A Novara è tempo di “Discutere e agire”

23 settembre 2014 alle 18:08 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Saggistica, Società | Lascia un commento

Lunedì dibattito tra autorità ed esperti sulla democrazia deliberativa

 Un libro di Interlinea e una tavola rotonda all’Ain il 29 settembre alle 18 fanno il punto sul progetto-pilota SpeDD

 Si apre il dibattito a partire dal volume Discutere e agire a cura di Giacomo Balduzzi e Davide Servetti (edito da Interlinea) che sarà presentato lunedì 29 settembre alle ore 18 presso l’Associazione Industriali di Novara in corso Cavallotti 25 in una tavola rotonda cui parteciperanno Renato Balduzzi del Consiglio Superiore della Magistratura, il sindaco di Novara Andrea Ballarè, Franca Biondelli sottosegretario al Lavoro e alle Politiche sociali, Mauro Magatti dell’Università Cattolica e il Vescovo Franco Giulio Brambilla. L’incontro, cui presenzieranno anche l’assessore Paola Turchelli, Eliana Baici dell’Università Avogadro e Alberto Cantoni e Franca Franzoni dell’Associazione Territorio e Cultura Onlus, tira le somme del progetto SpeDD, acronimo di Sperimentazione di percorsi di Democrazia Deliberativa, finalizzato ad animare e supportare la partecipazione dei cittadini novaresi al dibattito pubblico su temi d’interesse per la collettività. La prima fase di sperimentazione del progetto, realizzata fra il 2012 e il 2013 anche grazie a Enti e Fondazioni attive sul territorio novarese, è confluita nel libro Discutere e agire, una raccolta di saggi sulla teoria della partecipazione pubblica e le sue applicazioni nell’area novarese, dal quale partirà la discussione sul progetto, i risultati raggiunti ad oggi e le sue possibili realizzazioni nel futuro.

 SOMMARIO

 Prefazione (FRANCA FRANZONI, MARIELLA ENOC)           p. 7

Introduzione. Progettare nella crisi: coesione sociale
e democrazia nelle città (GIACOMO BALDUZZI, DAVIDE SERVETTI) p. 11

L’indagine sul campo: strumenti di analisi territoriale e percorsi
di partecipazione (MICHELE FILIPPO FONTEFRANCESCO, GIACOMO BALDUZZI) p. 15

Scelte di metodo: lo strumento “dell’agorà deliberativa”
e la formazione dei facilitatori (NOEMI PODESTÀ) p.29

Inclusività e rappresentatività nella costruzione del campione:
alcuni problemi e soluzioni (GIOVANNI CASTIGLIONI) p.51

Percorsi deliberativi per la partecipazione nei Comuni:
spunti dal quadro normativo (ANDREA PATANÈ) p.73

Percorsi deliberativi e democrazia locale:
il laboratorio novarese (GIACOMO BALDUZZI, DAVIDE SERVETTI)           p.89

Postfazione (renato balduzzi, fabrizio barca) p. 119

Note sugli autori p.123

Bibliografia p.124

 

Discutere e agire. Una sperimentazione di democrazia deliberativa a Novara, a cura di Giacomo Balduzzi e Davide Servetti, prefazione di Franca Franzoni e Mariella Enoc, postfazione di Renato Balduzzi e Fabrizio Barca, Interlinea, pp. 132, euro 15, isbn 978-88-8212-960-6

 Il Progetto SpeDD-1 (fase pilota) è stato coordinato da Associazione Territorio e Cultura Onlus, con la collaborazione diComune di Novara, Caritas Diocesana di Novara, Università del Piemonte Orientale, Centro di Cultura – Gruppo operatori dell’Università Cattolica di Alessandria e con il sostegno finanziario di Fondazione Cariplo, Centro d’Eccellenza Interfacoltà per il Management Sanitario – Università Piemonte Orientale, Compagnia di San Paolo, Banca Intesa San Paolo, Corriere di Novara.
foot SpeDD-001

Ufficio stampa Interlinea
0321 612571
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com

@Interlinea_Ed

 

 

La carità a Novara compie 75 anni

22 settembre 2014 alle 18:02 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Spiritualità | Lascia un commento

Le Sorelle del Sacro Cuore festeggiano con un libro e una festa

Sabato 27 settembre all’Istituto Sacro Cuore si celebra, col patrono San Vincenzo de Paoli, i 75 anni della Congregazione. Nell’occasione si presenterà il volume Una famiglia che cammina nell’amore edito da Interlinea

 

Una famiglia che cammina nell’amore. Dal 1939 le Sorelle della Carità è il titolo del volume pubblicato da Interlinea che racconta i 75 anni della Congregazione e che sarà presentato sabato prossimo 27 settembre alle ore 10 presso la Casa generalizia di via Solferino 16 a Novara, in occasione della festa del patrono delle Sorelle San Vincenzo de Paoli. Nell’occasione interverranno la Madre generale suor M. Samuela Ferrari, don Mario Perotti direttore dell’Archivio storico Diocesano, l’editore Roberto Cicala e Paolo Usellini, coordinatore didattico delle scuole del Sacro Cuore dove sono passate molte generazioni di novaresi dal dopoguerra a oggi.

