Interlinea festeggia la fine dell’estate con brindisi e libri in omaggio

17 settembre 2014 alle 15:49 | Pubblicato su Editoria, Giornalismo, Interlinea, Novara, scrittori, Storia | Lascia un commento

Appuntamento lunedì 22 dalle ore 17 in poi, con aperitivo, proiezioni ed esposizioni di quadri e disegni, per scoprire le ultime novità e conoscere gli autori e artisti di Interlinea

 Il 22 settembre sarà ufficialmente l’ultimo giorno dell’estate 2014. Per questo Interlinea ha deciso di invitare tutti i suoi lettori novaresi lunedì 22 settembre, dalle 17 alle 19, per un brindisi di fine estate presso la casa editrice in via Pietro Micca 24. Per tutti i partecipanti, oltre a un ricco rinfresco, ci sarà un libro in omaggio e offerte speciali; sarà anche l’occasione per conoscere le novità in uscita per l’autunno, magari scambiando qualche parola con gli autori, così come la storia della casa editrice e degli scrittori novaresi del passato. Sono infatti previste proiezioni di video d’archivio su scrittori novaresi e un’esposizione di quadri e disegni di Antonio Ferrara, il primo grande pittore e illustratore di Interlinea. L’evento apre la campagna saldi di fine estate, con sconti dal 25% su tutti i titoli e fino al 70% su stock di magazzino, che durerà per tutto il mese.

Invito saldi fine estate-001

Antonio Ferrara, pittore e scrittore novarese originario di Napoli, ha collaborato con la casa editrice fin dalle origini, ideando il logo di Interlinea, l’omino che innaffia il fiore-libro caratteristico delle campagne di promozione alla lettura,  e i quadri usati come scenografie per lo stand delle prime edizioni del Salone del libro di Torino. Sue sono anche molte copertine della collana “Biblioteca”, tra cui la prima in assoluto, quella di Una Topolino amaranto di Dante Graziosi, opera d’esordio della casa editrice. Fa parte del comitato della collana “Le rane”  in cui ha illustrato testi di Roberto Piumini, Guido Quarzo e Andersen.

 

Fra le novità di Interlinea ha la parte del leone I miei poeti tradotti di Luciano Erba, con testo a fronte, una raccolta dei migliori poeti stranieri scelti e “traditi” da una delle voci più alte della poesia italiana del Novecento (collana “Lyra”), mentre in “Alia” è in uscita Lo scudiero Sancio Panza, opera buffa dal «Don Chisciotte» di Miguel de  Cervantes. Gli amanti della storia e dei grandi personaggi troveranno in Il racconto più lungo di Manlio Cancogni (collana “Biblioteca”) una delle voci fondamentali della storia dell’Italia repubblicana, e in Il segreto di Waterloo una nuova, possibile verità sulla sconfitta del grande condottiero Napoleone. Storia, ricordi e amore per il nostro territorio sono anche le testimonianze contenute in Fra Gioachino Uberti. Una vita umile sulle orme di San Francesco D’assisi in uscita a un anno esatto dalla morte del frate novarese e in Trino e l’arte tipografica nel XVI secolo (“Studi storici”). E come sempre Interlinea non dimentica i lettori più giovani: dopo le novità di Roberto Piumini in La palla di Lela e di Anna Lavatelli in Chi ha incendiato la biblioteca? arriva anche Emanuele Luzzati con Personaggi in scena. Da Pulcinella ai re magi, un prezioso catalogo e che raccoglie alcune delle più belle tavole del maestro dell’illustrazione.

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I migliori poeti europei secondo Luciano Erba

8 settembre 2014 alle 10:59 | Pubblicato su Interlinea, Poesia, Ricordo, Traduzioni | Lascia un commento
 «Ho perseguito un cammino che mi è venuto incontro ogni volta nuovo,
lungo il quale ho affrontato ostacoli ogni volta diversi e imprevedibili così come lo è stata la loro soluzione»
(Luciano Erba, in I miei poeti tradotti, Interlinea 2014)

 I migliori poeti europei secondo Luciano Erba
rivivono grazie al maestro della traduzione

 La raccolta delle più belle traduzioni di Luciano Erba I miei poeti tradotti (Interlinea) a cura di Franco Buffoni, con testi inediti e rari, sarà presentata in anteprima mercoledì 17 settembre a Milano, alla vigilia del compleanno del poeta scomparso nel 2010

 

Esce I miei poeti tradotti, raccolta poetica che attraversa l’oceano e i secoli con testi da Hugo e Claudel a Machado e Neruda, da Racine a Rodenbach, da Villon alla Swenson scelti e tradotti da Luciano Erba. Il volume, pubblicato da Interlinea, sarà presentato in anteprima mercoledì 17 settembre 2014 alle ore 17,30 a Milano, presso la libreria Vita e Pensiero in largo Gemelli 1. All’evento, a ingresso libero, interverranno i poeti Franco Buffoni curatore dell’opera e Giuseppe Langella e Marisa Verna dell’Università Cattolica, dove Erba insegnò per molti anni.

