Le parole di Wojtyla in un libretto sul significato della croce

20 marzo 2012 alle 13:12 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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Karol Wojtyla è ancora una volta protagonista di una pubblicazione Interlinea, La mia croce in uscita il 17 marzo, che a ridosso delle festività pasquali invita alla riflessione e permette di conoscere l’umanità e i sentimenti che animavano una figura così carismatica come quella di Giovanni Paolo II. Vittorio Messori ricorda l’«atleta di Dio» nella sua ultima notte dolorosa domandandosi: «Chi è, davvero, colui il cui respiro difficoltoso si leva da quel letto di ospedale?» è la croce a dare senso a tutto. Come scrive nell’introduzione Luigi Negri, «la croce è la radice della dignità dell’uomo». Ecco perché a un certo punto papa Wojtyla esorta: «Ciascuno di noi, guardando Cristo crocifisso, ritrovi la propria grandezza e la propria dignità». Una raccolta di testi, anche inediti e mai tradotti, dai pellegrinaggi polacchi a una preghiera in forma di poesia: «Accogli coloro che accettano la croce, coloro che non la capiscono e coloro che la evitano… accetta l’uomo!»

UN BRANO DEL LIBRO
La croce significa difficoltà, l’uomo conquista il vero bene, raggiunge i veri valori, attraverso le difficoltà. […] Ma la croce ci ordina di guardare oltre, di cercare non solo le opere, i prodotti che l’uomo lascia dietro di sé, sul cammino della propria storia, pur rimanendo essi frutto di sacrifici o pur esprimendosi in essi la sapienza della croce. Essa ci indica di cercare, anzitutto, il supremo valore che ogni uomo ha in sé. Se vuoi diventare qualcuno, caro ragazzo, cara ragazza, genitore, sacerdote, vescovo, se vuoi diventare qualcuno, se vuoi raggiungere una certa maturità e la pienezza del tuo essere umano, ricordati: ciò deve costare.

Karol Wojtyla, La mia croce, con pagine inedite, a cura di Andrzej Dobrzyńvski e Valerio Rossi, con testi di Vittorio Messori e Luigi Negri, pp. 160, euro 12

Un omaggio a Sandro Sinigaglia dalla rivista “Microprovincia”

20 marzo 2012 alle 13:08 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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Nemo propheta in patria: si può dire così di Sandro Sinigaglia, il raffinato poeta e intellettuale che ha vissuto a lungo ad Arona, nato a Oleggio Castello nel 1921 e scomparso a Milano nel 1990, di cui di recente Garzanti ha pubblicato le Poesie. Infatti sarà ricordato a Ginevra ma non nella sua Arona. I prossimi 17 e 18 febbraio il Dipartimento di lingue e letteratura della prestigiosa Università svizzera dedica un convegno “Sulla poesia di Sandro Sinigaglia” con interventi dei maggiori esperti tra cui Gualberto Alvino, Fernando Bandini, Giorgio Bàrberi Squarotti, Carlo Carena, Franco Contorbia, Franco Esposito, Sveva Frigerio, Pietro Gibellini, Paola Italia,  Francesca Latini, Silvia Longhi, Emilio Manzotti.

Sandro Sinigaglia, laureato in estetica a Milano con una tesi sull’opera di Italo Svevo, si occupò di una piccola industria meccanica (fabbricava pezzi di precisione per orologi) e fu poi insegnante al liceo e quindi redattore editoriale (lavorò per i Classici Italiani Ricciardi). Ha pubblicato le raccolte poetiche Il flauto e la bricolla (Firenze, Sansoni, «Biblioteca di Paragone», 1954), La Camena gurgandina (Torino, Einaudi, 1979) e Versi dispersi e nugaci (Milano, Scheiwiller, 1990). Le tre raccolte, insieme ad alcune poesie disperse e ad un’ulteriore silloge inedita ma pressoché definitiva, integralmente di tematica erotica (Il regesto della rosa e altre vanterie) sono poi state raccolte nell’edizione delle Poesie curata da Paola Italia, con introduzione di Silvia Longhi (Milano, Garzanti, 1997).

Tra i relatori del convegno ginevrino figurano anche i novaresi Carlo Carena e Franco Esposito, il direttore della rivista di cultura “Microprovincia” che ha ospitato in più occasioni articoli su Sinigaglia dedicandogli anche un numero monografico nel 1999. Ha annunciato che gli atti delle giornate all’Università di Ginevra saranno pubblicati sul prossimo numero di “Microprovincia”.