Il libro, a cura di Sara Sturmhoevel, ripercorre un passo dopo l’altro la vita della Congregazione cominciando dal XVIII secolo, quando nascono le Figlie della Carità di Grignasco, e continuando attraverso la fondazione delle Sorelle della Carità nel 1939, raccontando del padre carismatico San Vincenzo e della madre spirituale Santa Teresa d’Avila e infine descrivendo la vita e le attività delle Sorelle della Carità oggi, dalle scuole di Novara, Romagnano e Prato Sesia fino alle missioni oltremare, senza dimenticare i progetti in fase di realizzazione. E proprio alle missioni della Congregazione sarà devoluto il ricavato della vendita del volume.

Come scrive la Madre generale per celebrare l’anniversario della Congregazione e la pubblicazione di Una famiglia che cammina nell’amore, il Vangelo ci fa capire che la storia non è qualcosa di bello e di finito da cercare nei ripostigli della nostra memoria o qualcosa che è rinchiuso nel passato, ma è un evento sempre nuovo e coinvolgente che ci riguarda tutte in questo oggi della nostra storia perché, appunto, ci appartiene. Nei 75 anni delle Sorelle della carità sfilano sorelle e persone semplici, donne consacrate intelligenti, capaci di responsabilità e di profezia che hanno saputo aderire alla Carità. Se molti progetti sono andati a buon fine, è stato merito loro, sull’esempio di san Vincenzo de Paoli, dal quale abbiamo ricevuto in eredità il tesoro della Chiesa, “i poveri, nostri signori, padroni e maestri”».

 INVITO

 Una famiglia che cammina nell’amore. Dal 1939 le Sorelle della Carità, a cura di Sara Sturmhoevel, Interlinea, pp. 128, euro 10, isbn 978-88-6857-014-9

 Per informazioni www.sorelledellacarita.it, 0321 623289

 Ufficio stampa Interlinea
0321 612571
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com

@Interlinea_Ed

 

 

Interlinea festeggia la fine dell’estate con brindisi e libri in omaggio

17 settembre 2014 alle 15:49 | Pubblicato su Editoria, Giornalismo, Interlinea, Novara, scrittori, Storia | Lascia un commento

Appuntamento lunedì 22 dalle ore 17 in poi, con aperitivo, proiezioni ed esposizioni di quadri e disegni, per scoprire le ultime novità e conoscere gli autori e artisti di Interlinea

 Il 22 settembre sarà ufficialmente l’ultimo giorno dell’estate 2014. Per questo Interlinea ha deciso di invitare tutti i suoi lettori novaresi lunedì 22 settembre, dalle 17 alle 19, per un brindisi di fine estate presso la casa editrice in via Pietro Micca 24. Per tutti i partecipanti, oltre a un ricco rinfresco, ci sarà un libro in omaggio e offerte speciali; sarà anche l’occasione per conoscere le novità in uscita per l’autunno, magari scambiando qualche parola con gli autori, così come la storia della casa editrice e degli scrittori novaresi del passato. Sono infatti previste proiezioni di video d’archivio su scrittori novaresi e un’esposizione di quadri e disegni di Antonio Ferrara, il primo grande pittore e illustratore di Interlinea. L’evento apre la campagna saldi di fine estate, con sconti dal 25% su tutti i titoli e fino al 70% su stock di magazzino, che durerà per tutto il mese.

Invito saldi fine estate-001

Antonio Ferrara, pittore e scrittore novarese originario di Napoli, ha collaborato con la casa editrice fin dalle origini, ideando il logo di Interlinea, l’omino che innaffia il fiore-libro caratteristico delle campagne di promozione alla lettura,  e i quadri usati come scenografie per lo stand delle prime edizioni del Salone del libro di Torino. Sue sono anche molte copertine della collana “Biblioteca”, tra cui la prima in assoluto, quella di Una Topolino amaranto di Dante Graziosi, opera d’esordio della casa editrice. Fa parte del comitato della collana “Le rane”  in cui ha illustrato testi di Roberto Piumini, Guido Quarzo e Andersen.

 

Fra le novità di Interlinea ha la parte del leone I miei poeti tradotti di Luciano Erba, con testo a fronte, una raccolta dei migliori poeti stranieri scelti e “traditi” da una delle voci più alte della poesia italiana del Novecento (collana “Lyra”), mentre in “Alia” è in uscita Lo scudiero Sancio Panza, opera buffa dal «Don Chisciotte» di Miguel de  Cervantes. Gli amanti della storia e dei grandi personaggi troveranno in Il racconto più lungo di Manlio Cancogni (collana “Biblioteca”) una delle voci fondamentali della storia dell’Italia repubblicana, e in Il segreto di Waterloo una nuova, possibile verità sulla sconfitta del grande condottiero Napoleone. Storia, ricordi e amore per il nostro territorio sono anche le testimonianze contenute in Fra Gioachino Uberti. Una vita umile sulle orme di San Francesco D’assisi in uscita a un anno esatto dalla morte del frate novarese e in Trino e l’arte tipografica nel XVI secolo (“Studi storici”). E come sempre Interlinea non dimentica i lettori più giovani: dopo le novità di Roberto Piumini in La palla di Lela e di Anna Lavatelli in Chi ha incendiato la biblioteca? arriva anche Emanuele Luzzati con Personaggi in scena. Da Pulcinella ai re magi, un prezioso catalogo e che raccoglie alcune delle più belle tavole del maestro dell’illustrazione.

