andreoli L’occasione della poesia e Morfologia del dolore. All’incontro parteciperanno Sauro Albisani e Carlo Fini. L’ingresso è libero.

La raccolta poetica di Evaristo Seghetta Andreoli Morfologia del dolore presenta, nel complesso, un inalterato segno del sentimento del dolore. Un tale stato d’animo si connota con svariati tratti distintivi, due dei quali risaltano in modo palese: come effetto durevole di una vita interiore contratta e insoddisfacente, nella quale risultano delusi gli ideali e i principi fondamentali; oppure come crogiolo ardente di un amore intenso e altalenante, quasi impossibile e ormai decaduto, che provoca sconcertanti contrasti. Situazione, però, che lascia uno stretto varco a una balenante e continua speranza. Nell’Occasione della poesia di Giuseppe Panella il dolore si scontra invece continuamente con la serenità , con una prevalenza incerta fino agli ultimi versi, nei quali si afferma la spinta verso un futuro aperto alla protesta ed alla speranza. Il raro fascino di una tale ricerca lirica è affidato al cozzare di sentimenti e percezioni apparentemente contraddittorie. Il destino umano, composto di giorni tortuosi sino alla «fatal quiete», viene descritto senza pietosi ravvedimenti, ma anche senza recidere il filo della speranza, con un linguaggio personale, sottilmente ricercato e di inconsueta eleganza.

GLI AUTORI

Evaristo Seghetta Andreoli, nato a Montegabbione (Terni) nel 1953, vive e lavora ad Arezzo. la sua prima raccolta, I semi del poeta, (Polistampa, 2013) è stata finalista al Premio Mario Conti Firenze Europa, premiata al Concorso Letterario Premio Tagete (2013) e  al concorso Astrolabio (2015). Nel 2015 è uscita la raccolta Inquietudine da imperfezione (Passigli Editori), Premio di Poesia delle Cinque Terre – Sirio Guerrieri (Portovenere 2015) e Primo Premio – Fiorino D’Oro al Premio Firenze. Morfologia del dolore ha ottenuto il premio Unicorno- Confindustria Rovigo.

Giuseppe Panella è nato a Benevento nel 1955. È stato allievo della Scuola Normale Superiore di Pisa dove attualmente insegna come ricercatore confermato. Nel 2008 è stato ospite della New York University di Stony Brook per una serie di lezioni sulla poesia contemporanea e sulla letteratura italiana del Novecento. Come poeta, ha pubblicato otto volumi di poesia, tra i quali Il terzo amante di Lucrezia Buti (Polistampa, 2000) ha vinto il Fiorino D’Oro del Premio Firenze dell’anno successivo. Ha inoltre realizzato due documentari d’arte, La leggenda di Filippo Lippi, pittore a Prato (2000) (trasmesso su Rai Due) e Il giorno della fiera. Racconti e percorsi in provincia di Prato (2002).

Giuseppe Panella, L’occasione della poesia. Poesie 2007-2014, con una nota di Carlo Fini
Interlinea, pp. 96, euro 14, isbn 978-88-6857-053-8

Evaristo Seghetta Andreoli, Morfologia del dolore, con una nota di Carlo Fini
Interlinea, pp. 64, euro 14, isbn 978-88-6857-052-1

Firmacopie di “Devi solo cadere con me”

21 giugno 2016 alle 11:19 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Storia di una rinascita al femminile:
ad Arona l’esordio narrativo di Anna D’Ambrosio

 Incontro con i lettori e firmacopie di Devi solo cadere con me di Anna Maria D’Ambrosio domenica 26 giugno alla libreria Mondadori

 La poetessa novarese Anna Maria D’Ambrosio, con il suo primo romanzo Devi solo cadere con me (Interlinea), incontrerà i lettori della libreria Mondadori ad Arona, in via Cavour 23, domenica 26 giugno 2016 dalle ore 15 alle 19.