Luciano Erba, poeta e traduttore fra i maggiori del secondo Novecento scomparso nel 2010, esponente della Linea lombarda, ma anche francesista e comparatista, era uno dei pochi traduttori a saper creare, come dice Franco Buffoni, «traduzioni-testo, quelle in grado di superare la prova del tempo, di divenire testi esse stesse, parte del canone del loro autore». Una libertà dal testo di partenza che lo stesso Erba ricerca sostenendo che «tradurre è riprodurre in altra lingua l’originale senza cadere in un discorso piatto spoglio e di azzerato livello» e che pertanto «una traduzione di poesia è sempre destinata a essere un’altra cosa», un altro testo appunto, che lui vuole realizzare «dandomi il lusso di una totale insensibilità di fronte a eventuali pruriti scientifici e di un’altrettanto assoluta sordità dinanzi a possibili tentazioni metodologiche».

La raccolta I miei poeti tradotti nasce dall’unione della bellezza dell’originale, nel libro sempre posto a fronte (selezionato da Erba, ce lo dice lui stesso, per passione, amicizia, presunta Einführung o, come per Michaux, per giovanile errore), e della geniale traduzione di un maestro che a settembre avrebbe compiuto 92 anni. Sono testi anche inediti e rari per ricordare e assieme celebrare, come lo descrive Silvio Ramat in 80 poeti contemporanei. Omaggio a Luciano Erba, «un poeta che ha saputo incidere, sulle pareti spesso refrattarie della nostra moderna lingua, versi di una semplicità stranamente durevole. Versi che si ricordano».

 UNA TRADUZIONE (Blaise Cendrars)

 

La tête

 

La guillotine est le chef-d’oeuvre de l’art plastique

Son déclic

Crée le mouvement perpétuel

Tout le monde connaît l’oeuf de Christophe Colomb

Qui était un oeuf plat, un oeuf fixe, l’oeuf d’un inventeur

La sculpture d’Archipenko est le premier oeuf ovoïdal

Maintenu en équilibre intense

Comme une toupie immobile

Sur sa pointe animée

Vitesse

Il se dépouille

Des ondes multicolores

Des zones de couleur

Et tourne dans la profondeur

Nu.

Neuf.

Total.

 

La testa

 

Capolavoro d’arte plastica è

La ghigliottina

Il suo scatto

Crea il moto perpetuo

Tutti conoscono l’uovo di Colombo

Un uovo piatto, fisso, da inventore

Soltanto la scultura di Archipenko

È il primo vero uovo ovoidale

Sta in intenso equilibrio

Come un’immobile trottola

Sulla sua punta animata

Velocità

Strip-tease

Di fasce variopinte

Di cerchi colorati

Vortica nello spazio

Nudo

Nuovo

Totale

Uovo

 

   
 

 

 

Luciano Erba (1922-2010) ha sempre vissuto a Milano con brevi soggiorni all’estero. Francesista e comparatista, ha insegnato soprattutto in Università Cattolica, dove si è laureato nel 1947. È stato uno dei maggiori poeti italiani del secondo Novecento, messosi in luce negli anni cinquanta all’interno della Linea lombarda e della Quarta generazione: Tra le sue raccolte vanno ricordate almeno: Linea K (Guanda, Milano 1951), in cui la lettera assente dall’alfabeto italiano indica una realtà ai margini non evidente eppure necessaria; Il male minore (Mondadori, Milano 1960) e, vent’anni dopo presso lo stesso editore, Il nastro di Moebius, pre­mio Viareggio 1980, intriso di riferimenti quotidiani e autobiografici sullo sfondo di un paesaggio lombardo come terra di frontiera sociale e interiore; poi Il tranviere metafisico seguito da Quadernetto di traduzioni (Libri Scheiwiller, Milano 1987, premio Bagutta e inserito in L’ippopotamo, Einaudi, 1989) fino a L’ipotesi circense (Garzanti, Milano 1995, premio Pen Club) e ancora da Mondadori nel 2000 Nella terra di mezzo, con traduzioni da Villon. Tutte le sue Poesie (1951-2001) sono uscite negli “Oscar” Mondadori a cura di Stefano Prandi nel 2002, anno dell’autoantologia Si passano le stagioni presso Interlinea, che ha in programma una raccolta complessiva postuma nella collana “Lyra” fondata e diretta dallo stesso poeta con Franco Buffoni, Maria Corti e Giovanni Tesio. Ha ricevuto anche il premio internazionale alla carriera del Festival internazionale di poesia civile di Vercelli in concomitanza con l’uscita di Un po’ di repubblica (sempre Interlinea, Novara 2005). La prima raccolta delle sue traduzioni è stata pubblicata nella serie della rivista “Testo a fronte” edita da Guerini e Associati nel 1991 con il titolo Dei cristalli naturali e altri versi tradotti (1950-1990). Sul versante degli studi si segnalano l’edizione critica delle lettere di Cyrano de Bergerac e i saggi Huysmans e la liturgia. E alcune note di letteratura francese contemporanea (Adriatica, Bari 1971) e Magia e invenzione. Note e ricerche su Cyrano de Bergerac e altri autori del primo Seicento francese (Vita e Pensiero, Milano 2002). Le sue poesie sono tradotte in diverse lingue su riviste e antologie e di recente sono usciti The hippopotamus nella traduzione di Ann Snodgrass (Guernica, Toronto 2003) e The greener meadow. Selected poems, nella traduzione di Peter Robinson (Princeton University Press, Princeton 2007).