Ufficio stampa Interlinea, via Pietro Micca 24, 28100 Novara, telefono 0321 612571, fax 0321 612636, ufficiostampa@interlinea.com, http://www.interlinea.com

 

I migliori poeti europei secondo Luciano Erba

8 settembre 2014 alle 10:59 | Pubblicato su Interlinea, Poesia, Ricordo, Traduzioni | Lascia un commento
 «Ho perseguito un cammino che mi è venuto incontro ogni volta nuovo,
lungo il quale ho affrontato ostacoli ogni volta diversi e imprevedibili così come lo è stata la loro soluzione»
(Luciano Erba, in I miei poeti tradotti, Interlinea 2014)

 I migliori poeti europei secondo Luciano Erba
rivivono grazie al maestro della traduzione

 La raccolta delle più belle traduzioni di Luciano Erba I miei poeti tradotti (Interlinea) a cura di Franco Buffoni, con testi inediti e rari, sarà presentata in anteprima mercoledì 17 settembre a Milano, alla vigilia del compleanno del poeta scomparso nel 2010

 

Esce I miei poeti tradotti, raccolta poetica che attraversa l’oceano e i secoli con testi da Hugo e Claudel a Machado e Neruda, da Racine a Rodenbach, da Villon alla Swenson scelti e tradotti da Luciano Erba. Il volume, pubblicato da Interlinea, sarà presentato in anteprima mercoledì 17 settembre 2014 alle ore 17,30 a Milano, presso la libreria Vita e Pensiero in largo Gemelli 1. All’evento, a ingresso libero, interverranno i poeti Franco Buffoni curatore dell’opera e Giuseppe Langella e Marisa Verna dell’Università Cattolica, dove Erba insegnò per molti anni.

Luciano Erba, poeta e traduttore fra i maggiori del secondo Novecento scomparso nel 2010, esponente della Linea lombarda, ma anche francesista e comparatista, era uno dei pochi traduttori a saper creare, come dice Franco Buffoni, «traduzioni-testo, quelle in grado di superare la prova del tempo, di divenire testi esse stesse, parte del canone del loro autore». Una libertà dal testo di partenza che lo stesso Erba ricerca sostenendo che «tradurre è riprodurre in altra lingua l’originale senza cadere in un discorso piatto spoglio e di azzerato livello» e che pertanto «una traduzione di poesia è sempre destinata a essere un’altra cosa», un altro testo appunto, che lui vuole realizzare «dandomi il lusso di una totale insensibilità di fronte a eventuali pruriti scientifici e di un’altrettanto assoluta sordità dinanzi a possibili tentazioni metodologiche».

La raccolta I miei poeti tradotti nasce dall’unione della bellezza dell’originale, nel libro sempre posto a fronte (selezionato da Erba, ce lo dice lui stesso, per passione, amicizia, presunta Einführung o, come per Michaux, per giovanile errore), e della geniale traduzione di un maestro che a settembre avrebbe compiuto 92 anni. Sono testi anche inediti e rari per ricordare e assieme celebrare, come lo descrive Silvio Ramat in 80 poeti contemporanei. Omaggio a Luciano Erba, «un poeta che ha saputo incidere, sulle pareti spesso refrattarie della nostra moderna lingua, versi di una semplicità stranamente durevole. Versi che si ricordano».

 UNA TRADUZIONE (Blaise Cendrars)

 

La tête

 

La guillotine est le chef-d’oeuvre de l’art plastique

Son déclic

Crée le mouvement perpétuel

Tout le monde connaît l’oeuf de Christophe Colomb

Qui était un oeuf plat, un oeuf fixe, l’oeuf d’un inventeur

La sculpture d’Archipenko est le premier oeuf ovoïdal

Maintenu en équilibre intense

Comme une toupie immobile

Sur sa pointe animée

Vitesse

Il se dépouille

Des ondes multicolores

Des zones de couleur

Et tourne dans la profondeur

Nu.

Neuf.

Total.