«Liberi non sarem se non siam uni»: riflessione sul Risorgimento

20 marzo 2012 alle 13:05 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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Il volume «Liberi non sarem se non siam uni». Il sogno e la costruzione dell’Italia raccoglie gli Atti del ciclo di conferenze promosse dal Dipartimento di Scienze Storiche e Filologiche presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, nella ricorrenza del cento cinquantenario della fondazione dello Stato nazionale. «Liberi non sarem se non siam uni», scriveva Alessandro Manzoni nel Proclama di Rimini, inneggiando all’audace ancorché velleitario disegno di Gioacchino Murat, deposto re di Napoli, di unificare l’Italia in una monarchia costituzionale. Posti sotto questo generoso auspicio, i testi qui raccolti intendono richiamare, anzitutto, i princìpi ideali e i vantaggi concreti che stanno alla base del patto volontaristico di solidarietà stretto dagli italiani nella stagione cruciale del Risorgimento. Ne risulta, alla fine, un quadro composito, che coniuga in prospettiva unitaria letteratura, geografia, scuola, editoria, scienza ed economia. Dalle ragioni fondanti dell’unità nazionale e dal nobile esempio di tanti italiani che hanno onorato la patria siamo convinti che si possano trarre le motivazioni più efficaci per le scelte di oggi e l’azione di domani.

UN BRANO DEL LIBRO
Il titolo, «Liberi non sarem se non siam uni», riproduce un verso di Alessandro Manzoni, tratto dal Proclama di Rimini. In questa fremente canzone politica, ricalcata sul petrarchesco Spirto gentil, il futuro autore dei Promessi sposi inneggiava all’audace e sfortunatamente velleitario disegno, concepito nel 1815 da Gioacchino Murat in aperto conflitto con i propositi di restaurazione affermati dal Congresso di Vienna, di muovere guerra all’Austria, col concorso di tutti i patrioti, e cacciarla dalla penisola, unificando l’Italia in una monarchia costituzionale. Posta sotto questo generoso auspicio, l’iniziativa bresciana ha inteso richiamare, anzitutto, le ragioni ideali e i vantaggi concreti che stanno alla base del patto volontaristico di solidarietà stretto dagli italiani nella stagione cruciale del Risorgimento (dall’ Introduzione di Giuseppe Langella).

 «Liberi non sarem se non siam uni». Il sogno e la costruzione dell’Italia, a cura di Giuseppe Langella, testi di Edoardo Barbieri, Giuseppe Langella, Guido Lucarno, Pierluigi Pizzamiglio, Mario Taccolini, Xenio Toscani, pp. 184, euro 18

“Le Rane” di Interlinea in mostra a Tokyo

6 febbraio 2012 alle 12:34 | Pubblicato in Editoria, Interlinea | Lascia un commento
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“Le rane”, i libro della collana per l’infanzia di Interlinea, saltano fino all’Oriente grazie a una mostra della migliore produzione per ragazzi organizzata a Tokyo dalla rivista “Andersen” e Istituto Italiano di Cultura sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura. L’allestimento s’intitolato “Viaggio in Italia. Cultura, storia e paesaggi italiani nei libri per l’infanzia” è in programma a Tokyo dal 3 al 18 febbraio, per trasferirsi a Osaka dal 7 al 17 maggio e a Yokohama a giugno. Tra gli oltre 200 libri italiani per l’infanzia in mostra in Giappone ci sono alcuni dei titoli di Interlinea, che così inizia in chiave internazionale i festeggiamenti per i vent’anni della casa editrice e i dieci anni della collana iniziata con un libro di Gianni Rodari, Il ragioniere pesce del Cusio. I titoli di Interlinea esposti sono La tarantella di Pulcinella di Emanuele Luzzati, Bimbambel di Anna Lavatelli e Che tempo fa? di Elve Fortis de Hieronymis, quest’ultimo uno dei libri adottati dal progetto nazionale “Nati per leggere” per la lettura ad alta voce in età prescolare. “Le rane” è una collana che ha cura particolare della qualità dei testi (i maggiori autori italiani di oggi, da Piumini a Quarzo), delle illustrazioni (da Luzzati a Mariniello) e dei materiali ecologici (usando una carta ricavata dalle alghe della laguna di Venezia). Nella Tarantella di Pulcinella tornano i disegni della storia che ha dato al grande Luzzati una nomination all’Oscar al tempo della prima uscita in cartone animato: Pulcinella è povero in canna, ha cinque figli e una moglie che vorrebbe ricchezze; finché un giorno pesca un pesce d’argento che esaudisce tutti i desideri, ma… In Che tempo fa? Elve Fortis propone per i più piccoli: «Tempo brutto o tempo bello? Oggi il sole fa il monello: fra tre nuvole gioconde, prima c’è poi si nasconde»: pioggia, sole, nuvole, neve e altre occasioni atmosferiche scoperte in forma di parole e colori attraverso le storie di simpatici animali. Infine in Bimbambel Anna Lavatelli propone un libro di storie della buonanotte che sta diventando di culto. Che storia vuoi?», chiede il papà. «Bimbambel» è sempre la risposta prima di fare la nanna. È una storia della buona notte che si trasforma, come un caleidoscopio, in tante storie, in una serie di avventure tra fantasia, sogno e magia. Ecco come acchiappare i fulmini; ecco una partita di calcio tra trichechi e merluzzi con la luna piena come pallone; ecco una torta gigantesca cucinata sulla bocca di un vulcano… «Un ritmo narrativo indiavolato, preciso, ritmato, conciso: avventure fantastiche che ricordano le follie del Barone di Munchausen» (Roberto Denti). L’attenta selezione delle 200 opere nella mostra a Tokyo, suddivise in 12 sezioni tematiche, è stata compiuta dalla redazione del mensile “Andersen” (www.andersen.it), che da oltre trent’anni osserva e commenta il panorama editoriale per l’infanzia, attraverso le pagine della rivista e il premio omonimo, assegnato annualmente ai migliori libri pubblicati in Italia. “La mostra è un invito a conoscere l’Italia da una nuova prospettiva – dice Barbara Schiaffino, direttore di “Andersen” e curatrice della mostra insieme a Anselmo Roveda – un invito che vorremmo estendere prossimamente in Europa, senza considerare quanto sarebbe opportuno anche per noi italiani ricevere alcune di queste ‘cartoline’ dal nostro Paese, capaci a volte di raccontarci più fedelmente il nostro passato e il presente, fuori dai soliti luoghi comuni. Fra tutte, le splendide tavole di Paolo d’Altan che illustrano l’inno nazionale per un albo pubblicato lo scorso anno da Rizzoli». “L’impegno dell’Istituto nella promozione della letteratura italiana per bambini, considerato il grande interesse che riscontra in Giappone, va avanti da tempo – afferma il direttore dell’IIC di Tokyo, Umberto Donati – a partire dalle mostre promosse nel 2008 e nel 2009 per passare alla collaborazione editoriale con Reggio Children, senza trascurare l’ampio spazio da noi dedicato a questo settore durante la Tokyo International Book Fair anche grazie alla costante collaborazione avviata con la rivista Andersen”. Un impegno che acquista particolare importanza anche in vista dell’approssimarsi della Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna (19-22 marzo), dove l’interesse degli editori giapponesi per i libri italiani potrebbe concretizzarsi in interessanti coedizioni e acquisto diritti.