 

 

Luciano Erba, I miei poeti tradotti, a cura di Franco Buffoni, con la collaborazione di Lucia Erba e Anna Longoni, Interlinea, Novara 2014, pp. 312, euro 18.
Testi Da Cendrars, Claudel, De Sponde, Frénaud, Gautier, Gunn, Hugo, Jacob, Machado, Michaux, Neruda, Ponge, Racine, Reverdy, Rodenbach, Saint-Amant, Swenson e Villon

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Fra Gioachino un anno dopo

1 settembre 2014 alle 11:24 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Spiritualità | Lascia un commento

Il ricordo del francescano novarese più amato

Mercoledì 10 settembre alle 18 nella chiesa di S. Andrea a Novara messa e presentazione di un libo sul popolare frate

Fra Gioachino Uberti: Una vita umile sulle orme di Francesco d’Assisi s’intitola il libro dedicato al popolare frate novarese scomparso un anno fa, a cura di Dorino Tuniz con ampio corredo fotografico e testi tratti dal diario, edito da Interlinea e presentato, nel giorno del primo anniversario della morte, mercoledì 10 settembre, alle ore 18,30 nella chiesa di S. Andrea a Novara, in via Maestra, dopo una messa in suffragio con inizio alle ore 18.

Il volume ripercorre la lunga vita del diacono francescano, nato nel 1922, che ha operato a Novara per mezzo secolo, dando vita tra l’altro a un gruppo chierichetti seguitissimo da più generazioni,  e poi è stato guardiano del convento del Monte Mesma sul lago d’Orta. Come è stato scritto, fra Gioachino Uberti è stato «un personaggio che ha creato fiducia in noi stessi, lasciandoci lavorare senza farci violenza, al massimo spolverandoci con il cordone. In tutti i novaresi che hanno frequentato S. Andrea e il Monte Mesma sono familiari i suoi occhi severi e scrutatori, il suo incedere lento e controllato, ma soprattutto la fraterna partecipazione alle tribolazioni e alle felicità di ciascuno».

Il libro contiene anche testimonianze scritte da fra Maggiorino Stoppa, fra Mauro Zella, fra Gianmaria Pezzana, Oscar Monzani, Otello Cerri e Roberto Cicala, con una serie di meditazioni, come questa scritta nel suo diario poco prima della morte: «Il mio è stato un cammino di alti e bassi, di momenti di fedeltà e di tradimenti alla sua volontà, di momenti in cui avrei voluto amarlo, ma non sempre ce l’ho fatta. Quanta debolezza! Lascio a Lui il giudizio, so che mi ama, e che il suo amore è fedele. Non stancarti di me, Signore, prendimi come sono e trasformami come Tu vuoi. Dammi fedeltà e perseveranza. Grazie per il dono della vita; grazie per il dono della tua Chiesa, per il dono della vocazione religiosa francescana. Grazie per quanti ho incontrato nella vita: i genitori, i familiari, i confratelli, gli amici, i nemici. Tutti sono stati per me un dono».

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Un libro omaggio per Aldo Mercoli e la Casa di Giorno

25 agosto 2014 alle 12:22 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Ricordo, Spiritualità | Lascia un commento

“Il buon samaritano” è riproposto da Interlinea con testi del gigante novarese della carità e fondatore della Caritas diocesana: sarà donato dal 25 agosto al 21 settembre per raccogliere fondi a favore dell’opera per anziani di via Tornielli

Il 17 agosto di 10 anni fa moriva a Novara don Aldo Mercoli, un gigante della carità, fondatore della Caritas diocesana ed “educatore”, come lo ricorda la targa del parchetto a lui dedicato in viale Giulio Cesare, proprio per l’impegno che negli anni profuse in favore dell’infanzia più disagiata. Per l’occasione il volumetto intitolato Il buon samaritano, che raccoglie suoi testi su temi sociali e spirituali, è riproposto da Interlinea e sarà donato dal 25 agosto al 21 settembre presso la sede della casa editrice in via Pietro Micca 23 a Novara a tutti coloro che ne faranno richiesta, anche per raccogliere fondi a favore della casa di “Giorno di Giorno” per anziani che fu l’ultima opera fondata da questa figura carismatica di sacerdote impegnato.