 

La testa

 

Capolavoro d’arte plastica è

La ghigliottina

Il suo scatto

Crea il moto perpetuo

Tutti conoscono l’uovo di Colombo

Un uovo piatto, fisso, da inventore

Soltanto la scultura di Archipenko

È il primo vero uovo ovoidale

Sta in intenso equilibrio

Come un’immobile trottola

Sulla sua punta animata

Velocità

Strip-tease

Di fasce variopinte

Di cerchi colorati

Vortica nello spazio

Nudo

Nuovo

Totale

Uovo

 

   
 

 

 

Luciano Erba (1922-2010) ha sempre vissuto a Milano con brevi soggiorni all’estero. Francesista e comparatista, ha insegnato soprattutto in Università Cattolica, dove si è laureato nel 1947. È stato uno dei maggiori poeti italiani del secondo Novecento, messosi in luce negli anni cinquanta all’interno della Linea lombarda e della Quarta generazione: Tra le sue raccolte vanno ricordate almeno: Linea K (Guanda, Milano 1951), in cui la lettera assente dall’alfabeto italiano indica una realtà ai margini non evidente eppure necessaria; Il male minore (Mondadori, Milano 1960) e, vent’anni dopo presso lo stesso editore, Il nastro di Moebius, pre­mio Viareggio 1980, intriso di riferimenti quotidiani e autobiografici sullo sfondo di un paesaggio lombardo come terra di frontiera sociale e interiore; poi Il tranviere metafisico seguito da Quadernetto di traduzioni (Libri Scheiwiller, Milano 1987, premio Bagutta e inserito in L’ippopotamo, Einaudi, 1989) fino a L’ipotesi circense (Garzanti, Milano 1995, premio Pen Club) e ancora da Mondadori nel 2000 Nella terra di mezzo, con traduzioni da Villon. Tutte le sue Poesie (1951-2001) sono uscite negli “Oscar” Mondadori a cura di Stefano Prandi nel 2002, anno dell’autoantologia Si passano le stagioni presso Interlinea, che ha in programma una raccolta complessiva postuma nella collana “Lyra” fondata e diretta dallo stesso poeta con Franco Buffoni, Maria Corti e Giovanni Tesio. Ha ricevuto anche il premio internazionale alla carriera del Festival internazionale di poesia civile di Vercelli in concomitanza con l’uscita di Un po’ di repubblica (sempre Interlinea, Novara 2005). La prima raccolta delle sue traduzioni è stata pubblicata nella serie della rivista “Testo a fronte” edita da Guerini e Associati nel 1991 con il titolo Dei cristalli naturali e altri versi tradotti (1950-1990). Sul versante degli studi si segnalano l’edizione critica delle lettere di Cyrano de Bergerac e i saggi Huysmans e la liturgia. E alcune note di letteratura francese contemporanea (Adriatica, Bari 1971) e Magia e invenzione. Note e ricerche su Cyrano de Bergerac e altri autori del primo Seicento francese (Vita e Pensiero, Milano 2002). Le sue poesie sono tradotte in diverse lingue su riviste e antologie e di recente sono usciti The hippopotamus nella traduzione di Ann Snodgrass (Guernica, Toronto 2003) e The greener meadow. Selected poems, nella traduzione di Peter Robinson (Princeton University Press, Princeton 2007).

 

 

Luciano Erba, I miei poeti tradotti, a cura di Franco Buffoni, con la collaborazione di Lucia Erba e Anna Longoni, Interlinea, Novara 2014, pp. 312, euro 18.
Testi Da Cendrars, Claudel, De Sponde, Frénaud, Gautier, Gunn, Hugo, Jacob, Machado, Michaux, Neruda, Ponge, Racine, Reverdy, Rodenbach, Saint-Amant, Swenson e Villon

Ufficio stampa Interlinea
0321 612571
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com

@Interlinea_Ed

Fra Gioachino un anno dopo

1 settembre 2014 alle 11:24 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Spiritualità | Lascia un commento

Il ricordo del francescano novarese più amato

Mercoledì 10 settembre alle 18 nella chiesa di S. Andrea a Novara messa e presentazione di un libo sul popolare frate

Fra Gioachino Uberti: Una vita umile sulle orme di Francesco d’Assisi s’intitola il libro dedicato al popolare frate novarese scomparso un anno fa, a cura di Dorino Tuniz con ampio corredo fotografico e testi tratti dal diario, edito da Interlinea e presentato, nel giorno del primo anniversario della morte, mercoledì 10 settembre, alle ore 18,30 nella chiesa di S. Andrea a Novara, in via Maestra, dopo una messa in suffragio con inizio alle ore 18.

Il volume ripercorre la lunga vita del diacono francescano, nato nel 1922, che ha operato a Novara per mezzo secolo, dando vita tra l’altro a un gruppo chierichetti seguitissimo da più generazioni,  e poi è stato guardiano del convento del Monte Mesma sul lago d’Orta. Come è stato scritto, fra Gioachino Uberti è stato «un personaggio che ha creato fiducia in noi stessi, lasciandoci lavorare senza farci violenza, al massimo spolverandoci con il cordone. In tutti i novaresi che hanno frequentato S. Andrea e il Monte Mesma sono familiari i suoi occhi severi e scrutatori, il suo incedere lento e controllato, ma soprattutto la fraterna partecipazione alle tribolazioni e alle felicità di ciascuno».