            Devi solo cadere con me racconta la storia tutta al femminile della ricerca di una nuova identità e di una nuova vita attraverso il temi del viaggio e dell’importanza dell’istruzione. Non è ancora l’alba: una giovane donna fugge dalla casa che l’ha ospitata fin dall’infanzia e dall’uomo che ha amato, alla ricerca di se stessa, a partire dal proprio nome: non più Alina ma Laura. E per farlo deve rievocare la propria storia, i passi che l’hanno condotta lì, i fantasmi del passato, le tappe di un’adolescenza traumatica. Nello sforzo estremo di salvare la propria esistenza. Un romanzo intenso che narra di una donna vissuta suo malgrado ai margini della società.

            Anna Maria D’Ambrosio, nata a Novara, dove vive, si è laureata in Pedagogia presso l’Università di Torino ed è abilitata in Filosofia. Nel 2011 ha vinto il Premio Rhegium Julii per l’inedito di poesia con la raccolta Costretti a calpestare l’erba, finalista al Premio A. Manzoni 2013. Con Interlinea ha pubblicato il suo libro d’esordio, la raccolta poetica Di fiori e di foglie (2013): Premio Giovane Holden Edizioni 2015 e Premio F. Kafka 2015.

Un brano del libro

«Secondo Albina, leggere era un’attività per quando non si stava bene. Quella povertà era la mia terra. Anni dopo mi ritrovavo con il sussidiario di una terza elementare, anche quella raggiunta malamente, a strappi, interruzioni e riprese.       Chiusi il libro e lo avvicinai alle labbra. Iniziavo con tremore e con baldanza, con la sensazione di prepararmi a una lotta. Ero contro, adesso lo sapevo, l’ignoranza che mi tirava in basso».

Anna Maria D’Ambrosio parla di Devi solo cadere con me su Youtube
(video)

Anna Maria D’Ambrosio, Devi solo cadere con me
Interlinea, pp. 144, euro 15, isbn 978-88-6857-080-4

Flash mob domenica a Romagnano per “Benvenuta, natura!”

24 maggio 2016 alle 16:04 | Pubblicato su Le rane, scrittori | Lascia un commento

Flash mob domenica a Romagnano per “Benvenuta, natura!”

con gli scrittori Lavatelli e Arco tra mostre, premi e letture per i bambini

 Dalle ore 14 allo Street Food Festival tanto divertimento con Le rane di Interlinea: premiazione del concorso sulle etichette, grande mostra e le storie raccontate da Anna Lavatelli e Lorenzo Arco

 Domenica 29 maggio a Romagnano Sesia, all’interno dello Street Food Festival in piazza Libertà 1, il progetto Benvenuta, natura! realizzato dalle Rane di Interlinea in collaborazione con il Comune e il sostegno di Compagnia San Paolo arriva al grande evento finale con la presenza degli autori Anna Lavatelli e Lorenzo Arco con un flash mob dei bambini del territorio. L’inizio della manifestazione conclusiva del progetto, che è stato presentato con successo anche all’ultimo Salone del Libro di Torino con l’intervento dell’assessore Alessandro Carini, è previsto alle ore 14. Alle ore 14,30 saranno premiati i lavori più meritevoli degli studenti delle scuole medie di Ghemme e Romagnano Sesia, che durante i laboratori del progetto hanno realizzato nuove e creative etichette per bottiglie di acqua e vino. Dalle 15 alle 16,30, in due diversi punti della piazza, saranno presenti e a disposizione dei lettori gli autori per bambini e ragazzi Anna Lavatelli e Lorenzo Arco: Anna Lavatelli racconterà la storia di Benvenuto, pomodoro! con l’antica arte del teatro kamishibai, mentre Lorenzo Arco leggerà, con canto e musica, dal suo romanzo Monterosa blues.