Il libro “Il buon samaritano” (a cura dell’editore Roberto Cicala che fu collaboratore di don Aldo, Roswitha Geiger che è l’attuale responsabile della Casa di Giorno e Marie-Thérèse Monteil assistente a lungo del direttore della Caritas) ha un ricordo finale di Siro Lombardini: si tratta di una serie di testi che vanno dal 1954 al 2004, anno della morte: articoli, storie, parabole, interventi in occasioni particolari come terremoti e spiritualità di profughi, cronache sociali dal mondo del lavoro, preghiere e lettere aperte ai suoi anziani.

Don Mercoli nacque a Borgosesia il 15 maggio 1921 e morì a Novara appunto il 17 agosto 2004. Sacerdote dal 1944, è stato vicerettore del Seminario e negli anni difficili del dopoguerra organizzò il celebre “Torneo dei Ragazzi” di Novara al fine di raccogliere e far giocare a calcio i ragazzi che abitavano nella periferia della città e che non frequentavano gli oratori organizzati. L’idea permise di realizzare un’esperienza formativa unica a livello nazionale: furono coinvolti oltre cinquemila giovani di Novara e della provincia e nella stagione sportiva del 1951 arrivarono a partecipare ben cinquantatré squadre. Furono utilizzati anche spazi inconsueti come il giardino del vescovo, mons Leone Ossola, o la caserma Perrone. Ampliò poi l’iniziativa alle colonie estive di Fobello, Alagna, Macugnaga; in tal modo i ragazzi potevano giocare in modo continuativo. In seguito svolse l’impegno nelle carceri come cappellano e fu assistente delle Acli. Negli anni ’60 e ’70 si dedicò alla Missione Operaia Diocesana, una scelta che sottolineava l’attenzione della Chiesa ai problemi del lavoro, valorizzava la solidarietà e favoriva la crescita di gruppi impegnati nella tutela collettiva del lavoro. Direttore della Caritas dal 1973 al 1986; realizzò il Centro Sociale di viale Giulio Cesare per l’inserimento dei primi lavoratori extracomunitari e per gli emarginati. Come responsabile delle opere diocesane di assistenza e della pastorale della terza età diede inizio in quel periodo ad un’altra grande esperienza: la Casa di Giorno di via Tornielli per l’accoglienza degli anziani. Nel 1989 venne nominato “Novarese dell’anno” come pubblico riconoscimento delle sue benemerenze cristiane e sociali.

La Casa di Giorno per Anziani “Don Aldo Mercoli” nasce Il 15 ottobre 1988 come uno dei primi centri diurni in Italia. Al momento della sua fondazione, la Casa di Giorno ospitava solo una decina di persone, ma nel giro di pochi anni si fece conoscere nel territorio e oggi accoglie circa cinquanta anziani autosufficienti. che spesso vivono soli, e, prima di frequentare la casa, avevano perso la voglia di uscire, di prendersi cura di se stessi, a volte anche di mangiare, insomma di vivere. Gli ospiti arrivano al mattino, partecipano a varie attività e, nel tardo pomeriggio, rientrano nelle proprie abitazioni.

Per informazioni: Associazione Casa di Giorno per Anziani “Don Aldo Mercoli”, Via Tornielli 9, Novara, tel. 0321391887. Direttore è don Natale Allegra.

“Vite distratte” arriva a Courmayeur

30 luglio 2014 alle 11:55 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Uncategorized | Lascia un commento

La S.V. è invitata
DOMENICA 24 AGOSTO 2014
alle ore 18
presso il Jardin de l’Ange a Courmayeur
in via Roma
alla presentazione del libro
di Paolo Pomati

Vite distratte
Una casa di Roma racconta

(invito)

«Ci siamo misurati con l’intramontabile mistero della vita distratta, che ciascuno incontra e nessuno penetra»: così scrive Paolo Pomati in Vite distratte, romanzo edito da Interlinea che, dopo il successo ottenuto in tutta Italia – con eventi a Milano, Roma, Torino, Napoli, Caserta, Lecce, Pescara – sarà presentato a Courmayeur domenica 24 agosto 2014 nella suggestiva cornice del Jardin de l’Ange, in via Roma, in un incontro organizzato da Courmayeur Mont Blanc.

Il nuovo romanzo di Paolo Pomati, che con Interlinea ha già pubblicato Macchine. Storie di passioni, racconta questa volta un caleidoscopio di vite distratte, sole, confuse, problematiche: è un condominio di via del Forte Bravetta a Roma attorno al quale ruotano gli inquilini, personaggi ritratti fisicamente e metaforicamente dagli specchi dei loro appartamenti. Finché una gravidanza inattesa (o forse no?) mette in moto un circolo sociale dove, fino a quel momento, il flusso della vita aveva riservato poche sorprese, formali cortesie, incomprensioni irrilevanti e asciutta familiarità. Una storia tanto coinvolgente quanto specchio della vita di tutti noi, i cui eventi, tanti e a tratti mirabolanti, sono descritti da una voce narrante misteriosa.