Il libro contiene anche testimonianze scritte da fra Maggiorino Stoppa, fra Mauro Zella, fra Gianmaria Pezzana, Oscar Monzani, Otello Cerri e Roberto Cicala, con una serie di meditazioni, come questa scritta nel suo diario poco prima della morte: «Il mio è stato un cammino di alti e bassi, di momenti di fedeltà e di tradimenti alla sua volontà, di momenti in cui avrei voluto amarlo, ma non sempre ce l’ho fatta. Quanta debolezza! Lascio a Lui il giudizio, so che mi ama, e che il suo amore è fedele. Non stancarti di me, Signore, prendimi come sono e trasformami come Tu vuoi. Dammi fedeltà e perseveranza. Grazie per il dono della vita; grazie per il dono della tua Chiesa, per il dono della vocazione religiosa francescana. Grazie per quanti ho incontrato nella vita: i genitori, i familiari, i confratelli, gli amici, i nemici. Tutti sono stati per me un dono».

uberti-fra-gioacchino uberti-fra-gioacchino-mesma

Un libro omaggio per Aldo Mercoli e la Casa di Giorno

25 agosto 2014 alle 12:22 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Spiritualità | Lascia un commento

“Il buon samaritano” è riproposto da Interlinea con testi del gigante novarese della carità e fondatore della Caritas diocesana: sarà donato dal 25 agosto al 21 settembre per raccogliere fondi a favore dell’opera per anziani di via Tornielli

Il 17 agosto di 10 anni fa moriva a Novara don Aldo Mercoli, un gigante della carità, fondatore della Caritas diocesana ed “educatore”, come lo ricorda la targa del parchetto a lui dedicato in viale Giulio Cesare, proprio per l’impegno che negli anni profuse in favore dell’infanzia più disagiata. Per l’occasione il volumetto intitolato Il buon samaritano, che raccoglie suoi testi su temi sociali e spirituali, è riproposto da Interlinea e sarà donato dal 25 agosto al 21 settembre presso la sede della casa editrice in via Pietro Micca 23 a Novara a tutti coloro che ne faranno richiesta, anche per raccogliere fondi a favore della casa di “Giorno di Giorno” per anziani che fu l’ultima opera fondata da questa figura carismatica di sacerdote impegnato.

Il libro “Il buon samaritano” (a cura dell’editore Roberto Cicala che fu collaboratore di don Aldo, Roswitha Geiger che è l’attuale responsabile della Casa di Giorno e Marie-Thérèse Monteil assistente a lungo del direttore della Caritas) ha un ricordo finale di Siro Lombardini: si tratta di una serie di testi che vanno dal 1954 al 2004, anno della morte: articoli, storie, parabole, interventi in occasioni particolari come terremoti e spiritualità di profughi, cronache sociali dal mondo del lavoro, preghiere e lettere aperte ai suoi anziani.

Don Mercoli nacque a Borgosesia il 15 maggio 1921 e morì a Novara appunto il 17 agosto 2004. Sacerdote dal 1944, è stato vicerettore del Seminario e negli anni difficili del dopoguerra organizzò il celebre “Torneo dei Ragazzi” di Novara al fine di raccogliere e far giocare a calcio i ragazzi che abitavano nella periferia della città e che non frequentavano gli oratori organizzati. L’idea permise di realizzare un’esperienza formativa unica a livello nazionale: furono coinvolti oltre cinquemila giovani di Novara e della provincia e nella stagione sportiva del 1951 arrivarono a partecipare ben cinquantatré squadre. Furono utilizzati anche spazi inconsueti come il giardino del vescovo, mons Leone Ossola, o la caserma Perrone. Ampliò poi l’iniziativa alle colonie estive di Fobello, Alagna, Macugnaga; in tal modo i ragazzi potevano giocare in modo continuativo. In seguito svolse l’impegno nelle carceri come cappellano e fu assistente delle Acli. Negli anni ’60 e ’70 si dedicò alla Missione Operaia Diocesana, una scelta che sottolineava l’attenzione della Chiesa ai problemi del lavoro, valorizzava la solidarietà e favoriva la crescita di gruppi impegnati nella tutela collettiva del lavoro. Direttore della Caritas dal 1973 al 1986; realizzò il Centro Sociale di viale Giulio Cesare per l’inserimento dei primi lavoratori extracomunitari e per gli emarginati. Come responsabile delle opere diocesane di assistenza e della pastorale della terza età diede inizio in quel periodo ad un’altra grande esperienza: la Casa di Giorno di via Tornielli per l’accoglienza degli anziani. Nel 1989 venne nominato “Novarese dell’anno” come pubblico riconoscimento delle sue benemerenze cristiane e sociali.