Nasce il “Natale Junior Festival” a Ghemme

15 dicembre 2011 alle 13:25 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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Un nuovo festival che non esisteva ancora in Italia: il “Natale Junior Festival” viene inaugurato a Ghemme nel segno dell’Unicef sabato 10 dicembre, alle ore 21 presso la chiesa parrocchiale, con un concerto di Natale del coro delle Voci Bianche di Novara diretto dal maestro Paolo Beretta. Seguiranno una serie di incontri e appuntamenti gratuiti dedicati ai più piccoli che si concluderanno sabato 17 dicembre con la cerimonia del premio “Storia di Natale”.

Così illustra la nascita del progetto il sindaco di Ghemme Alfredo Corazza: «Ghemme punta ancora una volta sul mondo dell’infanzia. In questo piccolo Comune alle porte della Valsesia c’è già una viva tradizione di Carnevale legato ai bambini con il coinvolgimento di grandi artisti come Altan, Mordillo, Silver e altri. Perciò non poteva che nascere qui un festival dedicato al mondo dei più piccoli nel segno della cultura e della lettura in occasione della festa più bella per loro: il Natale. E da quest’anno a Ghemme arriveranno da tutt’Italia i vincitori, grandi e piccoli, del premio “Storia di Natale”». “Natale Junior Festival” è un progetto di Interlinea per il Comune di Ghemme in collaborazione con ATL di Novara, rivista “Andersen”, www.juniorlibri.it, Carnevalspettacolo, Provincia di Novara, Regione Piemonte, Fondazione Banca Popolare di Novara per il Territorio, Istituto Comprensivo G. Curioni, parrocchia M.V. Assunta, Biblioteca Civica A. Antonelli.

Il programma prevede:

MUSICA – sabato 10 dicembre ore 21, Chiesa parrocchiale di Ghemme, piazza Antonelli, concerto di Natale a favore dell’Unicef del coro delle Voci Bianche di Novara diretto dal maestro Paolo Beretta

ILLUSTRAZIONI – martedì 13 dicembre ore 11, Scuola Media Statale, via Vittorio Veneto, Natale a fumetti con Giovannino Guareschi, incontro con Davide Barzi, uno degli autori di Don Camillo a fumetti (edizioni ReNoir Comics) con esposizione di tavole dell’opera e dei disegni della Favola di Natale di Guareschi. nello stesso giorno, sempre alle 11, Scuola elementare, via Vittorio Veneto, incontro con Andrea Astuto, illustratore di La frittata di Guido Quarzo e Anna Vivarelli e di I panini di Natale di Guido Quarzo (“Le rane Interlinea”).