Paolo Pomati, nato a Vercelli nel 1965, è responsabile della comunicazione presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”: ha pubblicato libri, dirige due riviste (Vercelli e Roma) e ha un rapporto di lavoro con i periodici, radio, giornali, case editrici. È docente di Scienze della comunicazione in vari istituti e università. Il suo primo libro (Macchine. Storie di passioni, edito da Interlinea nel 2008) è stato seguito da altre pubblicazioni; Pomati ha anche guadagnato un premio speciale al Premio Grinzane Hanbury.

Un brano del libro: «La storia che racconteremo è composta dalle vibrazioni di tanti numeri uno opposti. Abitiamo tuttora in un condominio di Roma e su di noi si abbatterono all’improvviso, nell’arco di un anno, vicende che ci cambiarono completamente la vita. Ognuno ha vissuto una storia, non sua, ma di tutti. Ci siamo misurati con l’intramontabile mistero della vita distratta, che ciascuno incontra e nessuno penetra; la vita di ogni condominio».

Paolo Pomati, Vite distratte. Una casa di Roma racconta, Interlinea, pp. 256, euro 18

Pagina Facebook di Vite distratte

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A Premeno vicino al cuore dei nonni

29 luglio 2014 alle 17:38 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa | Lascia un commento

Lunedì 4 agosto, alle ore 17 a Villa Bernocchi, presentazione di Vicino al cuore di Simona Arrigoni, volto di 7Gold: un libro che parla di anziani e speranza con in più un utile vademecum sui diritti e la cura dei nonni

Simona Arrigoni, giornalista novarese celebre per i programmi Aria pulita e Mezzora d’aria su 7Gold, riversa nel romanzo Vicino al cuore (Interlinea Edizioni) tutta la propria vicinanza al mondo degli anziani raccontando, con tocco autobiografico, la storia di una giovane di successo che rinuncia a tutto pur di rimanere vicina alla nonna ultranovantenne. Vicino al cuore sarà presentato a Premeno (VB) lunedì 4 agosto 2014 alle ore 17 a Villa Bernocchi, in viale Giovanni Marsaglia 7 in un incontro organizzato grazie alla Proloco di Premeno. Vicino al cuore, oltre ad essere una storia profonda e commovente, è un libro con un grande valore aggiunto: è un romanzo dedicato alla sensibilizzazione dei lettori sul tema “anziani” che affronta le questioni più scottanti ed esistenziali con il cuore ma anche con la testa, offrendo un’appendice con testi di approfondimento di Paolo Zani, esperto previdenziale, e Pamela Bergamo, esperta in ambito geriatrico, con preziose istruzioni per la cura dei nonni, il tema centrale della storia.

 Arrigoni, VIcino al cuore 180

Simona Arrigoni, Vicino al cuore, con testi di Paolo Zani e Pamela Bergamo
Interlinea, pp. 176, euro 15, isbn 978-88-8212-934-7

 LA STORIA

Vicino al cuore è il legame tra una donna di trent’anni e la nonna ultranovantenne, la storia di un destino che non ferma il tempo e richiede scelte fatte con la testa e con il cuore. Un romanzo a due voci. Il presente è narrato da un giovane medico veterinario con una carriera avviata e la sofferenza profonda dei genitori assenti, un’adolescenza segnata dalla solitudine e troppe verità nascoste. Il passato è narrato dall’anziana che ha saputo prenderla tra le braccia senza mai lasciarla. Una vicenda di gesti e presenze che sono il lessico familiare che tutti conoscono. Quando ami non servono troppe parole. L’essenziale racchiude tutto: «Avrò cura di te, sempre» è la promessa che Vittoria fa alla nonna quando rischia di perderla a causa della rottura del femore. E fa una scelta inevitabile, difficile, rivoluzionaria, in un luogo che è proprio lì, vicino al cuore. Questo romanzo, ambientato tra Milano e Novara, tra Lombardia e Marche, è l’esordio di Simona Arrigoni, giornalista, conduttrice televisiva di 7Gold, dove si occupa in modo particolare di politiche sociali annodando un filo diretto quotidiano con i cittadini attraverso la trasmissione Aria Pulita. Al termine del romanzo un utile vademecum sull’assistenza e sui diritti dei nonni

 

UN BRANO DEL LIBRO

«Quell’angolo magico, caldo e accogliente dove si addormentano sereni i ricordi più cari, pulsano le emozioni più sincere, volano liberi i sogni… proprio lì. Vicino al cuore»

 

DALL’APPENDICE

«Fedele al mio motto “Ogni diritto non conosciuto è un diritto negato” ho cercato di illustrare schematicamente quali siano i diritti dell’invalido e le procedure per poterli rivendicare: lo Stato italiano non offre molto al riguardo ma almeno quel poco cerchiamo di ottenerlo» (Paolo Zani)

 «Queste sono le principali indicazioni che ho dato […]. Voglio sperare che possano essere un primo aiuto per non fare sentire “solo” il nonno e i suoi familiari in un percorso di vita che, supportato da tanti validi interlocutori, permetterà di essere vissuto con maggiore serenità» (Pamela Bergamo)

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Quel riso che piaceva a Leopardi

23 luglio 2014 alle 16:28 | Pubblicato su Classici, Interlinea, Letteratura, Novara | Lascia un commento