La Casa di Giorno per Anziani “Don Aldo Mercoli” nasce Il 15 ottobre 1988 come uno dei primi centri diurni in Italia. Al momento della sua fondazione, la Casa di Giorno ospitava solo una decina di persone, ma nel giro di pochi anni si fece conoscere nel territorio e oggi accoglie circa cinquanta anziani autosufficienti. che spesso vivono soli, e, prima di frequentare la casa, avevano perso la voglia di uscire, di prendersi cura di se stessi, a volte anche di mangiare, insomma di vivere. Gli ospiti arrivano al mattino, partecipano a varie attività e, nel tardo pomeriggio, rientrano nelle proprie abitazioni.

Per informazioni: Associazione Casa di Giorno per Anziani “Don Aldo Mercoli”, Via Tornielli 9, Novara, tel. 0321391887. Direttore è don Natale Allegra.

“Vite distratte” arriva a Courmayeur

30 luglio 2014 alle 11:55 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Uncategorized | Lascia un commento

La S.V. è invitata
DOMENICA 24 AGOSTO 2014
alle ore 18
presso il Jardin de l’Ange a Courmayeur
in via Roma
alla presentazione del libro
di Paolo Pomati

Vite distratte
Una casa di Roma racconta

(invito)

«Ci siamo misurati con l’intramontabile mistero della vita distratta, che ciascuno incontra e nessuno penetra»: così scrive Paolo Pomati in Vite distratte, romanzo edito da Interlinea che, dopo il successo ottenuto in tutta Italia – con eventi a Milano, Roma, Torino, Napoli, Caserta, Lecce, Pescara – sarà presentato a Courmayeur domenica 24 agosto 2014 nella suggestiva cornice del Jardin de l’Ange, in via Roma, in un incontro organizzato da Courmayeur Mont Blanc.

Il nuovo romanzo di Paolo Pomati, che con Interlinea ha già pubblicato Macchine. Storie di passioni, racconta questa volta un caleidoscopio di vite distratte, sole, confuse, problematiche: è un condominio di via del Forte Bravetta a Roma attorno al quale ruotano gli inquilini, personaggi ritratti fisicamente e metaforicamente dagli specchi dei loro appartamenti. Finché una gravidanza inattesa (o forse no?) mette in moto un circolo sociale dove, fino a quel momento, il flusso della vita aveva riservato poche sorprese, formali cortesie, incomprensioni irrilevanti e asciutta familiarità. Una storia tanto coinvolgente quanto specchio della vita di tutti noi, i cui eventi, tanti e a tratti mirabolanti, sono descritti da una voce narrante misteriosa.

Paolo Pomati, nato a Vercelli nel 1965, è responsabile della comunicazione presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”: ha pubblicato libri, dirige due riviste (Vercelli e Roma) e ha un rapporto di lavoro con i periodici, radio, giornali, case editrici. È docente di Scienze della comunicazione in vari istituti e università. Il suo primo libro (Macchine. Storie di passioni, edito da Interlinea nel 2008) è stato seguito da altre pubblicazioni; Pomati ha anche guadagnato un premio speciale al Premio Grinzane Hanbury.

Un brano del libro: «La storia che racconteremo è composta dalle vibrazioni di tanti numeri uno opposti. Abitiamo tuttora in un condominio di Roma e su di noi si abbatterono all’improvviso, nell’arco di un anno, vicende che ci cambiarono completamente la vita. Ognuno ha vissuto una storia, non sua, ma di tutti. Ci siamo misurati con l’intramontabile mistero della vita distratta, che ciascuno incontra e nessuno penetra; la vita di ogni condominio».

Paolo Pomati, Vite distratte. Una casa di Roma racconta, Interlinea, pp. 256, euro 18

Pagina Facebook di Vite distratte

Ufficio stampa Interlinea, via Pietro Micca 24, 28100 Novara
telefono 0321 612571, fax 0321 612636
ufficiostampa@interlinea.com, http://www.interlinea.com

A Premeno vicino al cuore dei nonni

29 luglio 2014 alle 17:38 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa | Lascia un commento

Lunedì 4 agosto, alle ore 17 a Villa Bernocchi, presentazione di Vicino al cuore di Simona Arrigoni, volto di 7Gold: un libro che parla di anziani e speranza con in più un utile vademecum sui diritti e la cura dei nonni

Simona Arrigoni, giornalista novarese celebre per i programmi Aria pulita e Mezzora d’aria su 7Gold, riversa nel romanzo Vicino al cuore (Interlinea Edizioni) tutta la propria vicinanza al mondo degli anziani raccontando, con tocco autobiografico, la storia di una giovane di successo che rinuncia a tutto pur di rimanere vicina alla nonna ultranovantenne. Vicino al cuore sarà presentato a Premeno (VB) lunedì 4 agosto 2014 alle ore 17 a Villa Bernocchi, in viale Giovanni Marsaglia 7 in un incontro organizzato grazie alla Proloco di Premeno. Vicino al cuore, oltre ad essere una storia profonda e commovente, è un libro con un grande valore aggiunto: è un romanzo dedicato alla sensibilizzazione dei lettori sul tema “anziani” che affronta le questioni più scottanti ed esistenziali con il cuore ma anche con la testa, offrendo un’appendice con testi di approfondimento di Paolo Zani, esperto previdenziale, e Pamela Bergamo, esperta in ambito geriatrico, con preziose istruzioni per la cura dei nonni, il tema centrale della storia.