Benvenuto, pomodoro!di Anna Lavatelli è una storia  che avvicina i bambini al mondo della natura e della sana alimentazione, con la trasformazione di una casa grigia e triste in un grande polmone verde grazie all’opera di due sorelline e del nonno. Monterosa blues di Lorenzo Arco è un romanzo di avventure ed esperienze giovanili vissute negli anni settanta fra il Novarese e l’Ossola.

Presso il Comune di Romagnano Sesia sarà inoltre visitabile la mostra dei lavori delle scuole primarie e medie dei Comuni di Romagnano Sesia, Sizzano, Ghemme e Prato Sesia, che hanno contribuito alla realizzazione del progetto.

Benvenuta natura! Alla scoperta di storie, territorio e alimentazione è un progetto pilota partito dal Comune di Romagnano Sesia e Le rane Interlinea con il coinvolgimento dell’Istituito Comprensivo locale, dell’Istituto Sacro Cuore e di altri Comuni ed enti sul territorio per far sperimentare ai bambini e ragazzi un diverso rapporto con la natura e l’alimentazione. Partendo da storie di noti scrittori per ragazzi, anche per non far disperdere gli stimoli del recente Expo, Benvenuta, natura! ha realizzato incontri con autori, illustratori e professionisti, laboratori di creatività e arte, coinvolgendo anche i giovani delle scuole superiori legate ai temi (Istituto Agrario e Liceo Artistico) come tutor per bambini e ragazzi nelle loro attività extrascolastiche, in un’idea di continuità generazionale. Il progetto, creato con la collaborazione tecnica di Novamont, che ha fornito i kit biologici per la semina, e il sostegno di Compagnia di San Paolo, si è realizzato tra gennaio e maggio 2016.

 

Lettera a un sindaco che non c’è più

24 maggio 2016 alle 16:00 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Società, Storia | Lascia un commento

Lettera a un sindaco che non c’è più:
Giovanni Ferrari tra Novara e Romentino

 Giovedì prossimo 5 maggio alla Biblioteca Negroni Enrico Ferrari presenta il libro Finalmente ti scrivo dedicato al padre sindaco di Romentino tra vita privata e pubblica

Finalmente ti scrivo è il titolo del volume edito da Interlinea in cui Enrico Ferrari ha scritta, come recita il sottotitolo, una Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia; la presentazione è in programma giovedì 5 maggio alla Biblioteca Civica Negroni alle ore 18 in corso Cavallotti 6 a Novara, con interventi del direttore dell’Istituto Storico Fornara Giovanni Cerutti e dell’assessore regionale Augusto Ferrari, come l’autore figlio del protagonista del volume. L’occasione culturale fa parte dell’iniziativa “La biblioteca è anche tua!” della Sezione Novarese.

A tre anni dalla morte del padre Giovanni, prendendo spunto da una foto di famiglia, Enrico Ferrari intesse un dialogo immaginario con il proprio padre, ripercorrendo i sentieri della memoria che si addentrano nella relazione tra padre e figlio, in un continuo alternarsi di pubblico e privato. I luoghi novaresi della memoria sono quelli della Romentino del secondo Novecento, piccolo comune della periferia novarese di cui Giovanni Ferrari è stato dapprima sindaco per oltre un quarto di secolo e poi protagonista di numerose iniziative di volontariato a favore dei più deboli. Sullo sfondo, lo scenario di un’epoca che non c’è più, in cui il simbolo del padre aveva la capacità di coagulare energie nella vita sociale e politica, permettendo di credere in un futuro che potesse superare il presente. Ne emerge il ritratto di un uomo che con la capacità di ascolto continuo delle esigenze della gente, la fiducia nei valori e la passione per l’impegno civile, nella cornice del cattolicesimo democratico del dopoguerra, ha segnato una famiglia e un paese. Anche la malattia degli ultimi anni, nella rilettura del figlio, non acquista tanto il sapore della perdita, ma diventa lente di ingrandimento delle qualità umane del padre.

Una seconda presentazione di Finalmente ti scrivo si terrà a Romentino sabato 14 maggio alle 17 presso il Centro culturale Pio Occhetta.