“Letture in piazzetta” tra coltivazione e cucina

Mercoledì 30 luglio alle ore 21,15 davanti all’Archivio di Stato l’ultimo appuntamento delle “Letture in piazzetta” dell’Estate Novarese dedicato all’eccellenza della cucina locale: protagonista La coltivazione del riso del 1758, un capolavoro amato da poeta di Recanati. Interviene l’avv. Tuccillo dell’Accademia della Cucina.


e “Letture in piazzetta”, che nelle scorse settimane hanno ospitato per l’Estate Novarese del Comune Benito Mazzi e Mario Giarda autori dei volumi Il falsario sognatore e Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito, dedicano l’ultimo incontro alla cucina del territorio e all’eccellenza dell’editoria. Mercoledì 30 luglio alle 21,15 nella suggestiva e accogliente piazzetta dell’Archivio di Stato, in corso Cavallotti, sarà infatti presentato il libro La coltivazione del riso di Gian Battista Spolverini (Interlinea edizioni), capolavoro dell’editoria del Settecento, ristampa anastatica dell’edizione di Verona del 1758. All’incontro sarà presente Mario Tuccillo dell’Accademia Italiana della Cucina, fondata a Milano nel 1953 allo scopo di salvaguardare, insieme alle tradizioni della cucina italiana, la cultura della civiltà della tavola, espressione viva e attiva dell’intero Paese. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Hostaria I 2 Ladroni che offre per l’occasione speciali degustazioni a tema (per prenotazioni: 0321 624581).

Spolverini, La coltivazione 180

Pubblicato nel 1758 in leganti caratteri mobili, La coltivazione del riso presenta bellissime incisioni e oltre quattromila versi sciolti. Questo poema illustrato fu molto ammirato nei decenni e nei secoli tanto da essere considerato tra i più belli della poesia didascalica di ogni tempo: basti pensare che Leopardi lo stimò e riservò alla Coltivazione del riso ampio spazio nella sua Crestomazia. L’opera è apprezzata, oltre che per i pregi letterari e didascalici, anche per le incisioni che la completano e che ne fanno il più bel libro illustrato veronese della seconda metà del XVIII secolo. I rami sono incisi all’acquaforte da Domenico Cunego su disegno di Francesco Lorenzi, una coppia artista-incisore che risulta particolarmente felice in questa prova. Infatti nelle vignette poste all’inizio o in fine ai canti è illustrata la vita delle risaie, interpretando con puntualità i versi di Spolverini e offrendo, con leggerezza barocca, spaccati di realismo.

 Gian Battista Spolverini, La coltivazione del riso 1758
ristampa anastatica dell’edizione di Verona 1758, con le incisioni originali, Interlinea, pp. 212, euro 20, Collana “Le colonne”, isbn 978-88-86121-89-7

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Una sera d’estate in ricordo di Cantelli

15 luglio 2014 alle 09:53 | Pubblicato su Interlinea, Novara, Novaresi nella storia | Lascia un commento

Nelle“Letture in piazzetta” la musica del direttore d’orchestra della Scala

Mercoledì 23 luglio alle ore 21,15 nella piazzetta dell’Archivio di Stato di Novara nuovo appuntamento dell’Estate Novarese per presentare il libro sulla storia di Guido Cantelli, il direttore d’orchestra entrato nel mito, primo volume della serie “Novaresi nella storia”

Il 24 novembre 1956 moriva, in una sciagura aerea a Orly, Guido Cantelli, il giovane musicista novarese che da una settimana appena era stato nominato direttore stabile dell’orchestra del Teatro alla Scala: il direttore d’orchestra viene ricordato mercoledì 23 luglio 2014 nella piazzetta dell’Archivio di Stato di Novara, in corso Cavallotti, nella seconda delle “Letture in piazzetta” dell’Estate Novarese del Comune. All’incontro saranno presenti Alberto Viarengo, del Centro studi Cantelli del Conservatorio di Novara, e Mario Giarda autore del volumetto biografico Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito, edito da Interlinea e primo della serie “Novaresi nella storia” che dedica monografie a Sandro Bermani, la Marchesa Colombi, Giuseppe Prina e altri grandi personaggi storici legati al territorio novarese. L’incontro, corredato da musica e proiezioni, è organizzato in collaborazione con l’Hostaria I 2 Ladroni che offre degustazioni a tema (per prenotazioni: 0321 624581).