SPETTACOLO – giovedì 15 dicembre ore 10, Scuola materna, via Rosmini, incontro-spettacolo È Natale Bimbambel! per scuola infanzia e primaria, con la scrittrice Anna Lavatelli e il musicista Giovanni Caviezel

PREMIO – sabato 17 dicembre ore 14,30, Scuola Media Statale, via Vittorio Veneto, cerimonia del premio “Storia di Natale” con lo scrittore Bruno Tognolini vincitore con la storia Salvataggio a mezzanotte e con i membri della giuria presieduta da Pino Boero. Presentazione di Anna Lavatelli (in collaborazione con la rivista “Andersen”)

MOSTRA – sabato 17 dicembre ore 16,30, biblioteca Civica Antonelli, via Quintino Sella 4/6, Le notti di Natale: mostra delle tavole di Pia Valentinis con l’intervento di Walter Fochesato e laboratorio (aperta fino al 10 gennaio) Gli eventi sono tutti a ingresso libero.

Viaggio in Italia tra futurismo, storia, arte e filosofia

15 dicembre 2011 alle 13:22 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Alfonso Gatto, Viaggio per l’Italia all’insegna dell’“Unità”, a cura di Roberto Vetrugno, presentazione di Maria Antonietta Grignani, pp. 128, euro 15: a conclusione dei 150 anni dell’Unità d’Italia sono qui raccolti gli articoli, inediti in volume, che il poeta Alfonso Gatto scrisse in occasione di un viaggio svolto nel1949 in varie regioni del nord per conto del quotidiano “l’Unità”.

Shades of Futurism. Futurismo in ombra, a cura di Pietro Frassica, pp. 360, euro 25: oltre a cogliere la portata rivoluzionaria che l’azione del Futurismo ha avuto in un’Italia ancora avvolta nei primi anni del Novecento dai retaggi di una cultura tardoromantica, il volume approfondisce ruoli, funzioni, echi e contraddizioni maturati anche in altri Paesi.

Microprovincia 49, 2011. La parola e le storie in Sebastiano Vassalli. Omaggio per i settant’anni dello scrittore, pp. 224, euro 25: interventi di Giorgio Bárberi Squarotti, Luminitza Beiu-Paladi, Pierfranco Bruni, Roberto Cicala, Franco Cordelli, Carlo Fini, Angelo Gaccione, Giovanna Ioli, Andrea Kerbaker, VelaniaLa Mendola, Giuseppe Lupo, Dante Maffìa, Federico Mazzocchi, Cristina Nesi, Fulvio Papi, Ercole Pelizzone, Tiziano Salari, Alberto Sinigaglia, Veronika Strehlke, Giovanni Tesio, Meriel Tulante.

Sebastiano Vassalli, Terra d’acque. Novara, la pianura, il riso, nuova edizione accresciuta, presentazione di Roberto Cicala, pp. 176, euro 18: uno scrittore racconta se stesso e i luoghi a lui più cari. Le sue storie ripercorrono momenti significativi della storia, dal Seicento della Chimera e della caccia alle streghe, all’Ottocento risorgimentale, fino a tempi a noi più vicini, con un ricordo personale del 25 aprile 1945.

Carlo Sini, L’arte, le api e Darwin. Conversazioni, a cura di Sergio Fava, pp. 176, euro 12: tre luoghi dell’origine per comprendere la natura umana e con essa molti aspetti della nostra attualità: così si potrebbe riassumere l’intento che accomuna i percorsi di questa serie di lezioni. Il primo luogo è l’arte, intesa ben prima e ben al di là della sua considerazione estetica, e indagata invece come soglia antropologica decisiva e come istanza “metafisica” (diceva Nietzsche) dell’umano.

Maria Luisa Spaziani, Giovanna d’Arco. Romanzo popolare in sei canti in ottave e un epilogo, con un testo di Gesualdo Bufalino, pp. 112, euro 12:la Musa di Montale, ma ancor più poetessa in proprio, tanto apprezzata dal premio Nobel e dall’intera critica contemporanea, attraverso la vicenda esemplare della pulzella d’Orleans ci suggerisce che «forse un angelo parla a tutti, eppure / in quel supremo momento pochi ascoltano».

Pasko Simone, Piantate tutto. Poesie (2008-2011) seguite da Trittico apocalittico (2010), pp. 80, euro 12: Pasko Simone (Dubrovnik 1943), studioso di lingue moderne, si dedica da diversi anni alla traduzione letteraria e poetica. Col titolo La vita è come un dente ha curato la pubblicazione di una raccolta di poesie e prose di Boris Vian (Stampa Alternativa, Roma 1999) e tradotto due raccolte poetiche di René Char (in Poesie, Edizioni Palomar, Bari 1999). Di suo ha pubblicato poesie, racconti e articoli di argomento letterario e sociologico, nonché un saggio di critica comparata sulla poesia di Mallarmé e l’arte di Van Gogh.