Un brano del libro

«C’è amore in questa foto, ma anche limite. E mistero. Sono forse le tre parole chiave che hanno sempre contor­nato la tua esistenza, fatta di passione, di prudenza, di in­timità nascoste mai interamente rivelate. Tratti umani che ancora sanno rendere vivo e presente il nome di Giovanni Ferrari, sindaco per antonomasia di Romentino e, per noi, il padre di sei figli, il nonno di dieci nipoti, il marito di una donna scomparsa troppo presto, ma che ti ha accom­pagnato in tutte le cose più importanti della vita. E tanto altro ancora: dal lavoro, al volontariato, alla fede religiosa. Cose cui la foto, per tante sere, mi ha rimandato e mi rimanda»

NOTIZIA SULL’AUTORE

Enrico Ferrari è il figlio terzogenito di Giovanni Ferrari. La sua infanzia, la sua adolescenza e la sua giovinezza si sono strettamente intrecciate al ruolo di sindaco di Romentino ricoperto dal padre. Attualmente svolge la professione di psichiatra e psicoanalista presso uno studio privato a Novara. è docente presso la Scuola di psicoterapia del Centro Italiano di Psicologia Analitica di Milano. Oltre a numerosi articoli comparsi su riviste specializzate, è autore del libro L’ambiguità del patire. Quando la psicopatologia svela le radici culturali del presente (Moretti e Vitali, Bergamo 2014). è inoltre coautore dei saggi Pazienti postmoderni (Vivarium, Milano 2012), Dove comincia la malattia mentale (Moretti e Vitali, Bergamo 2014), Il silenzio delle parole (Vivarium, Milano 2015).

NOTIZIA SU GIOVANNI FERRARI

Giovanni Ferrari nasce a Romentino, paese della Bassa Novarese, l’11 gennaio del 1926. La madre è casalinga e il padre è muratore, un’eccezione in una popolazione pressoché totalmente contadina. Sette anni più tardi nascerà il fratello Mario. Per la sua crescita personale e sociale è decisiva la formazione nell’Azione Cattolica, attorno alla figura carismatica di monsignor Valente Donetti, parroco di Romentino per quarant’anni nel periodo pre e postbellico. Nel 1945 si diploma perito elettrotecnico presso l’Istituto Omar di Novara, quindi inizia subito la vita professionale come impiegato, dapprima in una ditta di Galliate, poi presso la Latteria Sociale di Romentino. Dagli anni settanta in poi svolgerà il ruolo di amministratore presso il Salumificio Mocchetto. Nel 1951 sposa Teresa Porzio, anch’essa di Romentino, terzogenita di una famiglia contadina. La coppia avrà sei figli, tutti maschi. Nel 1956 entra a far parte del consiglio comunale del paese, dove vi rimarrà per trentaquattro anni: i primi otto anni come semplice consigliere comunale (due legislature), gli altri ventisei come sindaco (cinque legislature). Sotto il suo mandato Romentino attraversa profonde trasformazioni, sia per gli importanti flussi migratori dal Veneto e dal sud dell’Italia, sia per la trasformazione del tessuto socio-economico, con il delinearsi di una nuova fisionomia pubblica. Nasceranno il centro anziani, l’asilo nido, la scuola media, l’edilizia economica popolare e sarà varato il nuovo piano regolatore. Nel 1990, dopo la perdita della moglie avvenuta un anno e mezzo prima, lascia la vita politica attiva e si dedica per oltre quindici anni al volontariato parrocchiale e sociale. Grazie a lui nasceranno il centro di ascolto Caritas in favore dei più deboli e il centro di incontro per gli anziani. In questo periodo, la sua vita è sempre più caratterizzata dalla dedizione ai numerosi nipoti. Negli ultimi anni, la malattia lo costringe a un graduale ritiro da tutti gli impegni portati avanti nel tempo. Muore il 25 febbraio del 2013, all’età di ottantasette anni.