Guido Cantelli

In Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito Mario Giarda racconta come quella nota piovosa di novembre del ’56 Novara, Milano e il mondo intero perdevano il successore di Toscanini e De Sabata e, insieme, il maestro «dei tempi nuovi» (come lo definì Massimo Mila, forse il maggiore musicologo italiano), osannato in vita nei teatri d’Europa e d’America e considerato oggi dalla critica uno dei direttori più significativi del Novecento. Quando morì, Cantelli aveva solo trentasei anni e ancora tanta strada, tanti concerti, tanti successi davanti a sé. Sappiamo bene che la storia non si fa con i se e con i ma, per cui è ozioso domandarsi che cosa sarebbe diventato se fosse vissuto più a lungo, come per esempio i quasi coetanei Bernstein, Giulini, Sawallish o lo stesso Karajan, che era di una dozzina d’anni più anziano. Ugualmente, però, è difficile scrollarsi di dosso una sensazione di ingiustizia e di amarezza per quella bacchetta spezzata così brutalmente…

Mario Giarda, giornalista, ha lavorato al “Corriere di Novara”, alla “Gazzetta del Popolo” e al “Corriere della Sera”, dove è stato vice caporedattore, responsabile della redazione Grande Milano. Oltre alla tesi di laurea in storia contemporanea, ha pubblicato testi di argomento sociale, storico e artistico. A Guido Cantelli ha già dedicato due volumi, in collaborazione con il maestro Folco Perrino e con il critico musicale Paolo Bertoli. Ha tenuto lezioni e corsi di giornalismo all’Università Statale di Milano, al liceo classico Carlo Alberto di Novara, all’Accademia di belle arti europea di Novara, alla Casa della cultura di Monza e Brianza.

 “LETTURE IN PIAZZETTA”: GLI ALTRI APPUNTAMENTI

Mercoledì 16 luglio, ore 21,15, piazzetta dell’Archivio di Stato

Presentazione del libro Il falsario sognatore. Un bohémien di provincia con l’autore Benito Mazzi e la partecipazione straordinaria dell’artista-protagonista Pierre Benson Bruss che espone i suoi falsi d’autore

Mercoledì 30 luglio, ore 21,15, piazzetta dell’Archivio di Stato

Presentazione della nuova edizione del classico La coltivazione del riso di Gian Battista Spolverini (Interlinea), con Mario Tuccillo dell’Accademia Italiana della Cucina.

 Mario Giarda, Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito, Interlinea
pp. 48, euro 5, isbn 978-88-8212-933-0

Novara ospita la “Grande Festa delle Rane”

7 luglio 2014 alle 16:44 | Pubblicato su Le rane, Novara, sport | Lascia un commento

Rane Interlinea2

Sarà lunedì 14 luglio al Parco dei Bambini, aperta a tutti

 Una proposta di Interlinea nell’Estate Novarese del Comune: protagonisti gli ospiti dei centri estivi e tutti i bambini novaresi dai 5 agli 11 anni. Giochi, canti, sfide e una caccia al tesoro nel verde. Madrina la scrittrice per l’infanzia Anna Lavatelli

 Una “Grande Festa delle Rane” al Parco dei Bambini di Novara ravviva l’Estate Novarese lunedì 14 luglio 2014, con ritrovo alle 14,30 sotto la scalinata dell’ingresso principale, grazie alla collaborazione della collana “Le rane” di Interlinea con l’Assessorato all’Istruzione del Comune di Novara. La manifestazione è riservata agli oltre 150 piccoli ospiti dei centri estivi cittadini e a tutti i bambini novaresi dai 5 agli 11 anni. Per tutti giochi, canti, sfide e una caccia alla rana nel verde del parco. Madrina la scrittrice per l’infanzia Anna Lavatelli cvon cui tutti sono invitata a intonare, alla fine, l’Inno delle rane.

Ecco un’anteprima di che cosa avverrà alla “Grande Festa delle Rane”.

All’arrivo i bambini devono recarsi presso il tavolo della segreteria, dove a ciascuno viene consegnato un cartoncino colorato con il simbolo della rana dove viene scritto il loro nome. I cartoncini di cinque diversi colori identificheranno anche i cinque diversi gruppi laboratorio.

Quando tutti i bambini sono stati registrati e distribuiti nei vari gruppi, verranno radunati vicino al palco. A questo seguirà la presentazione dell’iniziativa, con l’assessore Margherita Patti, e la suddivisione nei gruppi-laboratorio, che saranno cinque: laboratorio di disegno, dove su grandi fogli bianchi i bambini sono invitati a disegnare le “loro” rane, poi esposte all’ingresso del Parco dei Bambini; laboratorio di origami, dove i bambini imparano a realizzare con la carta ranocchie che saltano, e che possono anche essere decorate; laboratorio di giochi in movimento, dove i bambini sono guidati a svolgere sfide e attività motorie ispirate alla figura della rana e agli animali della risaia; laboratorio di palloncini, dove i bambini decoreranno dei palloncini riproducendo una rana dalle mille facce buffe; laboratorio canzone, dove i bambini impareranno a cantare e a mimare l’inno delle rane. I cinque laboratori si svolgeranno in contemporanea.

Al termine del tempo dedicato ai laboratori, i bambini verranno nuovamente radunati. Il gruppo che ha imparato la canzone, la eseguirà insieme a tutti gli altri bambini,la cui voce si sentirà fino a piazza Martiri. Subito dopo, scatterà la grande “Caccia alla rana”: una caccia al tesoro in cui i bambini, seguendo diversi indizi, dovranno trovare un palloncino a forma di rana nascosto nel parco. Ai vincitori un premio in libri della casa editrice.