Benito Mazzi, La ragazza che aveva paura del temporale, presentazione di Giuliana Sgrena, pp. 160, euro 18: l’avventurosa e quasi leggendaria storia di Antonietta (Neta), bella come Liz Taylor, e Franco detto “Ranca”, sfrusìn e partigiano dell’ottava Matteotti, madre e padre di Giuliana Sgrena. Alle loro vite e a quelle delle loro famiglie si intrecciano la piccola storia della val d’Ossola: un romanzo che è una testimonianza preziosa di un popolo e di una valle di confine.

Telai divini. Arte e moda nelle terre delle colline novaresi e del Sesia, a cura di Francesco Gonzales, presentazione di Filippo Maria Ferro, pp. 144, euro 18: la pubblicazione Telai divini è uno dei frutti del piano di valorizzazione territoriale Riso di Vino e d’Acque. Le Terre delle Colline Novaresi e del Sesia che promuove le ricchezze di ventiquattro Comuni che si trovano tra la fascia fluviale del Sesia e dell’Agogna, per una fattiva conoscenza integrata del patrimonio culturale.

La collezione egizia. Museo Camillo Leone Vercelli, a cura di Sabina Malgora, presentazione di Mariella Gallo Ferraris, pp. 88, euro 25: il catalogo della collezione egizia si inserisce nel progetto di valorizzazione del Museo Leone di Vercelli. L’eclettismo della raccolta, che vede accanto a collezioni strettamente connesse con la storia vercellese, primario interesse di Leone, anche raccolte di diversa provenienza territoriale, deriva dal concetto di opera d’arte come strumento di conoscenza e di istruzione e dalla condivisione con l’ambiente colto torinese dei principi di conservazione e tutela.

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Interlinea lancia l’offerta per un “dolce” Natale

15 dicembre 2011 alle 13:18 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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La lettura è sempre piacevole ma diventa un’esperienza ancora più dolce a Natale grazie a Interlinea: dal momento che escono due novità “gustose” (Il menu delle feste del grande Pellegrino Artusi nel 150° della nascita e un albo per i più piccoli su La frittata raccontata da due dei maggiori autori per l’infanzia,Guido Quarzo e Anna Vivarelli) la casa editrice propone una deliziosa offerta per i suoi lettori più golosi. Un’elegante scatola da regalo con tre confezioni di cioccolatini d’alta qualità del nostro Piemonte da 200 grammi ciascuno saranno spediti in omaggio a chi acquisterà entro il 31 gennaio 2012 libri per almeno 50 euro di spesa, al netto degli eventuali sconti (la confezione contiene i celebri cuneesi al rum di cioccolato finissimo fondente; i mitici cioccolatini al latte cuor di nocciola con la nocciola gentile della Langa IGP e cioccolatini cuor di nocciola fondenti). Non c’è che l’imbarazzo della scelta per assaggiare i nostri libri. la collana “Nativitas” (sempre più collezionata in Italia e all’estero) propone anche un’antologia originale di Natale scapigliato (con Boito, Dossi, Praga e tanti altri a narrare una festività controcorrente), mentre da un’esperta ecco l’illustratissimo volumetto a colori sulle Icone russe di Natale. E gli amanti d’arte non possono fare a meno di un catalogo sulle più belle incisioni di Dürer: quasi 200 immagini commentate come mai prima d’ora in un’opera italiana. Naturalmente per i bambini “Le rane” offrono regali sotto l’albero: da Salvataggio a mezzanotte di Bruno Tognolini (premio “Storia di Natale” 2011) al grande albo con cd di canzoni di È Natale Bimbambel di Anna Lavatelli: storie della buonanotte per le feste. Buona lettura!

LE NOVITÀ PER IL NATALE 2011

Pellegrino Artusi, Il menu delle feste. Ricette della tradizione per Natale e l’anno nuovo, pp. 80, euro 10: ecco una selezione delle ricette per le feste dalla celeberrima Scienza in cucina di Pellegrino Artusi nel centenario della morte. Inventore delle “dosi” e autore del ricettario per eccellenza della cucina italiana, Artusi contribuì a creare un’identità nazionale attraverso l’“unificazione” del gusto. Dal cappone ai dolci natalizi propone numerosi menu per trascorrere non solo un Natale gustoso, ma anche pranzi e cene per Capodanno e festa della Befana. Una proposta tra le tante? cappelletti in brodo, crostini di fegatini di pollo, cappone con sformato di riso, panforte di Siena e gelato di mandorle tostate. Buon appetito!