 Arrigoni, VIcino al cuore 180

Simona Arrigoni, Vicino al cuore, con testi di Paolo Zani e Pamela Bergamo
Interlinea, pp. 176, euro 15, isbn 978-88-8212-934-7

 LA STORIA

Vicino al cuore è il legame tra una donna di trent’anni e la nonna ultranovantenne, la storia di un destino che non ferma il tempo e richiede scelte fatte con la testa e con il cuore. Un romanzo a due voci. Il presente è narrato da un giovane medico veterinario con una carriera avviata e la sofferenza profonda dei genitori assenti, un’adolescenza segnata dalla solitudine e troppe verità nascoste. Il passato è narrato dall’anziana che ha saputo prenderla tra le braccia senza mai lasciarla. Una vicenda di gesti e presenze che sono il lessico familiare che tutti conoscono. Quando ami non servono troppe parole. L’essenziale racchiude tutto: «Avrò cura di te, sempre» è la promessa che Vittoria fa alla nonna quando rischia di perderla a causa della rottura del femore. E fa una scelta inevitabile, difficile, rivoluzionaria, in un luogo che è proprio lì, vicino al cuore. Questo romanzo, ambientato tra Milano e Novara, tra Lombardia e Marche, è l’esordio di Simona Arrigoni, giornalista, conduttrice televisiva di 7Gold, dove si occupa in modo particolare di politiche sociali annodando un filo diretto quotidiano con i cittadini attraverso la trasmissione Aria Pulita. Al termine del romanzo un utile vademecum sull’assistenza e sui diritti dei nonni

 

UN BRANO DEL LIBRO

«Quell’angolo magico, caldo e accogliente dove si addormentano sereni i ricordi più cari, pulsano le emozioni più sincere, volano liberi i sogni… proprio lì. Vicino al cuore»

 

DALL’APPENDICE

«Fedele al mio motto “Ogni diritto non conosciuto è un diritto negato” ho cercato di illustrare schematicamente quali siano i diritti dell’invalido e le procedure per poterli rivendicare: lo Stato italiano non offre molto al riguardo ma almeno quel poco cerchiamo di ottenerlo» (Paolo Zani)

 «Queste sono le principali indicazioni che ho dato […]. Voglio sperare che possano essere un primo aiuto per non fare sentire “solo” il nonno e i suoi familiari in un percorso di vita che, supportato da tanti validi interlocutori, permetterà di essere vissuto con maggiore serenità» (Pamela Bergamo)

Ufficio stampa Interlinea, via Pietro Micca 24, 28100 Novara, telefono 0321 612571, fax 0321 612636, ufficiostampa@interlinea.com, www.interlinea.com

 

 

 

Quel riso che piaceva a Leopardi

23 luglio 2014 alle 16:28 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura, Novara | Lascia un commento

“Letture in piazzetta” tra coltivazione e cucina

Mercoledì 30 luglio alle ore 21,15 davanti all’Archivio di Stato l’ultimo appuntamento delle “Letture in piazzetta” dell’Estate Novarese dedicato all’eccellenza della cucina locale: protagonista La coltivazione del riso del 1758, un capolavoro amato da poeta di Recanati. Interviene l’avv. Tuccillo dell’Accademia della Cucina.


e “Letture in piazzetta”, che nelle scorse settimane hanno ospitato per l’Estate Novarese del Comune Benito Mazzi e Mario Giarda autori dei volumi Il falsario sognatore e Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito, dedicano l’ultimo incontro alla cucina del territorio e all’eccellenza dell’editoria. Mercoledì 30 luglio alle 21,15 nella suggestiva e accogliente piazzetta dell’Archivio di Stato, in corso Cavallotti, sarà infatti presentato il libro La coltivazione del riso di Gian Battista Spolverini (Interlinea edizioni), capolavoro dell’editoria del Settecento, ristampa anastatica dell’edizione di Verona del 1758. All’incontro sarà presente Mario Tuccillo dell’Accademia Italiana della Cucina, fondata a Milano nel 1953 allo scopo di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell’intero Paese. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Hostaria I 2 Ladroni che offre per l’occasione speciali degustazioni a tema (per prenotazioni: 0321 624581).

Spolverini, La coltivazione 180

Pubblicato nel 1758 in leganti caratteri mobili, La coltivazione del riso presenta bellissime incisioni e oltre quattromila versi sciolti. Questo poema illustrato fu molto ammirato nei decenni e nei secoli tanto da essere considerato tra i più belli della poesia didascalica di ogni tempo: basti pensare che Leopardi lo stimò e riservò alla Coltivazione del riso ampio spazio nella sua Crestomazia. L’opera è apprezzata, oltre che per i pregi letterari e didascalici, anche per le incisioni che la completano e che ne fanno il più bel libro illustrato veronese della seconda metà del XVIII secolo. I rami sono incisi all’acquaforte da Domenico Cunego su disegno di Francesco Lorenzi, una coppia artista-incisore che risulta particolarmente felice in questa prova. Infatti nelle vignette poste all’inizio o in fine ai canti è illustrata la vita delle risaie, interpretando con puntualità i versi di Spolverini e offrendo, con leggerezza barocca, spaccati di realismo.