 Enrico Ferrari, Finalmente ti scrivo. Lettera a Giovanni Ferrari sindaco di periferia,
prefazione di Augusto Ferrari, Interlinea, Novara 2016, pp. 140, euro 15, isbn 978-88-6857-094-1

A Pavia le nuove Novelle rusticane

20 maggio 2016 alle 16:03 | Pubblicato su Classici, Edizione nazionale Verga, Interlinea, Letteratura, Narrativa | Lascia un commento

A Pavia le nuove Novelle rusticane:
l’Edizione Nazionale di Verga sarà presentata in Ghislieri

Martedì 24 maggio al Collegio Ghislieri (ore 17,30, Aula Goldoniana) presentazione ufficiale di Novelle rusticane e Malavoglia con annuncio dei titoli della nuova serie pubblicata da Interlinea e del futuro epistolario completo dello scrittore siciliano.

Il Collegio Ghislieri di Pavia onora Giovanni Verga ospitando la presentazione della nuova Edizione Nazionale delle opere complete del maestro del Verismo martedì 24 maggio 2016 alle ore 17,30 in Aula Goldoniana (piazza Ghislieri 5). Il filologo Giorgio Forni dell’Università di Messina, curatore della nuova edizione critica delle Novelle rusticane, dialogherà con Gabriella Alfieri, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Verga, e Carla Riccardi dell’Università di Pavia. Modera Maria Antonietta Grignani presidente del Centro Manoscritti di Pavia.

Durante l’evento sarà presentato il progetto complessivo delle Edizioni critiche nazionali delle opere di Verga e sarà mostrato secondo volume pubblicato, le Novelle rusticane a cura di Giorgio Forni. Saranno inoltre annunciati i titoli dell’intera serie in lavorazione per i tipi di Interlinea e la futura pubblicazione dell’epistolario completo dell’autore catanese.

La nuova edizione critica delle Novelle rusticane a cura di Giorgio Forni è stata condotta sulla base di tutto il ricco materiale manoscritto esistente, con un lavoro di anni anche su carte inedite, permettendo di entrare nel vivo di uno degli episodi più alti e originali dello sperimentalismo narrativo del nostro tardo Ottocento. Proseguono così le pubblicazioni di una serie ricca di elementi filologicamente inediti e iniziata, per la pubblicazione dei Malavoglia a cura di Ferruccio Cecco, con autografi e documenti inediti. I capolavori di Verga escono con una rinnovata veste editoriale che sulla fascetta propone per ogni opera uno scorcio siciliano da una fotografia originale di Verga stesso.

Seguiranno, nell’Edizione Nazionale, le edizioni critiche di Vagabondaggio, a cura di Matteo Durante, poi Eva (Iniziato nel 1864 a Catania, riscritto a Firenze e pubblicato a Milano nel 1873), il romanzo della ballerina e del pittore a cura di Lucia Bertolini, quindi Il marito di Elena a cura di Maria Rita Di Venuta per svelare il “mistero” di questo romanzo mondano pubblicato a ridosso dei Malavoglia solo per risarcire l’editore Treves del “fiasco” del primo romanzo dei Vinti, e a seguire Storia di una capinera nell’edizione critica a cura di Andrea Manganaro, prima di Eros grazie all’edizione critica curata da Margherita De Blasi, prima di altri testi sempre con la massima cura filologica per dare alla cultura italiana la raccolta completa in edizione definitiva delle opere del grande scrittore siciliano.

Anticipazione di un racconto in edizione critica. Il mistero: qui il link.

La gallery-video dell’edizione: clicca qui il link per YouTube.

 

Giovanni Verga, Novelle rusticane, edizione critica a cura di Giorgio Forni
“Edizione Nazionale delle opere di Giovanni Verga”, III
Interlinea, pp. CVI+406, euro 30, isbn 978-88-8212-970-5
0321 1992282, edizioni@interlinea.com

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com.
Entries e commenti feeds.