Natale scapigliato, a cura di Giuseppe Iannaccone, pp. 176, euro 12: quale Natale al tempo del Risorgimento e dell’Unità d’Italia? Per poeti e scrittori scapigliati la festività sembra aver smarrito la propria originaria dimensione sacra trasformandosi in un frivolo rito della detestata borghesia, opulenta e individualista. In questa antologia alcuni dei più rappresentativi interpreti della Scapigliatura offrono una lettura anticonvenzionale del Natale: un documento venato di nostalgico rimpianto e spesso infarcito di vibrante polemica contro la perdita di autenticità di una festa degradata a liturgia conviviale e a sfoggio di inutili orpelli edonistici. Una testimonianza controcorrente valida ancora oggi. Testi di Ambrogio Bazzero, Camillo Boito, Corrado Corradino, Carlo Dossi, Ferdinando Fontana, Antonio Ghislanzoni, Olindo Guerrini, Carlo Malinverni, Giuseppe C. Molineri, Emilio Praga, Remigio Zena.

Sania Gukova, Icone russe di Natale, con tavole d’arte a colori, pp. 96, euro 12: la chiesa bizantina considera le icone elemento indispensabile del culto: ogni raffigurazione ha un posto preciso nel quadro dell’anno liturgico e la rappresentazione del Natale era particolarmente sentita dato il valore magico e religioso della festività. In questa raccolta un’esperta dell’arte orientale riflette sui personaggi chiave della scena natalizia: da san Giuseppe, raffigurato in atteggiamento pensoso, alla Vergine che domina la scena, serena e raccolta; fino a discutere del valore simbolico degli angeli, dei pastori e della grotta, oggetto di miti e leggende antiche. In questo modo il libro rappresenta un’occasione per imparare a conoscere i simboli del Natale da un nuovo punto di vista artistico e culturale.

E PER I PIÙ PICCOLI…

Bruno Tognolini, Salvataggio a mezzanotte, illustrazioni di Pia Valentinis, pp. 24, euro 10: Che cosa succede la notte di Natale in tre luoghi diversi: una casa, una grotta a Betlemme e il paradiso? Protagonista è un gatto, capace di salvare Gesù Bambino. Una storia della buonanotte con il finale a sorpresa per rivivere la magia del Natale con un pizzico di fantasia.

Guido Quarzo, Anna Vivarelli, La frittata, illustrazioni di Andrea Astuto, pp. 32, euro 12: Una storia divertente e farcita di fantasia. Un cuoco vuole cucinare una frittata speciale e, per essere sicuro di non sbagliare, prende la padella più grande di tutte, una padella così larga che quasi quasi non riesce nemmeno a reggerla con le mani. Quando il profumo vola fuori dalle finestre del ristorante, in tutto il quartiere la gente si sveglia con una gran voglia di frittata, una voglia così forte che qualcuno si alza dal letto, si veste con quello che capita ed esce di casa, finendo per diventare protagonista di una spassosa abbuffata….

Arte, letteratura, cucina e storie della buonanotte

15 dicembre 2011 alle 13:14 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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Pellegrino Artusi, Il menu delle feste. Ricette della tradizione per Natale e l’anno nuovo, pp. 80, euro 10: ecco una selezione delle ricette per le feste dalla celeberrima Scienza in cucina di Pellegrino Artusi nel centenario della morte. Inventore delle “dosi” e autore del ricettario per eccellenza della cucina italiana, Artusi contribuì a creare un’identità nazionale attraverso l’“unificazione” del gusto. Dal cappone ai dolci natalizi propone numerosi menu per trascorrere non solo un Natale gustoso, ma anche pranzi e cene per Capodanno e festa della Befana. Una proposta tra le tante? cappelletti in brodo, crostini di fegatini di pollo, cappone con sformato di riso, panforte di Siena e gelato di mandorle tostate. Buon appetito!

Natale scapigliato, a cura di Giuseppe Iannaccone, pp. 176, euro 12: quale Natale al tempo del Risorgimento e dell’Unità d’Italia? Per poeti e scrittori scapigliati la festività sembra aver smarrito la propria originaria dimensione sacra trasformandosi in un frivolo rito della detestata borghesia, opulenta e individualista. In questa antologia alcuni dei più rappresentativi interpreti della Scapigliatura offrono una lettura anticonvenzionale del Natale: un documento venato di nostalgico rimpianto e spesso infarcito di vibrante polemica contro la perdita di autenticità di una festa degradata a liturgia conviviale e a sfoggio di inutili orpelli edonistici. Una testimonianza controcorrente valida ancora oggi. Testi di Ambrogio Bazzero, Camillo Boito, Corrado Corradino, Carlo Dossi, Ferdinando Fontana, Antonio Ghislanzoni, Olindo Guerrini, Carlo Malinverni, Giuseppe C. Molineri, Emilio Praga, Remigio Zena.