 Gian Battista Spolverini, La coltivazione del riso 1758
ristampa anastatica dell’edizione di Verona 1758, con le incisioni originali, Interlinea, pp. 212, euro 20, Collana “Le colonne”, isbn 978-88-86121-89-7

 Ufficio stampa Interlinea, via Pietro Micca 24, 28100 Novara, telefono 0321 612571, fax 0321 612636, ufficiostampa@interlinea.com
http://www.interlinea.com

Una sera d’estate in ricordo di Cantelli

15 luglio 2014 alle 09:53 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Novaresi nella storia | Lascia un commento

Nelle“Letture in piazzetta” la musica del direttore d’orchestra della Scala

Mercoledì 23 luglio alle ore 21,15 nella piazzetta dell’Archivio di Stato di Novara nuovo appuntamento dell’Estate Novarese per presentare il libro sulla storia di Guido Cantelli, il direttore d’orchestra entrato nel mito, primo volume della serie “Novaresi nella storia”

Il 24 novembre 1956 moriva, in una sciagura aerea a Orly, Guido Cantelli, il giovane musicista novarese che da una settimana appena era stato nominato direttore stabile dell’orchestra del Teatro alla Scala: il direttore d’orchestra viene ricordato mercoledì 23 luglio 2014 nella piazzetta dell’Archivio di Stato di Novara, in corso Cavallotti, nella seconda delle “Letture in piazzetta” dell’Estate Novarese del Comune. All’incontro saranno presenti Alberto Viarengo, del Centro studi Cantelli del Conservatorio di Novara, e Mario Giarda autore del volumetto biografico Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito, edito da Interlinea e primo della serie “Novaresi nella storia” che dedica monografie a Sandro Bermani, la Marchesa Colombi, Giuseppe Prina e altri grandi personaggi storici legati al territorio novarese. L’incontro, corredato da musica e proiezioni, è organizzato in collaborazione con l’Hostaria I 2 Ladroni che offre degustazioni a tema (per prenotazioni: 0321 624581).

Guido Cantelli

In Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito Mario Giarda racconta come quella nota piovosa di novembre del ’56 Novara, Milano e il mondo intero perdevano il successore di Toscanini e De Sabata e, insieme, il maestro «dei tempi nuovi» (come lo definì Massimo Mila, forse il maggiore musicologo italiano), osannato in vita nei teatri d’Europa e d’America e considerato oggi dalla critica uno dei direttori più significativi del Novecento. Quando morì, Cantelli aveva solo trentasei anni e ancora tanta strada, tanti concerti, tanti successi davanti a sé. Sappiamo bene che la storia non si fa con i se e con i ma, per cui è ozioso domandarsi che cosa sarebbe diventato se fosse vissuto più a lungo, come per esempio i quasi coetanei Bernstein, Giulini, Sawallish o lo stesso Karajan, che era di una dozzina d’anni più anziano. Ugualmente, però, è difficile scrollarsi di dosso una sensazione di ingiustizia e di amarezza per quella bacchetta spezzata così brutalmente…

Mario Giarda, giornalista, ha lavorato al “Corriere di Novara”, alla “Gazzetta del Popolo” e al “Corriere della Sera”, dove è stato vice caporedattore, responsabile della redazione Grande Milano. Oltre alla tesi di laurea in storia contemporanea, ha pubblicato testi di argomento sociale, storico e artistico. A Guido Cantelli ha già dedicato due volumi, in collaborazione con il maestro Folco Perrino e con il critico musicale Paolo Bertoli. Ha tenuto lezioni e corsi di giornalismo all’Università Statale di Milano, al liceo classico Carlo Alberto di Novara, all’Accademia di belle arti europea di Novara, alla Casa della cultura di Monza e Brianza.

 “LETTURE IN PIAZZETTA”: GLI ALTRI APPUNTAMENTI

Mercoledì 16 luglio, ore 21,15, piazzetta dell’Archivio di Stato

Presentazione del libro Il falsario sognatore. Un bohémien di provincia con l’autore Benito Mazzi e la partecipazione straordinaria dell’artista-protagonista Pierre Benson Bruss che espone i suoi falsi d’autore

Mercoledì 30 luglio, ore 21,15, piazzetta dell’Archivio di Stato

Presentazione della nuova edizione del classico La coltivazione del riso di Gian Battista Spolverini (Interlinea), con Mario Tuccillo dell’Accademia Italiana della Cucina.

 Mario Giarda, Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito, Interlinea
pp. 48, euro 5, isbn 978-88-8212-933-0

Pagina successiva »

Blog su WordPress.com. | The Pool Theme.
Entries e commenti feeds.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.