A conclusione del gioco la festa terminerà con una merenda per tutti.

Le “Letture in piazzetta” dei mercoledì dell’Estate novarese: dall’Ossola all’Europa il Falsario sognatore di Benito Mazzi

7 luglio 2014 alle 16:40 | Pubblicato su Interlinea, Narrativa, Novara | Lascia un commento

Mercoledì 16 luglio alle ore 21,15 nella piazzetta dell’Archivio di Stato di Novara lo scrittore vigezzino Benito Mazzi presenta la storia vera di un bohémien di provincia alla presenza del protagonista, il pittore Pierre Benson Bruss, che presenta i suoi falsi d’autore. Evento dell’Estate Novarese del Comune in collaborazione con l’Hostaria I 2 Ladroni che propone degustazioni.

Mercoledì 16 luglio 2014 alle ore 21,15 a Novara, nella piazzetta dell’Archivio di Stato in corso Cavallotti, lo scrittore ossolano Benito Mazzi apre “Letture in piazzetta” in corso Cavallotti presentando Il falsario sognatore. Un bohémien di provincia (Interlinea) con la partecipazione straordinaria dell’artista-protagonista Pierre Benson Bruss che esporrà i suoi falsi d’autore. L’incontro, che si svolge all’interno dell’Estate Novarese del Comune di Novara, è organizzata in collaborazione con l’Hostaria I 2 Ladroni, che offre degustazioni a tema (per prenotazioni: 0321 624581).

I mercoledì successivi saranno dedicati alla musica e alle tradizioni dell’agricoltura novarese con i volumi Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito e con il capolavoro La coltivazione del riso.

Benito Mazzi, giornalista, scrittore e studioso di tradizioni alpine, nel suo ultimo romanzo Il falsario sognatoredà nuova prova della sua abilità di narrare un piccolo mondo alpino di frontiera, da sempre terra ricca di personaggi dotati di un misto tra ingegno, furbizia, sete d’ignoto e di avventura come il protagonista del romanzo Pier: cosa lo spinge, giovane di Masera, paesino della piemontese valle Vigezzo, a tralasciare gli studi per il richiamo delle vie del mondo? Che cosa lo porta in Francia, Inghilterra, Svizzera, tra cinema, belle donne, auto sportive e gioco d’azzardo, per poi ritornare nella propria valle con il nome di Pierre Benson Bruss, detto “il falsario”?

Mazzi, Il falsario 180

UN BRANO DEL LIBRO:

«Era tornato dopo qualche giorno, accompagnato dai carabinieri; ai famigliari disperati, che non riuscivano a farsi una ragione di quella fuga, s’era limitato a dire che era stufo di marcire sui banchi di scuola, di vedere le stesse facce, di mangiare la stessa minestra; era ora di darsi una mossa, di uscire dal guscio, di girare il mondo»

 L’AUTORE

Benito Mazzi vive da sempre nell’ossolana valle Vigezzo dove ha ambientato molti dei suoi libri, pubblicati con diverse case editrici (Rizzoli, Fabbri, Priuli & Verlucca, Ediciclo, Casagrande) e spesso tradotti all’estero. Tra i volumi di narrativa editi da Interlinea ricordiamo Nel sole zingaro. Storie di contrabbandieri (1997, presentazione di Alberto Sinigaglia, selezione premio Strega), Un uomo che conta (1998, presentazione di Angelo Rovelli, selezione premio Bancarella Sport), Quando abbaiava la volpe (2001), L’aquila di Tappia al Giro d’Italia (2003, con Marco della Vedova, note di Pier Bergonzi e Giovanni Cerruti), Gli invincibili della neve (2005, con un intervento di Mario Rigoni Stern e una nota di Enrico Rizzi), La ragazza che aveva paura del temporale (2011, presentazione di Giuliana Sgrena), Sento che domani vinciamo. Una tragica storia di pallone (2012, presentazione di Marco Cattaneo) e, per i bambini, la storia di Natale Il sogno di Gibo (1996).

 “LETTURE IN PIAZZETTA”: GLI ALTRI APPUNTAMENTI

Mercoledì 23 luglio, ore 21,15, piazzetta dell’Archivio di Stato

Presentazione del libro Guido Cantelli. Il direttore d’orchestra entrato nel mito (Interlinea), con l’autore Mario Giarda e Alberto Viarengo del Centro studi Cantelli del Conservatorio di Novara, con musica e proiezioni.

 Mercoledì 30 luglio, ore 21,15, piazzetta dell’Archivio di Stato

Presentazione della nuova edizione del classico La coltivazione del riso di Gian Battista Spolverini (Interlinea), con Mario Tuccillo dell’Accademia Italiana della Cucina.

Benito Mazzi, Il falsario sognatore. Un bohémien di provincia, Interlinea
pp. 248, euro 18, isbn 978-88-8212-964-4

Ufficio stampa Interlinea
0321 612571
ufficiostampa@interlinea.com
www.interlinea.com

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