Sania Gukova, Icone russe di Natale, con tavole d’arte a colori, pp. 96, euro 12: la chiesa bizantina considera le icone elemento indispensabile del culto: ogni raffigurazione ha un posto preciso nel quadro dell’anno liturgico e la rappresentazione del Natale era particolarmente sentita dato il valore magico e religioso della festività. In questa raccolta un’esperta dell’arte orientale riflette sui personaggi chiave della scena natalizia: da san Giuseppe, raffigurato in atteggiamento pensoso, alla Vergine che domina la scena, serena e raccolta; fino a discutere del valore simbolico degli angeli, dei pastori e della grotta, oggetto di miti e leggende antiche. In questo modo il libro rappresenta un’occasione per imparare a conoscere i simboli del Natale da un nuovo punto di vista artistico e culturale.

PER I PIÙ PICCOLI

Bruno Tognolini, Salvataggio a mezzanotte, illustrazioni di Pia Valentinis, pp. 24, euro 10: Che cosa succede la notte di Natale in tre luoghi diversi: una casa, una grotta a Betlemme e il paradiso? Protagonista è un gatto, capace di salvare Gesù Bambino. Una storia della buonanotte con il finale a sorpresa per rivivere la magia del Natale con un pizzico di fantasia.

 

Guido Quarzo, Anna Vivarelli, La frittata, illustrazioni di Andrea Astuto, pp. 32, euro 12: Una storia divertente e farcita di fantasia. Un cuoco vuole cucinare una frittata speciale e, per essere sicuro di non sbagliare, prende la padella più grande di tutte, una padella così larga che quasi quasi non riesce nemmeno a reggerla con le mani. Quando il profumo vola fuori dalle finestre del ristorante, in tutto il quartiere la gente si sveglia con una gran voglia di frittata, una voglia così forte che qualcuno si alza dal letto, si veste con quello che capita ed esce di casa, finendo per diventare protagonista di una spassosa abbuffata….

Un premio per la più bella storia di Natale a Tognolini

15 dicembre 2011 alle 11:22 | Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Che cosa succede la notte di Natale in tre luoghi diversi: una casa, una grotta a Betlemme e il paradiso? Protagonista è un gatto, capace di salvare Gesù Bambino… è la storia di Bruno Tognolini, dal titolo Salvataggio a mezzanotte, vincitrice del tradizionale premio “Storia di Natale” e pubblicata nella collana “Le rane” di Interlinea, con illustrazioni di Pia Valentinis.

Sabato 17 dicembre 2011, alle ore 14,30 alla Scuola Media Statale di Ghemme Tognolini sarà premiato dai membri della giuria (da Walter Fochesato ad Anna Lavatelli e Antonio Ferrara) presieduta da Pino Boero; con bambini provenienti da tutt’Italia anch’essi autori di storie del concorso scolastico. Alle 16,30 sarà inaugurata una mostra di tavole natalizie dell’illustratrice Pia Valentinis, con laboratorio, pressola Bibliotecalocale. Nell’occasione verrà presentato il bando 2011 del premio, promosso in collaborazione con la rivista “Andersen” da Interlinea, Comune di Ghemme e portale www.juniorlibri.it, dove si può consultare il nuovo bando.

Il premio “Storia di Natale” si inserisce nella prima edizione del “Festival Natale Junior” a Ghemme dal 10 al 17 dicembre con una serie di incontri ed eventi gratuiti tra libri, musica, arte, cinema e teatro, aperto sabato 10 dicembre alle 21 da un concerto per l’Unicef con le Voci Bianche di Novara diretta dal maestro Paolo Beretta. Info 0321 612571.

Salvataggio a mezzanotte, di Bruno Tognolini, illustrazioni di Pia Valentinis, Interlinea, pp. 24, euro 10. Che cosa succede la notte di Natale in tre luoghi diversi: una casa, una grotta a Betlemme e il paradiso? Protagonista è un gatto, capace di salvare Gesù Bambino. Una storia della buonanotte con il finale a sorpresa per rivivere la magia del Natale con un pizzico di fantasia.

Bruno Tognolini è uno dei più letti autori italiani per l’infanzia. Ha studiato al Dams di Bologna, dove vive, quando non è in viaggio per i mille incontri coi lettori. È autore di programmi televisivi, libri per bambini, teatro e altre narrazioni. Nel2007 ha vinto il premio Andersen come miglior scrittore italiano per ragazzi.

Pia Valentinis è nata ad Udine ma vive in Sardegna da quindici anni. Si è specializzata all’Atelier des Enfants del Centro Pompidou e ha illustrato libri per bambini per edizioni italiane e internazionali (Gakken, Grimm Press). Nel2002 ha vinto il premio Andersen come miglior illustratore.

http://www.interlinea.com/lerane

www.juniorlibri.it

La Malinconia (Melencolia I) di Albrecht Dürer, 1514

15 dicembre 2011 alle 11:09 | Pubblicato in Interlinea | Lascia un commento
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Bulino, mm 240×185.
A destra, verso il basso, sul gradino, «1514» e, sotto, il monogramma dell’artista; in alto a sinistra «Melencolia I».
Esemplare di II stato su due, con il nove nel senso corretto. Qualche macchia in alto.
Bibl.: Bartsch 74; Meder 75; Panofsky 147; TIB 074; Fara 54.
Inv. 1061.

In un ambiente cupo illuminato parzialmente da alcuni bagliori, siede una figura femminile alata nei pressi di una torretta, identificata solitamente con una fornace; nelle vicinanze vi è uno specchio d’acqua sorvolato da una cometa e sovrastato da un arcobaleno. Tutt’intorno vi è una grande quantità di oggetti di varia natura: molti sono utilizzati comunemente dagli artigiani e dagli artisti, altri, ad esempio il parallelepipedo a sinistra, la sfera in basso e il “quadrato magico” in alto a destra, hanno un valore simbolico.

La figura femminile è da identificare, come indicato anche dalla scritta presente sulle ali del pipistrello, come la personificazione della Malinconia. Il termine, derivante dal sostantivo greco composto da µev¬å~ (nero) e colhv (bile), significa “bile nera”, ovvero uno dei quattro umori (sangue, linfa, bile e bile nera) che secondo Ippocrate concorrevano alla formazione del carattere ma, qualora uno di questi fosse prevalso sugli altri creando squilibrio, avrebbero causato i temperamenti anomali, ovvero sanguigno, flemmatico, bilioso o melanconico.

Ad oggi le interpretazioni dell’opera sono numerose e pertanto qui si segnalano le tre ritenute più accreditate, senza che nessuna di loro sia universalmente riconosciuta (lo studio di riferimento che ne svolge una ricognizione e avanza un’ulteriore supposizione è quello di Schuster del 1991).

Una delle ipotesi più antiche è stata formulata da Lippmann (1893, p. 51) che riprende il testo Margaritha Philosphica di Gregor Reisch (un trattato enciclopedico pubblicato nel 1504 e 1508), affermando che l’opera in esame vada accorpata al Cavaliere, la Morte e il Diavolo e al San Gerolamo nello studio poiché esse rappresenterebbero, in ordine, le virtù intellettuali, morali, teologiche.

Nello stesso testo si trova, inoltre, un possibile precedente iconografico poiché è raffigurata la personificazione della Geometria come una donna seduta a un tavolo mentre con un compasso misura una sfera, circondata da molti oggetti e figure impegnate in attività di misurazione e studio, utilizzando diversi strumenti, molti dei quali ripresi da Dürer.

Un’altra rilevante interpretazione dell’opera è stata proposta da Panofsky nel 1943 (2006, pp. 203-222): lo studioso riprende la teoria dei quattro umori rilevando come per i filosofi contemporanei a Dürer, esponenti del neoplatonismo vicini a Cornelio Agrippa di Nettesheim, il temperamento malinconico, quando non eccessivo, fosse, contrariamente alla teoria antica, favorevole alla formazione di personalità geniali nel campo artistico e letterario. Questo concetto è iconograficamente associato, nell’opera di Dürer, alla Geometria, rappresentata da numerosi strumenti: ad esempio, il libro, il calamaio e il compasso raffigurano la geometria pura, il quadrato magico, la clessidra, la campana e la bilancia simboleggiano la misurazione dello spazio e del tempo, gli strumenti tecnici la geometria applicata, il romboide la stereografia. Tramite l’associazione di malinconia e geometria Dürer avrebbe creato un’immagine non solo simbolica ma anche fortemente psicologica, espressiva della malinconia dell’artista, che aspira a un’arte perfetta ma si scontra con la finitezza umana, offrendo con questa immagine, secondo le parole dello stesso Panofsky, un potente «autoritratto spirituale».

Diversamente da questa interpretazione quella di Calvesi (1969, pp. 37-96) offre una lettura in chiave alchimistica: la figura sarebbe la personificazione della “melanosi” (o “nigredo”) corrispondente al primo momento del processo creativo, in cui l’uomo, come un artista, si propone di mutare tramite l’immaginazione la realtà. Da qui deriva la spiegazione degli oggetti che circondano la Malinconia, tutti strumenti e simboli inerenti al fare alchemico: ad esempio, il putto è interpretato come Mercurio, che presiede alle operazioni, la scala ha sette gradini, che rappresentano i diversi gradi di ascesa dalla materia all’elevazione spirituale. Il parallelismo tra l’evoluzione spirituale alchemica e quella artistica (entrambi prevedono operazioni mentali e pratiche) sarebbe pertanto evidente.

A cura di Giulia Basilico

(estratto dal catalogo della mostra

Albrecht Dürer. Le stampe della collezione di Novara,

a cura di Paolo Bellini, Interlinea)

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